| Stazione di Kinosaki Onsen, Giappone, Ciabatte a disposizione dei viaggiatori per andare a piedi alle terme |
L’esperienza fallimentare nei mesi scorsi del collegamento curato da Brianza Trasporti tra il centro di Biassono e la stazione FS, con i pullman vuoti che attendevano nel nulla avventori che non sarebbero mai arrivati, non deve trarci in inganno: il futuro della mobilità verso le città ed anche nel nostro territorio comunale avrà sempre più bisogno di mezzi pubblici e sempre meno di auto private. Non solo mezzi ma una rete integrata di servizi e di possibilità che vanno dal muoversi di più a piedi quando si può, alla bicicletta, agli scooter silenziosi ed a basso consumo, ai bus e minibus, il tutto collegato con trasporti, su rotaia o su gomma, efficienti verso i luoghi di lavoro, studio e ricreazione quando ubicati sul territorio extracomunale. In Italia ed in Lombardia, come sempre, siamo piuttosto indietro. Mi viene in mente la sensazione che ho provato arrivando con un treno superveloce a Kanazawa, in Giappone, dove dalla avveniristica stazione si accedeva ad una vasta gamma di servizi di trasporto, percorsi pedonali, bici a noleggio; una volta in giro nella cittadina, si rimaneva colpiti dalla bellezza ed estensione delle zone ciclopedonali e da una quasi totale assenza: quella delle auto private. E’ noto anche come progressivamente in molte città d’Europa le auto sono sempre più un optional, come nelle cittadine olandesi, ma non solo, dove, nonostante un clima non propriamente mite, il 70% della popolazione si muove in bici. La questione, è chiaro, è anche culturale. Ma quando si viene a sapere che anche a Los Angeles da quest’anno tutti gli autobus saranno ecologici o a metano allora nulla è impossibile.
| Kanazawa, Giappone - Stazione JR |
Cosa può fare per un Comune come Biassono per portarci un po’ più avanti verso la mobilità del futuro? Non tutto certo, soprattutto dati i ritardi e le mentalità vecchie che contraddistinguono i nostri enti regionali e statali, ma molto sì. A cominciare, appunto, dalla cultura, lavorando ad esempio con le scuole a far sì che i ragazzi e le loro famiglie si abituino ad andare a scuola consumando meno CO2, attuando un Progetto Piedibus o magari un Mobility Game. Supportando l’uso della bicicletta con il Bike sharing e potenziando in modo generalizzato sul territorio comunale le piste ciclabili e la percorribilità pedonale in particolare dalle aree di nuovo insediamento. Facendo in modo, se possibile, che queste siano anche belle e sicure. E, come detto, non lasciandosi scoraggiare dalle difficoltà ma rilanciando: dal vecchio pullman borbottante alla stazione ad una piccola flottiglia, agile e dinamica, possibilmente elettrica, di minibus o taxi collettivi “a chiamata”, un “servizio di prossimità” in grado di collegare qualsiasi zona del paese con le aree di commercio e servizi, come, oltre alla stazione, il cimitero, il centro storico, il mercato, l’ospedale, San Giorgio e gli accessi ai Parchi, tra l’altro senza problemi di parcheggio. Un servizio come questo non può essere gestito in proprio dal Comune, che non può e non deve essere il factotum ma il facilitatore, il promotore di partnership con operatori qualificati che abbiano voglia di investire scommettendo sul futuro e non solo di spartirsi le poltrone e gli introiti a spese dei cittadini rivendendo a prezzi più alti servizi vecchi e spesso inefficienti. Certo per rendere efficaci questi servizi il Comune, soprattutto nella fase iniziale, dovrà fare la propria parte, incentivando l’uso dei nuovi mezzi da parte dei cittadini con convenzioni che prevedano fasce di esenzione (come una tessera verde di trasporto gratis per gli utenti oltre i 65 anni) o punti bonus CO2 per chi abbandona l’auto, per esempio, per andare alla stazione.
Il futuro ci aspetta. Ma non per molto. E se lo perdiamo ci costerà molto caro. Anche nel portafoglio.
Cesare Rovelli















