Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

venerdì 14 giugno 2019

BIASSONO, OCCHIO ALLE BORSE DI STUDIO!



Per concorrere all’assegnazione delle borse di studio, a Biassono, non basta più avere ottimi voti scolastici. Occorre anche una vista da falco, perché l’unica modalità per conoscere i termini di richiesta, da quest’anno, è solo l’annuncio attraverso i tabelloni luminosi comunali, o al massimo una comunicazione da scovare direttamente sul sito www.biassono.org. Stop al filo diretto con le scuole, dunque. A confermarlo, dopo settimane di disorientamento, è stato proprio un responsabile di Villa Verri a colloquio con la madre di alunna esclusa dall’assegnazione di quest’anno. 

Esclusa non certo per demeriti personali, bensì per la tardiva scoperta riguardante le nuove misure di pubblicizzazione. Come dichiarato in municipio, l’ufficio scuola non è (più) tenuto a consegnare volantini informativi nei plessi di Biassono, a differenza di quanto ancora avveniva lo scorso anno. Questa, almeno, è l’ultima versione ufficiale, visto che la stessa madre si era sentita rispondere solo pochi giorni prima che una comunicazione, in realtà, era stata mandata alla scuola. Effettuate le dovute verifiche all’Istituto comprensivo di Biassono, nessuno ha però potuto confermare l’arrivo di qualsivoglia comunicazione. A quel punto, il solerte impiegato ha riconosciuto di essersi forse confuso per le “troppe comunicazioni” fra Comune e scuole, aggiungendo in ogni caso che sono state ben 50 le domande di borse di studio pervenute quest’anno all’amministrazione (10 in più rispetto alle effettive borse stanziate nel bando 2019). 

“A quanto pare - ha commentato con delusione la madre - tocca ora ai cittadini stare all’erta nel periodo dell’uscita del bando, previsto ogni anno fra metà aprile e la fine di maggio, perché alle scuole non arriveranno più comunicazioni. Immagino perciò sarà questo il modus operandi anche per i prossimi anni”. Una situazione che, certo, non soddisfa la maggior parte dei genitori, già alle prese con tante altre incombenze che gravano sulla vita scolastica dei propri figli. Il loro auspicio è che l’informazione istituzionale torni a essere veicolata anche all’interno della scuola, essendo per genitori e studenti il primo e più importante canale di riferimento per conoscere quali siano i rapporti dell’Istituto biassonese col Comune.

venerdì 24 maggio 2019

Pagano i biassonesi, non le grandi compagnie


Con quasi un mese di ritardo rispetto al termine ultimo previsto per Legge (30 Aprile), il Rendiconto 2018 è approdato sui banchi del Consiglio Comunale. Ci sarebbe piaciuto, in occasione del dibattito sulla chiusura dell'esercizio 2018, essere originali, affrontare tematiche nuove e portare la discussione su argomenti mai trattati in precedenza.

Addentrandoci nelle pieghe del Conto Consuntivo ci siamo invece trovati di fronte, anche quest'anno, le solite macroscopiche e ataviche risultanze.

Non parleremo, quindi, di tasse, tariffe ed aliquote e della loro gravosità e iniquità.  
Lo abbiamo già fatto e lo facciamo sempre  ad ogni discussione di Bilancio Preventivo; non ci pare pertanto il caso di ritornarci, anche se queste osservazioni costituiscono il presupposto su cui si fonda l'impianto stesso di ogni Bilancio. Sulle quali, ovviamente, continuiamo a mantenere tutte, nessuna esclusa ed eccettuata, le criticità più volte manifestate.
Soffermeremo, giocoforza, la nostra attenzione su un'altra annosa e, per noi che la denunciamo da anni, spinosa e pericolosa evidenza: la montagna eufemisticamente definita "residui attivi di dubbia esigibilità".
Montagna che le amministrazioni leghiste succedutesi dal 1996 ad oggi stanno cercando di "smontare" solo ed esclusivamente a partire dal 2017 e solo ed esclusivamente in conseguenza del noto provvedimento della Corte dei Conti
La domanda che, a nome del biassonese medio, ci sentiamo di porre a chi ha amministrato sinora il nostro Comune può apparire semplice e banale: perché?
Perché si sono lasciati passare quasi vent'anni per "dare avvio" a tali controlli? Perché si sono lasciate cadere nel vuoto le segnalazioni e le grida d'allarme che puntualmente Lista per Biassono sollevava? Perché ci si è mossi solo ed esclusivamente dopo la censura e la diffida della Corte dei Conti?
Facciamo parlare i numeri, i dati certi, ovverossia le cifre del Conto Consuntivo.
E partiamo dalla "Tabella dei Parametri Obiettivi per i Comuni ai fini dell'accertamento della condizione di Ente strutturalmente deficitario" (i parametri obiettivi sono 8 e gli enti locali che presentano almeno la metà dei parametri deficitari, lo sono tali strutturalmente ai sensi dell' art. 242 comma 1 Testo Unico Enti Locali).
Orbene, il Comune di Biassono risulta "deficere" sia per quanto attiene all'incidenza degli incassi delle entrate proprie sulle previsioni definitive di parte corrente, che è minore del 22%, sia per quanto concerne l'effettiva capacità di riscossione, riferita al totale delle entrate, che è minore del 47%.
Alcuni allegati al Bilancio, e l'allegato 30 in particolare,  appaiono, nella loro crudezza, francamente imbarazzanti.
Ci riferiamo al Prospetto concernente la composizione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità dal quale estrapoliamo alcune significative e drammatiche cifre:
Ici (quote arretrate)
media riscoss. : 13,40%  
non riscosso: 86,60%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 46.024,69
Tarsu
media riscoss. : 14,62%
non riscosso: 85,38%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 245.645,36
Tarsu (quote arretrate)
media riscoss.: 0%
non riscosso: 100%
Residui attivi ancora da recuperare: euro 62.052,89
Tari
media riscoss. : 28%
non riscosso : 72%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 914.198,62
Proventi imp. sportivi
media riscoss. : 0%
non riscosso: 100%
Residui attivi ancora da riscuotere : euro 40.161,80
Fitti reali da fabbr.
media riscoss. : 23,73%
non riscosso: 76,27%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 210.468,81
Conv. util. aree comun. operatori telefonia mobile
media riscoss. : 25,13%
non riscosso: 74,87%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 59.300,27
Sanzioni violaz. Codice della Strada
media riscoss.: 7,26%
non riscosso: 92,74%
Residui attivi ancora da riscuotere: euro 1.262.228,50
Sanzioni violaz. Regolam. ed . Ordinanze
media riscoss.: 2,66% (evidentemente siamo il paese delle grida manzoniane)
non riscosso: 97,34%
Residui attivi ancora de riscuotere: euro 33.919,74  
Recup. spese immob. in affitto a terzi
media riscoss.: 6,84%
non riscosso: 93,16%
Residui attivi ancora da recuperare: euro 245.957,77
Potremmo proseguire ma, per carità di patria, ci fermiamo qui.
Complessivamente i Residui Attivi al 31.12.2018 ammontavano ad euro 9.690.991,51 (erano 8.091.108,26 nel 2017).
Somma che rimarrebbe pesantissima anche qualora dovessimo scorporare la Competenza 2018 (euro 4.763.698,43). Ci attesteremmo infatti sulla considerevole cifra assoluta di euro 4.927.293,08 (erano 3.543.075,14 nel 2016 e 4.096.153,51 nel 2017).
L'evidenza dei Residui Attivi Mantenuti mette in rilievo che molti degli stessi, anche di lunga data, sono posti in capo a : Operatori della Telefonia Mobile, Compagnie di Assicurazione, Enti e Società per Azioni della cui insolvenza ci riesce impossibile capire le ragioni.
Non solo; a differenza dei privati cittadini, per questi soggetti inottemperanti, persone giuridiche che chiudono Bilanci floridi, non sono neppure previste more, penalità e/o sanzioni.
Anzi; gli si rinnovano le convenzioni in essere senza prendersi la briga di sanare le situazioni debitorie pregresse!
Qualche esempio concreto:
Esercizio 2012: la società Wind Tre SpA è debitrice di euro 3.403,44 oltre ad altri euro 4.638,21.
Non solo non si riesce a recuperare da una SpA tali somme, ma nel 2013, senza sanare il pregresso, si rinnovano le due convenzioni con la stessa Società che risulta ad oggi debitrice di altri euro 18.000 ed ulteriori euro 13.000.
Esercizio 2013: insolventi anche la società Telecom Italia SpA  per 16.310,91 euro e la società Wind Telecomunicazioni per 3.947,71 euro.
Esercizio 2014: inspiegabili i 10.000 euro che la società Cierre liquidazione danni deve in virtù di un accordo transattivo. Ovvero: il Comune raggiunge una transazione verosimilmente rinunciando a parte del suo credito e poi non riesce ad incassare quanto convenuto e stipulato nero su bianco in un verbale di accordo?
Esercizio 2017: la società Monza Mobilità s.r.l. è debitrice delle somme di euro 7.620,00 oltre ad euro 3.247,25 per canone di concessione temporanea di aree comunali per parcheggi.
Perché gli è stata rinnovata la concessione per il 2018 senza che sia intervenuta una sanatoria del ppregresso?
Potremmo continuare elencando la lunga lista di crediti di lunga data non riscossi nei confronti di Società, Studi Professionali, Enti, Amministrazioni, persino il Ministero degli Interni!
Abbiamo anticipato che, dal 2017, è in atto un'attività di accertamento tributario e sappiamo che gli importi riscossi sono passati dai 45.025 euro del 2017 ai 622.165 del 2018.
L'impressione che se ne ricava è che comunque tale attività, oltre a costituire un business per le Società che la praticano, che si vedono riconoscere aggi del 30%, non riesca ad incidere efficacemente sugli Esercizi di più vecchia data e vada comunque ad interessare quasi ed esclusivamente la fascia relativa al cosiddetto "contribuente medio", ovvero il privato cittadino. 
Abbiamo più volte sostenuto, e lo ribadiamo, che per Lista per Biassono l'incapacità o la mancata volontà di riscuotere quanto di spettanza del Comune costituisce uno degli indicatori principali per giudicare l'operato dell'Amministrazione comunale. Tanto più in periodi di prolungata crisi economica come l'attuale.
Questa Giunta e questo Consiglio, per quanto di rispettiva competenza, dovrebbero quanto prima essere nella condizione di distinguere nettamente le situazioni di cosiddetta "morosità incolpevole", dalle altre. Per le prime, sperimentare anche forme innovative quali un Regolamento sul baratto amministrativo; le seconde, da perseguire.

Passando ad una analisi più generale, questo l'andamento delle ENTRATE TRIBUTARIE che passano da euro 5.149.039 (2016) ad euro 5.312.014 (2017), ad euro 6.022.672 (2018), con un aumento del 13,38%
Tra queste:
IMU: 1.250.000 (2015);  1.660.872 (2016); 1.600.000 (2017); 1.702.000 (2018)
TASI: 1.815.000 (2015); 555.326 (2016); 610.000 (2017); 570.000 (2018)
TARI: 1.2000.615 (2015); 1.221.067 (2016); 1.235.000 (2017); 1.345.884 (2018)
ADDIZ. COM. IRPEF: 1.575.000 (2015); 1.615.000 (2016); 1.700.000 (2017); 1.710.000 (2018)
TRASFERIMENTI da Stato, Regione ed altri Enti passano da euro 4.304.279 (2016) ad euro 4.112.581 (2017); ad euro 4.859.699 (2018).
Le ENTRATE EXTRATRIBUTARIE passano da euro 2.577.666 (2016), ad euro 1.692.204 (2016), agli attuali euro 1.794.082, con un aumento del 6,02%.
Queste le principali voci di entrata:
Sanzioni Cod.Strada: 345.000 (2015); 249.821 (2016); 249.384 (2017); 450.000 (2018 + 80,44%)
Concess. cimiteriali: 118.912 (2015); 129.936 (2016); 110.956 (2017); 166.728 (2018 + 50,26%)
Proventi refezione scolast.: 7.000 (2015); 17.167 (2016); 8.166 (2017); 53 (2018 - 99,35%)
Proventi trasp. alunni: 48.003 (2015); 49.205 (2016); 51.589 (2017); 48.231 (2018 - 6,51%)
Convenzione operat. telefonia mob.: 87.000 (2015); 113.005 (2016); 163.627 (2017); 90.344 (2018)
Fitti reali di fabbricati: 120.405 (2015); 105.350 (2016); 96.279 (2017); 92.088 (2018)
Recupero spese immobili in affitto: 60.680 (2015); 71.293 (2016); 83.228 (2017); 58.807 (2018)

Tra le ENTRATE PER ALIENAZIONE e TRASFERIMENTI DI CAPITALE:
Proventi conc. edil. urb. prim.: da 200.535 (2015); 510.935 (2016); 283.478 (2017); 224.873 (2018)
" " "   secondarie: 96.797 (2015); 217.594 (2016); 134.660 (2017); 57.411 (2018)

Per quanto attiene alle SPESE, al netto delle somme relative all'Ufficio di Piano, quelle correnti aumentano del 4,98% passando da 7.596.761 (2016) agli attuali 7.974.720, ed hanno la seguente incidenza sul Bilancio:
spese istituzionali, generali e di gestione: sono pari al 31,73% delle spese
ordine pubblico e sicurezza: 5,56%
istruzione e diritto allo studio: 10%
tutela e valorizzazione dei beni e della attività culturali: 2,56%
politiche giovanili, sport e tempo libero: 2,08%
turismo: 0,03%
assetto del territorio ed edilizia abitativa: 1,11%
sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente: 19,86%
trasporti e diritto alla mobilità: 7,62%
soccorso civile: 0,16%
diritti sociali, politiche sociali e famiglia: 18,90%
sviluppo economico e competitività: 0,14%
politiche per il lavoro e la formazione professionale: 0,21%
agricoltura: 0%
energia e diversificazione delle fonti energetiche: 0%
relazioni con le altre autonomie territoriali e locali: 0%
Infine le spese per investimenti: da euro 882.825,28 (2015)  ad euro 1.294.170,28 (2016) ad euro  134.398 (2017), agli attuali euro 1.365.109,40 (opere finanziate nel 2017 eseguite nell'esercizio 2018).  Tra le opere principali:
Riqualificazione impianto termico Aldo Moro: euro 88.500
Man. straord.  Scuola Aldo Moro: euro 433.189,52
Intervento ristrutt. Villa Bossi: euro 299.258,54
Fornitura attrezz. nuova palestra Via Parco: euro 25.000
Integrazione impianti videosorveglianza esistenti: euro 19.911
Manutenz. staord. Piazza Libertà: euro 7.600,60
Area gioco bimbi San Giorgio: euro 40.523,90
 Progettazione nuovi colombari cimitero capoluogo: euro 35.345,78
Colombari Cimitero capoluogo: euro 44.255,91
Asfaltature stradali: euro 278.628,82
L'esercizio 2018 si chiude con un avanzo complessivo di euro 5.032.188,80
Che risulta così suddiviso :
euro 718.137,16 risorse vincolate in parte corrente
euro 3.353.102,47 risorse accantonate nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (erano euro 1.187.365,04 nel 2016 ed euro 2.315.307,75 nel 2017)
L'avanzo non vincolato ammonta ad euro 950.000






lunedì 1 aprile 2019

Gli "invisibili" caduti biassonesi


Molto si è scritto, e giustamente deprecato, in relazione all’avvilente epilogo della vicenda “pietre d’inciampo” a ricordo dei deportati biassonesi nei campi di sterminio nazisti.

Si è giustamente fatto rilevare che la Lega Nord, con la decisione di collocare una nuova stele in area da definirsi, finge di ricordare tutti per non ricordare nessuno. A Biassono, da tempo esiste un Monumento in ricordo ai Caduti in Guerra; venne inaugurato il 21 maggio 1925.

La sua originaria collocazione era all’angolo tra le attuali Via Cesana e Villa e Via Matteotti, in quella che allora si chiamava Piazzetta della Vittoria. Il Monumento verrà poi posizionato al centro di Piazza Italia, dove si trova ancora attualmente, nel 1953. Venne realizzato in pietra, marmo e bronzo in quanto si voleva durasse nel tempo.
Il termine stesso di monumento, infatti, va inteso nel senso di “quod manet et monet”, ovverosia ciò che permane e trasmette un preciso messaggio.

E’ legittimo domandarsi, oggigiorno, con quanta attenzione si osserva ciò che si ha sempre sotto gli occhi.

Scriveva Robert Musil che “nulla al mondo è più invisibile dei monumenti”. Ma prontamente aggiungeva: “tutti sarebbero molto sorpresi se un bel mattino le statue non ci fossero più anche se non le guardano mai e non hanno la minima idea di che cosa rappresentino”.

Oggi i monumenti, sommersi dal traffico urbano in piazze trasformate in parcheggi, hanno completamente perduto il loro significato e la loro funzione in un mondo che sembra così distante da quello dell’epoca. Compito delle Amministrazioni comunali, anziché pensare a nuove targhe ed a nuove lapidi, dovrebbe essere quello di fare riscoprire e tramandare, almeno in parte, quella memoria che è stata alla base della loro realizzazione.

La Mozione leghista, tra l’altro, chiede di rendere pubblico l’elenco dei Caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, inserendolo nel sito istituzionale del Comune.
Ben venga; potrebbe essere finalmente l’occasione per rendere il doveroso omaggio a due caduti biassonesi, peraltro decorati al Valor Militare, il cui nome neppure appare, a distanza di 100 anni dagli eventi, sulle targhe apposte al Monumento di Piazza Italia.
Parliamo di Giovanni Cesana e di Antonio Tremolada, i cui nomi sono stati bellamente omessi persino nella marziale e militaresca cerimonia del 4 Novembre ultimo scorso, 100° Anniversario della fine della Grande Guerra.







Albo d'Oro Caduti Lombardi Grande Guerra, vol. X, pag. 195








Albo d'Oro Caduti Lombardi Grande Guerra, vol. X, pag. 751



CESANA GIOVANNI - MEDAGLIA D'ARGENTO al V.M. -
" sergente, capo mitragliatrice, noncurante del pericolo, sotto l'intenso fuoco avversario, si spingeva solo fin presso le posizioni nemiche, per scegliere una postazione adatta a controbattere, con la propria arma, quelle avversarie. Mentre poi vi tornava con i suoi uomini da lui incoraggiati, veniva colpito a morte".
Montello, 20 giugno 1918.


Cesana Giovanni


TREMOLADA ANTONIO - MEDAGLIA DI BRONZO al V.M. -
" durante un contrattacco nemico, trascinando con l'esempio i suoi camerati, si slanciò, per primo, con disprezzo del pericolo, al salvataggio di un cannone da montagna rimasto avvolto dalle fiamme provocate da proiettili nemici incendiari. Colpito in pieno da una granata nemica, lasciò la vita nell'ardito tentativo". 
Val Popena, 17 settembre 1915.


Tremolada Antonio

E mentre l’Assessore esterno Paola Gregato si dedica infruttuosamente alla ricerca di vittime biassonesi delle foibe (per inciso, Le ricordiamo che per fare approfondimenti storici occorrerebbe anche, e soprattutto, avere accesso all’Archivio Storico comunale), ci permettiamo di suggerire, per l’ennesima volta,  all’Amministrazione di fare degna menzione anche della concittadina Anna Maria Galliani, deceduta a Monza il 20 febbraio 1916 in conseguenza delle ferite riportate nel bombardamento austriaco sul quartiere di San Biagio del giorno 14.
Vittima civile degli eventi bellici, era nata a Biassono il 25 marzo 1876 da Amedeo e Cagnola Teresa. Coniugata a Monza con il vigile urbano Giuseppe Galbiati e giovane madre.

Più ci allontaniamo nel tempo da quegli eventi, più è difficile tramandarne la memoria ed il significato.
Ma abbiamo il dovere di farlo; a condizione che si voglia effettivamente fare Storia e Memoria, e non propaganda.

Felice Meregalli

martedì 26 marzo 2019

Biassono, il bilancio delle mummie

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Bilancio di previsione 2019-2021, tutto fermo. Nonostante i tentativi di conferire maggior equità all’impiego delle risorse economiche di Biassono, così come di orientare gli investimenti comunali per far fronte alle sfide di più stretta attualità, il documento approvato ieri sera è stato ancora una volta blindato. 

Anzi, sarebbe meglio dire "bendato", proprio come una mummia destinata a sopravvivere ai millenni, eternamente uguale a se stessa. Su ben 15 emendamenti presentati dalle opposizioni (10 di Lista per Biassono, 5 di Biassono Civica), ne sono stati accolti solo 2 nostri, per essere poi liquidati con le giustificazioni-fotocopia addotte ogni anno. A Lista per Biassono non è stata lasciata neppure la possibilità di esibire alla maggioranza leghista le prove della contraddittorietà delle bocciature, che palesano il mero obiettivo di gestire la cosa pubblica prescindendo dal ruolo critico del consiglio comunale. Un atteggiamento tanto arrogante quanto miope, che ci ha infine costretti ad abbandonare i lavori in Villa Verri in coincidenza dell’ultimo punto all’ordine del giorno, proprio perché imbavagliati dalla maggioranza.
Per offrire ai biassonesi una lettura quanto più agevole del bilancio, riportiamo dati e osservazioni principali seguendo l’ordine del giorno delle sedute consiliari svoltesi venerdì 22 e lunedì 23 marzo. Prendete un lungo respiro, mettevi comodi in poltrona e, qualora arrivaste a fine lettura, fate sapere ai faraoni egizi di essere ancora vivi!    
OdG n. 1
Il Regolamento IUC viene modificato al capitolo 4 (TARI), relativamente all’articolo 27 comma 4, laddove si prevede l’aumento dell’agevolazione per rimozione apparecchi slot machine e simili (dal 25 al 50% sulla parte fissa e variabile della tariffa del tributo per i 5 anni successivi alla disinstallazione).
Pur apprezzando lo sforzo, al quale Lista per Biassono ha invitato per anni la maggioranza, riteniamo che il provvedimento debba essere accompagnato da concomitanti iniziative di coinvolgimento e sensibilizzazione sull’emergenza sociale della ludopatia; iniziative, cioè, che coinvolgano l’intero tessuto locale (Scuole, Parrocchia, Associazioni, ATS, Forze dell’Ordine). In assenza di queste misure, il risultato è facilmente immaginabile: il numero dei giocatori pronti a far guadagnare detentori di slot machine e videolottery, oltre che lo Stato, resterà sempre troppo alto per intaccare la filiera del vizio.    

OdG n. 2 Aliquote e detrazioni IMU (Imposta municipale unica)
Invariate rispetto agli anni precedenti:
abitazione principale A1/A8/A/9 : 4,6 per mille con detrazione di euro 200
fabbricati ad uso produttivo: 8,4 per mille
unità immobiliari concesse in uso gratuito a parenti e familiari: 4,6 per mille
aree edificabili: 8,2 per mille
Le entrate, negli anni hanno avuto il seguente andamento:

2015: 1.250.000
2016: 1.660.782
2017: 1.599.354,06
2018: 1.672.000
Prev. 2019: 1.600.000

OdG n. 3 Aliquote TASI (Tributo per i servizi indivisibili)

Anch'esse invariate rispetto agli anni precedenti:
abitazione principale A1/ A8/ A9: 1,4 per mille
fabbricati ad uso produttivo: 1,1 per mille
fabbricati concessi in uso gratuito per i quali il contribuente usufruisce di apposito regime agevolato determinato ai fini Imu: 1,4 per mille
fabbricati assimilabili alle abitazioni principali posseduti da anziani o disabili ricoverati in Rsa: 0,0 per mille
aree edificabili: 1,0 per mille

Le entrate, negli ultimi anni, hanno avuto il seguente andamento:

2015: 1.815.000
2016: 555.326 (eliminata su prima casa)
2017: 610.000
2018: 555.326,43
Prev. 2019: 585.000

Il discorso, in relazione agli odg 2 e 3, è purtroppo e sempre lo stesso: aliquote consolidate da anni al livello massimo consentito e particolarmente ingiuste in quanto indifferenziate. Con pesanti conseguenze che, in passato, i biassonesi hanno già avuto modo di sperimentare: cittadini con rendite catastali fino a 600 euro che pagavano in più rispetto alla vecchia Imu, e cittadini con rendite oltre tale soglia che, al contrario, risparmiavano. In poche parole: più elevata la rendita, maggiore il risparmio.

OdG n. 4  Piano Finanziario e tariffe TARI (Tassa sui rifiuti)
Il Servizio è in proroga tecnica fino al 30 giugno, in attesa della predisposizione dei documenti di gara: si dà così per scontata l’ulteriore proroga sino a tutto il 31.12.2019.

Le entrate, negli ultimi anni, hanno avuto il seguente andamento:
 
2015: 1.200.615
2016: 1.221.067
2017: 1.235.000
2018: 1.250.000
Prev. 2019: 1.300.000

Vengono modificate le scadenze di pagamento: 16/09 e 16/11 (prima erano ottobre e dicembre). In realtà la legge dovrebbe prevedere di norma almeno due rate a scadenza semestrale e la possibilità di pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ogni anno. Per la maggioranza, il cambiamento è giustificato dalla necessità di poter gestire con più precisione le entrate annuali. 

Biassono è stata spesso ai primi posti tra i Comuni brianzoli in materia di raccolta differenziata. Ma i suoi cittadini, dell'impegno profuso, non ne hanno mai tratto significativo beneficio in termini di riduzione delle tariffe. In passato le uniche categorie merceologiche che hanno potuto usufruire di sgravi sono state "Studi ed Uffici" ed "Attività Industriali ed Artigiane"; e successivamente, “Banchi di mercato beni durevoli” e “Banchi di mercato genere alimentari”, che hanno visto rideterminati, al ribasso, i propri coefficienti.

Lista per Biassono ritiene che chi produce meno rifiuti indifferenziati debba essere premiato e, per questo, continua e continuerà a richiedere l'adozione di un sistema di tariffazione puntuale, con un tributo calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati residui.
Dal Piano Finanziario odierno è stato invece stralciato ogni e qualsivoglia riferimento all’introduzione di tale sistema di tariffazione puntuale (anche se il provvedimento può essere adottato solo grazie a un nuovo appalto, è essenziale sia inserito nelle linee strategiche, orientando quindi i passi preparatori dell’amministrazione).
La percentuale di raccolta differenziata, negli anni, ha avuto il seguente andamento:

2012: 70,32%
2013: 71,72%
2014: 71,00%
2015: 72,89%
2016: 72,11%
2017: 72,76%
2018: 76,26%
Prev. 2019: 76,26%

Nel Piano, stabilizzati attorno ai 12.200 gli abitanti, viene previsto complessivamente "un mantenimento del valore di produzione dei rifiuti non riciclabili in linea con il 2018"; anzi se ne indica cautelativamente un lieve incremento (1.208.412 kg contro i 1.202.400 kg dell'anno precedente).

Ciò, a nostro modo di vedere, contrasta con gli OBIETTIVI che si intendono raggiungere nel 2019, tra i quali, ancora una volta, spiccano:

"AVVIARE iniziative tendenti alla riduzione del rifiuto prodotto" , ed "informare l'utenza e promuovere comportamenti corretti con particolare riferimento ai circuiti di raccolta differenziata dei rifiuti, al fine di migliorare anche la qualità della raccolta differenziata  e incrementare la capacità di intercettazione differenziata".

Legambiente pone ormai l’accento più che sui Comuni Ricicloni, su quelli Rifiuti Free. Per essere considerati tali, occorre raggiungere o superare il 65% di raccolta differenziata, ma anche, e soprattutto, conferire non più di 75 kg/abitante/anno di rifiuto secco non riciclabile.

Perché Biassono non è tra i 16 Comuni della Brianza che, nel 2018, sono stati dichiarati Comuni Rifiuti Free? Per la maggioranza è solo questione di un cambio nell’uso dei parametri virtuosi di riferimento: in realtà, Biassono resta ancorato a un sistema di gestione dei rifiuti ormai storicamente superato, che dovrebbe invece indurre allo sviluppo in paese di “punti di rifornimento alla spina” (evitando quindi l’uso di imballaggi) e ad azioni di rieducazione civica sull’inutilità del packaging. 

Qual è dunque la percentuale biassonese di rifiuti non differenziati/abitante/anno? A noi consta, dati Arpa, che nel 2017 fosse di 95 kg, ben lontana, purtroppo, dall’obiettivo virtuoso dei 75 kg. Perché, dunque, ci si “accontenta” del “mantenimento del valore di produzione dei rifiuti non riciclabili”, anziché lavorare per la sua riduzione?

In generale la tariffa Tari 2019 è così ripartita:

Costi variabili : 49,52%
Costi fissi: 50,48%
Della parte fissa (euro 608.404), il 73,04% è attribuito alle Utenze Domestiche (euro 444.378,28), mentre il restante 26,96% alle Attività (euro 164.025,72).
Della parte variabile (euro 596.870,00), il 65,54% è attribuito alle Utenze Domestiche (euro 391.188,60), mentre il restante 34,46% alle Attività (euro 205.681,40).

Molto impegno ma, come si vede, il cittadino biassonese continua a trarne poco beneficio.


OdG n. 5 Aliquota Addizionale Comunale all'Irpef
Entrate:
2017: 1.700.000
2018: 1.710.000
Prev. 2019: 1.690.000
Negli anni Biassono ha sempre mantenuto e consolidato l'aliquota massima (0,8%), unita all'indifferenziazione dell'aliquota in base agli scaglioni di reddito (valgano al riguardo le argomentazioni già svolte in tema di aliquote Tasi circa l'ingiustizia e la mancata applicazione del principio di progressività dell'imposizione fiscale sancita dall'articolo 53 della Carta costituzionale).
Due anni fa l'Amministrazione ha innalzato la soglia di esenzione portandola da 7.500 a 9.000 euro. Provvedimento parziale e insufficiente, ma che andava nel senso sempre auspicato da Lista per Biassono che più volte ha proposto emendamenti finalizzati a elevare la soglia di esenzione fino a 15.000 euro.
Lo scorso anno la Giunta ha modificato l'aliquota, unica e indifferenziata, dallo 0,80% allo 0,79%; un provvedimento che impegnava a Bilancio la bellezza di 21.121 euro.
 
Oggi propone, per l’anno 2019, l’aliquota dello 0,78% per tutti gli scaglioni di reddito, con esenzione per redditi sino a euro 10.000.

Rimangono inalterate le criticità già espresse: Don Milani diceva che non c'è ingiustizia più grave che fare parti uguali tra diseguali.
Anche volendo seguire il modus operandi leghista, uno degli emendamenti che avremmo sperato di discutere dimostra come nelle pieghe del Bilancio esistano le possibilità per procedere a una riduzione dell'aliquota più marcata (0,75% con un esborso di altri 65.000 euro).

Lista per Biassono ha espresso voto favorevole al provvedimento in sé, benché contraria all’impostazione concettuale generale.

OdG n. 6 Valorizzazione immobili di proprietà comunale

Nel patrimonio di Biassono è tornato disponibile l’ex ambulatorio medico di San Giorgio, dopo inutili tentativi di alienazione. Nonostante la richiesta di organizzare al suo interno un piccolo museo dedicato alla figura sangiorgese dell’esploratore Gaetano Osculati, con possibilità dunque di attirare più flussi di visitatori nella frazione e sviluppare prodotti commerciali utili a fare cassa, per la giunta l’immobile resta un’incognita. 
Palasso Bossi resta ancora un progetto in via di definizione (si stanno però facendo verifiche sull’eventuale gestore individuato nell’ultimo bando), mentre Villa Monguzzi continua a essere impiegata al di sotto delle proprie potenzialità. Scarsa rotazione degli spazi, mancato coinvolgimento dell’immobile nelle principali manifestazioni pubbliche, eccessivo ricorso al volontariato per sostenere il programma delle lezioni dell’Università del Tempo Libero, utenza passiva e monogenerazionale.

OdG n. 7 Piano Triennale Opere Pubbliche

Gli argomenti sono sempre gli stessi; si trascinano, ormai, anno dopo anno, dopo anno:

- Via Pessina (non esiste ancora un progetto definitivo per la messa in sicurezza)
- Centro Storico (recupero condizionato dai fondi legati al problematico e contestato ambito di trasformazione n.1 del Piano di Governo del Territorio, che prevede la cementificazione degli ultimi terreni liberi al confine con Lissone)
- Manutenzione straordinaria Scuola S. Andrea (continuano a essere versate ingenti somme per singoli interventi, anziché ripensare l’intera progettualità dell’immobile per risolvere definitivamente i difetti strutturali e trasformarlo in un moderno polo eco-sostenibile).
- Prolungamento pista ciclabile lungo via Trento e Trieste (la realizzazione, nonostante petizioni e proteste cittadine, resta condizionata all’esito del già citato ATR1). 

OdG n. 8 DUP 2019-2021 (Documento Unico di Programmazione)

Tra gli “Obiettivi strategici dell'Ente”, rinveniamo clamorosamente l'intenzione di elaborare i seguenti documenti:

1) il bilancio partecipato, che costituisce una pratica innovatrice della gestione urbana, capace.....di coinvolgere attivamente cittadini nel processo decisionale riguardante la gestione del nostro ente”

2) il bilancio sociale inteso come risultato di un processo con il quale l'amministrazione  rende conto sulle scelte.......in modo di consentire ai cittadini di conoscere e formulare  un proprio giudizio su come l'amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato.

Sono parole che a noi suonano grottesche e beffarde alla luce dell'odierna realtà.
Potremmo già ritenerci parzialmente soddisfatti se questa Amministrazione, dopo aver istituito la Commissione Regolamenti, facesse altrettanto con quella Bilancio e Tributi, visto che le mozioni di Lista per Biassono finalizzate all’adozione dei due bilanci sono state bocciate senza alcuna remora proprio dalla maggioranza leghista.

Balzano poi all'occhio le mancate gestioni delle seguenti missioni, rispetto alle quali la giunta sostiene di aver provveduto intervenendo su capitoli con nomenclature differenti. Il problema di fondo, tuttavia, resta l’incapacità di riconoscere ai capitoli del DUP il loro effettivo valore strategico, soprattutto alla luce della necessità di adottare misure preventive contro i cambiamenti climatici che stanno ormai colpendo anche il nostro territorio comunale, così come per cogliere le opportunità di innovazione legate alle nuove forme di energia, di gestione partecipata dei servizi, di digitalizzazione, di attrazione di investimenti esterni, di adozione di nuovi materiali e risorse ecosostenibili.
Missione 4 - Programma 7 – Diritto allo Studio: zero euro nel triennio 2019/2021
Missione 5 – Valorizzazione dei beni di interesse storico: zero euro nel triennio
Missione 6 – Programma 2 – Giovani: zero euro nel triennio
Missione 7- Turismo: zero euro nel triennio
Missione 9 – Programma 1 – Difesa del suolo: zero euro nel triennio
Missione 9 – Programma 8 – Qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento: zero euro nel triennio
Missione 10 – Programma 2 – Trasporto Pubblico Locale: zero euro nel triennio
Missione 18- Programma 1 - Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali: zero euro nel triennio

OdG n. 9 Esame e approvazione Bilancio preventivo

Le prerogative dei consiglieri in tema di emendamenti al Bilancio si devono esplicare in un arco di tempo limitato. Ma tale arco di tempo, oltre che limitato, deve anche essere ragionevole.
Lo avevamo già detto: aver manomesso il Regolamento di Contabilità prevedendo la riduzione da 15 a 7 giorni del termine a disposizione dei consiglieri, è un vero e proprio atto di protervia. Altro che Bilancio Partecipato e Sociale! Occorre ripristinare quanto prima lo status quo ante e far ritornare il Regolamento di Contabilità in commissione. Senza questa modifica, il lavoro di analisi critica delle minoranze resta pesantemente limitato, costringendo a una frettolosa revisione di un testo maturato in realtà durante interi mesi.

Gli emendamenti al bilancio sono poi una spina nel fianco che la maggioranza rimuove ogni anno con metodi totalmente contraddittori. Continua infatti a sfuggirci il concetto di "Emendamento Ammissibile ed Emendamento non Ammissibile".
Poiché i pareri dei Responsabili dei Servizi sono obbligatori, ma non vincolanti, devono essere necessariamente acquisiti senza vincolare l'organo deliberante.
Un emendamento di un Consigliere comunale va sempre portato in discussione al Consiglio, accompagnato da parere favorevole, contrario o contrarissimo, senza alcuna censura o filtro preventivo. Rifiutarsi di farlo, come avvenuto puntualmente anche quest’anno, significa conferire ai Tecnici l'effettivo potere di deliberazione, degradando Giunta e Consiglio Comunale a una funzione di mera ratifica di determinazioni amministrative sostanzialmente imputabili ad altri soggetti.
Questo vale soprattutto quando i pareri dei Responsabili dei Servizi non sono lineari e  coerenti ma, anzi, di anno in anno si contraddicono e smentiscono quanto sostenuto l’anno precedente. Il presidente del consiglio comunale non ha voluto sentire ragioni, ma sarebbe buona cosa valutasse i tre esempi seguenti, adducendo controragioni plausibili, anziché togliere la parola alla minoranza.

1° esempio
Emendamento, anno 2018. Lista per Biassono è per azzeramento “spese per informatore comunale”. Parere tecnico, 2018: “FAVOREVOLE. Scelta di indirizzo politico. Lo scrivente Settore si atterrà a quanto deliberato dagli organi competenti”.
Stesso identico emendamento di Lista per Biassono, ma anno 2019;
Parere, 2019: “CONTRARIO. Stanziamento già oggetto di impegno di spesa e di liquidazioni”. Eppure, sia il Bilancio (Missione 1 – Programma 8 – pag.4 delle Spese), che il DUP (pag. 57), recitano testualmente : “di cui già impegnato euro 0”.

Se ne deve desumere, in primis, che i pareri possono variare a seconda dell’anno (favorevoli in quelli pari e contrari in quelli dispari), e che, in secondo luogo, la documentazione messa a disposizione dei Consiglieri è quantomeno incompleta e parziale.

2° esempio
Emendamento, anno 2018, Lista per Biassono è per la riduzione spese “gettoni di presenza ai consiglieri”
Parere, 2018: “FAVOREVOLE: Scelta di indirizzo politico. Lo scrivente Settore si atterrà a quanto deliberato dagli organi competenti”.
Stesso identico emendamento di Lista per Biassono, anno 2019. Parere, 2019: “CONTRARIO. Spesa obbligatoria”.

Premesso che l’emendamento chiede la riduzione e non l’abrogazione del capitolo di spesa, cosa è cambiato da un anno con l’altro? Mah, forse solo i capricci della maggioranza.

3° e ultimo esempio (ma potremmo continuare)
Emendamento, anno 2018: Lista per Biassono è per la riduzione spese “indennità di carica al Sindaco ed Assessori” ed applicazione addizionale comunale all’Irpef dello 0,75%
Parere, 2018, responsabile settore riduzione spesa: “FAVOREVOLE”
Parere, 2018, responsabile settore riduzione entrata:“FAVOREVOLE”
Stesso identico emendamento di Lista per Biassono, anno 2019
Parere, 2019: “CONTRARIO. Spesa obbligatoria”
Parere, 2019: “Si rimette la decisione all’Organo di indirizzo politico ed amministrativo!!!!”

Premesso che, anche in questo caso, non si trattava di abrogare, ma di ridurre il capitolo di spesa, delle due l’una: o è spesa obbligatorio, oppure è spesa di competenza dell’Organo di indirizzo politico. Tertium non datur.

Potremmo fare casi analoghi per ognuno dei 10 emendamenti presentati: pareri dei Responsabili che confliggono l’uno con l’altro; pareri generici e lacunosi (quando si chiede di ridurre di 5.000 un capitolo di spesa con una dotazione di 60.000 euro, non è sufficiente dire “stanziamento già oggetto di impegno di spesa” . Magari occorre precisare QUANTO di quella spesa è già impegnata. E, soprattutto, evidenziarlo nella documentazione allegata e nel DUP.

Tutto questo per dire che consideriamo l’intera procedura di esame ed approvazione del Bilancio gravemente inficiata da lacune e superficialità che ci hanno impedito di votarla, in primis per l’atteggiamento contraddittorio e conflittuale di questa amministrazione. 

CONSIDERAZIONI (MANCATE) SUL BILANCIO
 Passando al merito del Bilancio di previsione, nella relazione di inizio mandato (periodo 2016-2021) il Sindaco Casiraghi sosteneva che “....per quanto riguarda le politiche fiscali è intenzione di questa maggioranza contenere, diminuire la pressione fiscale complessiva, pur garantendo il mantenimento e il miglioramento dei servizi....”. In particolare si cercherà, si aggiungeva, “di introdurre maggiori detrazioni e/o aliquote differenziate, soprattutto per le fasce di contribuenti meno abbienti....”.

Sono anni che Lista per Biassono insiste su questo punto: “non c'è atto più ingiusto quanto fare parti uguali fra i disuguali” diceva Don Milani.Quello delle aliquote indifferenziate, a Biassono, è un vulnus che non può essere l'innalzamento a 10.000 euro della soglia di esenzione per l'addizionale comunale, a risolvere. A Biassono abbiamo da anni un problema di rispetto ed applicazione del principio della progressività dell'imposizione fiscale sancito dall'articolo 53 della Costituzione.
E di certo la riduzione per tutti gli scaglioni di reddito dell'Addizionale comunale all'Irpef dallo 0,80% allo 0,78% ancora non basta ad andare nella direzione auspicata nella Relazione di inizio mandato del Sindaco Casiraghi di cercare di venire incontro alle “fasce di contribuenti meno abbienti”.

L'altro problema annoso, siamo ormai stanchi di tornarci ogni volta sopra, è quello dei residui attivi di dubbia esigibilità.
Ogni anno le Relazioni della Giunta ai Conti Consuntivi riportavano pedissequamente, come un copia incolla, la seguente frase:"...dal 2007 si è provveduto a vincolare una parte sempre più consistente dell'avanzo di amministrazione a titolo di misura compensativa della difficile esigibilità di alcune entrate riferite principalmente alla riscossione di ruoli tributari, di ruoli per sanzioni codice della strada, affitti e recupero spese relative agli immobili di proprietà comunale.......".

Intanto Lista per Biassono denunciava, anno dopo anno, che i residui attivi di dubbia esigibilità aumentavano in maniera esponenziale. Ma nulla si faceva e si è fatto.
Sino alla Relazione al Bilancio Preventivo 2017, che a pag. 14 recitava testualmente: "....allo stesso tempo si prevede anche L'AVVIO e l'attuazione di una serie di controlli e verifiche sul corretto adempimento degli obblighi fiscali per quanto concerne la fiscalità locale".
Appunto: 2017, si è previsto l'avvio!
Potenza della Corte dei Conti. 

L’impressione però (e la vicenda della riscossione “creativa” dei 318 avvisi di accertamento Imu e dei 258 avvisi di accertamento Tares  inviati ai biassonesi lo stanno a dimostrare) è che si sia passata da un estremo all’altro.

Via libera ai privati, agli imprenditori della riscossione a caccia degli appalti dei Comuni.

Lista per Biassono ritiene che il Comune debba essere in grado di riscuotere autonomamente, senza regalare ai privati lucrose commissioni sotto forma di aggi!

A Bilancio sono iscritti in entrata 500.000 euro derivanti dall’attività di controllo tributario. Tra le spese, spiccano, invece, 150.000 euro per “aggio su accertamento tributi”. Il 30%!!!

Lo scorso anno avevamo visto che la Tari (previsti quest'anno in entrata 1.300.000 euro) era riscossa per il 82,38%.

I canoni da operatori di telefonia mobile (previsti in entrata 100.000 euro) erano riscossi per il 78,82%.

Le sanzioni per violazioni al Codice della Strada (previsti in entrata 500.000 euro) erano riscosse per il 59,69%

Il recupero spese immobili in affitto a terzi (previsti in entrata 78.000 euro) avveniva per il 88,11%.

In definitiva, un “bilancio senza slancio”, senza sorprese, costantemente uguale a se stesso e impermeabile ai cambiamenti, proprio come questa giunta dal fascino egizio.