Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

martedì 26 aprile 2011

MUOVERSI NELLA BIASSONO DEL FUTURO

  


Stazione di Kinosaki Onsen, Giappone,
Ciabatte a disposizione dei viaggiatori per andare a piedi alle terme
 
L’esperienza fallimentare nei mesi scorsi del collegamento curato da Brianza Trasporti tra il centro di Biassono e la stazione FS, con i pullman vuoti che attendevano nel nulla avventori che non sarebbero mai arrivati, non deve trarci in inganno: il futuro della mobilità verso le città ed anche nel nostro territorio comunale avrà sempre più bisogno di mezzi pubblici e sempre meno di auto private. Non solo mezzi ma una rete integrata di servizi e di possibilità che vanno dal muoversi di più a piedi quando si può, alla bicicletta, agli scooter silenziosi ed a basso consumo, ai bus e minibus, il tutto collegato con trasporti, su rotaia o su gomma, efficienti verso i luoghi di lavoro, studio e ricreazione quando ubicati sul territorio extracomunale. In Italia ed in Lombardia, come sempre, siamo piuttosto indietro. Mi viene in mente la sensazione che ho provato arrivando con un treno superveloce a Kanazawa, in Giappone, dove dalla avveniristica stazione si accedeva ad una vasta gamma di servizi di trasporto, percorsi pedonali, bici a noleggio; una volta in giro nella cittadina, si rimaneva colpiti dalla bellezza ed estensione delle zone ciclopedonali e da una quasi totale assenza: quella delle auto private. E’ noto anche come progressivamente in molte città d’Europa le auto sono sempre più un optional, come nelle cittadine olandesi, ma non solo, dove, nonostante un clima non propriamente mite, il 70% della popolazione si muove in bici. La questione, è chiaro, è anche culturale. Ma quando si viene a sapere che anche a Los Angeles da quest’anno tutti gli autobus saranno ecologici o a metano allora nulla è impossibile.
Kanazawa, Giappone - Stazione JR 
Cosa può fare per un Comune come Biassono per portarci un po’ più avanti verso la mobilità del futuro? Non tutto certo, soprattutto dati i ritardi e le mentalità vecchie che contraddistinguono i nostri enti regionali e statali, ma molto sì. A cominciare, appunto, dalla cultura, lavorando ad esempio con le scuole a far sì che i ragazzi e le loro famiglie si abituino ad andare a scuola consumando meno CO2, attuando un Progetto Piedibus o magari un Mobility Game. Supportando l’uso della bicicletta con il Bike sharing e  potenziando in modo generalizzato sul territorio comunale le piste ciclabili e la percorribilità pedonale in particolare dalle aree di nuovo insediamento. Facendo in modo, se possibile, che queste siano anche belle e sicure. E, come detto, non lasciandosi scoraggiare dalle difficoltà ma rilanciando: dal vecchio pullman borbottante alla stazione ad una piccola flottiglia, agile e dinamica, possibilmente elettrica, di minibus o taxi collettivi “a chiamata”, un “servizio di prossimità” in grado di collegare qualsiasi zona del paese con le aree di commercio e servizi, come, oltre alla stazione, il cimitero, il centro storico, il mercato, l’ospedale, San Giorgio e gli accessi ai Parchi, tra l’altro senza problemi di parcheggio. Un servizio come questo non può essere gestito in proprio dal Comune, che non può e non deve essere il factotum ma il facilitatore, il promotore di partnership con operatori qualificati che abbiano voglia di investire scommettendo sul futuro e non solo di spartirsi le poltrone e gli introiti a spese dei cittadini rivendendo a prezzi più alti servizi vecchi e spesso inefficienti. Certo per rendere efficaci questi servizi il Comune, soprattutto nella fase iniziale, dovrà fare la propria parte, incentivando l’uso dei nuovi mezzi da parte dei cittadini con convenzioni che prevedano fasce di esenzione (come una tessera verde di trasporto gratis per gli utenti oltre i 65 anni) o punti bonus CO2 per chi abbandona l’auto, per esempio, per andare alla stazione.
Il futuro ci aspetta. Ma non per molto. E se lo perdiamo ci costerà molto caro. Anche nel portafoglio. 
Cesare Rovelli 

venerdì 22 aprile 2011

MA A BIASSONO HA ANCORA SENSO ISCRIVERSI ALL'ALBO DEGLI SCRUTATORI?

E' la domanda che mi sono posto lo scorso mercoledì dopo aver assistito alla riunione della Commissione Elettorale comunale che, in seduta pubblica, doveva procedere alla nomina degli scrutatori in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio.
Ed è la domanda che ho posto al Sindaco ed ai tre componenti la Commissione (due consiglieri comunali della Lega Nord ed uno del gruppo Cristiani Democratici Liberali) dopo che gli stessi avevano respinto la mia richiesta, formulata a nome e per conto di Lista per Biassono, di procedere alla nomina tramite sorteggio tra i nominativi compresi nell'albo degli scrutatori.
La legge (270/2005) al riguardo è ambigua, dal momento che si limita a prescrivere che la Commissione nomina gli scrutatori “scegliendoli” tra gli iscritti all'albo, ma non indica il criterio con il quale tale scelta debba essere operata.
Al di là delle disquisizioni di natura prettamente giuridica, mi pareva metodo assolutamente trasparente e democratico quello del sorteggio.
La Commissione, invece, ha unanimemente deciso di percorrere altre strade, peraltro discutibili.
Ogni commissario è arrivato con il suo precostituito elenco di nominativi che sono stati senza indugio alcuno prontamente assegnati al seggio elettorale indicato.
Lo spettacolo non è stato, a mio modo di vedere, particolarmente edificante.
Ma soprattutto è stata lasciata mano libera a due gruppi consiliari (Lega e CDL che, peraltro, concorreranno anche alle prossime elezioni) di gestire a proprio piacimento questo delicato momento di garanzia.
Risultato che ciascun cittadino potrà agevolmente accertare: gli scrutatori nominati sono, più o meno, sempre gli stessi.
Ritorna la domanda iniziale: che senso ha per un giovane biassonese rispondere all'avviso pubblico che ogni anno viene affisso dal Comune per l'iscrizione all'albo degli scrutatori?
Felice Meregalli   

lunedì 18 aprile 2011

A BIASSONO DOPO “VIA A. PISACANE” ASPETTIAMO “VIA B. LEOPARDI”


Il brillante Oscar Wilde, in una bella commedia degli equivoci tradotta in italiano col titolo "L'importanza di chiamarsi Ernesto", ha dedicato una sua opera all'importanza del nome. Eh sì, perchè il nome è importante! Ma di ciò la toponomastica del nostro paese sembra infischiarsene. E certamente non conforta, e non può essere una scusa, il fatto che questo vero e proprio oltraggio al ricordo delle persone a cui viene intitolata una strada, sia commesso nell’indifferenza generale da molte amministrazioni. Il fatto, in sé e per sé, si fa rientrare nelle piccole imprecisioni e refusi delle quali si addossa sbrigativamente la colpa ad irresponsabili impiegati.
Ed infatti, molto spesso, capita di leggere imprecisioni, a mio giudizio gravi, nell’intestazione delle strade. Alzi la mano chi non si è mai imbattuto in un cartello che indica "Via B. da Urbino", "Via A. da Giussano" o, peggio ancora, anche a dispetto della sua enorme fama, in  "Via L. da Vinci".
In tutti questi casi il toponomasta attribuisce maggior valore al luogo, sia esso quello di nascita o che ha dato lustro al personaggio, che alla persona. E così vediamo, con tutto  il rispetto per queste località, che ad Urbino viene attribuita più importanza che a Bramante, a Giussano più che ad Alberto, ed alla bella cittadina di Vinci più lustro che all’immenso Leonardo al cui ricordo rimane una misera L.
Ma anche a Biassono, nel nostro piccolo, non ci facciamo mancare niente!
In una città dove certamente i simboli di una inconsistente identità culturale celtico-padana non mancano, alla cura con cui viene imposta una “Via Padania”, od altre simili amenità,  non corrisponde un’altrettanta cura nel non errare, almeno, nell’indicazione del nome della Persona a cui una strada è intitolata.
Il fatto, se ci pensiamo bene, non è poi così irrilevante da farci sorridere e dimenticarlo. Perché un conto è intestare le varie vie a persone illustri come Mazzini, Garibaldi, Matteotti, Moro o Pisacane. Tutt’altro è intestarle a sconosciuti quali F. Mazzini, M. Garibaldi, A. Matteotti e G. Moro o A. Pisacane.
Nel primo caso siamo di fronte ad un’intestazione incompleta ma corretta: il cognome basta ed avanza. Nel secondo, semplicemente, siamo nel grottesco: il nome puntato e sbagliato porta infatti a considerare che gli amministratori comunali siano tanto ignoranti da non sapere che Pisacane si chiamasse Carlo e non Antonio, Angelo, o Annalisa  che dir si voglia. E che se vuole darsi lustro ad un valoroso patriota basta rispettarlo ricordandone correttamente il suo nome. Così se vogliamo intestare una strada al poeta Leopardi, vi prego, ricordate che si chiamava Giacomo.
Michele Memola 

giovedì 14 aprile 2011

Villa Monguzzi è di tutti o è Cosa Nostra?


E' questo l’interrogativo che ci sovviene, non appena veniamo a sapere che sabato scorso - durante una manifestazione dell’associazione La Sperada - la Villa è stata “ privatizzata “ con la chiusura del cancello d’accesso.
Evidentemente si voleva svolgere un incontro a porte chiuse per le sole simpatizzanti dell’associazione, lasciando fuori il resto della cittadinanza.
Un bell’ esempio di come le donne padane intendano far uso, ma forse è meglio dire abuso, dei beni pubblici. In un precedente incontro, durante il quale le associazioni cittadine si sono confrontate con i responsabili della Villa, era stato ambiguamente dichiarato che Villa Monguzzi è  un luogo "pubblico, ma al tempo stesso privato”. Ossimoro a parte, non credevamo davvero si arrivasse a tanto!
Inevitabilmente abbiamo raccolto lamentele di alcuni cittadini che, vedendo il portone sbarrato, hanno rinunciato ad entrare; persino una corrispondente dei giornali locali è stata costretta a chiedere che le fosse aperto il cancello, dovendo uscire dalla Villa dopo aver preso parte all'evento ivi ospitato.
Collegando quanto detto dai responsabili della Villa e la conseguente chiusura di sabato scorso, ne ricaviamo una conclusione lampante: Villa Monguzzi è più che cosa nostra. E' Cosa Loro! 
Evidentemente il favore elettorale delle ultime elezioni amministrative (61% alla Lega Nord per l’indipendenza della Padania ) fa erroneamente ritenere a questi signori, ma soprattutto alle loro signore, che possano disporre a proprio piacimento dei beni pubblici; sì, a volte il troppo consenso dà un po’ alla testa e finisce per far sentire al disopra di tutte le regole.
Credo che il sindaco Piero Malegori debba indagare sul fatto  e spiegare pubblicamente alla cittadinanza cosa  sia  accaduto  e che misure intenda adottare affinchè questi fatti incresciosi non abbiano a ripetersi.
Attendiamo fiduciosi.

sabato 9 aprile 2011

Lista per Biassono: la tua voce in paese

LA NUOVA VOCE DI BIASSONO


Lista per Biassono c’è. Ancora una volta. Ancora fermamente decisa a difendere e dare voce alle istanze civiche del paese, senza farsi scudo di simboli nazionali o accodandosi a diatribe lontane dal territorio.

Così è stato nel 2001, così nel 2006, e nuovamente sarà quest’anno, in occasione delle elezioni amministrative del prossimo 15 maggio: un appuntamento imperdibile per chi intende voltare pagina a Biassono e credere in un progetto più vicino alla gente, ai giovani e al nuovo; una lista che - nella deliberata scelta di calcare la via civica - rompe con la bolsa politica del passato, senza però rinunciare all’esperienza di quei cittadini che lottano per far rispettare nella vita del Comune i valori costituzionali dell’Italia unita, democratica e repubblicana.

Ma anche, e soprattutto, le aspettative di ogni singolo biassonese, raccogliendone i sogni ripetutamente infrantisi sulle mura di Villa Verri, tanto quanto gli appelli alla risoluzione di quei problemi cui la Lega Nord – negli ultimi 15 anni – ha sempre e semplicemente negato il diritto d’ascolto.
Proprio per questo motivo il Comitato civico di Lista per Biassono ha deciso di dotare il paese di un nuovo strumento di dialogo, aperto al contributo di chiunque e vicino a tutti, grazie alle possibilità dischiuse dal web:

Biassono in progress(http://listaperbiassono2011.blogspot.com)

il blog che si propone come libero spazio per suggerire idee, evidenziare critiche o documentare aspetti della vita civica cui non vengono riconosciuti i giusti spazi nella comunicazione locale. Tutti gli articoli, le fotografie o i filmati qui inseriti possono essere commentati pubblicamente, mentre alla casella postale del sito sono recapitabili i contributi che la redazione coordinerà e metterà successivamente in evidenza.

Chi volesse sapere di più del nuovo progetto, potrà incontrare i sostenitori di Lista per Biassono già questa domenica, 10 aprile, presso il banchetto allestito in via S. Martino: dalle 8.30 alle 12.30 sarà infatti in corso la raccolta delle firme a sostegno della presentazione della lista, cui ogni elettore biassonese potrà contribuire (senza vincolo di voto), apponendo la propria firma comprovata da un documento d’identità.

Lista per Biassono: la tua voce in paese. 
                               Comitato civico Lista per Biassono 2011

Volantino in distribuzione il 9 aprile 2011 a Biassono

lunedì 4 aprile 2011

GLI SPETTRI DELLA SASATEX

Biassono vista dall’alto non è uno spettacolo molto piacevole. Soprattutto se si punta lo sguardo verso il quartiere di S. Andrea, dove la voragine di 25mila metri quadrati lasciata aperta dall’abbattimento dell’ex industria tessile Sasatex evoca ancora sinistri spettri. Dati comunali alla mano, i lavori di smantellamento e riqualificazione del sito si sarebbero dovuti concludere almeno due anni fa, ma le fondamenta delle future sette palazzine residenziali sono state gettate solo da alcune settimane, mentre l’asilo nido comunale sarà forse pronto nei primi mesi del 2012. Un castello di 3.200 metri quadrati, con tanto di torri merlettate, dove troveranno posto 75 bimbi (60 neonati, 15 iscritti alla scuola materna). 

Gli aspetti più allarmanti restano tuttavia la presenza di notevoli quantitativi di amianto usurato sui tetti delle vicine abitazioni (solo in parte rimosso attraverso il rinnovamento di alcuni stabili e l’abbattimento dell’ex azienda tessile), così come le infiltrazioni di sostanze inquinanti nel terreno. La società Strago, incaricata della bonifica dei terreni, ha infatti rilevato sensibili tracce di idrocarburi, aromatici policiclici, alifatici cancerogeni e Pbc, a tal punto che le operazioni hanno finito per protrarsi ben oltre i limiti previsti, causando gravi disagi ai residenti locali e proiettando inaspettate ombre sul progetto.

Durante gli ultimi quattro anni,  quasi 500 persone hanno dovuto fare i conti con camion in transito dalla mattina alla sera, micidiali polveri nell’aria in grado di soffocare orti e sporcare ogni angolo di casa, senza contare i rumori assordanti lungo l’intero corso della giornata. Non da ultimo, la malagestione dell’intero progetto aveva spinto i cittadini ad una pesante denuncia sulla stampa locale, dopo aver visto snobbate dalla giunta leghista le proprie richieste di chiarimento: “assenti i parapetti di sicurezza – riportava il Giorno del 19 luglio 2010 - inesistenti gli irrigatori per contenere le polveri o le barriere per ammortizzare i rumori della frantumazione; sforato pesantemente il limite dei 120 giorni concesso per questo tipo di operazioni. Solo per fare qualche esempio. Al contrario, l’impianto mobile per la demolizione degli scarti industriali ha visto bene di capitalizzare l’occasione, raccogliendo in sede macerie provenienti dal resto della Brianza, per ritagliarsi poi un proficuo business”. Ambiguità di gestione che hanno costretto più volte ad un intervento sanzionatorio della polizia locale, dopo il riconoscimento di diverse anomalie nei lavori da parte dello stesso direttore tecnico del cantiere Dario Casiraghi.

La fretta con cui si sta cercando di porre rimedio alle pesanti mancanze dei mesi passati fa quasi perdere di vista i numerosi motivi di disagio che ancora gravano sul progetto ex Sasatex: l’area appare eccessivamente antropizzata, visto che le palazzine in costruzione non solo non rientrano in alcun progetto di edilizia convenzionata (120 alloggi a semplice prezzo di mercato), ma non prevedono neppure un'ampia barriera di verde per compensare l’eccessivo sfruttamento del terreno (per 1 milione 800mila euro spesi a favore dell’asilo nido comunale, il privato guadagnerà come minimo una cifra 7 volte superiore).

Dopo i piani edilizi in zona Misericordia, S. Maria delle Selve, dell’Olmo, oltre a quello sull’ex area Pressindustria (lungo la provinciale Monza-Carate), Biassono risulta in Brianza uno dei Comuni a più alta densità di popolazione nel rapporto fra disponibilità di verde e spazi abitativi. E ancora: la riqualificazione del quartiere è stata condotta senza tutelare in alcun modo la salute dei residenti locali, visto che la rimozione delle placche di amianto dell’ex azienda tessile (le cui polveri sono altamente cancerogene) è stata portata avanti senza rispettare le necessarie misure di sicurezza ed informazione, trascurando di agevolare l’adeguamento alle nuove normative fra le unità abitative non direttamente coinvolte nel progetto.



Solo qualche privato ha avuto l’ardire di trasformare il proprio tetto in una fonte d’accumulo d’energia rinnovabile, senza ottenere però alcun incentivo o supporto da parte amministrativa. Grave mancanza, che dovrebbe invece spingere ad una revisione del regolamento edilizio comunale, affinché Biassono abbia l’opportunità di adeguarsi ai nuovi standard di qualità della vita e tentare una via di ecosviluppo in linea col progetto internazionale “in transition 1.0”  (www.transitionculture.org).

Al contrario, l’ex area Sasatex – al pari dell’operazione congiunta Villa Monguzzi-Centro anziani S. Andrea-Ecomostro di S. Maria delle Selve - sembra l’ennesima riproposizione di un modello di “svendita” del territorio che, rifiutando di monetizzare la concessione degli standard edilizi, ricorre ad accordi “a costo zero” molto più remunerativi per l’ente privato che per l’interesse pubblico. Alla luce degli sviluppi urbanistici seguiti all’approvazione del progetto, sarebbe stato infatti opportuno ripensare la destinazione dell’intero blocco, studiando soluzioni meno impattanti. Biassono è davvero stanca di fare beneficienza a quanti hanno solo in mente di cementare ogni suo più piccolo lembo.

Alberto Caspani 

mercoledì 23 marzo 2011

COMUNICATO STAMPA: RISULTATI INIZIATIVA NELLE CORTI

Ottima rispondenza da parte dei cittadini all’iniziativa del Comitato elettorale Lista per Biassono 2011 nelle Corti di Biassono.
Nelle scorse settimane è stato distribuito un questionario a 300 famiglie residenti in 11 delle principali Corti del centro storico di Biassono, come la  Curt  del Castell, la Curt da Mila, la Curt di Umat etc. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di raccogliere dalle vive voci dei cittadini osservazioni, segnalazioni di problemi e proposte in merito a quello che resta uno dei tessuti urbani più caratteristici e fondamentali del centro storico cittadino.
Il ritiro dei questionari è stato fatto porta a porta, fermandosi a parlare con i cittadini  ed è stato completato domenica 13 marzo. Molto buona la risposta dei cittadini, con oltre cento famiglie che hanno compilato il questionario ed hanno espresso moltissime idee e commenti ai rappresentanti del Comitato Lista per Biassono 2011 anche al di là delle specifiche domande del questionario e che sono stati occasione per “toccare con mano” la situazione delle diverse corti ed anche le loro specificità in rapporto ad una serie di problemi comuni. Dai primi dati si è rilevato che il 50 % circa è residente da oltre 10 anni con molti insediamenti familiari “storici” ancora presenti (il 20% ci vive dalla nascita) mentre il 50 % ci vive da meno di dieci anni (il 10% vi si è trasferito da meno di un anno). Oltre il 70% ritiene che a situazione delle Corti negli ultimi anni sia cambiata in peggio ed auspicano una maggiore attenzione dell’amministrazione. La Corte è comunque da molti apprezzata come modalità abitativa e si valuta positivamente in diversi casi la socialità e la conoscenza con i vicini soprattutto dove si è mantenuto il tessuto familiare originario.  Numerose sono le proposte ed i problemi su cui si auspicherebbe anche un maggiore coordinamento e sostegno dell’amministrazione:  tra questi pavimentazione, parcheggi, illuminazione, accessi e pericolosità delle immissioni, iniziative culturali, facilitazioni edilizie, verde,  regolamentazione il tutto naturalmente con un mix diverso e diverse accentuazioni  tra le corti e spesso con proposte di dettaglio molto interessanti.
 Idee e spunti sono allo studio del Comitato e verranno presentati nelle prossime settimane e tenuti in considerazione nel proprio programma per le prossime elezioni amministrative.  Data l’ottima rispondenza dei cittadini all’iniziativi il Comitato elettorale Lista per Biassono 2011 prevede di effettuare ad aprile un’altra iniziativa di questo tipo questa volta rivolta ai nuovi insediamenti.

Biassono, 19 marzo 2011
COMITATO ELETTORALE LISTA PER BIASSONO 2011     

domenica 20 marzo 2011

DISTRIBUIRE BIOCARBURANTI NEL PARCO?

Strano: in questo periodo vanno di moda i vampiri e invece dalle nostre parti si sono presentati gli zombi.


IL FATTO

Lo sapete già: vogliono costruire nel Parco, davanti alla piscina, un distributore di biocarburanti. Se ne era cominciato a parlare qualche mese fa, ma ne era bastato solo l’annuncio che già la vicenda pareva seppellita sotto un cumulo di no.
Invece improvvisamente settimana scorsa è uscita questa agenzia: «Il Consiglio dei Ministri ha condiviso alcuni pareri favorevoli espressi in sede di conferenza di servizi convocata in relazione al progetto di realizzazione di un nuovo impianto di distribuzione stradale di carburante ad uso pubblico a basso impatto ambientale in Monza, Strada per Santa Pieve alle Selve; l'impianto verrà pertanto realizzato».
Pensavamo di averla scampata, ma evidentemente aveva ragione Stephen King: a volte ritornano.



Ospitiamo le considerazioni in merito che ci ha inviato Juri Casati (collaboratore della rivista su Monza&Brianza "Tran Tran". 
Intervento completo: http://listaperbiassono2011.blogspot.com/p/dossier-distributore-biocarburanti-nel.html)

  • A mio parere il distributore di biocarburanti per le sole auto di servizio sul circuito può essere fatto benissimo in un’area più interna dell’Autodromo. A zero impatto visivo, di abbattimento alberi e di traffico. Un piazzola in zona box – poco più avanti o poco più indietro - non dovrebbe creare turbative.
  • È vero infatti che l’area davanti alla piscina è stata data in concessione alla SIAS. Tuttavia non bisogna pensare che tutta l’area in concessione alla SIAS debba o possa essere edificata. E in questo senso è importante precisare che il verde è valido quando ha una certa estensione continuativa e non quando, pur a parità di estensione, è sbriciolato in piccoli lotti. Quindi anche nell’area in concessione a SIAS il verde deve essere garantito “a blocchi”. Evitiamo in questo senso il pessimo esempio di Milano che per anni ha considerato “aree verdi” anche le aree intorno ai binari del tram perché in alcuni quartieri c’erano delle micro aiuole larghe mezzo metro a ridosso dei binari. E mezzo metro da un lato e mezzo metro dall’altro lato moltiplicato per la lunghezza dei binari faceva una bella dimensione - utilizzata tuttavia solo per le deiezioni canine – che poi veniva conteggiata come “area verde” in città. No. Non è così che si fa. Il verde deve essere utilizzabile e per essere utilizzabile deve essere compreso in lotti raggiungibili. Evitiamo quindi di cadere in tranelli – che sicuramente verranno tesi – del tipo: “qui radiamo al suolo 8.000 metri quadrati di alberi, ma compensiamo questa perdita piantando gerani a bordo pista per i due chilometri del rettilineo…”


  • Inoltre secondo me è sensato che nelle aree della concessione SIAS che confinano con il resto del Parco sia presente una fascia di rispetto inedificabile. Se proprio bisogna edificare – e lo si è fatto già molto – che almeno ciò avvenga non a ridosso delle aree della comunità.
  • Non ha senso offrire alla clientela esterna il pur rispettabile biocarburante. La collocazione dell’impianto non ne garantirebbe lo sfruttamento in tutti i weekend o in orario serale se non a scapito della sicurezza né garantirebbe un afflusso continuo di clienti vista la posizione estranea ai centri abitati e ai flussi di traffico.
  • Dal momento che il Parco è un bene da preservare il più possibile non ha senso deturpare il paesaggio per risparmiare sui costi di gestione di un impianto che deve servire ai mezzi del circuito.


  • È necessario tuttavia preparare anche qualche proposta costruttiva per venire incontro alle esigenze della SIAS di diversificare gli introiti – sempre che questo sia il loro obiettivo – e di rivedere l'assetto dell'Area di Santa Maria delle Selve. La proposta deve portare un valore aggiunto e che impatti poco, soprattutto in termini di volumi e di impatto automobilistico serale.
  • Effettivamente alcuni ragionamenti potrebbero essere fatti sull’area della piscina e del camping che si trovano a bordo pista e che secondo me sono il vero centro di interesse della SIAS. A questo punto tanto vale fare un ragionamento complessivo sull’area in concessione a SIAS perché per esempio l’abbattimento parziale della pista parabolica - magari conservandone una parte come memoria storica – potrebbe restituire ettari interi di verde compatto alla comunità.



martedì 15 marzo 2011

Sempre più code per fare l’esame del sangue

Meno giorni per l'esame, più code         Biassono, febbraio 2011

Non solo Biassono non è un paese per bambini - come ben evidenziato in un precedente post - ma anche per anziani, considerate le enormi difficoltà che questi incontrano nelle attività quotidiane. 

Fare un esame del sangue, ad esempio, costringe spesso a restare in coda con altre 30 persone per troppo tempo. La foto sopra mostra appunto la coda di un venerdì mattina  – anzi, solo una parte di essa – negli uffici deputati di via Mazzini 37.
I problemi relativi a questo servizio sono diversi: in primis, la sala d’aspetto è buia e si compone di un ingresso e di un corridoio con sole 9 scomode sedie, non risultando dunque attrezzata per ospitare un numero elevato di persone. Fra di esse,  oltretutto, si contano sicuramente anziani, ma anche donne incinte, che faticano ad aspettare in piedi e avrebbero bisogno di sedere. Inoltre i giorni in cui è possibile effettuare questo tipo di analisi sono stati ridotti da cinque a tre alla settimana (ovvero lunedì, mercoledì e venerdì), causando quindi un sovraffollamento negli orari in cui il laboratorio è aperto. Infine penso sia importante notare che il centro analisi di via Mazzini,  gestito dalla Synlab Italia,  risulta situato in una zona di Biassono troppo decentrata, mentre sarebbe più facilmente raggiungibile se collocato in spazi quali la foresteria di Villa Monguzzi o negli uffici lasciati dalle associazioni in via Verri 12, attigui al Comune. 
È infatti evidente che il servizio di analisi mediche è di rilevante importanza per la maggioranza dei cittadini di Biassono;  soprattutto per le persone più anziane che non godono di facile mobilità. 
Il Comune di Biassono, con i suoi circa 12.000 abitanti, non garantisce un adeguato servizio sanitario di prima necessità ed offre meno in materia di servizi socio-sanitari di Comuni anche più piccoli, come i vicini Macherio e Sovico.

Se Biassono non è un paese per bambini, ci spiace constatare che non lo è neanche per gli anziani! E' davvero tempo di cambiare!

Fabrizio Baccenetti

martedì 8 marzo 2011

VIVA L'8 MARZO


“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla leggesenza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando, di fatto, la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppi della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art.3, Costituzione Italiana)

Per non dimenticare le discriminazioni, la mercificazione del corpo e le violenze che le donne hanno subito e continuano a subire.
Quelli dell’ 8 marzo non devono essere solo auguri, ma un’ulteriore testimonianza di solidarietà verso le donne, le ragazze e le bambine vittime dell’ingiustizia; perché il desiderio di uguaglianza ed emancipazione diventi realmente un diritto inalienabile per tutte!

Antonella