Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

martedì 30 gennaio 2018

SINO ALLA FINE DEL MONDO

Piano di Governo del Territorio, avanti tutta. Anche a costo di schiantarsi. Nonostante la messa in guardia del Tar, riunitosi in seduta lo scorso novembre per analizzare il ricorso promosso da Lista per Biassono contro la cementificazione del territorio comunale, la giunta leghista resta ferma sulle posizioni del 2013. Con i suoi soli voti favorevoli, ieri sera non solo ha prorogato in consiglio comunale la validità del Pgt sino all’adeguamento della pianificazione regionale e provinciale, ma ha attivato immediatamente i piani attuativi contenuti nel documento. 

Poco importa se, durante questi anni, siano piovute critiche dentro e fuori il Comune, riuscendo addirittura a compattare un fronte contrario che coinvolge il coordinamento ambientalista dell’Osservatorio del PTCP di Monza e Brianza, LabMonza e Lissone Bene Comune. Poco importa se Pedemontana, deus ex machina delle magnifiche e progressive sorti di Biassono, sia ormai ad un passo dal definitivo seppellimento. Poco importa se le modifiche alla Legge regionale 31/2014 prescrivano di ritenere inammissibili i piani attuativi avviati prima della proroga di ieri sera (e sono ben 3 per il Comune di Biassono: la devastante destinazione a funzione produttiva di ben 307.100 metri quadrati verdi al confine con Lissone, oltre a due interventi di ulteriore espansione edilizia nella frazione di S. Giorgio). 

Niente. La giunta non ha sentito ragioni, concedendo solo la possibilità, qualora occorresse, di attuare una variante di piano in futuro. L’urgenza di soddisfare le spinte private è andata contro ogni ragione, adducendo un consenso pubblico al PGT che il voto delle ultime elezioni ha palesemente smentito (entrambe le attuali minoranze, infatti, avevano in programma l’opposizione alle previsioni del PGT e i loro voti, se conteggiati nel merito, risultano superiori a quelli della Lega Nord). Consenso che, oltretutto, la Lega Nord si guarda bene dal verificare, avendo affossato in consiglio comunale anche il tentativo di indire un referendum cittadino su tali problematiche. Come se non bastasse, sono state approvate coi soli voti di maggioranza anche alcune modifiche alle Norme tecniche d’attuazione, in base alle quali viene alzata una cortina fumosa attorno a possibili interventi edilizi sull’assetto urbanistico del centro storico di Biassono: porticati, logge, androni passanti e spazi aperti tipici delle antiche corti del paese potranno essere soggetti ad interventi di rigenerazione fortemente impattanti. Buon senso avrebbe voluto che, almeno su quest’ultimo punto, fosse riattivata la stessa commissione PGT che aveva definito le Norme Tecniche d’Attuazione, confrontandosi su quei “casi specifici” cui la delibera alludeva ed evitando di votare a scatola chiusa. Macché. Solo un altro intralcio. Se in questi anni il mercato edilizio non fosse stato bloccato dalla crisi economica, Biassono sarebbe già uno dei tanti Comuni della cintura grigia di Milano. Da ieri sera, i rischi paventati tornano di nuovo d’attualità. 

ADDIO EX PRESSINDUSTRIA
Le prime avvisaglie arrivano dalla volontà di riqualificare l’ex area Pressindustria, sulla strada Monza-Carate: abbandonata agli spettri per oltre 20 anni, si trasformerà nell’ennesimo complesso residenziale di Biassono, includendo alcune attività commerciali e uffici. L’amministrazione potrà ricavarci una nuova struttura da destinare a farmacia o a qualcosa di ancora indefinito. Come dire: l’elefante ha partorito il topolino. Anziché impegnarsi in una negoziazione che avrebbe potuto risolvere l’annoso problema degli spazi ridotti degli uffici municipali, favorendo la loro emigrazione nell’ex palazzina aziendale e liberando Villa Verri come nuova risorsa pubblica, la giunta ha scelto un percorso dal fiato corto. Sebbene lo studio che ha in carico il progetto fosse disponibile a riconsiderare il piano, sfruttando la vocazione ad uffici dell’ex Pressindustria per creare un nuovo polo pubblico di servizi, l’idea è stata definitivamente affossata. Biassono continua così ad espandere le proprie superfici residenziali (e per la maggior parte invendute), avendo ormai dimensioni di una cittadina, ma servizi di un paesotto periferico. 

IL FUTURO DEI BENZINAI

Ora le attenzioni finiranno per spostarsi sugli ultimi due punti critici dell’asse nord-sud: l’ex benzinaio Agip su via Cesana e Villa, così come la stazione di servizio all’imbocco di via Santa Maria delle Selve. Se il primo ha subito un inspiegabile stop alla sua riqualificazione, arrivato a fine dicembre, il secondo potrebbe offrire almeno l’opportunità di lanciare un forte segnale innovativo per la mobilità biassonese. Tramontata l’ipotesi di realizzare una rimessa sotterranea e ricavare un nuovo plesso commerciale sul sito dell’ex benzinaio, occorrerà riflettere sulla sua effettiva destinazione: Biassono può permettersi di concedere anche questo spazio per finalità commerciali? O non potrà forse raccogliere il testimone dell’ex palazzina Pressindustria, offrendo l’ultima chance per ospitare sulla Monza-Carate un polo di servizi amministrativi finalmente adeguato a Biassono? Il recente lancio del Piano nazionale per l’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, invece, fa dell’ormai abbandonata stazione di servizio su via S. Maria delle Selve un ottimo candidato per ospitare i modelli più innovativi di colonnine per la ricarica elettrica. La vicinanza dell’autodromo, che potrebbe trovare un nuovo importante business nella Formula E (il campionato mondiale delle silenziose auto elettriche), al pari dell’inevitabile spostamento del mercato automobilistico verso l’elettrico, offrono a Biassono un’interessante occasione per porsi all’avanguardia in Brianza. Sempre che la giunta leghista si accorga di essere  nel 2018 e non più nel 2013.  

martedì 2 gennaio 2018

"Nuovo" comandante della polizia: LpB con ANPI

A seguito delle note e tristi vicende passate, Lista per Biassono condivide e sottoscrive quanto espresso dalla sezione locale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, giudicando inadeguato e totalmente contraddittorio il provvedimento del sindaco Luciano Casiraghi di rinnovare l'incarico di comandante locale a Giorgio Piacentini. Tenendo distinti persona e ruolo, il massimo rappresentante della Polizia locale non può e non deve offrire in alcun modo motivi di richiamo a valori, figure e periodi storici che rappresentano la negazione stessa dei fondamenti della Repubblica italiana. L'auspicio, come più volte dichiarato dal primo cittadino stesso, è che il corpo di polizia locale sia ricostituito azzerando ogni riferimento a quanto in passato ha profondamente minato la dignità e l'onore del Comune di Biassono.    

"L'inspiegabile decisione del sindaco Casiraghi di riaffidare il comando della Polizia Locale a Giorgio Piacentini, ha riaperto una pagina vergognosa che credevamo definitivamente archiviata.
Evidentemente lo sdegno e l'indignazione del Sindaco erano a termine.
Evidentemente le ragioni ed il "clima di generale pubblica mancanza di fiducia, funzionale per chi deve fare rispettare le regole, le leggi e garantire la sicurezza", erano solo un artificio retorico valido esclusivamente per l'annualità 2017.
Anpi Biassono ritiene invece che le motivazioni che avevano portato al demansionamento del Comandante rimangano tutte, nessuna esclusa ed eccettuata, in campo.
Biassono non può continuare ad essere il Comune della tolleranza zero quando si tratta di affrontare emergenze legate alla povertà ed all'emarginazione, e quello che volge la sguardo da un'altra parte o minimizza a bravata l'atto irresponsabile di un Pubblico Funzionario che ostenta apologia di fascismo.
Non ci interessa sapere se Piacentini crede veramente in ciò che ha scritto.
Riteniamo però che scherzare su certi argomenti denoti incoscienza e cinismo inadeguati al Comando, oltre che oltraggio della divisa di servitore della Repubblica che il Comune di Biassono gli aveva affidato.
Nel frattempo, immaginiamo come possano essersi divertiti i famigliari di quei cittadini che, negli anni bui del nazifascismo, anche a Biassono videro i loro cari deportati in Germania, alcuni dei quali non fecero più ritorno dai campi di concentramento di Mauthausen, di Gusen e di Ebensee.
La proclamata intenzione del Comandante di voler presenziare ufficialmente alle imminenti commemorazioni dell'eccidio di Valaperta, suona come necessità di doversi ricostituire un sincero ed autentico spirito antifascista.
Lo invitiamo a voler ponderare attentamente tale decisione: oggi non vengono richiesti atti di fede, né serve buttare benzina sul fuoco".

ANPI BIASSONO 02.01.2018 

DICHIARAZIONI DEL SINDACO LUCIANO CASIRAGHI IN OCCASIONE DEL DEMANSIONAMENTO DI GIORGIO PIACENTINI

"Evidenziato che tale comportamento del Capo Settore di Polizia Locale sig. Giorgio PIACENTINI, anche se effettuato in momenti privati, al di fuori dell’orario di lavoro e al di fuori degli immobili di proprietà comunale, ha generato in moltissime persone ed anche al sottoscritto sentimenti di sdegno comunicati con corrispondenza riservata depositata agli atti d’ufficio, ed ha causato un “clima di generale pubblica mancanza di fiducia nei suoi confronti”, per la funzione che riveste, dove la fiducia, soprattutto quando la persona espleta le funzioni di Responsabile del Settore di Polizia Locale di Biassono, è considerata funzionale alla qualità del servizio pubblico, ovvero funzionale per chi deve far rispettare le regole, le leggi e garantire la sicurezza, con la conseguenza che si intende modificare il proprio decreto sindacale del 22.12.2016 citato in premessa, relativo alla nomina ed assegnazione per il periodo dal 01.01.2017 al 31.12.2017 dei Responsabili dei Servizi del Comune di Biassono, con la revoca con decorrenza immediata, delle Responsabilità del Servizio Polizia Locale, del Servizio Polizia Amministrativa e del Servizio verifiche esterne (anagrafe, tributi, urbanistica), assegnate al sig. Giorgio PIACENTINI, confermando contestualmente tutte le altre nomine ed assegnazioni effettuate con il medesimo decreto sindacale del 22.12.2016; (estratto dai decreti sindacali no. 1 no.2 del 16.01.2017). Per noi queste motivazioni restano tuttora valide!

ANPI BIASSONO 27.12.2017

venerdì 29 dicembre 2017

Comandante in divisa nazista SS: lettera aperta di un cittadino biassonese

"Sapete una cosa? La foto del poliziotto biassonese vestito da nazista non mi ha indignato. No, nemmeno un po’. La notizia mi è entrata da un orecchio e mi è uscita dall’altra. Non mi ha toccato neppure la recente notizia della sua reintegrazione  sul posto di lavoro come comandante di Biassono. Non perché io approvi il gesto, un fatto secondo me grave, nell’infantile innocenza che ha portato alla sua realizzazione, ma perché mi pare un evento tutt’altro che raro, oramai normalizzato. Come può stupirmi il comandante in divisa da SS se qualche mese fa i muri di Biassono sono stati tacitamente imbrattati di scritte razziste, quali, ci tengo a ricordare: “Bruciate i negri”? 
Come posso essere sorpreso da un selfie goliardico se i casi di legami tra forze dell’ordine e gruppi di estrema destra sono riportati con allarmante periodicità dai giornali? In un paese nel quale un mafioso, un fascista, prende a testate un giornalista davanti alle telecamere, dovrei realmente fingere sorpresa sentendo una notizia così stupida? Normalizzare. Normalizzare un reato, per renderlo legalità, a discapito di una costituzione che è nata sul sangue della Resistenza, questo sta accadendo. Di questi tempi, vi confido con tutta sincerità, sono messo io dalla parte del torto, io che mi professo antifascista, nonostante tutto quello che il mondo ha patito sotto l’oppressione del totalitarismo nazifascista. 
E il primo che viene ora a controbattere con frasi –di norma del tutto sgrammaticate-  del tipo: “Ma il comunismo a fatto millemilamiliardi di mortih!!!1! piu’ dei fasssisti…” è pregato di teletrasportarsi da solo nell’istituto psichiatrico più vicino. Infatti, ragazzi miei, mi dispiace tanto dirvelo, ma essere antifascisti non significa necessariamente essere comunisti o come dite voi “zecche rosseeh!!1!”. Morirono in molti per mano del nazifascismo, non solo comunisti, ma anche anarchici, socialisti, liberali, ebrei, omosessuali, disabili e chiunque si oppose al regime. Non sono indignato per il povero poliziotto con scarse nozioni storiche, quanto per come il governo stia rispondendo alle sempre crescenti manifestazioni di odio, non punendo severamente gli episodi sempre più frequenti di violenza di stampo fascista. 
Questo mi indigna, sì, ma d’altra  parte non mi sorprende: come sappiamo il nazifascismo è l’arma di un capitalismo in difficoltà e giustamente l’Europa, vedendo il baratro, sentendo l’accumularsi delle tensioni sociali e lo sconforto crescente tra le classi popolari, mette le mani avanti. Dico solo, e con questo chiudo, che al numero crescente di uomini in camicia nera non c’è un rapportato aumento di uomini in giubba rossa, ché le presunte forze di sinistra sono invece tristemente vestite di arcobaleni e stelline colorate.

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Al prossimo selfie di un poliziotto vestito da SS penso comunque che risponderò con una mia foto vestito da Stalin.
Alessandro Sebastiano Porto

domenica 24 dicembre 2017

AUGURI DI BUONE FESTE!


Che il ritorno della luce infonda calore e nuovo vigore alle nostre coscienze,
aiuti a riscoprire la bellezza del donarsi agli altri, e di fronte alla meraviglia della natura,
evochi il più dolce degli auguri: da oggi saremo buoni con la Terra!

Buone feste da Lista per Biassono!

venerdì 24 novembre 2017

PER UN ROSETO DELLA PACE A BIASSONO

Roberto "Nik" Albanese, archivio Il Giorno
A distanza di circa un mese dalla cerimonia commemorativa per Roberto “Nik” Albanese, resta ancora insoluta la domanda su quale potrà essere il modo più adeguato per dare continuità all'opera e alla testimonianza del pacifista ed ecologista brianzolo.
Tra gli spunti recentemente lanciati, merita menzione quello annunciato dal sindaco di Sovico Alfredo Colombo circa la creazione, in paese, di un Roseto della Pace.

Progetto che farebbe il paio con quello già realizzato a Monza nel sito del bombardamento aereo del 14 febbraio 1916 (via Prina, angolo via Villoresi).
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In quella data un aereo austriaco effettuò un bombardamento in zona San Biagio con un morto e quattro feriti. I morti diventeranno purtroppo due in quanto, il 20 febbraio, all'Ospedale di Monza decedeva, per le gravi ferite riportate, la giovane madre di famiglia Anna Maria Galliani, di Amedeo e Cagnola Teresa.  Era nata a Biassono il 25 marzo 1876 e coniugata a Monza con il vigile urbano Giuseppe Galbiati.   
Scriveva Albanese a riguardo di quell'episodio bellico: “le vicende di bombardamenti sulle città verificatesi durante la prima Guerra Mondiale sono cosa minima in confronto a quanto avverrà nei successivi conflitti. Si trattò allora di azioni più dimostrative che realmente distruttive, anche se erano già presenti quegli elementi di strategia e tecnica militare che furono poi utilizzati su larga scala durante la seconda Guerra Mondiale, quando si ritenne che l'opzione dei bombardamenti aerei cosiddetti terroristici fosse ormai matura". (Roberto Albanese, Le bombe austriache sulla città di Teodolinda. Rivista Brianze, n.26, 2003).
Quello del Roseto della Pace è un modo tangibile di dimostrare la nostra gratitudine  a quei cittadini sul cui sacrificio è stato ricostruito il bene immenso della pace tra popoli un tempo nemici.
Auspichiamo quindi che anche il Comune di Biassono, a maggior ragione, si faccia artefice di analoga iniziativa e individui un luogo della memoria finalizzato a onorare la nostra sventurata cittadina, vittima civile degli eventi bellici. Magari in collaborazione con quelle associazioni locali che collaborarono proprio con Nik (Associazione culturale Gaetano Osculati, Anpi, Emergency) o hanno comunque interesse a preservare la memoria del periodo bellico (Gruppo Alpini)
Siamo quasi prossimi al centesimo anniversario della Grande Guerra. Le celebrazioni sono cominciate nel 2015 e si concluderanno solennemente il prossimo anno.
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A così tanta distanza di tempo, a Biassono ci sono, ancora, almeno due militi che attendono di essere adeguatamente ricordati.


Si tratta di:
CESANA GIOVANNI - MEDAGLIA D'ARGENTO al V.M. -
" sergente, capo mitragliatrice, noncurante del pericolo, sotto l'intenso fuoco avversario, si spingeva solo fin presso le posizioni nemiche, per scegliere una postazione adatta a controbattere, con la propria arma, quelle avversarie. Mentre poi vi tornava con i suoi uomini da lui incoraggiati, veniva colpito a morte".
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Montello, 20 giugno 1918.


TREMOLADA ANTONIO - MEDAGLIA DI BRONZO al V.M. -
" durante un contrattacco nemico, trascinando con l'esempio i suoi camerati, si slanciò, per primo, con disprezzo del pericolo, al salvataggio di un cannone da montagna rimasto avvolto dalle fiamme provocate da proiettili nemici incendiari. Colpito in pieno da una granata nemica, lasciò la vita nell'ardito tentativo". 
--> Val Popena, 17 settembre 1915


A Biassono, il Monumento ai Caduti  venne inaugurato il 21 maggio 1925. Il Monumento verrà posizionato al centro di Piazza Italia, dove si trova ancora attualmente, nel 1953. Ancora oggi, le targhe apposte al Monumento a ricordo dei Caduti biassonesi della Grande Guerra risultano incomplete. All'appello mancano, in particolare, i decorati al valor militare Giovanni Cesana ed Antonio Tremolada. Forse è giunto il tempo di rimediare alla secolare dimenticanza!

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Fotografie tratte del libro di Felice Meregalli “Biassono 1900-1945”” Edizioni Bellavite, 2016.



lunedì 20 novembre 2017

QUALCHE DOMANDA SULLA POLIZIA DI BIASSONO

Nell'ultimo Consiglio comunale il Sindaco si è sentito punto sul vivo per l'accusa di mancata trasparenza sollevata da Lista per Biassono in merito alla gestione della vicenda Protezione Civile/Open di Golf. E con voce tonante, e a più riprese, ha tenuto a rimarcare la “limpidezza” dell'operato Suo e della Giunta.

Sul merito, ci riserviamo di tornare non appena in possesso dell'articolata risposta (eh sì che esistono ormai i file digitali, recapitabili non appena terminata la lettura in consiglio comunale!). Tuttavia, se davvero egli ha deciso d'improntare la propria azione amministrativa a criteri di massima accessibilità a notizie e informazioni, riteniamo che forse i tempi siano maturi per fare chiarezza sull'annosa questione della gestione del Corpo di Polizia Locale.

Eccezion fatta per il clamore mediatico, ben poco infatti i cittadini biassonesi hanno potuto sapere su quanto effettivamente accaduto in questi anni, e men che meno  sulla ratio degli eventuali provvedimenti intrapresi.

Problemi di gestione che non riguardano esclusivamente il passato più o meno recente (cimice collocata all'interno dell'auto di servizio, vigili ballerini, uniforme nazista), ma che coinvolgono anche il presente.

La situazione attuale vede almeno due componenti il Corpo di Polizia Locale con contenziosi aperti nei confronti dell'Amministrazione. Vede anche i criteri di nomina del nuovo Comandante denunciati ed impugnati come irregolari.

A Mario Girelli, Comandante del Corpo di Polizia Locale del Parco delle Groane, viene affidato un primo incarico di Comandante della Polizia Locale di Biassono, in ORARIO EXTRA UFFICIO, per il periodo 16.01.2017 al 30.04.2017. Si procede poi alla proroga di tale incarico, sempre in orario extra ufficio, fino a tutto il 31.07.2017. Con determinazione n.378 del 20.07.2017, infine, si proroga ulteriormente l'incarico anche per il periodo dal 01.08.2017 al 31.12.2017.

Tutte le deliberazioni in oggetto inquadrano l'incarico di cui trattasi come rispettoso dei limiti della “SALTUARIETA' e OCCASIONALITA'”.

STRADE VUOTE
Nel frattempo, a Biassono succede che l'Associazione sportiva U.S. Coppa d'Inverno debba, come sempre, organizzare nel migliore dei modi la gara di ciclismo su strada denominata Coppa d'Inverno, competizione a livello nazionale, giunta quest'anno alla sua 96° edizione.

Grande l'afflusso di sportivi ed appassionati che non possono fare a meno di notare, la mattina del 22 ottobre, la totale assenza di componenti della Polizia Locale di Biassono.
Fenomeno che si ripete anche in occasione della recente Fiera di San Martino del 12 novembre.

Ed allora, se si vuole veramente essere coerente coi propri proclami, crediamo sia quantomai opportuno che il Sindaco pronunci parole chiare e nette sulla situazione della Polizia Locale biassonese.

a) pensa ancora di gestire l'intricata matassa attraverso l'ennesima proroga di un incarico saltuario ed occasionale?

Ed inoltre, perché non smentisce categoricamente le voci popolari che, da giorni, si rincorrono in paese, ed in particolare:

b) è vero che, alla vigilia dell'evento Coppa d'Inverno, tutti (TUTTI) i componenti il Corpo della Polizia Locale hanno presentato certificato di malattia?

c) è vero che, per sopperire a tale contemporanea assenza, si è dovuti ricorrere a “volontari” del Parco delle Groane?

d)  in caso affermativo, chi ne ha sostenuto, o sosterrà, i costi?


Rispondere a questi semplici quesiti, e sgombrare il campo dalle illazioni che circolano, sarebbe già un primo passo nella direzione della trasparenza praticata e non semplicemente declamata.

venerdì 17 novembre 2017

CASETTA DELL'ACQUA: BEVIAMOCI SU!

Finalmente Biassono ha la sua Casa dell'Acqua. L'aspettavamo da tempo e ora viene data alla comunità, perché questa struttura appartiene a tutti i cittadini”.

Con queste testuali parole il Sindaco, sabato scorso, ha inaugurato la struttura sita in  Piazza Libertà. Per una volta, siamo completamente d'accordo col Sindaco: finalmente anche Biassono ha la sua Casa dell'Acqua!

Il tempo, alla fine, è sempre galantuomo, ed il buon senso quasi sempre prevale. Ma tanto, di tempo, ce ne è voluto affinché una semplice e ragionevole proposta di Lista per Biassono trovasse accoglienza presso l'Amministrazione locale. Sette anni!!

E non importa se l'inaugurazione si è resa possibile solo grazie all'insistenza della Società Brianzacque che, con proprie note dell'11 luglio e del 7 settembre 2016, richiedeva formalmente al nostro Comune di segnalare l'interesse per la realizzazione di “Casette dell'Acqua” sul suo territorio.

Non ha prezzo ritrovare e leggere all'interno di una Delibera della Giunta (n.106 del 19.09.2017) le stesse identiche argomentazioni che, decenni orsono, avevano spinto Lista per Biassono ad avanzare la proposta: “...dare impulso alla valorizzazione dell'acqua di rete, incoraggiare l'uso dell'acqua potabile fornita dagli acquedotti, diminuire l'inquinamento riducendo l'utilizzo delle bottiglie in plastica...”.

E poi ancora: “...tali distributori contribuiscono a promuovere il concetto di sostenibilità, garantendo un risparmio economico e un guadagno ecologico in quanto chi si serve dell'acqua del chiosco contribuisce a limitare  i trasporti su camion delle bottiglie e a limitarne la produzione, riducendo le emissioni di anidride carbonica in atmosfera ed abbassando i quantitativi di rifiuti con un significativo contributo all'ambiente...”.

Argomentazioni che, quando sostenute da Lista per Biassono, si sono sempre scontrate con la pregiudiziale ostilità dei nostri amministratori: “è inutile”; “è un costo che non ci possiamo permettere”; “qualcuno (gli extracomunitari) ne potrebbe fare un uso sconveniente”; e via banalizzando.

A suo tempo era andata così, se ci si ripensa, anche con la proposta relativa all'istituzione del Consiglio comunale dei Ragazzi.

Osteggiato inizialmente e che ora, ma solo ora, viene legittimamente considerato quale uno dei “fiori all'occhiello” delle amministrazioni leghiste.

Ma se, come detto, alla fine il tempo è galantuomo, allora forse ha una possibilità anche la datata proposta dell'istituzione del Pedibus quale mobilità alternativa degli studenti biassonesi, finalizzata all'educazione ad una cultura ambientale e salutistica.
--> Con calma e, soprattutto, senza alcuna fretta.

giovedì 2 novembre 2017

Mobilitazione pubblica contro il razzismo a Biassono

Condividiamo il comunicato stampa dell'Anpi Biassono, certi che atti di razzismo bieco e codardo - quali quelli verificatisi in paese il 27/28 ottobre scorso - non possano trovare spazio nella nostra comunità, così come in un Paese che afferma i valori della fratellanza fra i popoli. Siamo altresì dell'idea che occorra un impegno attivo di tutta la cittadinanza, capace di dar effetto concreto alle parole di condanna:  Lista per Biassono invita l'amministrazione comunale, le associazioni, i gruppi volontari e i cittadini tutti a rimuovere ogni scritta, simbolo e rifiuto che ledono la civile convivenza a Biassono, organizzando una giornata di mobilitazione e sensibilizzazione pubblica. 


#PuliamoBiassono! 


lunedì 30 ottobre 2017

INTERROGAZIONE DI LISTA PER BIASSONO - Rapporti fra Amministrazione Comunale e Protezione Civile

Sono anni che Lista per Biassono rimprovera, tra l'altro, alle giunte leghiste un amministrare improntato ad opacità ed assoluta mancanza di trasparenza.

Sono anni che ribadiamo che il Municipio, la casa comune di tutti i biassonesi, dovrebbe avere le pareti di cristallo.

Sono anni che sosteniamo che i nostri concittadini, anziché apprendere dagli organi di stampa, avrebbero il sacrosanto diritto di essere portati preventivamente a conoscenza di ogni criticità.

Sono anni, invece, che i biassonesi vedono il proprio Comune balzare periodicamente agli onori delle cronache per vicende non propriamente edificanti.

Su quanto accaduto in queste settimane, poi, l'imbarazzato silenzio dell'Amministrazione, oltre che assordante, ha dato la stura ad ogni tipo di illazione.

L'articolo 3 della Legge 100/2012 inquadra le competenze e le funzioni del volontario di Protezione Civile, cui sono attribuite le attività volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa agli eventi calamitosi.

Già la passata giunta Malegori aveva adibito, per anni, i volontari della locale Protezione Civile in mansioni non propriamente rientranti nelle loro funzioni istitutive. Ci riferiamo a quell'improprio servizio di pattugliamento notturno, sospeso definitivamente, citiamo testualmente le motivazioni addotte, "a fronte di un problema che potrebbe coinvolgere personalmente i volontari".

La giunta Casiraghi sembra muoversi in assoluta continuità coi predecessori, sia per quanto attiene alla poca trasparenza, sia per l'improprio utilizzo dei volontari.

Era buona prassi, finora, concedere temporaneamente aree comunali per la sosta di veicoli privati in occasione di grandi eventi, solo dopo l'adozione di apposita deliberazione della Giunta comunale (succede regolarmente per il GP di Formula Uno; è successo per la visita del Sommo Pontefice; è successo per l'I-Days e per altri eventi straordinari),

tutto ciò premesso,
Lista per Biassono chiede al Sindaco di riferire in ordine:

1) al numero ed alla data della Deliberazione della Giunta per la concessione temporanea di area comunale a favore della locale Protezione Civile per la sosta di veicoli privati in occasione degli Open di golf;

2) ai criteri ed agli indirizzi stabiliti in relazione alle somme e/o tariffe da applicare;

3) alla rendicontazione del ricavato (quali evidenze e/o documenti contabili?);

4) alla destinazione del ricavato;

5) all'ammontare dei contributi stanziati e/o già liquidati per l'anno corrente a favore della Protezione Civile di Biassono;

6) alla valutazione ed al giudizio definitivo di codesta Amministrazione sulla poco edificante vicenda;

7) agli eventuali provvedimenti assunti

martedì 24 ottobre 2017

LA BRIANZA DI NIK AL DI LA' DEL PONTE


Ecologia, punto e a capo. La cerimonia commemorativa di Roberto “Nik” Albanese, svoltasi sabato scorso a Sovico con un’ampia partecipazione biassonese, ha risvegliato fra gli intervenuti un’attenzione e una sensibilità verso l’ambiente ben lungi da quanto le nostre vite quotidiane siano solite dimostrare; ed è forse questa l’eredità più preziosa lasciataci dal grande ecologista e pacifista brianzolo, improvvisamente scomparso due anni fa. Un uomo di profondo senso etico e d’instancabile impegno civile: caratteristiche che insieme finiscono inevitabilmente per rendere “scomodi”, laddove la politica abdichi al compito di costruire una comunità partecipe, volta al proprio costante miglioramento. Roberto è stato un esempio di dedizione ai valori della convivenza attiva e responsabile, ragion per cui Lista per Biassono ha fortemente chiesto alle istituzioni un segno tangibile di memoria, concretizzatosi infine con l’intestazione di una targa e del ponte sul Lambro che collega Sovico a Triuggio. 

Alle amministrazioni comunali di Biassono, Sovico e al Parco Valle Lambro vanno dunque i ringraziamenti per aver adempiuto questo piccolo grande gesto, ma come hanno evidenziato anche i parenti e gli amici più stretti di Nik, il nostro impegno non può fermarsi qui. I documenti e i progetti lasciatici in eredità sono moltissimi, così come ancor più urgente la necessità di formare nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio. Se Sovico ha già dichiarato, attraverso il sindaco Alfredo Colombo, di volersi attivare per la realizzazione di un Roseto della Pace anche fra i propri confini, sarebbe di grande utilità che la stessa iniziativa venisse perseguita a Biassono, rafforzando il percorso eco-educativo avviato a Monza: la creazione di uno spazio dove natura e cultura concorrono a preservare il ricordo delle vittime dei bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, sotto i quali morì pure una cittadina biassonese, permettendo agli studenti e agli artisti locali di esprimere il proprio talento creativo. 

Ma non sarebbe che uno dei tanti compiti lasciatici in consegna: la mole dei dati, delle ricerche e dei progetti oggi ordinati dalla famiglia di Nik meriterebbe che il 21 ottobre, giornata d’inaugurazione della targa, si trasformasse ogni anno in un’occasione di convegno pubblico per alimentare sul nostro territorio l’educazione ambientale e alla pace. Proprio l’emergenza di questi giorni, durante i quali la Pianura Padana è stata avvolta da una pericolosa coltre di smog, rende improrogabile l’adozione di un nuovo modello di coesistenza. L’inarrestabile consumo di suolo in Brianza, con le sue nefaste conseguenze in termini di perdita d’identità, di biofilia e di benessere psico-fisico per gli abitanti locali, va affrontato sviluppando una coerente consapevolezza ecologica: non fatta di parole o buoni propositi, ma di pratiche di vita sostenibili, di mobilità leggera, di edilizia verde, di ricostruzione del paesaggio. 

Mentre Milano, avvelenato dal suo stesso sviluppo, ha firmato un accordo con altre 11 metropoli per arrivare all’obiettivo di produrre zero emissioni inquinanti entro il 2030 (in linea con i 17 obiettivi  dell’Agenda2030 dell’Onu), quale risposta sono oggi in grado di mettere in campo le nostre amministrazioni comunali? Quali sono i provvedimenti per rendere più verdi, sane e vivibili le nostre comunità? Quali i progetti di lungo termine, gli studi sulla salute del territorio, la consapevolezza dei nostri cittadini? La Brianza, che ancora si definisce “verde Brianza” benché ogni domenica mattina non veda l’ora di fuggire verso aree naturali più vivibili, non è più un’isola felice. Anzi, ancor più di altri territori, ha la responsabilità di trovare vie di sviluppo armoniche fra la sua capacità produttiva, la preservazione della propria identità, l’apertura alle sfide globali. Ha il dovere di guardare il mondo con uno sguardo ampio e lungimirante, lo stesso che Roberto Albanese ha saputo donarle in tanti anni d’instancabile impegno.

Rimbocchiamoci dunque le maniche: il lavoro è solo cominciato e, ogni volta che ci troveremo a passare di fronte alla targa o sul ponte di Nik, portiamo con noi quelle parole che lì avremmo dovuto scolpire: “Rallenta la tua corsa, oh Lambro; indugia ancora un poco, sotto questo ponte. Porta il nome di chi in realtà ha portato te nel cuore, per la vita intera: ricordi? Ricordi quell’uomo che di te scrisse libri e per te perorò cause? Che senza indugio ti difese, quando le tue acque si tinsero di nero petrolio? Che tante generazioni di brianzoli educò al tuo rispetto e per te solo fondò il Parco Valle Lambro? Fu pioniere d’ecopacifismo in Italia e in Regione Lombardia consigliere dei Verdi alla prima ora. La sua voce risuonò persino nel Parlamento europeo ma, fra battaglie per l’ambiente e per la democrazia partecipata, sempre trovò eco ferma nell’Istituto Greenman. A Macherio nacque in una notte di stelle del 1950 e una fredda mattina del 2016 s’incamminò sopra l’arcobaleno, dopo aver inaugurato roseti di pace. Lo chiamavano Roberto Albanese. Ma lui è, e per tutti sarà, semplicemente Nik".