Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

sabato 24 novembre 2012

SPECIALE SCUOLA S. ANDREA: Guarda bene, fratellino...guarda bene! La scuola c'è, ma non si vede


Questo potrebbe essere lo sguardo di vostro figlio quando scoprirà che la scuola elementare di S.Andrea verrà demolita; e che voi, genitori, non avete fatto nulla per evitarlo, neanche una piega.

Giorgio Gaberscik, in arte Giorgio Gaber, ricordava in musica che: "la libertà non è star sopra a un albero e neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero”.

Gaber l’aveva capito: la Libertà è partecipazione.

Tutti conoscono questa canzone, ma siccome partecipare costa poi fatica, o almeno un po’, è molto più semplice non abbandonare il più amato degli elettrodomestici, la televisione, e rimaner sopra l'albero nostro lasciando scorrere “sotto” di tutto e di più.

L’hanno capito bene i signori della Lega Nord che, quatti quatti, lemme, lemme, hanno fatto passare la Pedemontana senza scomodarsi più di tanto per spiegare quale sarà l’impatto dell’autostrada che attraverserà Biassono; peggio ancora hanno fatto con il PGT, da noi rinominato PCT, ovvero, non più Piano di Governo ma Piano di Cementificazione del Territorio: un vero e proprio incubo, che nei prossimi anni  ci soffocherà sotto un 1.000.000 (un milione!) di metri cubi di nuove costruzioni. Bocche cucite e avanti tutta!

Tanto - avranno pensato i nostri amministratori - i biassonesi continueranno a piazzarsi davanti al solito elettrodomestico, lasciandoci fare senza troppe complicazioni e senza fare troppe domande.

Siamo arrivati al capolinea.

L’autostrada Pedemonatana ci costerà enormi sacrifici durante il periodo di realizzazione e ancor più quando entrerà in funzione. Il PCT porterà a livelli di cementificazione peggiori di Napoli. Con la distruzione della Scuola S.Andrea, il cerchio si chiude.

Un autorevole architetto ha detto che a Biassono “si è Costruito tanto ma non si è fatta Architettura”; negli ultimi anni l’importante era infatti edificare e non si è badato allo sviluppo armonico del paese, né al benessere dei suoi abitanti.

Tra non molto dovremo scendere dall’albero su cui ci siamo appollaiati, anche perché la Lega lo sta tagliando per reclamare nuovi spazi alla cementificazione; forse allora capiremo che invece di star sopra l’albero, per poi “cadere dal pero”, avremmo potuto tutti opporci a questi sedicenti barbari sognanti. No, scusate: barbari veri, che riescono a sognare solo mettendo le mani in pasta fra mattoni e cemento.

Fabrizio Baccenetti 










L'INDIFFERENZA: BRUTTA BESTIA

Lunedì sera, 19 novembre, si è svolto presso la sala civica di Biassono un incontro-dibattito in merito alla demolizione della scuola elementare S.Andrea: obiettivo incluso nel programma del nuovo PGT, recentemente approvato in solitaria dalla giunta comunale leghista. 
Dopo un'ampia operazione di sensibilizzazione alla cittadinanza, tramite un intenso volantinaggio, la sala civica non era "sold out", anzi. Quasi 800 volantini distributi davanti alle tre scuole di Biassono, in piazza della Chiesa all'uscita dalla messa domenicale, nelle cassette del quartiere S. Andrea: risultato, circa 70 persone in sala civica. 

E' vero: per schiodare le persone da casa oggi bisogna invitare George Clooney o Nicole Minetti. 

Onestamente, però, mi aspettavo di più. Più partecipazione da parte dei genitori, ma anche e soprattutto degli insegnanti, che hanno disertato quasi in toto la serata. 
Caspita, si parlava della demolizione di una scuola, di un edificio al servizio della comunità; a quanto pare, la cittadinanza era presa da altro (o...disinteressata, o peggio, indifferente).

Come spesso succede, quando vengono organizzati incontri con i cittadini, si guarda al massimo chi sono i promotori, e si partecipa solo se si condivide il colore politico. Almeno funzionava così sino a qualche anno fa. Ora neppure più quello. Destra, sinistra, centro, su o giù, stessa cosa: chi se ne frega!

Ecco, è questo che non capisco, il perché non siamo capaci di essere più obiettivi e di guardare oltre il nostro orticello.  Se una cosa viene proposta per il bene della comunità, non ha importanza chi la propone e la promuove: occorre condividerla, proprio perché "noi" siamo la comunità. Non gli altri.

Forse sto sognando, ma non mi rassegno. I pigri apprezzino almeno una sintesi dell'incontro (risultato alla fine di vivo interesse!).

Dopo una breve introduzione al tema del capogruppo di Lista per Biassono, Alberto Caspani, è stata la volta dell'architetto Paolo Favole, ideatore della scuola: accanto al plastico della "sua" opera, ha innanzitutto evidenziato le ragioni di un progetto davvero innovativo, e aggiungerei coraggioso, per un piccolo paese com'era Biassono negli anni 70.  In particolare si è soffermato su come, con uno studio accurato e mirato, oltre che con l'ausilio di pedagoghi, si sia raggiunto un livello di concezione degli spazi esterni ed interni in totale sintonia con l'ambiente circostante.

Hanno fatto seguito gli interventi dell'architetto Giorgio Beretta, che ha ben illustrato come recuperare la struttura per renderla anche una realtà "produttiva", nonché dell'insegnante Vittoria Sangiorgio, che ha portato la testimonianza della sua prima esperienza nella scuola. Acute, infine, le domande dei genitori presenti, tutti pronti ad abbracciare la causa della difesa dell'edificio.

Sono stata però delusa per la mancata partecipazione della controparte, che avrebbe sicuramente vivacizzato l'incontro, ma, soprattutto, avrebbe spiegato l'inspiegabile: le ragioni, se di ragioni si può davvero parlare in questo caso, che hanno portato alla drastica decisione di abbattere un edificio scolastico relativamente giovane (forse il primo caso in Italia?) e perché mai non sia stata effettuata in questi anni la cura del nostro patrimonio pubblico.

Vorresti saperne di più? E allora attivati, partecipa, non subire passivamente!

Monica Patuzzi
una mamma











COME RECUPERARE LA SCUOLA DI S. ANDREA?

QUALCHE DATO PER UN CONFRONTO
(a cura dell'arch. Giorgio Beretta)

Scuola di Cepina - Valdidentro :

·      Nei 3 mesi di chiusura estiva ultimati i lavori

·      1 ml di Euro il costo della riqualificazione

·      200.000 Euro il costo per la sicurezza sismica

·      500.000 Euro altri costi tecnici necessari

·      1,7 ml di  Euro il costo totale dell’intervento

·      Risparmiati 60.000 lt gasolio/anno

·      150 Tn di emissioni di CO2 in meno

·      100.000 Euro/anno di risparmio energetico

·      13 anni ammortamento dei costi sostenuti

      Scuola Biassono M. Luther. King
Superficie complessiva interessata dall’Ambito di Trasformazione 2 (5 aree)
pari a  41.950 mq di cui:

·      via Locatelli E ( destinazione servizi)     =  16.200 mq+
·      via Locatelli AB(attività economiche)     =  12.200 mq+
·      via Mazzini C (resid.le ex croce bianca)  =   5.550 mq+
·      via M. L.King D (resid.le ex scuola)         =   8.000 mq=

 Tot 41.950 mq

 Circa 8 ml di euro il valore di aree e immobili pubblici ceduti dall’Amministrazione di cui:

·       circa 3ml per l’area edificabile di M.L. King
(slp di residenza edificabile = 6.000 mq = 18.000 mc x 150 Euro/mc = 2.700.000,00 + pertinenze = euro 3.000.000,00);

·      Circa  2ml per l’area di via Mazzini (Croce Bianca) (slp di residenza edificabile = 4.000 mq = 12.000 mc x 150 Euro/mc = 1.800.000 euro + pertinenze = Euro 2.000.000,00 cui va sommato 1.000.000,00 circa dell’immobile esistente oggi sede della Croce Bianca e dei Servizi Comunali Socio-sanitari;

·       circa 2ml per le due aree di via Locatelli
(slp di attività economiche edificabili = 9.500 mq = x 200 Euro/mq = 1.900.000,00 + pertinenze = euro 2.00.000,00; per un totale appunto di circa 8.000.000,00 di euro = valore pubblico ceduto dalla PA in favore di operatori immobiliari (?) in cambio di:

·      Circa 5ml di euro il costo totale di costruzione del nuovo polo scolastico comprensivo del costo dell’area di via Locatelli da acquisire (16.200mq x 80 euro/mq=1.300.000,00) e supponendo di costruire le stesse quantità alienate (Scuole elementari di P.zza Italia + elementari M.L. King per circa 2000 mq x 2000 euro/mq= 4.000.000 di euro) per un totale di circa 5.300.000 di valore max restituito alla collettività. Quindi sarebbero almeno 2.700.000,00 di euro i soldi che si regalerebbero alla “speculazione immobiliare” (8.000.000 - 5.300.000=2,7 ml)

ALTRO CHE
OPERAZIONE A COSTO ZERO!

Quanto costerebbe allora il recupero e la riqualificazione energetica della vecchia scuola di via M.L.KING adottando lo standard “Passive House”, utilizzato per il recupero della scuola di Cepina?

I costi per un intervento di efficientamento energetico realizzato con gli standard P.H (cioè con la totale autosufficienza energetica) non dovrebbero superare circa 700 euro/mq per un totale stimabile approssimativamente in 1,5 ml di euro ammortizzabili in meno di un decennio e restituendo alla collettività un bene comune entrato nella memoria collettiva e nella storia del nostro paese.

Per non contare la conservazione di un patrimonio immobiliare considerevole che verrebbe risparmiato dalla svendita, nonché la possibilità di destinare l’area di via Locatelli alla localizzazione di Istituti Scolastici di livello Superiore (come i licei e gli Istituti tecnico-professionali), in modo tale da non costringere i nostri ragazzi al pendolarismo scolastico gravato per generazioni sugli studenti biassonesi (basterebbe mettere a disposizione del Provveditorato Scolastico l’area acquisibile al demanio anche con esproprio per pubblica utilità).

Inoltre, sarebbe meglio che le aree di via Locatelli, destinate a ospitare nuove attività produttive, mantenessero l’originaria destinazione a standard (al servizio degli insediamenti produttivi esistenti, come già destinati dal PRG, onde ospitare servizi e infrastrutture d’interesse collettivo quali:

·      attività sportive e ricreative del dopolavoro e il benessere psico-fisico dei lavoratori,
·      Centro Servizi alle Imprese a sostegno della loro competitività,
·      Attività di ristorazione interaziendale ecc.

Progetti sicuramente ambiziosi, ma non per questo da accantonare per far posto a nuovi capannoni e per i quali, annualmente, vi sono Bandi Regionali di finanziamento destinati ad accrescere l’attrattività  insediativa, la modernizzazione e l’infrastrutturazione di questi ambiti produttivi.

GRAZIE PER L’ATTENZIONE! 




















domenica 18 novembre 2012

S. ANDREA: LA PROVA DEL 9


Il dibattito pubblico “La croce di S. Andrea” aspetta al varco il cittadino biassonese. Indipendentemente dall’essere a favore o contro l’abbattimento della scuola elementare di via M. L. King, è questo un tema che eticamente tocca tutti e non accetta facili scuse per defilarsi. 

La scuola rappresenta forse uno dei pochi beni comuni in cui ciascuno di noi, oggi, possa ancora riconoscersi: perché tutti, o quasi, siamo stati alunni alle scuole elementari; perché sappiamo bene quale beneficio venga allo studio quando si dispone di spazi funzionali, ma in grado anche di mantenere un vivo legame con la natura circostante; perché la cultura, e il senso critico che da essa ne discende, sono elementi fondamentali per crescere una persona responsabile, capace di spendersi nella società per la difesa di valori e diritti universali.

Purtroppo Biassono si è abituata a trarre conclusioni troppo frettolosamente, dimostrando spesso di non avere né sufficiente pazienza per un’analisi acuta e ponderata, né tanto meno rispetto per l’opinione altrui.

I giorni di volantinaggio per promuovere l’iniziativa sono stati un banco di prova emblematico: al di là di quanti rifiutano anche solo di leggere un volantino che parli di un problema emerso nel proprio Comune, stupisce la celerità con cui si prende posizione: “la scuola è brutta, tiriamola giù!”; “la scuola ha un bel giardino, difendiamola”; “la scuola ha problemi strutturali, rifacciamola”; “a scuola ci va mio figlio, guai a chi la tocca!”.

Il gusto, l’emozione o l’interesse personale sembrano essere gli unici criteri attraverso cui oggi si sceglie, senza neppur basarsi su dati, cifre, tempistiche, modalità. Non è così che si fa politica. Non è così che si costruisce una società su solide fondamenta. E chi dà dell’ignorante o dell’approfittatore a un politico che siede in Parlamento, ma non è poi capace di spendere una parola o contribuire con un’idea al bene del proprio Comune, si pone esattamente sullo stesso piano di chi giudica tanto acrimoniosamente.

Forse abbiamo tutti bisogno di sedere ancora una volta dietro il banco di scuola, di mettere da parte un po’ della nostra arroganza e tornare a ragionare insieme sui quesiti scritti alla lavagna.

Il dibattito “La croce di S. Andrea” porterà al servizio della cittadinanza diversi contributi di professionisti del settore: architetti, insegnanti, studenti, sportivi. Non intende articolare il discorso da posizioni preconcette, dal momento che è pronto ad accogliere il contributo di ogni partecipante, ma non per questo si presenta senza il supporto di un’idea: la difesa di un edificio che rappresenta uno dei pochi elementi di rilevanza architettonica del territorio tuttora sopravvissuti; un simbolo identitario per numerose generazioni biassonesi; un’opportunità di rilancio per una politica contraria agli sprechi, alle speculazioni che antepongono il business dell’edilizia alla difesa del cultura, ma pensi anche in grande, valorizzando l’unicità del contesto storico-archeologico di S.Andrea.

Non ci dilunghiamo appositamente su questi temi.

Vogliamo ascoltiate con le vostre orecchie e commentiate con le vostre parole. Vogliamo vedere una sala civica colma di cittadini che abbiano idee, opinioni, passioni. Persone che, per una sera, vincano la pigrizia fisica e mentale di rifugiarsi nel proprio nido d’indifferenza. Persone che abbiano il coraggio di esprimersi e argomentare, anziché la codardia d’attendere il buio della notte, solo per strappare dai muri semplici locandine con cui si chiede un esame ormai inderogabile. Quello della vostra coscienza.

Vi aspettiamo presso la sala civica di Villa Verri: lunedì 19 novembre, dalle ore 21.15! 

                                                                                           Alberto Caspani

martedì 13 novembre 2012

ARIA NUOVA IN CONSIGLIO COMUNALE


Eolo torna a sbuffare. Come abbiamo già avuto modo di rilevare (clicca qui) pare che, da qualche tempo a questa parte, alcuni funzionari comunali abbiano deciso di recuperare e ritagliarsi quel ruolo di autentico protagonismo che istituzionalmente loro compete.

Non più meri esecutori dei desiderata degli amministratori di turno, ma rigidi ed inflessibili custodi della legittimità degli atti promananti dal Consiglio Comunale.

Non abbiamo ragione di ritenere che l'attuale "giro di vite" risponda esclusivamente alla necessità di mettere, in qualche modo, la mordacchia alle proposte di Lista per Biassono. L'unico schieramento che, attraverso le sue mozioni e le proposte di deliberazione raccolte ascoltando i cittadini di Biassono, sta cercando di scuotere il consiglio comunale dal suo atavico torpore di palazzo. 

Siamo pertanto fiduciosi che l'attuale corso possa servire a sconsigliare, per il futuro, l'emanazione di provvedimenti quali certe discutibili ordinanze sindacali (iscrizione anagrafica, phone center, burqua) che, in questi anni, si sono infrante contro il parere di legittimità del TAR Lombardia e/o del Prefetto. 

Felice Meregalli  

venerdì 9 novembre 2012

DIALOGO? NO, DECALOGO!



Con la presente lettera aperta, chiedo scusa al Venerabile e Illustrissimo Gran Maestro di Delizie Padane, Saggio Onnisciente del Terz’Occhio, Assessore Rosa profumata di Maggio, Nadia Beretta.

Ordunque, ecco gli incresciosi fatti.
 
Stamane, in occasione della campestre intercomunale cui partecipavano le scuole medie del circondario, mi sono presentato al cancello del centro sportivo per distribuire un volantino dal titolo ”La croce di S. Andrea”: triste sorte che incombe sulla scuola elementare dell’omonimo quartiere di Biassono, destinata a irreversibile demolizione in virtù del Piano di Governo del Territorio da poco adottato.

Pensavo, da ingenuo: chi meglio dei ragazzi che l’abbiano frequentata, e sicuramente apprezzata per l’esclusiva vicinanza al Parco di Monza, potrà capire lo scempio che comporterà il suo abbattimento?

Diamine, non avevo fatto i conti con l’oste! O meglio, con il Venerabile e Illustrissimo Gran Maestro di Delizie Padane, Saggio Onnisciente del Terz’Occhio, Assessore Rosa profumata di Maggio, Nadia Beretta. Dall’alto della sua lungimiranza, mi ha prontamente sconsigliato di organizzare manifestazioni di sorta, anche solo si tratti di distribuire semplici volantini, laddove ci si trovi in presenza d’inermi ragazzi.

Benevolmente, per non colpevolizzare troppo la nostra fallace idea, ci ha redarguito e informato che a Lei non pareva giusto quanto stessimo facendo, tanto più che il bruto volantinaggio avveniva non per la prima, bensì per la terza volta a Biassono.

Che sbadati! Proprio non ci avevamo pensato. Eh sì, chiediamo umilmente scusa.
Anzi, sa cosa potremmo fare, caro assessore?

Se volesse essere così gentile da stilare una lista delle cose che Lei ritiene le minoranze consiliari possano fare o no, disdicevoli o vietate che siano, gliene saremmo davvero grati.

Con il Decalogo Beretta – sempre che ci permetta d’intitolarlo a suo nome - anche il lavoro delle opposizioni diventerebbe più semplice; già me li vedo i capogruppo consiliari Caspani, Romagnoli e Colombo che, tutti trafelati, si telefonano scambiandosi i pareri balbettanti…” ..ma secondo te, visto che non trovo riferimenti nel Decalogo Beretta, potremo forse volantinare davanti alla residenza per anziani Anni Verdi?  E se la vicinanza del nuovo asilo nido mettesse in imbarazzo le paperelle gialle? Mah, meglio chiedere al nostro caro assessore: non vorrei ci restasse poi male”.

Finché saremo all’opposizione, Le promettiamo che ci lasceremo illuminare dal suo Virtuossisimo Decalogo, Venerabile Assessore!

Quando invece andrà Lei all’opposizione, e non credo manchi molto, non si preoccupi: lo cestineremo seduta stante.

Noi siamo di un’altra “scuola” di pensiero. Noi crediamo che il dialogo e il confronto siano il sale della democrazia e, soprattutto, che le opposizioni servano a controllare e stimolare chi governa. Non amiamo mettere il bavaglio a nessuno.

Fabrizio Baccenetti

mercoledì 7 novembre 2012

48: SINDACO CHE STRAPARLA


Siamo arrivati, ops!, abbiamo passato i 48 mila contatti nel nostro blog. Basta dare una occhiata rapida  al contatore che appare proprio qui sul nostro sito, a destra, ma chi si aspettava che al 47 qualcuno parlasse, è rimasto deluso.

Il sindaco Malegori, che dimostra invece di conoscere la “smorfia napoletana”, ha giustamente atteso che arrivassimo a 48 mila visite; dopodiché ha rilasciato la sua intervista al Giornale di Carate.

Dal momento che lo sport preferito della Lega Nord non è quello di fare il bene della comunità, bensì attaccare i gruppi di minoranza, non ha perso occasione per rappresentare SOLO i suoi elettori (si spera almeno quelli!), infischiandosene per l'ennesima volta del 49% degli elettori che non l'hanno votato (anche se ormai sospettiamo siano molti, molti di più...).  

Pomo della discordia, il concorso fotografico della neonata Associazione Gaetano Osculati, dal titolo: Biassono in dissolvenza”, immagini dei luoghi di Biassono minacciati dalla cementificazione o dagli stravolgimenti urbanistici - angoli, tradizioni o mestieri dimenticati e da riscoprire nel loro valore storico artistico o affettivo.

Il sindaco ci fa sapere che non ha digerito il titolo, là dove si parla di cementificazione; perbacco! 
Le cementificazioni son cose che si fanno, mica si dicono!

Il suo PGT ha messo in cantiere a Biassono 307.000 mq di nuove costruzioni, equivalenti a circa 1.000.000 di metri cubi di  cemento, ma non diciamolo, santo cielo!

A questo punto, visto il titolo del concorso fotografico, non ci ha visto più e - nella migliore tradizione della giunta sempre più appannata e paonazza - è partito l’attacco a Lista per Biassono e alla neonata associazione Culturale Gaetano Osculati (che a giudicare dalla pronta risposta, sa già il fatto suo).

Se 47 è il morto che parla, 48 è sindaco che straparla.

LpB

giovedì 1 novembre 2012

PROVINCIA MB: R.I.P.

Leggiamo sul Corriere della Sera di oggi che  “ Monza ritornerà sotto Milano, inglobata alla futura città metropolitana, quattro milioni di abitanti per 188 Comuni. È molto più che un'ipotesi: la decisone di abolire la giovane provincia brianzola è contenuta nella bozza di «riordino delle amministrazioni locali» che il Consiglio dei ministri discuterà mercoledì”.

Finalmente un po’ di saggezza e il ritorno alla razionalità, dopo l’ubriacatura del federalismo cialtrone e becero, che non ha fatto altro che moltiplicare i centri di costo, specie quelli della politica e dei politici s-pregiudicati sempre a caccia di poltrone e di prebende.

Basti pensare alla triste sorte di Villa Bossi a Biassono, svenduta alla Provincia di Monza e Brianza per uno dei tanti e quasi sempre inutili progetti di "distretti culturali" (eufemismo per dire semplicemente che il nostro storico palazzo secentesco sarà regalato e snaturato per far felici solo "ipotetici" imprenditori brianzoli), al quale il Comune dovrà però contribuire con almeno 1 milione di euro. 

Sempre il Corriere: “La novità è che, a differenza di quanto immaginato in un primo momento, Monza e la Brianza saranno accorpate all'area metropolitana milanese che nascerà il primo gennaio del 2014 al posto dell'attuale provincia. Nella bozza originaria dovevano invece finire incorporate nel territorio della maxi provincia settentrionale, in compagnia di Varese, Como e Lecco: Capoluogo? Como. Tanto vale allora, è il ragionamento che hanno fatto in tanti, finire sotto Milano. E così, salvo colpi di scena, sarà”.

Unendoci ai tanti diciamo: speriamo proprio sia così! L’esperienza maturata in pochi anni nella nostra neonata provincia di Monza e Brianza non brilla certo per virtuosismo presentando, invero, un  bilancio della prima Amministrazione Provinciale alquanto povero di risultati e ricco di sprechi: un Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) adottato ma sostanzialmente bocciato dalla Regione Lombardia, 500 milioni di euro spesi in soli 3 anni (di cui decine e decine per la sola sede), o meglio in mattoni, per la costruzione dell’ennesima sede faraonica e una Giunta Provinciale falcidiata dagli arresti e dalle indagini della Magistratura sull’operato -  presente e passato - di politici nostrani della maggioranza di centro-destra, imputati per gravi reati legati alla corruzione e a pericolose contiguità malavitose.

Parafrasando all’incontrario il vecchio  motto andreottiano c’è da sperare che il garantismo non abbia questa volta a deluderci e che “a pensar male ci si sbaglia”,  resta il fatto che, sotto il profilo politico e amministrativo, converrebbe ai cittadini disfarsi al più presto di questo ennesimo e inutile “poltronificio” che già dopo pochi mesi dall’insediamento si è riempito, come si temeva, non di amministratori impegnati a promuovere il cosiddetto “territorio”, ma di amministratori infedeli intenti a curare solo i loro interessi più o meno leciti.

Forza, dunque, con la grande Milano, ci viene da dire; un passo significativo verso la costruzione di una metropoli moderna, della profittevole appartenenza alla quale, andare orgogliosi.

Una metropoli efficiente, una grande Smart-City ci verrebbe da immaginare, all’altezza dei tempi e delle sfide della globalizzazione che si gioca tra territori e città che, a livello planetari,o hanno tutte una dimensione metropolitana.

Piccolo non è bello, è solo poco competitivo, scarsamente efficiente e alla lunga insostenibile;  vale per il sistema delle imprese così come per le aree urbane: la logica del piccolo orticello e del campanile hanno fatto il loro tempo.  

LPB