Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

venerdì 24 maggio 2019

Pagano i biassonesi, non le grandi compagnie


Con quasi un mese di ritardo rispetto al termine ultimo previsto per Legge (30 Aprile), il Rendiconto 2018 è approdato sui banchi del Consiglio Comunale. Ci sarebbe piaciuto, in occasione del dibattito sulla chiusura dell'esercizio 2018, essere originali, affrontare tematiche nuove e portare la discussione su argomenti mai trattati in precedenza.

Addentrandoci nelle pieghe del Conto Consuntivo ci siamo invece trovati di fronte, anche quest'anno, le solite macroscopiche e ataviche risultanze.

Non parleremo, quindi, di tasse, tariffe ed aliquote e della loro gravosità e iniquità.  
Lo abbiamo già fatto e lo facciamo sempre  ad ogni discussione di Bilancio Preventivo; non ci pare pertanto il caso di ritornarci, anche se queste osservazioni costituiscono il presupposto su cui si fonda l'impianto stesso di ogni Bilancio. Sulle quali, ovviamente, continuiamo a mantenere tutte, nessuna esclusa ed eccettuata, le criticità più volte manifestate.
Soffermeremo, giocoforza, la nostra attenzione su un'altra annosa e, per noi che la denunciamo da anni, spinosa e pericolosa evidenza: la montagna eufemisticamente definita "residui attivi di dubbia esigibilità".
Montagna che le amministrazioni leghiste succedutesi dal 1996 ad oggi stanno cercando di "smontare" solo ed esclusivamente a partire dal 2017 e solo ed esclusivamente in conseguenza del noto provvedimento della Corte dei Conti
La domanda che, a nome del biassonese medio, ci sentiamo di porre a chi ha amministrato sinora il nostro Comune può apparire semplice e banale: perché?
Perché si sono lasciati passare quasi vent'anni per "dare avvio" a tali controlli? Perché si sono lasciate cadere nel vuoto le segnalazioni e le grida d'allarme che puntualmente Lista per Biassono sollevava? Perché ci si è mossi solo ed esclusivamente dopo la censura e la diffida della Corte dei Conti?
Facciamo parlare i numeri, i dati certi, ovverossia le cifre del Conto Consuntivo.
E partiamo dalla "Tabella dei Parametri Obiettivi per i Comuni ai fini dell'accertamento della condizione di Ente strutturalmente deficitario" (i parametri obiettivi sono 8 e gli enti locali che presentano almeno la metà dei parametri deficitari, lo sono tali strutturalmente ai sensi dell' art. 242 comma 1 Testo Unico Enti Locali).
Orbene, il Comune di Biassono risulta "deficere" sia per quanto attiene all'incidenza degli incassi delle entrate proprie sulle previsioni definitive di parte corrente, che è minore del 22%, sia per quanto concerne l'effettiva capacità di riscossione, riferita al totale delle entrate, che è minore del 47%.
Alcuni allegati al Bilancio, e l'allegato 30 in particolare,  appaiono, nella loro crudezza, francamente imbarazzanti.
Ci riferiamo al Prospetto concernente la composizione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità dal quale estrapoliamo alcune significative e drammatiche cifre:
Ici (quote arretrate)
media riscoss. : 13,40%  
non riscosso: 86,60%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 46.024,69
Tarsu
media riscoss. : 14,62%
non riscosso: 85,38%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 245.645,36
Tarsu (quote arretrate)
media riscoss.: 0%
non riscosso: 100%
Residui attivi ancora da recuperare: euro 62.052,89
Tari
media riscoss. : 28%
non riscosso : 72%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 914.198,62
Proventi imp. sportivi
media riscoss. : 0%
non riscosso: 100%
Residui attivi ancora da riscuotere : euro 40.161,80
Fitti reali da fabbr.
media riscoss. : 23,73%
non riscosso: 76,27%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 210.468,81
Conv. util. aree comun. operatori telefonia mobile
media riscoss. : 25,13%
non riscosso: 74,87%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 59.300,27
Sanzioni violaz. Codice della Strada
media riscoss.: 7,26%
non riscosso: 92,74%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 1.262.228,50
Sanzioni violaz. Regolam. ed . Ordinanze
media riscoss.: 2,66% (evidentemente siamo il paese delle grida manzoniane)
non riscosso: 97,34%
Residui attivi ancora de riscuotere: euro 33.919,74  
Recup. spese immob. in affitto a terzi
media riscoss.: 6,84%
non riscosso: 93,16%
Residui attivi ancora da recuperare: euro 245.957,77
Potremmo proseguire ma, per carità di patria, ci fermiamo qui.
Complessivamente i Residui Attivi al 31.12.2018 ammontavano ad euro 9.690.991,51 (erano 8.091.108,26 nel 2017).
Somma che rimarrebbe pesantissima anche qualora dovessimo scorporare la Competenza 2018 (euro 4.763.698,43). Ci attesteremmo infatti sulla considerevole cifra assoluta di euro 4.927.293,08 (erano 3.543.075,14 nel 2016 e 4.096.153,51 nel 2017).
L'evidenza dei Residui Attivi Mantenuti mette in rilievo che molti degli stessi, anche di lunga data, sono posti in capo a : Operatori della Telefonia Mobile, Compagnie di Assicurazione, Enti e Società per Azioni della cui insolvenza ci riesce impossibile capire le ragioni.
Non solo; a differenza dei privati cittadini, per questi soggetti inottemperanti, persone giuridiche che chiudono Bilanci floridi, non sono neppure previste more, penalità e/o sanzioni.
Anzi; gli si rinnovano le convenzioni in essere senza prendersi la briga di sanare le situazioni debitorie pregresse!
Qualche esempio concreto:
Esercizio 2012: la società Wind Tre SpA è debitrice di euro 3.403,44 oltre ad altri euro 4.638,21.
Non solo non si riesce a recuperare da una SpA tali somme, ma nel 2013, senza sanare il pregresso, si rinnovano le due convenzioni con la stessa Società che risulta ad oggi debitrice di altri euro 18.000 ed ulteriori euro 13.000.
Esercizio 2013: insolventi anche la società Telecom Italia SpA  per 16.310,91 euro e la società Wind Telecomunicazioni per 3.947,71 euro.
Esercizio 2014: inspiegabili i 10.000 euro che la società Cierre liquidazione danni deve in virtù di un accordo transattivo. Ovvero: il Comune raggiunge una transazione verosimilmente rinunciando a parte del suo credito e poi non riesce ad incassare quanto convenuto e stipulato nero su bianco in un verbale di accordo?
Esercizio 2017: la società Monza Mobilità s.r.l. è debitrice delle somme di euro 7.620,00 oltre ad euro 3.247,25 per canone di concessione temporanea di aree comunali per parcheggi.
Perché gli è stata rinnovata la concessione per il 2018 senza che sia intervenuta una sanatoria del ppregresso?
Potremmo continuare elencando la lunga lista di crediti di lunga data non riscossi nei confronti di Società, Studi Professionali, Enti, Amministrazioni, persino il Ministero degli Interni!
Abbiamo anticipato che, dal 2017, è in atto un'attività di accertamento tributario e sappiamo che gli importi riscossi sono passati dai 45.025 euro del 2017 ai 622.165 del 2018.
L'impressione che se ne ricava è che comunque tale attività, oltre a costituire un business per le Società che la praticano, che si vedono riconoscere aggi del 30%, non riesca ad incidere efficacemente sugli Esercizi di più vecchia data e vada comunque ad interessare quasi ed esclusivamente la fascia relativa al cosiddetto "contribuente medio", ovvero il privato cittadino. 
Abbiamo più volte sostenuto, e lo ribadiamo, che per Lista per Biassono l'incapacità o la mancata volontà di riscuotere quanto di spettanza del Comune costituisce uno degli indicatori principali per giudicare l'operato dell'Amministrazione comunale. Tanto più in periodi di prolungata crisi economica come l'attuale.
Questa Giunta e questo Consiglio, per quanto di rispettiva competenza, dovrebbero quanto prima essere nella condizione di distinguere nettamente le situazioni di cosiddetta "morosità incolpevole", dalle altre. Per le prime, sperimentare anche forme innovative quali un Regolamento sul baratto amministrativo; le seconde, da perseguire.

Passando ad una analisi più generale, questo l'andamento delle ENTRATE TRIBUTARIE che passano da euro 5.149.039 (2016) ad euro 5.312.014 (2017), ad euro 6.022.672 (2018), con un aumento del 13,38%
Tra queste:
IMU: 1.250.000 (2015);  1.660.872 (2016); 1.600.000 (2017); 1.702.000 (2018)
TASI: 1.815.000 (2015); 555.326 (2016); 610.000 (2017); 570.000 (2018)
TARI: 1.2000.615 (2015); 1.221.067 (2016); 1.235.000 (2017); 1.345.884 (2018)
ADDIZ. COM. IRPEF: 1.575.000 (2015); 1.615.000 (2016); 1.700.000 (2017); 1.710.000 (2018)
TRASFERIMENTI da Stato, Regione ed altri Enti passano da euro 4.304.279 (2016) ad euro 4.112.581 (2017); ad euro 4.859.699 (2018).
Le ENTRATE EXTRATRIBUTARIE passano da euro 2.577.666 (2016), ad euro 1.692.204 (2016), agli attuali euro 1.794.082, con un aumento del 6,02%.
Queste le principali voci di entrata:
Sanzioni Cod.Strada: 345.000 (2015); 249.821 (2016); 249.384 (2017); 450.000 (2018 + 80,44%)
Concess. cimiteriali: 118.912 (2015); 129.936 (2016); 110.956 (2017); 166.728 (2018 + 50,26%)
Proventi refezione scolast.: 7.000 (2015); 17.167 (2016); 8.166 (2017); 53 (2018 - 99,35%)
Proventi trasp. alunni: 48.003 (2015); 49.205 (2016); 51.589 (2017); 48.231 (2018 - 6,51%)
Convenzione operat. telefonia mob.: 87.000 (2015); 113.005 (2016); 163.627 (2017); 90.344 (2018)
Fitti reali di fabbricati: 120.405 (2015); 105.350 (2016); 96.279 (2017); 92.088 (2018)
Recupero spese immobili in affitto: 60.680 (2015); 71.293 (2016); 83.228 (2017); 58.807 (2018)

Tra le ENTRATE PER ALIENAZIONE e TRASFERIMENTI DI CAPITALE:
Proventi conc. edil. urb. prim.: da 200.535 (2015); 510.935 (2016); 283.478 (2017); 224.873 (2018)
" " "   secondarie: 96.797 (2015); 217.594 (2016); 134.660 (2017); 57.411 (2018)

Per quanto attiene alle SPESE, al netto delle somme relative all'Ufficio di Piano, quelle correnti aumentano del 4,98% passando da 7.596.761 (2016) agli attuali 7.974.720, ed hanno la seguente incidenza sul Bilancio:
spese istituzionali, generali e di gestione: sono pari al 31,73% delle spese
ordine pubblico e sicurezza: 5,56%
istruzione e diritto allo studio: 10%
tutela e valorizzazione dei beni e della attività culturali: 2,56%
politiche giovanili, sport e tempo libero: 2,08%
turismo: 0,03%
assetto del territorio ed edilizia abitativa: 1,11%
sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente: 19,86%
trasporti e diritto alla mobilità: 7,62%
soccorso civile: 0,16%
diritti sociali, politiche sociali e famiglia: 18,90%
sviluppo economico e competitività: 0,14%
politiche per il lavoro e la formazione professionale: 0,21%
agricoltura: 0%
energia e diversificazione delle fonti energetiche: 0%
relazioni con le altre autonomie territoriali e locali: 0%
Infine le spese per investimenti: da euro 882.825,28 (2015)  ad euro 1.294.170,28 (2016) ad euro  134.398 (2017), agli attuali euro 1.365.109,40 (opere finanziate nel 2017 eseguite nell'esercizio 2018).  Tra le opere principali:
Riqualificazione impianto termico Aldo Moro: euro 88.500
Man. straord.  Scuola Aldo Moro: euro 433.189,52
Intervento ristrutt. Villa Bossi: euro 299.258,54
Fornitura attrezz. nuova palestra Via Parco: euro 25.000
Integrazione impianti videosorveglianza esistenti: euro 19.911
Manutenz. staord. Piazza Libertà: euro 7.600,60
Area gioco bimbi San Giorgio: euro 40.523,90
 Progettazione nuovi colombari cimitero capoluogo: euro 35.345,78
Colombari Cimitero capoluogo: euro 44.255,91
Asfaltature stradali: euro 278.628,82
L'esercizio 2018 si chiude con un avanzo complessivo di euro 5.032.188,80
Che risulta così suddiviso :
euro 718.137,16 risorse vincolate in parte corrente
euro 3.353.102,47 risorse accantonate nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (erano euro 1.187.365,04 nel 2016 ed euro 2.315.307,75 nel 2017)
L'avanzo non vincolato ammonta ad euro 950.000