Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

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lunedì 25 novembre 2019

Perché il populismo?

Agenda da aggiornare. Venerdì 29 novembre, presso Palazzo Bossi a Biassono (MB), approfondiremo insieme ad altre liste civiche del territorio il tema "populismo": una sfida alla politica tradizionale che impone un ripensamento delle strategie di comunicazione, di organizzazione e, soprattutto, di partecipazione popolare. 
Vi aspettiamo!


mercoledì 29 marzo 2017

BIASSONO FRA PECORE E MASTERPLAN




@stefanocarnelli
Vanno e vengono. Le greggi di pecore transumanti sono uno degli spettacoli naturali che Biassono riesce a concedersi sempre più di rado: un tempo paese agricolo, circondato da immensi campi, nell’arco degli ultimi 30 anni è riuscito a divorarsi la maggior parte dei suoi terreni, finiti in pasto a piani edilizi poi incapaci di assorbire nuovi residenti. 

La crisi, si continua a ripetere. Il mercato che non gira più, si rilancia con una punta d’insidiosa nostalgia. In realtà, Biassono e buona parte della Brianza hanno gradualmente perso quel fascino di comunità di pianura che permetteva ancora di tirare un respiro di sollievo una volta sottrattisi alle colate di cemento delle periferie milanesi, concedendosi soggiorni “di delizia” in una campagna dove le attività agricole plasmavano le mani e il carattere degli abitanti. Sono rimasti i modi di dire, i ricordi, le feste dal gusto un po’ posticcio, ma quel mondo è stato spazzato via sotto i nostri stessi occhi. 

Venerdì sera, il fotografo e architetto urbanista Stefano Carnelli ci riporterà magicamente in una dimensione sospesa, in spazi della Brianza e della Lombardia a noi familiari, attraverso i quali le greggi continuano a muoversi sfidando scempi edilizi, vecchie periferie industriali ormai semi abbandonate, strade trafficate all’inverosimile e campi su cui l’inquinamento spande un invisibile manto di morte. Più forti di qualsiasi provvedimento di ordine pubblico. Strette nelle difficoltà quotidiane di chi non può contare certo su piani urbanistici pensati per chi ha smesso di vivere in movimento. 

Seguendo mappe interiori, i pastori continuano infatti a tracciare percorsi ogni volta uguali e diversi, conosciuti come batida: interstizi disegnati fra un pascolo basso e uno alto, ma in costante trasformazione per via di nuove abitazioni, nuove strade, di verde divorato e spazi cementificati. Nella sola Lombardia rimangono ancora una sessantina di transumanti, ciascuno con capi di razza gigante bergamasca oscillanti fra le 1000 e le 1500 unità. Alcuni di loro, lupi e razziatori permettendo, giungeranno venerdì 31 marzo nella sala civica di Villa Verri, per far sentire la propria voce una volta ancora. Per raccontare, insieme a Stefano Carnelli dalle ore 21, dove vanno e cosa fanno le greggi una volta scomparse alla vista dell’uomo sedentarizzato. 


Sorprendentemente, le pecore e i loro custodi si rivelano magiche antenne in grado di percepire ogni più piccola variazione del nostro habitat, gli effetti delle nuove forme di organizzazione sociale ed economica, mostrandoci fra l’altro i gravi rischi cui noi tutti ci stiamo esponendo per via di uno sviluppo scriteriato. 

Non da ultimo, il titanico masterplan firmato Studio Archetipo e depositato proprio in questi giorni in Comune, con l’intento di rilanciare i progetti di espansione edilizia sugli ultimi terreni strategici al confine con Lissone: nonostante il ricorso già intrapreso da Lista per Biassono contro le mire speculative del Piano di Governo del Territorio, la fame di terra torna oggi a farsi sentire con prepotenza, esattamente come la sua capitalizzazione per rimpinguare le casse del Comune. A tal punto che, nel nuovo disegno, si prevedono ben due distinte fasi di sviluppo: la prima in riferimento a una superficie calpestabile di 60mila metri quadrati, su cui s’intende edificare per 40mila metri quadrati. La seconda coinvolge addirittura una superficie calpestabile di 120mila metri quadrati, di cui 50mila destinati a strutture coperte. In totale, ben 90mila metri quadrati di nuove edificazioni a Biassono. Parametri superiori a quelli già esorbitanti del PGT, in quanto trainati dall’arrivo di altre due opere quanto mai impattanti: la nuova strada provinciale prevista al confine con Lissone, nonché la famigerata e sconclusionata Pedemontana. 

Che ne sarà, dunque, di quest’ultima barriera verde che ancora permette di distinguere Biassono dagli altri Comuni limitrofi, anziché farne un’unica ed amorfa area urbanizzata?

Sarà divisa in lotti produttivi, terziari e commerciali, con strutture di vendita di media grandezza (circa 2500 mq), più due grandi aree per attività collettive (solo in parte a carico del comparto). Le aree infrastrutturali saranno poi cedute dal Comune a Pedemontana, le cui compensazioni ambientali restano a tutt’oggi mere supposizioni. L’ipotesi d’insediamento A, quella sui 40mila mq previsti, dovrebbe coinvolgere le aree comprese fra Macherio e la strada vicinale Fame, nonché gli spazi a sud di quest’ultima; in alternativa, si è pensato a uno sviluppo in funzione della capacità insediativa, anziché in base a criteri geografici. Cinque lotti avranno prevalentemente finalità economico-produttiva, due commerciali, mentre al centro si costituirà un grande lotto su cui ospitare 2 torri di dieci piani. 

Con buona pace delle pecore e dei biassonesi, che si ritroveranno stretti in una nuova colata di cemento, mentre Lissone hapreferito correre ai ripari inserendo i propri terreni verdi nel Parco delGrugnotorto. Meglio dunque rifarsi gli occhi in sala civica e concedersi qualche peccato di gola con i prodotti ovini offerti dal rinfresco organizzato. Forse si troverà la forza per dire no a nuovi sacrifici ambientali, trovando proprio nelle pecore delle compagne insperate per progetti d’avanguardia: dalla cura del verde pubblico al rilancio delle attività di produzione della lana brianzola, tante sono le soluzioni che Biassono può infatti ospitare rifacendosi alle sue antiche e prestigiose tradizioni agricole. In primis, quelle legate alla confraternita medioevale degli Umiliati. Per saperne di più, basta partecipare al fotoreportage in Villa Verri.  Ore 21, venerdì 31 marzo. Voilà. 


            

venerdì 17 marzo 2017

INCONTRO PUBBLICO: TRANSUMANZA

Prossimamente in Villa Verri... uno straordinario viaggio sulle rotte degli ultimi pastori della Brianza e della Lombardia, per scoprire come cemento e industrie hanno cambiato il nostro territorio... 

Per approfondimenti: http://www.stefanocarnelli.com/




lunedì 27 febbraio 2017

BIASSONO E LE CRITICITA' DELLA DIGITALIZZAZIONE

Giornalisti e blogger ospiti in Villa Verri per illustrare problematiche e opportunità della comunicazione digitale

Comunicare tanto non significa ancora comunicare bene. La moltiplicazione esponenziale di siti e blog nel corso degli ultimi anni, durante i quali lo stesso Biassono in Progress è passato dall’essere un progetto amministrativo d’avanguardia a un modello emulato da più Comuni in Brianza, sta avendo forti ripercussioni non solo nella qualità dell’informazione, ma anche nell’evoluzione dei rapporti politici e, conseguentemente, delle opportunità di crescita legate a qualsivoglia forma di progettualità: lo si è ben compreso martedì 21 febbraio nella sala civica di Villa Verri, dove Lista per Biassono ha organizzato un incontro pubblico di formazione dedicato alle criticità della comunicazione digitale. Ospiti speciali sono state quattro giornaliste milanesi che, attraverso il racconto delle proprie esperienze e consigli pratici su come “far sentire” la propria voce, hanno permesso al pubblico di comprendere meglio quali siano i meccanismi odierni alla base delle scelte decisionali o di gusto. 

lunedì 2 maggio 2016

FOTOREPORTAGE DI UN WEEKEND TARGATO LpB2016: quando la cultura diventa motore di socialità

"IN VIAGGIO CON ARISTOTELE: DA STAGIRA A BIASSONO"

Venerdì 29 aprile, nella sala civica di Villa Verri a Biassono, ha avuto luogo il 1° confronto ufficiale in Italia dedicato all'Anno Unesco di Aristotele, in occasione dei 2400 anni dalla nascita del grande filosofo greco di Stagira. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione di Eleni Sarikosta, rappresentante in Italia dell'ente ellenico del turismo della Penisola Calcidica, così come del professor Marco Migliorini dell'Università dell'Insubria (Cattedra di Storia Romana), arricchita fra l'altro da un rinfresco a base di liquore ouzo e pasticcini greci preparati dal giovane chef biassonese Lorenzo Pozzi. L'obiettivo dell'incontro è consistito nell'offrire un ampio excursus di carattere storico, geografico e turistico sulla regione greca dove nacquero Aristotele e Alessandro Magno, cui sono stati oggi dedicati nuovi circuiti di visita particolarmente interessanti per gli studenti dei licei e delle università. Grazie al turismo, infatti, la Grecia si sta piano piano risollevando dalla grave crisi finanziaria che l'ha colpita, mostrando come sia possibile rilanciare l'economia e il commercio partendo dalla valorizzazione culturale del proprio patrimonio, motivo di orgoglio e partecipazione attiva quando un popolo torna consapevole delle proprie radici. Strategia affine a quella che Biassono stessa sta oggi perseguendo in riferimento all'eredità illuminista sul proprio territorio, da cui potrebbe trarre ancor più slancio grazie ai nuovi strumenti di collaborazione e partecipazione civica promossi da Lista per Biassono. A ben guardare, però, si tratta di forme aggiornate di antichi strumenti amministrativi che avevano fatto della polis (città-stato) greca un esempio virtuoso di democrazia diretta, ben analizzata nei testi aristotelici della Politica e dell'Etica Nicomachea, e ora rielaborati per offrire nuovi servizi a Biassono.  

domenica 14 febbraio 2016

"I LOVE BIASSONO" : la voce dei biassonesi


Non potevamo che scegliere il giorno di S. Valentino per lanciare la campagna di videointerviste “I love Biassono”! 

Senza farci intimorire da una delle più classiche e umidissime giornate invernali brianzole, abbiamo sfidato la timidezza dei biassonesi, cercando di strappar loro una dichiarazione d’amore per il proprio paese. 



Perché vivere a Biassono? Cosa rende speciale il nostro Comune? Come vorremmo fosse il paese dei nostri sogni? 

Inutile sottolineare che, fra i tanti passanti di via S. Martino, dove Lista per Biassono ha allestito il proprio “angolo interviste” sotto i portici della biblioteca, la maggior parte si è rivelata inguaribilmente orsa, o sgurbatt che dir si voglia: chi se la dava a gambe, chi s’appiattiva sulle pareti opposte della strada, chi trovava affannosamente rifugio nei bar….ma non ci siamo dati per vinti! 

Li abbiamo inseguiti, tallonati, agguantati ovunque, scoprendo come dietro il tipico atteggiamento da grizzly sorpreso a tradimento in tutù rosa, si celino voci pronte a costruire una Biassono decisamente migliore. Perché se il biassonese non va alla videocamera, allora sarà la videocamera ad andare dal biassonese…la prossima volta, magari, con un supporto più stabile e si spera qualche macchina in meno pronta ad investirci (a proposito di aspetti da migliorare in paese…). In vista delle prossime elezioni amministrative di giugno, e al di là delle proposte che ogni lista o partito elaborerà, riteniamo imprescindibile sia il cittadino a sentirsi primo responsabile delle scelte future. Oltre al concorso “#biassonoinprogress”, che permette di veicolare le proprie idee attraverso tweet, foto in Instagram, contributi in Facebook, via mail o semplicemente dotandosi di carta e penna (tutte le modalità sono illustrate qui), la campagna “I love Biassono” continuerà dunque a muoversi per le vie, a entrare nei negozi, a intrufolarsi nei giardini… guardatevi le spalle, biassonesi! Ogni amante è pronto a far pazzie! 





sabato 10 ottobre 2015

Incontro e gemellaggio: La Via dei Conti Verri

A Ottobre, doppio appuntamento storico, grazie anche alla collaborazione con Associazione culturale "Gaetano Osculati". Vi aspettiamo numerosi!




sabato 6 giugno 2015

SE GLI ALBERI SANGUINANO

Taglio alberi lungo la linea ferroviaria Milano-Molteno-Lecco: un giallo che si tinge di rosso. A poche ore dalla performance ambientalista che, questa mattina, ha mobilitato diverse personalità del mondo artistico e creativo su stimolo degli Ecologisti Civici Verdi Europei di Monza e Brianza, Trenord prende le distanze: Trenord è un operatore ferroviario – ha dichiarato la società sul sito di Mbnews – gestisce cioè il trasporto pubblico su ferrovia in Regione e non ha competenze né sulle stazioni, né tanto meno sulle aree a esse circostanti”. 

Ci risiamo. L’ennesimo attore di questa deprecabile vicenda che rigetta la palla al centro, senza spendere una parola in più su quel che resta il crudo fatto: l’eliminazione di piante sane dapprima nei pressi della stazione di Sovico/Macherio, lungo la linea Carnate-Bergamo, quindi a Triuggio/Ponte Albiate. 

Nessuno ha colpa. Nessuno sapeva nulla. La responsabilità è sempre di qualcun altro. I Comuni chiamano in causa l’Amministrazione Parco Valle Lambro, l’Amministrazione Parco Valle Lambro rimarca il ruolo della Forestale, la Forestale lamenta gli scarsi contatti coi Comuni, e via così. Senza che Trenord pubblichi almeno un avviso dei lavori in corso. Nel frattempo, i tre tronchi mozzati della stazione di Triuggio/Ponte Albiate hanno iniziato a sanguinare copiosamente sotto gli occhi di Alex Sala, artista di Magenta noto per i suoi straordinari lavori col legno: sua è stata l’idea di far colare vernice rossa sulle spoglie degli alberi assassinati nei giorni scorsi, cercando di riconnetterli attraverso quella stessa linfa che scorre nelle nostre vene. 


Un avvertimento atroce per tutte le altre piante che si trovano a 50 metri dai binari della ferrovia. Stando infatti alle ordinanze comunali emanate agli inizi dello scorso anno, su richiesta di RFI – Rete Ferroviaria Italiana – Gruppo Ferrovie dello Stato, anche i privati che possiedono terreni confinanti con la ferrovia sono tenuti al “taglio di rami e alberi che possano, in caso di caduta, interferire con l’infrastruttura stessa, creando possibile pericolo per la pubblica incolumità e interruzione di pubblico servizio ferroviario”.

Come sia andata in questi mesi, difficile saperlo. 

Percorrendo la linea Milano-Molteno-Lecco sono ancora molte le piante a ridosso dei binari, peccato che “ignoti” abbiano preso di mira proprio gli alberi più vicini alle stazioni durante le scorse mattinate. Se i Comuni, nella pila di regolamentazioni di cui si dotano, avessero dato spazio anche a un apposito documento per la tutela del verde pubblico, oggi non potrebbero certo lavarsene le mani: eppure, alla prova dei fatti, sono ancora pochissime le amministrazioni che hanno posto pezza a questo incredibile buco amministrativo. 



Nessuna sorpresa: il verde è ormai visto solo come un costo, come un fastidioso elemento di disturbo della quiete pubblica, per cui – spesso e volentieri – meglio tagliare il problema alla radice. A Biassono, i volontari intervenuti hanno invece lanciato un messaggio che invita a cambiare radicalmente un punto di vista senza futuro. 

Tenendosi per mano, hanno disegnato un cerchio di protezione del grande abete finito nel mirino dei prossimi tagli, al pari delle piante della stazione di Villasanta, ispirandosi alla straordinaria “danza dell’Olmo”: un movimento circolare sulle note della canzone lettone di Ieva Akuratere che, ormai da un capo all’altro del mondo, mette in contatto tutti i difensori dell’ambiente con gli alberi morti di Novosybkow. Nome poco conosciuto ai più, ma scolpito negli annali più tetri della nostra storia recente. Si tratta infatti della foresta maggiormente contaminata dalle radiazioni di Cernobyl, sacrificata per salvare territori attigui ancor più vasti. Grazie al contributo di artisti che operano presso lo Studio Apeiron di Sovico, ma anche di personalità legate alla filosofia del vivere “Altrimenti” (rappresentati da Alberto Caspani, capogruppo di Lista per Biassono e autore di Altrimenti.net), le performance di sabato 6 giugno sono destinate a rappresentare uno spartiacque nella politica della Brianza. Oggi arte e politica possono trarre infatti enorme giovamento dal reciproco confronto. 

Due diverse generazioni di attivisti per l’ambiente hanno collaborato insieme, utilizzando un nuovo linguaggio che risvegli la coscienza di cittadini ormai incapaci di esprimere la propria solidarietà, se non attraverso un vacuo click: difendere gli alberi, proteggere la Terra, non significa porsi a favore di una parte, o schierarsi contro qualcuno, bensì mostrare a chiunque la straordinaria vitalità e bellezza delle nostre radici. Condividerla in un atto di gioia e riconoscenza, al di là di confini e inutili distinzioni.




LETTERA DI SENSIBILIZZAZIONE INVIATA AI COMUNI DELLE LINEE FERROVIARIE COLPITE DAI TAGLI INDISCRIMINATI DI PIANTE 


AI SINDACI DEI COMUNI DI:
TRIUGGIO
ALBIATE
SOVICO
MACHERIO
BIASSONO
VILLASANTA

AL PRESIDENTE DEL PARCO DELLA VALLE DEL LAMBRO

Loro Sedi


Esprimiamo tutto il nostro disappunto e la nostra contrarietà per il taglio indiscriminato di alberi di alto fusto, che davano frescura ai viaggiatori, riducevano le emissioni di CO2 e abbellivano le stazioni ferroviarie di Triuggio / Ponte Albiate e Macherio / Sovico.

Chiediamo che non si prosegua nell’abbattimento sistematico di alberi di alto fusto nelle altre stazioni della valle del Lambro. Possiamo accettare solo tagli mirati finalizzati a intervenire su situazioni di pericolo oggettivo, rilevate su base tecnica.

Invitiamo gli enti ferroviari competenti a procedere invece a definire, nel confronto con i cittadini, le Amministrazioni Comunali, il Parco Regionale del Lambro, e poi a realizzare un piano di riqualificazione del verde delle stazioni della linee  Lecco / Molteno / Monza e Seregno / Carnate, a iniziare da quella di Triuggio, dove è avvenuto il taglio di alberi che maggiormente ha impoverito il patrimonio naturalistico e paesaggistico.

Contiamo che su questa vicenda si arrivi almeno ad una relazione di comunicazione preventiva tra enti e cittadinanza, nell’intento che la nostra “ferrovia nel bosco” resti tale.

mercoledì 8 aprile 2015

ALL'ARME UCRAINA, L'EVENTO DI LPB NELLE PAROLE DI UN TESTIMONE

Settimane e settimane d'instancabile dibattito. Dopo aver affrontato il tema relativo alla crisi ucraina e alle sue ricadute territoriali in Villa Verri a Biassono, grazie all'iniziativa congiunta di Lista per Biassono, Associazione culturale Gaetano Osculati e al network Altrimenti.net, la sorte dell'ex repubblica sovietica continua a infiammare gli animi. Se la pagina Facebook dell'evento pubblico del 9 marzo scorso è stata presa d'assalto da sostenitori vicini all'Ucraina così come alla Russia, tanto da trasformarsi in uno dei più accesi forum pubblici in Italia, ora giunge una nuova e dettagliata testimonianza dal blogger Cristiano Patuzzi. Desideriamo dunque condividere la sua riflessione anche attraverso il nostro blog, rimandandovi direttamente al suo articolo. Non si è mai sufficientemente vigili, quando la guerra bussa alle porte e una minaccia rischia di trasformarsi in catastrofe.




  

sabato 17 maggio 2014

BIASSONO, MICROSOCIETA' DI CONVENIENZA

A Biassono scorre sangue blu. Grazie agli studi di Roberta Ramella e Gianfranco Pertot, collaboratori del Gruppo Ricerche Archeostoriche del Lambro, è stato possibile confermare non solo il profondo legame che unisce la più illustre famiglia dell’Illuminismo italiano al nostro paese, ma l'irresistibile magnetismo di quest'ultimo nei confronti dell’intera nobiltà brianzola. 

Prima che i famosi conti Verri facessero di Biassono il proprio baluardo residenziale, quasi tutte le principali dinastie del territorio hanno infatti ambito a possedere proprietà in loco, dando vita a una comunità quanto mai originale: un sodalizio di genti aristocratiche che, sufficientemente distanti dalle lotte di potere milanesi, ebbero sì modo di perpetrare privilegi feudali anche in epoca moderna, senza però perdere mai il contatto coi principali salotti del potere italiano ed europeo. Né lontani, né vicini: semplicemente sospesi in un limbo di privilegi logisticamente unico. Nelle parole dello stesso Pertot: “Biassono era il luogo ideale per costituire una vera e propria microsocietà di convenienza”. 

Bossi, Casati, così come Dalla Croce o De Regibus De Ello, per arrivare ai Frotta o ai temuti Osio, s’insediarono tutti in un prestigioso quadrilatero di ricchi palazzi che avrebbero poi dato forma all’attuale centro storico, occupando dal Cinquencento in poi i lotti compresi fra il lato meridionale di piazza S. Francesco, dove tuttora sorge la parrocchiale del paese, via Verri, via Umberto I e via Roma. 


E’ forse in questa peculiare complicità “immobiliare” che va riconosciuto quel carattere orgoglioso e autoreferenziale che, in tanti, attribuiscono ancor oggi ai biassonesi, facendone un “casus” persino fra i propri immediati vicini: famiglie che per tutelare un opportunistico status quo economico e sociale, di volta in volta si alleavano le une con le altre, onde ostacolare eventuali infiltrazioni esterne o espellere sgraditi residenti. Persino quando il vicino entrava in crisi e finiva per apparire inerme preda della speculazione, neppure allora si osava sferrare il colpo di grazia: anziché acquisire proprietà altrui in modo definitivo, queste venivano provvisoriamente rilevate onde concedere liquidità agli aristocratici in affanno, concordando però un piano di rientro che avrebbe ricondotto le stesse nelle mani dei padroni originali. 


Così, almeno, fu sino al 1695, anno in cui i Verri – già ricchi mercanti e “domini” dal lontano Trecento - acquistarono l’ancor più prestigioso titolo di “conti” grazie a Gio Pietro (papà di Gabriele, consigliere a Vienna dell’imperatrice Maria Theresa e nonno degli illustri fratelli Pietro, Carlo, Alessandro e Giovanni): benché la loro presenza a Biassono fosse attestata dal 1504, in virtù di un’operazione di compravendita che portò nelle loro mani un complesso agricolo dotato di 300 pertiche (e, viceversa, compensò il titolare Francesco Ferrario con tutte le proprietà vedanesi dei Verri), sul finire del XVII secolo accade l’impensabile: anno dopo anno, decennio dopo decennio, un’unica famiglia inizia a erodere piano piano la ricchezza di tutte le altre (eccezion fatta per i Dalla Croce, che si chiuderanno nel loro dorato palazzo sui terreni dell’attuale oratorio maschile), finendo per alterare addirittura l’urbanistica del paese: per costruire la splendida villa oggi divenuta municipio, i Verri faranno infatti deviare la strada Monza-Carate all’altezza dell’antica osteria di Biassono (oggi Cascina Cossa, sede del museo civico), creandosi una pomposa prospettiva alberata che dalla Villa stessa si spingeva per i campi sino al confine con Lissone.



I Verri sarebbero rimasti padroni indiscussi di Biassono sino al 1902, quando la nipote di Pietro, la contessa Carolina (1820-1902), avrebbe frazionato e dismesso tutte le proprietà di famiglia per via dei costi ormai insostenibili. Da allora il nome dei Verri cessa di apparire negli annali del paese, ma ogni angolo, ogni curva, ogni mura di Biassono racconta ancora virtù e vizi di quella famiglia che, forse più di tutte le altre, contribuì a riaccendere il lume del riscatto nelle tenebre dell’Italia ispanica. Certo non mancano ombre nella loro storia di abili investitori e pignoli contadanari: uno scottante documento delle monache di San Pietro Martire in Terra Santa a Vedano (dalle quali, nel Quattrocento, avevano ottenuto un’investitura in perpetuo per la gestione di ricche proprietà terriere in Brianza), li accusava di non ottemperare i patti, trattenendo per sé ricchezze spettanti alle pie donne. Ma si sa: l’ambizione non conosce remore. Oggi Villa Verri svetta di fronte a chiunque passi per Biassono. Del Monastero non esiste più traccia alcuna.       


Alberto Caspani

VIDEO DI PRESENTAZIONE (BIASSONO BLOGTV)


sabato 22 marzo 2014

CELEBRAZIONE DELL'EQUINOZIO CON APERITIVO ASTRONOMICO











Il flash mob degli amici di Lista per Biassono



Che cos'è l'equinozio?



La magia delle galassie



Viaggio interstellare

domenica 23 febbraio 2014

PRIMO BANCHETTO A IMPATTO ZERO NELLA STORIA DI BIASSONO


In previsione dell'incontro pubblico di lunedì 3 marzo, dedicato alle energie rinnovabili e alle nuove soluzioni di risparmio domestico (vedi box a lato), oggi Lista per Biassono ha organizzato il primo banchetto a impatto zero nella storia del paese. 

Grazie a un pannello fotovoltaico di 40 watt, è stato alimentato un cartello luminoso che promuoveva l'iniziativa utilizzando solo alimentazione solare. 



Vicino alla macina di via S. Martino è stato infatti possibile intercettare luce solare per tutta la mattina, dando oltretutto modo di ricaricare i propri telefonini o computer. 


L'iniziativa ha incuriosito passanti di ogni età, fermatisi ad esaminare i pannelli e a chiedere informazioni, già ottimamente presentate sul sito d'informazione libera Wutel

Il pannello utilizzato rappresenta una delle nuove risorse modulari che, con una spesa di circa 100/150 euro, consente a ogni famiglia di tagliare i costi della propria bolletta energetica, alimentando numerose fonti di consumo elettrico domestico con la semplice esposizione alla luce solare.



















Di questo e molto altro ancora Lista per Biassono parlerà all'incontro "M'illumino dentro", seguito alla proposta (totalmente ignorata dal sindaco leghista Piero Malegori) di unirsi alla campagna nazionale di risparmio energetico "M'illumino di meno".

Da "Il Giornale di Carate"





giovedì 16 gennaio 2014

CHE COSA SUCCEDE NEL MEDITERRANEO?

Biassono allarga i suoi orizzonti. In occasione delle primarie europee dei Verdi, aperte al voto online sino al 28 gennaio, il consigliere di Lista per Biassono Alberto Caspani - in qualità di rappresentante delle reti civiche territoriali - è stato invitato a presentare il libro "Riscatto Mediterraneo" di Gianluca Solera.

Di seguito foto e video dell'evento che ha accostato l'analisi dei movimenti di trasformazione nell'area mediterranea e le nuove politiche verdi in Europa. Crediti foto: http://verdimonzaebrianza.blogspot.it




















Clicca sul link per vedere il video: http://www.youtube.com/watch?v=R9aBbMSHyyA