Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

martedì 26 marzo 2019

Biassono, il bilancio delle mummie

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Bilancio di previsione 2019-2021, tutto fermo. Nonostante i tentativi di conferire maggior equità all’impiego delle risorse economiche di Biassono, così come di orientare gli investimenti comunali per far fronte alle sfide di più stretta attualità, il documento approvato ieri sera è stato ancora una volta blindato. 

Anzi, sarebbe meglio dire "bendato", proprio come una mummia destinata a sopravvivere ai millenni, eternamente uguale a se stessa. Su ben 15 emendamenti presentati dalle opposizioni (10 di Lista per Biassono, 5 di Biassono Civica), ne sono stati accolti solo 2 nostri, per essere poi liquidati con le giustificazioni-fotocopia addotte ogni anno. A Lista per Biassono non è stata lasciata neppure la possibilità di esibire alla maggioranza leghista le prove della contraddittorietà delle bocciature, che palesano il mero obiettivo di gestire la cosa pubblica prescindendo dal ruolo critico del consiglio comunale. Un atteggiamento tanto arrogante quanto miope, che ci ha infine costretti ad abbandonare i lavori in Villa Verri in coincidenza dell’ultimo punto all’ordine del giorno, proprio perché imbavagliati dalla maggioranza.
Per offrire ai biassonesi una lettura quanto più agevole del bilancio, riportiamo dati e osservazioni principali seguendo l’ordine del giorno delle sedute consiliari svoltesi venerdì 22 e lunedì 23 marzo. Prendete un lungo respiro, mettevi comodi in poltrona e, qualora arrivaste a fine lettura, fate sapere ai faraoni egizi di essere ancora vivi!    
OdG n. 1
Il Regolamento IUC viene modificato al capitolo 4 (TARI), relativamente all’articolo 27 comma 4, laddove si prevede l’aumento dell’agevolazione per rimozione apparecchi slot machine e simili (dal 25 al 50% sulla parte fissa e variabile della tariffa del tributo per i 5 anni successivi alla disinstallazione).
Pur apprezzando lo sforzo, al quale Lista per Biassono ha invitato per anni la maggioranza, riteniamo che il provvedimento debba essere accompagnato da concomitanti iniziative di coinvolgimento e sensibilizzazione sull’emergenza sociale della ludopatia; iniziative, cioè, che coinvolgano l’intero tessuto locale (Scuole, Parrocchia, Associazioni, ATS, Forze dell’Ordine). In assenza di queste misure, il risultato è facilmente immaginabile: il numero dei giocatori pronti a far guadagnare detentori di slot machine e videolottery, oltre che lo Stato, resterà sempre troppo alto per intaccare la filiera del vizio.    

OdG n. 2 Aliquote e detrazioni IMU (Imposta municipale unica)
Invariate rispetto agli anni precedenti:
abitazione principale A1/A8/A/9 : 4,6 per mille con detrazione di euro 200
fabbricati ad uso produttivo: 8,4 per mille
unità immobiliari concesse in uso gratuito a parenti e familiari: 4,6 per mille
aree edificabili: 8,2 per mille
Le entrate, negli anni hanno avuto il seguente andamento:

2015: 1.250.000
2016: 1.660.782
2017: 1.599.354,06
2018: 1.672.000
Prev. 2019: 1.600.000

OdG n. 3 Aliquote TASI (Tributo per i servizi indivisibili)

Anch'esse invariate rispetto agli anni precedenti:
abitazione principale A1/ A8/ A9: 1,4 per mille
fabbricati ad uso produttivo: 1,1 per mille
fabbricati concessi in uso gratuito per i quali il contribuente usufruisce di apposito regime agevolato determinato ai fini Imu: 1,4 per mille
fabbricati assimilabili alle abitazioni principali posseduti da anziani o disabili ricoverati in Rsa: 0,0 per mille
aree edificabili: 1,0 per mille

Le entrate, negli ultimi anni, hanno avuto il seguente andamento:

2015: 1.815.000
2016: 555.326 (eliminata su prima casa)
2017: 610.000
2018: 555.326,43
Prev. 2019: 585.000

Il discorso, in relazione agli odg 2 e 3, è purtroppo e sempre lo stesso: aliquote consolidate da anni al livello massimo consentito e particolarmente ingiuste in quanto indifferenziate. Con pesanti conseguenze che, in passato, i biassonesi hanno già avuto modo di sperimentare: cittadini con rendite catastali fino a 600 euro che pagavano in più rispetto alla vecchia Imu, e cittadini con rendite oltre tale soglia che, al contrario, risparmiavano. In poche parole: più elevata la rendita, maggiore il risparmio.

OdG n. 4  Piano Finanziario e tariffe TARI (Tassa sui rifiuti)
Il Servizio è in proroga tecnica fino al 30 giugno, in attesa della predisposizione dei documenti di gara: si dà così per scontata l’ulteriore proroga sino a tutto il 31.12.2019.

Le entrate, negli ultimi anni, hanno avuto il seguente andamento:
 
2015: 1.200.615
2016: 1.221.067
2017: 1.235.000
2018: 1.250.000
Prev. 2019: 1.300.000

Vengono modificate le scadenze di pagamento: 16/09 e 16/11 (prima erano ottobre e dicembre). In realtà la legge dovrebbe prevedere di norma almeno due rate a scadenza semestrale e la possibilità di pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ogni anno. Per la maggioranza, il cambiamento è giustificato dalla necessità di poter gestire con più precisione le entrate annuali. 

Biassono è stata spesso ai primi posti tra i Comuni brianzoli in materia di raccolta differenziata. Ma i suoi cittadini, dell'impegno profuso, non ne hanno mai tratto significativo beneficio in termini di riduzione delle tariffe. In passato le uniche categorie merceologiche che hanno potuto usufruire di sgravi sono state "Studi ed Uffici" ed "Attività Industriali ed Artigiane"; e successivamente, “Banchi di mercato beni durevoli” e “Banchi di mercato genere alimentari”, che hanno visto rideterminati, al ribasso, i propri coefficienti.

Lista per Biassono ritiene che chi produce meno rifiuti indifferenziati debba essere premiato e, per questo, continua e continuerà a richiedere l'adozione di un sistema di tariffazione puntuale, con un tributo calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati residui.
Dal Piano Finanziario odierno è stato invece stralciato ogni e qualsivoglia riferimento all’introduzione di tale sistema di tariffazione puntuale (anche se il provvedimento può essere adottato solo grazie a un nuovo appalto, è essenziale sia inserito nelle linee strategiche, orientando quindi i passi preparatori dell’amministrazione).
La percentuale di raccolta differenziata, negli anni, ha avuto il seguente andamento:

2012: 70,32%
2013: 71,72%
2014: 71,00%
2015: 72,89%
2016: 72,11%
2017: 72,76%
2018: 76,26%
Prev. 2019: 76,26%

Nel Piano, stabilizzati attorno ai 12.200 gli abitanti, viene previsto complessivamente "un mantenimento del valore di produzione dei rifiuti non riciclabili in linea con il 2018"; anzi se ne indica cautelativamente un lieve incremento (1.208.412 kg contro i 1.202.400 kg dell'anno precedente).

Ciò, a nostro modo di vedere, contrasta con gli OBIETTIVI che si intendono raggiungere nel 2019, tra i quali, ancora una volta, spiccano:

"AVVIARE iniziative tendenti alla riduzione del rifiuto prodotto" , ed "informare l'utenza e promuovere comportamenti corretti con particolare riferimento ai circuiti di raccolta differenziata dei rifiuti, al fine di migliorare anche la qualità della raccolta differenziata  e incrementare la capacità di intercettazione differenziata".

Legambiente pone ormai l’accento più che sui Comuni Ricicloni, su quelli Rifiuti Free. Per essere considerati tali, occorre raggiungere o superare il 65% di raccolta differenziata, ma anche, e soprattutto, conferire non più di 75 kg/abitante/anno di rifiuto secco non riciclabile.

Perché Biassono non è tra i 16 Comuni della Brianza che, nel 2018, sono stati dichiarati Comuni Rifiuti Free? Per la maggioranza è solo questione di un cambio nell’uso dei parametri virtuosi di riferimento: in realtà, Biassono resta ancorato a un sistema di gestione dei rifiuti ormai storicamente superato, che dovrebbe invece indurre allo sviluppo in paese di “punti di rifornimento alla spina” (evitando quindi l’uso di imballaggi) e ad azioni di rieducazione civica sull’inutilità del packaging. 

Qual è dunque la percentuale biassonese di rifiuti non differenziati/abitante/anno? A noi consta, dati Arpa, che nel 2017 fosse di 95 kg, ben lontana, purtroppo, dall’obiettivo virtuoso dei 75 kg. Perché, dunque, ci si “accontenta” del “mantenimento del valore di produzione dei rifiuti non riciclabili”, anziché lavorare per la sua riduzione?

In generale la tariffa Tari 2019 è così ripartita:

Costi variabili : 49,52%
Costi fissi: 50,48%
Della parte fissa (euro 608.404), il 73,04% è attribuito alle Utenze Domestiche (euro 444.378,28), mentre il restante 26,96% alle Attività (euro 164.025,72).
Della parte variabile (euro 596.870,00), il 65,54% è attribuito alle Utenze Domestiche (euro 391.188,60), mentre il restante 34,46% alle Attività (euro 205.681,40).

Molto impegno ma, come si vede, il cittadino biassonese continua a trarne poco beneficio.


OdG n. 5 Aliquota Addizionale Comunale all'Irpef
Entrate:
2017: 1.700.000
2018: 1.710.000
Prev. 2019: 1.690.000
Negli anni Biassono ha sempre mantenuto e consolidato l'aliquota massima (0,8%), unita all'indifferenziazione dell'aliquota in base agli scaglioni di reddito (valgano al riguardo le argomentazioni già svolte in tema di aliquote Tasi circa l'ingiustizia e la mancata applicazione del principio di progressività dell'imposizione fiscale sancita dall'articolo 53 della Carta costituzionale).
Due anni fa l'Amministrazione ha innalzato la soglia di esenzione portandola da 7.500 a 9.000 euro. Provvedimento parziale e insufficiente, ma che andava nel senso sempre auspicato da Lista per Biassono che più volte ha proposto emendamenti finalizzati a elevare la soglia di esenzione fino a 15.000 euro.
Lo scorso anno la Giunta ha modificato l'aliquota, unica e indifferenziata, dallo 0,80% allo 0,79%; un provvedimento che impegnava a Bilancio la bellezza di 21.121 euro.
 
Oggi propone, per l’anno 2019, l’aliquota dello 0,78% per tutti gli scaglioni di reddito, con esenzione per redditi sino a euro 10.000.

Rimangono inalterate le criticità già espresse: Don Milani diceva che non c'è ingiustizia più grave che fare parti uguali tra diseguali.
Anche volendo seguire il modus operandi leghista, uno degli emendamenti che avremmo sperato di discutere dimostra come nelle pieghe del Bilancio esistano le possibilità per procedere a una riduzione dell'aliquota più marcata (0,75% con un esborso di altri 65.000 euro).

Lista per Biassono ha espresso voto favorevole al provvedimento in sé, benché contraria all’impostazione concettuale generale.

OdG n. 6 Valorizzazione immobili di proprietà comunale

Nel patrimonio di Biassono è tornato disponibile l’ex ambulatorio medico di San Giorgio, dopo inutili tentativi di alienazione. Nonostante la richiesta di organizzare al suo interno un piccolo museo dedicato alla figura sangiorgese dell’esploratore Gaetano Osculati, con possibilità dunque di attirare più flussi di visitatori nella frazione e sviluppare prodotti commerciali utili a fare cassa, per la giunta l’immobile resta un’incognita. 
Palasso Bossi resta ancora un progetto in via di definizione (si stanno però facendo verifiche sull’eventuale gestore individuato nell’ultimo bando), mentre Villa Monguzzi continua a essere impiegata al di sotto delle proprie potenzialità. Scarsa rotazione degli spazi, mancato coinvolgimento dell’immobile nelle principali manifestazioni pubbliche, eccessivo ricorso al volontariato per sostenere il programma delle lezioni dell’Università del Tempo Libero, utenza passiva e monogenerazionale.

OdG n. 7 Piano Triennale Opere Pubbliche

Gli argomenti sono sempre gli stessi; si trascinano, ormai, anno dopo anno, dopo anno:

- Via Pessina (non esiste ancora un progetto definitivo per la messa in sicurezza)
- Centro Storico (recupero condizionato dai fondi legati al problematico e contestato ambito di trasformazione n.1 del Piano di Governo del Territorio, che prevede la cementificazione degli ultimi terreni liberi al confine con Lissone)
- Manutenzione straordinaria Scuola S. Andrea (continuano a essere versate ingenti somme per singoli interventi, anziché ripensare l’intera progettualità dell’immobile per risolvere definitivamente i difetti strutturali e trasformarlo in un moderno polo eco-sostenibile).
- Prolungamento pista ciclabile lungo via Trento e Trieste (la realizzazione, nonostante petizioni e proteste cittadine, resta condizionata all’esito del già citato ATR1). 

OdG n. 8 DUP 2019-2021 (Documento Unico di Programmazione)

Tra gli “Obiettivi strategici dell'Ente”, rinveniamo clamorosamente l'intenzione di elaborare i seguenti documenti:

1) il bilancio partecipato, che costituisce una pratica innovatrice della gestione urbana, capace.....di coinvolgere attivamente cittadini nel processo decisionale riguardante la gestione del nostro ente”

2) il bilancio sociale inteso come risultato di un processo con il quale l'amministrazione  rende conto sulle scelte.......in modo di consentire ai cittadini di conoscere e formulare  un proprio giudizio su come l'amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato.

Sono parole che a noi suonano grottesche e beffarde alla luce dell'odierna realtà.
Potremmo già ritenerci parzialmente soddisfatti se questa Amministrazione, dopo aver istituito la Commissione Regolamenti, facesse altrettanto con quella Bilancio e Tributi, visto che le mozioni di Lista per Biassono finalizzate all’adozione dei due bilanci sono state bocciate senza alcuna remora proprio dalla maggioranza leghista.

Balzano poi all'occhio le mancate gestioni delle seguenti missioni, rispetto alle quali la giunta sostiene di aver provveduto intervenendo su capitoli con nomenclature differenti. Il problema di fondo, tuttavia, resta l’incapacità di riconoscere ai capitoli del DUP il loro effettivo valore strategico, soprattutto alla luce della necessità di adottare misure preventive contro i cambiamenti climatici che stanno ormai colpendo anche il nostro territorio comunale, così come per cogliere le opportunità di innovazione legate alle nuove forme di energia, di gestione partecipata dei servizi, di digitalizzazione, di attrazione di investimenti esterni, di adozione di nuovi materiali e risorse ecosostenibili.
Missione 4 - Programma 7 – Diritto allo Studio: zero euro nel triennio 2019/2021
Missione 5 – Valorizzazione dei beni di interesse storico: zero euro nel triennio
Missione 6 – Programma 2 – Giovani: zero euro nel triennio
Missione 7- Turismo: zero euro nel triennio
Missione 9 – Programma 1 – Difesa del suolo: zero euro nel triennio
Missione 9 – Programma 8 – Qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento: zero euro nel triennio
Missione 10 – Programma 2 – Trasporto Pubblico Locale: zero euro nel triennio
Missione 18- Programma 1 - Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali: zero euro nel triennio

OdG n. 9 Esame e approvazione Bilancio preventivo

Le prerogative dei consiglieri in tema di emendamenti al Bilancio si devono esplicare in un arco di tempo limitato. Ma tale arco di tempo, oltre che limitato, deve anche essere ragionevole.
Lo avevamo già detto: aver manomesso il Regolamento di Contabilità prevedendo la riduzione da 15 a 7 giorni del termine a disposizione dei consiglieri, è un vero e proprio atto di protervia. Altro che Bilancio Partecipato e Sociale! Occorre ripristinare quanto prima lo status quo ante e far ritornare il Regolamento di Contabilità in commissione. Senza questa modifica, il lavoro di analisi critica delle minoranze resta pesantemente limitato, costringendo a una frettolosa revisione di un testo maturato in realtà durante interi mesi.

Gli emendamenti al bilancio sono poi una spina nel fianco che la maggioranza rimuove ogni anno con metodi totalmente contraddittori. Continua infatti a sfuggirci il concetto di "Emendamento Ammissibile ed Emendamento non Ammissibile".
Poiché i pareri dei Responsabili dei Servizi sono obbligatori, ma non vincolanti, devono essere necessariamente acquisiti senza vincolare l'organo deliberante.
Un emendamento di un Consigliere comunale va sempre portato in discussione al Consiglio, accompagnato da parere favorevole, contrario o contrarissimo, senza alcuna censura o filtro preventivo. Rifiutarsi di farlo, come avvenuto puntualmente anche quest’anno, significa conferire ai Tecnici l'effettivo potere di deliberazione, degradando Giunta e Consiglio Comunale a una funzione di mera ratifica di determinazioni amministrative sostanzialmente imputabili ad altri soggetti.
Questo vale soprattutto quando i pareri dei Responsabili dei Servizi non sono lineari e  coerenti ma, anzi, di anno in anno si contraddicono e smentiscono quanto sostenuto l’anno precedente. Il presidente del consiglio comunale non ha voluto sentire ragioni, ma sarebbe buona cosa valutasse i tre esempi seguenti, adducendo controragioni plausibili, anziché togliere la parola alla minoranza.

1° esempio
Emendamento, anno 2018. Lista per Biassono è per azzeramento “spese per informatore comunale”. Parere tecnico, 2018: “FAVOREVOLE. Scelta di indirizzo politico. Lo scrivente Settore si atterrà a quanto deliberato dagli organi competenti”.
Stesso identico emendamento di Lista per Biassono, ma anno 2019;
Parere, 2019: “CONTRARIO. Stanziamento già oggetto di impegno di spesa e di liquidazioni”. Eppure, sia il Bilancio (Missione 1 – Programma 8 – pag.4 delle Spese), che il DUP (pag. 57), recitano testualmente : “di cui già impegnato euro 0”.

Se ne deve desumere, in primis, che i pareri possono variare a seconda dell’anno (favorevoli in quelli pari e contrari in quelli dispari), e che, in secondo luogo, la documentazione messa a disposizione dei Consiglieri è quantomeno incompleta e parziale.

2° esempio
Emendamento, anno 2018, Lista per Biassono è per la riduzione spese “gettoni di presenza ai consiglieri”
Parere, 2018: “FAVOREVOLE: Scelta di indirizzo politico. Lo scrivente Settore si atterrà a quanto deliberato dagli organi competenti”.
Stesso identico emendamento di Lista per Biassono, anno 2019. Parere, 2019: “CONTRARIO. Spesa obbligatoria”.

Premesso che l’emendamento chiede la riduzione e non l’abrogazione del capitolo di spesa, cosa è cambiato da un anno con l’altro? Mah, forse solo i capricci della maggioranza.

3° e ultimo esempio (ma potremmo continuare)
Emendamento, anno 2018: Lista per Biassono è per la riduzione spese “indennità di carica al Sindaco ed Assessori” ed applicazione addizionale comunale all’Irpef dello 0,75%
Parere, 2018, responsabile settore riduzione spesa: “FAVOREVOLE”
Parere, 2018, responsabile settore riduzione entrata:“FAVOREVOLE”
Stesso identico emendamento di Lista per Biassono, anno 2019
Parere, 2019: “CONTRARIO. Spesa obbligatoria”
Parere, 2019: “Si rimette la decisione all’Organo di indirizzo politico ed amministrativo!!!!”

Premesso che, anche in questo caso, non si trattava di abrogare, ma di ridurre il capitolo di spesa, delle due l’una: o è spesa obbligatorio, oppure è spesa di competenza dell’Organo di indirizzo politico. Tertium non datur.

Potremmo fare casi analoghi per ognuno dei 10 emendamenti presentati: pareri dei Responsabili che confliggono l’uno con l’altro; pareri generici e lacunosi (quando si chiede di ridurre di 5.000 un capitolo di spesa con una dotazione di 60.000 euro, non è sufficiente dire “stanziamento già oggetto di impegno di spesa” . Magari occorre precisare QUANTO di quella spesa è già impegnata. E, soprattutto, evidenziarlo nella documentazione allegata e nel DUP.

Tutto questo per dire che consideriamo l’intera procedura di esame ed approvazione del Bilancio gravemente inficiata da lacune e superficialità che ci hanno impedito di votarla, in primis per l’atteggiamento contraddittorio e conflittuale di questa amministrazione. 

CONSIDERAZIONI (MANCATE) SUL BILANCIO
 Passando al merito del Bilancio di previsione, nella relazione di inizio mandato (periodo 2016-2021) il Sindaco Casiraghi sosteneva che “....per quanto riguarda le politiche fiscali è intenzione di questa maggioranza contenere, diminuire la pressione fiscale complessiva, pur garantendo il mantenimento e il miglioramento dei servizi....”. In particolare si cercherà, si aggiungeva, “di introdurre maggiori detrazioni e/o aliquote differenziate, soprattutto per le fasce di contribuenti meno abbienti....”.

Sono anni che Lista per Biassono insiste su questo punto: “non c'è atto più ingiusto quanto fare parti uguali fra i disuguali” diceva Don Milani.Quello delle aliquote indifferenziate, a Biassono, è un vulnus che non può essere l'innalzamento a 10.000 euro della soglia di esenzione per l'addizionale comunale, a risolvere. A Biassono abbiamo da anni un problema di rispetto ed applicazione del principio della progressività dell'imposizione fiscale sancito dall'articolo 53 della Costituzione.
E di certo la riduzione per tutti gli scaglioni di reddito dell'Addizionale comunale all'Irpef dallo 0,80% allo 0,78% ancora non basta ad andare nella direzione auspicata nella Relazione di inizio mandato del Sindaco Casiraghi di cercare di venire incontro alle “fasce di contribuenti meno abbienti”.

L'altro problema annoso, siamo ormai stanchi di tornarci ogni volta sopra, è quello dei residui attivi di dubbia esigibilità.
Ogni anno le Relazioni della Giunta ai Conti Consuntivi riportavano pedissequamente, come un copia incolla, la seguente frase:"...dal 2007 si è provveduto a vincolare una parte sempre più consistente dell'avanzo di amministrazione a titolo di misura compensativa della difficile esigibilità di alcune entrate riferite principalmente alla riscossione di ruoli tributari, di ruoli per sanzioni codice della strada, affitti e recupero spese relative agli immobili di proprietà comunale.......".

Intanto Lista per Biassono denunciava, anno dopo anno, che i residui attivi di dubbia esigibilità aumentavano in maniera esponenziale. Ma nulla si faceva e si è fatto.
Sino alla Relazione al Bilancio Preventivo 2017, che a pag. 14 recitava testualmente: "....allo stesso tempo si prevede anche L'AVVIO e l'attuazione di una serie di controlli e verifiche sul corretto adempimento degli obblighi fiscali per quanto concerne la fiscalità locale".
Appunto: 2017, si è previsto l'avvio!
Potenza della Corte dei Conti. 

L’impressione però (e la vicenda della riscossione “creativa” dei 318 avvisi di accertamento Imu e dei 258 avvisi di accertamento Tares  inviati ai biassonesi lo stanno a dimostrare) è che si sia passata da un estremo all’altro.

Via libera ai privati, agli imprenditori della riscossione a caccia degli appalti dei Comuni.

Lista per Biassono ritiene che il Comune debba essere in grado di riscuotere autonomamente, senza regalare ai privati lucrose commissioni sotto forma di aggi!

A Bilancio sono iscritti in entrata 500.000 euro derivanti dall’attività di controllo tributario. Tra le spese, spiccano, invece, 150.000 euro per “aggio su accertamento tributi”. Il 30%!!!

Lo scorso anno avevamo visto che la Tari (previsti quest'anno in entrata 1.300.000 euro) era riscossa per il 82,38%.

I canoni da operatori di telefonia mobile (previsti in entrata 100.000 euro) erano riscossi per il 78,82%.

Le sanzioni per violazioni al Codice della Strada (previsti in entrata 500.000 euro) erano riscosse per il 59,69%

Il recupero spese immobili in affitto a terzi (previsti in entrata 78.000 euro) avveniva per il 88,11%.

In definitiva, un “bilancio senza slancio”, senza sorprese, costantemente uguale a se stesso e impermeabile ai cambiamenti, proprio come questa giunta dal fascino egizio. 

lunedì 18 marzo 2019

Memoria e ignoranza della storia a Biassono


I pregiudizi della giunta leghista sono più forti del dolore per i deportati biassonesi nei campi di sterminio nazi-fascisti. Nell'ultimo consiglio comunale svoltosi in Villa Verri, in calendario giovedì 14 marzo, abbiamo addotto ogni umana ragione a sostegno della mozione con cui Lista per Biassono, insieme a Biassono Civica, intendeva dar voce all'appello dell'ANPI locale per ricordare una delle pagine più tristi e drammatiche della nostra storia. Non c'è stato nulla da fare. Siamo stati testimoni di una cecità ideologica tanto bieca, che non solo offende la memoria della nostra comunità e di tutti i deportati nei lager, ma mostra anche pericolosissimi segni di relativismo storico. Una superficialità, nell'analisi degli eventi accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, che si accompagna alla scomparsa di ogni forma di distinzione fra bene e male, fra giusto e ingiusto. Prima di poter giudicare, occorre infatti conoscere sempre le cause e il contesto che determinano gli accadimenti storici. Di fronte ai dati, ai nomi, alle storie e alle ricostruzioni messi a disposizione dall'Anpi Biassono, abbiamo ascoltato solo parole vacue. Mai un'argomentazione. Mai un ragionamento motivato. La banalità del male affonda le proprie radici proprio in questi atteggiamenti di supina accettazione dell'Opinione. Scusandoci con i biassonesi per la pessima immagine offerta dall'esito della votazione in consiglio comunale, che ha rigettato la possibilità di ricordare le vittime biassonesi del nazi-fascismo, auspichiamo che lo studio della storia torni a costruire le fondamenta di una società civile consapevole del proprio cammino. Condividiamo con piena partecipazione il comunicato stampa diffuso in questi giorni dall'Anpi Biassono e riportato qui di seguito. 

Lista per Biassono
  

"Volevamo ricordare le vittime biassonesi delle persecuzioni fasciste e naziste ponendo nel selciato davanti all'ultima abitazione da loro scelta liberamente, una pietra d’inciampo. Avremmo voluto ricordarle per ridare visibilità alle loro storie di vita. In ogni comunità, Biassono compresa, ci sono infatti storie, persone, che hanno vissuto la deportazione ed i campi di sterminio; storie e persone spesso dimenticate, o ricordate da pochi.
Il senso di una pietra d'inciampo è proprio quello di "ostacolare il passo", suscitare attenzione e curiosità, farsi una domanda sulla storia che porta incisa.
Le pietre d'inciampo sono un monumento diffuso nelle strade delle città, da inciamparci per fermarsi a pensare.
Ma proprio questo, evidentemente, risulta insopportabile per chi sta amministrando il nostro Comune.
A Biassono vivono parenti di persone che hanno sofferto e sono morte nei campi di sterminio o che sono tornati ed hanno avuto la vita segnata in maniera indelebile da quella terribile esperienza. A loro, a quelli che hanno atteso invano il ritorno dei loro cari, dobbiamo tutti chiedere scusa. Il revisionismo storico praticato dalla nostra Amministrazione vuole mettere sullo stesso piano chi si ribellò alla tirannide nella ricerca della libertà e chi, al contrario, a quei resistenti diede la caccia e la morte e quella tirannide voleva salvaguardare e perpetuare.
Certo i morti, tutti i morti, vanno compianti. Certo per chiunque perse la vita in quell'oscura tragedia che è stata la Seconda Guerra Mondiale va portato un sentimento di umana pietà.
Non si può tuttavia sottacere che in quel conflitto c'erano due parti ben distinte e contrapposte: c'era chi stava con la dittatura e chi, invece, la combatteva; c'era chi, caricato su vagoni piombati, veniva deportato nei campi di sterminio e c'era chi, invece, a quei vagoni piombati faceva da sentinella. A Mauthausen, tra gli altri, c'è un monumento dedicato "agli italiani che per la dignità
degli uomini qui soffersero e perirono”. La stessa dignità che, lo scorso giovedì, l'amministrazione comunale biassonese ha calpestato ed umiliato".