Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

venerdì 24 marzo 2017

BIASSONO, BILANCIO DI PREVISIONE 2017 - primo tempo: Cielo cupo con improvvisi bagliori!

Timide schiarite sul bilancio di previsione 2017. Ma potrebbero essere solo avvisaglie di furibonde tempeste. Recapitato ai consiglieri un documento della Corte dei Conti nel giorno stesso in cui ci si è riuniti in Villa Verri per discutere di spese e investimenti a Biassono, la seduta ha portato a galla tutte le storture e i paradossi che LpB sta denunciando da anni. Innanzitutto, in merito ai pesanti rilievi critici della Corte dei Conti (si veda il documento in allegato), non c’è stato verso di far prendere posizione all’assessore al Bilancio Piero Malegori: sollecitato dal nostro capogruppo Alberto Caspani sin dall’apertura dei lavori del consiglio comunale, si è limitato a rinviare dapprima alle risposte contenute nel documento fatto pervenire ai consiglieri, quindi a rimandare la discussione al punto inerente l’approvazione del bilancio. Peccato che, arrivati al fatidico momento, il presidente del consiglio comunale Mauro Rossi ha visto bene di sciogliere la seduta e rimandare tutti a casa, temendo una maratona d’interventi lunga tutta la notte (occorreva entrare nel merito degli 11 emendamenti al bilancio presentati dalla sola Lista per Biassono). Aggiornamenti dunque a lunedì sera, quando il consiglio comunale tornerà a riunirsi in Villa Verri dalle ore 21, nella speranza di veder fra il pubblico qualche biassonese non legato solo alle rappresentanze politiche.  Quanto all’analisi del piano triennale dei lavori pubblici e la determinazione delle aliquote per il 2017 (rimandiamo le considerazioni sul punto “Valorizzazione degli immobili comunali” a un successivo approfondimento legato alla discussione di bilancio), riportiamo qui sotto gli aspetti salienti trattati sino alla sospensione dei lavori. 

ODG n.1: Approvazione Programma triennale Opere Pubbliche

Fra le tante osservazioni mosse, a partire dall’eclatante stanziamento di 1.600.000 euro nel 2018 per il rifacimento del centro storico senza aver neppur predisposto un confronto con la cittadinanza, ai soliti e costosi interventi tampone della scuola elementare “M. L. King” (310mila euro in tre anni, evitando una volta ancora di predisporre un piano di autentica rigenerazione del plesso), è emersa la totale assenza di una visione strategica di lungo respiro. Nessuna intenzione di spendersi nella ricerca di preziosi fondi che, proprio quest’anno, avrebbero potuto giovare a un recupero in grande stile di Villa Verri (per la quale si spenderanno solo 60mila euro in vista di un miglioramento della pavimentazione esterna), né provvedere a salubri tagli sulla manutenzione delle rotonde dell’ex strada provinciale (60mila euro di risparmio, a fronte di un progetto di adozione delle stesse da parte di associazioni o privati). Tanti poi i problemi storici ancora irrisolti. In particolare:

1)   La riqualificazione di Via Pessina. Nella Relazione sulle opere pubbliche si dice che “l'ipotesi progettuale, a seguito di opportune verifiche statiche e geologiche in corso di perfezionamento, dovrà prevedere...”. Siamo ancora al tempo futuro, dopo anni di discussioni: delle ricerche catastali commissionate a uno studio professionale non si hanno ancora notizie, mentre non è stata chiarita ancora la questione relativa alla proprietà del muro di contenimento da modificare per mettere in sicurezza la via. L’amministrazione continua a parlare di accertamenti in corso, ma non dà mai risposte: ora tutto dovrebbe risolversi in 10 giorni stando alle dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica Alessio Anghileri, ma non è credibile chiedere un voto d’appovazione alle opere quando non si hanno in mano elementi per valutare i costi effettivi dell’opera.

2)    La riqualificazione dell’Area Festa in Via degli Artigiani: sempre nella Relazione si parla di “eliminazione della crescita di erbe infestanti sui bordi stradali”. Rimedio individuato: “bonifica dei tratti stradali con scarifica dello strato bituminoso e risanamento in cls, per la successiva stesura del manto in asfalto”. Costo: 200.000 euro. Non sono forse un po' eccessivi? Ma soprattutto, è questa davvero una priorità per Biassono? E se è vero che i lavori puntano a valorizzare l’area a favore del Comune, come mai non è stato elaborato alcun piano a riguardo? Mah!

3)  La realizzazione, nel 2018, della pista ciclabile dal cimitero al confine di Lissone. Spesa prevista 40.000 euro, finanziata con Convenzione urbanistica. Si rimanda dunque a possibili accordi con privati per intervenire su un’area in realtà legata a doppio filo al Piano di Governo del Territorio. Peccato che su questo gravi da anni un ricorso portato avanti da LpB, esponendo a conseguenze legali qualsiasi intervento che alteri le attuali condizioni dei territori a ovest di Biassono. Territori, oltrettutto, su cui torna a incombere lo spettro di un titanico Masterplan (ben 90mila mq di superficie coperta edificabile su un totale di 180mila mq di slp (superficie lorda di pavimento); dunque una quota ancora superiore a quella prevista nell’ultra cementificante Piano di Governo del Territorio).

OdG n.4: Regolamento per la disciplina della IUC (Imposta Unica Comunale) 

E’ stato integrato il Regolamento del 30.06.2014 con la previsione (art. 27, capitolo IV, componente Tari) di una riduzione del 25% sulla parte fissa e variabile della tariffa per i 5 anni successivi alla disinstallazione di apparecchi di video poker, slot machines, videolottery o altri apparecchi con vincite in denaroLa riduzione vale per le utenze non domestiche e, più precisamente, per i soggetti “che esercitano a titolo principale, attività di bar o attività di commercio al dettaglio di prodotti del tabacco”. E' un emendamento al Regolamento che va nella direzione già indicata, fin dal 2011, da Lista per Biassono. Unica perplessità: forse sarebbe stato meglio prevedere una riduzione anche maggiore (40%) ma sulla sola parte variabile della tariffa, e non su quella fissa che attiene ai costi generali di gestione del servizio che, in quanto tali, dovrebbero suddividersi indistintamente su tutti i cittadini, siano essi Utenze domestiche che Attività. LpB ha perciò votato a favore dell'introduzione della riduzione in chiave di contrasto al fenomeno delle ludopatie. Si tratta infatti di una battaglia che il nostro gruppo sostiene da anni (anche attraverso emendamenti ai bilanci passati) e finalmente pare esser stata recepita dalla giunta.

OdG n.5: determinazione aliquote IMU anno 2017
Invariate rispetto agli anni precedenti. Questo il dettaglio:
abitazione principale A1/A8/A9: 4,6 per mille
fabbricati ad uso produttivo: 8,4 per mille
unità immobiliari concesse in uso gratuito a parenti e familiari: 4,6 per mille
aree edificabili: 8,2 per mille
Le entrate hanno avuto il seguente andamento negli ultimi anni:
Rendiconto 2015: euro 1.250.000
Pre Consuntivo 2016: euro 1.660.782,73
Preventivo 2017: euro 1.600.000.

OdG n.6: determinazione aliquote TASI 2017
Anch'esse invariate rispetto agli anni precedenti:
abitazione principale A1/A8/A9: 1,4 per mille
fabbricati ad uso produttivo: 1,1 per mille
fabbricati concessi in uso gratuito per i quali il contribuente usufruisce di apposito regime agevolato determinato ai fini Imu: 1,4 per mille
fabbricati assimilabili alle abitazioni principali posseduti da anziani o disabili ricoverati in Rsa: 0,0 per mille
Aree edificabili: 1,0 per mille
Le entrate hanno avuto il seguente andamento negli ultimi anni:
Rendiconto 2015: euro 1.815.000
Pre Consuntivo 2016: euro 555.326,43
Preventivo 2017: euro 610.000

Il discorso per entrambi i punti è sempre lo stesso: aliquote ormai consolidate da anni al livello massimo consentito e particolarmente ingiuste in quanto indifferenziate. Oltretutto con conseguenze paradossali: basti l’esempio delle rendite catastali fino a 600 euro, che pagano in più rispetto alla vecchia Imu, mentre le rendite oltre tale soglia risparmiano. Risultato: più elevata la rendita, maggiore il risparmio.




OdG n.7: approvazione Piano Finanziario TARI (tassa raccolta rifiuti)

Con determinazione n.585 del 02.12.2016 l'Amministrazione ha affidato l'attività di supporto alla redazione del Piano Finanziario Tari-anno 2017 alla ditta Gelsia Ambiente Srl (costo dell'operazione: euro 2.787,70), benché il gestore del servizio di raccolta differenziata sia proprio Gelsia. Motivazione: “la predisposizione del predetto Piano Finanziario si configura come operazione di elevata complessità, in quanto necessita la raccolta, analisi ed elaborazione di una articolata serie di dati provenienti da soggetti diversi...”. Gelsia Ambiente Srl, affidataria per il Comune di Biassono del Servizio di Igiene Urbana, ogni anno redige il Piano Finanziario mediante il quale vengono fissate le tariffe ed anche gli obiettivi di gestione dell'Amministrazione Comunale.
Le entrate hanno avuto il seguente andamento negli ultimi anni:

Rendiconto 2015:euro 1.200.615
 Pre Consuntivo 2016: euro 1.221.067
Preventivo 2017: euro 1.225.000

Biassono è da tempo ai primi posti tra i Comuni brianzoli in materia di raccolta differenziata. Ma i suoi cittadini, rispetto all’impegno profuso, non hanno mai tratto significativo beneficio in termini di riduzione delle tariffe. In passato le uniche categorie merceologiche che hanno potuto usufruire di qualche sgravio sono state “Studi ed Uffici” e “Attività Industriali ed Artigiane”. Lista per Biassono ritiene che chi produce meno rifiuti indifferenziati debba essere premiato e per questo continua e continuerà a richiedere l'adozione di un sistema di tariffazione puntuale, con un tributo calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati residui.

La percentuale di raccolta differenziata, negli anni, ha avuto il seguente andamento:

2012: 70,32%
2013: 71,72%
 2014: 71,00% 
2015: 72,89% 
2016: 72,11% 
Prev 2017: 72,13% 

Nel documento Gelsia viene più volte previsto complessivamente “un mantenimento del valore di produzione dei rifiuti non riciclabili in linea con il 2016” (1.374.811 kg contro  1.361.199 kg dell'anno precedente). Ciò, a nostro giudizio, contrasta con gli obiettivi “che si intendono raggiungere nel 2017”, tra i quali spiccano: “avviare iniziative tendenti alla riduzione del rifiuto prodotto”,  “informazione all'utenza e promozione di comportamenti corretti con particolare riferimento ai circuiti di raccolta differenziata dei rifiuti, al fine di migliorare anche la qualità della raccolta differenziata e incrementare la capacità di intercettazione differenziata”.

In generale, la tariffa Tari 2017 è così ripartita:

i costi variabili salgono al 40,53% (erano il 38,38% nel 2016)
quelli fissi rappresentano il 59,47% (erano il 61,62% nel 2016)

Della parte fissa (euro 728.564) il 73,04% è attribuito alle utenze domestiche (euro 532.143,15), mentre il restante 26,96% alle Attività (euro 196.420,85).

Della parte variabile (euro 496.453) il 68,54% è attribuito alle utenze domestiche (euro 340.268,89), mentre il restante 31,46% alle Attività (euro 156.184,11).

Erano, nel 2016, rispettivamente il 67,04% e il 32,96%.

Molto impegno ma, come si vede, il cittadino biassonese continua a pagare.


OdG n.8: determinazione aliquota Add. Com. all'Irpef

E’ stata confermata, per il 2017, l'aliquota dell'addizionale comunale già in vigore da anni (0,8% per tutti gli scaglioni di reddito), con una novità piuttosto sorprendente: una soglia d’esenzione per redditi sino ad euro 9.000. Gli aspetti positivi riguardano dunque l'innalzamento della soglia dai 7.500 euro del passato ai 9.000 odierni. Ancorché parziale e insufficiente (la variazione darà maggior respiro ad appena una 50 di famiglie biassonesi, per una maggior copertura a carico dell’amministrazione comunale di appena 10mila euro), il provvedimento va però nel senso auspicato per anni da Lista per Biassono che, a ogni seduta di Bilancio, ha sempre proposto emendamenti volti ad elevare la soglia di esenzione sino a 15.000 euro (con un impegno di spesa di circa 120.000 euro). Provvedimento senza dubbio insufficiente e assai vicino a un’opera di maquillage per recuperare credibilità agli occhi dei cittadini, LpB ha comunque scelto d’incoraggiare la giunta su questa strada, strappando l’impegno per i prossimi anni a incrementare ulteriormente la base d’esenzione. Un'altra nostra battaglia che viene parzialmente recepita e rispetto alla quale abbiamo dunque votato a favore (è un nuovo segnale di discontinuità col passato), ma con pesantissime riserve. In particolare: viene mantenuta e consolidata l'aliquota massima (0,8%), unitamente all'indifferenziazione dell'aliquota in base agli scaglioni di reddito (valgano a riguardo le stesse argomentazioni già sviluppate in tema di aliquote Tasi circa la mancata applicazione del principio di progressività dell'imposizione fiscale, sancito dall'articolo 53 della Carta Costituzionale).

OdG n.9: DUP (Documento Unico di Programmazione)

E' il nuovo presupposto fondamentale per l'approvazione del Bilancio di Previsione 2017 – 2019. Nella “Sezione Strategica” appaiono risibili i paragrafi dello “Scenario di Riferimento” (pag. 8), soprattutto in ordine alla conferma “della ripresa e agli sviluppi favorevoli sul mercato del lavoro”. Così come “l'Analisi strategica delle condizioni esterne” è ampiamente superata dall'esito del Referendum del 4 dicembre che ha bocciato la Riforma Costituzionale, nonché dalla pronuncia della Consulta sulla Riforma Elettorale, che ne ha cassato buona parte. Se passiamo agli “Obiettivi strategici dell'Ente”, rileviamo (pag. 44) che “nel futuro l'ente ha intenzione di elaborare i seguenti documenti:

1) il bilancio partecipato, che costituisce una pratica innovatrice della gestione urbana, capace.....di coinvolgere attivamente cittadini nel processo decisionale riguardante la gestione del nostro ente”;

2) il bilancio sociale inteso come risultato di un processo con il quale l'amministrazione  rende conto sulle scelte.......in modo di consentire ai cittadini di conoscere e formulare  un proprio giudizio su come l'amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato.

Sono parole che, alla luce dell'odierna realtà che avremo modo di affrontare nell’analisi di bilancio lunedì sera, suonano grottesche e beffarde. Diciamo che avremmo potuto ritenerci già parzialmente soddisfatti se questa amministrazione, a quasi un anno dal suo insediamento, avesse cominciato col reintrodurre le Commissioni Consultive, a partire proprio da quelle Bilancio e Tributi.

La “Sezione Operativa” del DUP parla già da sé:

Missione 5, Programma 1 
“Valorizzazione dei beni di interesse storico”: zero euro nel 2017, 2008 e 2019

Missione 6, Programma 2 
“Giovani”: zero euro nel 2017, 2018 e 2019

Missione 7, Programma 1 
“Sviluppo e valorizzazione del Turismo”: zero euro nel triennio.

Missione 9, Programma 2 
“Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”: zero euro nel triennio.

Missione 10, Programma 2 
“Trasporto Pubblico Locale”: zero euro nel triennio

Missione 20, Programma 2 
“Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità”:

euro 272.520,35 nel 2017
euro 333.737,95 nel 2018
euro 405.253,22 nel 2019


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Impossibile votare a favore

venerdì 17 marzo 2017

INCONTRO PUBBLICO: TRANSUMANZA

Prossimamente in Villa Verri... uno straordinario viaggio sulle rotte degli ultimi pastori della Brianza e della Lombardia, per scoprire come cemento e industrie hanno cambiato il nostro territorio... 

Per approfondimenti: http://www.stefanocarnelli.com/




lunedì 27 febbraio 2017

BIASSONO E LE CRITICITA' DELLA DIGITALIZZAZIONE

Giornalisti e blogger ospiti in Villa Verri per illustrare problematiche e opportunità della comunicazione digitale

Comunicare tanto non significa ancora comunicare bene. La moltiplicazione esponenziale di siti e blog nel corso degli ultimi anni, durante i quali lo stesso Biassono in Progress è passato dall’essere un progetto amministrativo d’avanguardia a un modello emulato da più Comuni in Brianza, sta avendo forti ripercussioni non solo nella qualità dell’informazione, ma anche nell’evoluzione dei rapporti politici e, conseguentemente, delle opportunità di crescita legate a qualsivoglia forma di progettualità: lo si è ben compreso martedì 21 febbraio nella sala civica di Villa Verri, dove Lista per Biassono ha organizzato un incontro pubblico di formazione dedicato alle criticità della comunicazione digitale. Ospiti speciali sono state quattro giornaliste milanesi che, attraverso il racconto delle proprie esperienze e consigli pratici su come “far sentire” la propria voce, hanno permesso al pubblico di comprendere meglio quali siano i meccanismi odierni alla base delle scelte decisionali o di gusto. 

LA SCARSA PARTECIPAZIONE
Di fronte a eventi pubblici di grande valore organizzati con regolarità a Biassono, ad esempio, le risposte del pubblico appaiono spesso al di sotto delle aspettative. In paese, poi, continuano a nascere gruppi digitali d’interesse comune, ma ancora e soprattutto attraverso il solo canale Facebook: processo alquanto caotico che, inevitabilmente, mette in scena doppioni (“Sei di Biassono se…” e “Sei di Biassono se (non si cancellano i post)”…), frazionamenti poco funzionali (“Biassono segnalazioni”, “Sgurbat de Biason e paesi visen”…) o esperimenti di forum (“Il caffè di Biassono”, “Station to Station - Biassono/Lesmo Parco). Conseguentemente prendono forma gruppi che finiscono spesso per ricondividere le stesse notizie, ottenendo però pochi like, scarsa partecipazione attiva e propositiva, sollecitando una critica per lo più sterile. Basti pensare che, fra gli argomenti in paese col più alto tasso d’interazione, spicca a tutt’oggi un post sul problema degli escrementi dei cani: imbarazzante. 

PREISTORIA DIGITALE
Dall’altra, Biassono appare ancora molto indietro a livello di digitalizzazione delle proprie attività: se quasi tutte le società sportive o associazionistiche si sono dotate di siti o portali piuttosto elementari, ma in ogni caso utili per ampliare il reperimento d’informazioni sulle proprie attività, non lo stesso di può dire ad esempio delle categorie commerciali, fra l’altro sfornite anche di un portale di promozione comune. Quasi tutte le realtà biassonesi, inoltre, difettano di contenuti tradotti in inglese o altre lingue straniere (un basso tasso d’internazionalizzazione significa un forte limite di circolazione di idee e prodotti), così come di filiazioni a referenti o partner sovracomunali. 

COSA COMUNICARE?
Sorgono dunque quesiti essenziali: che cosa interessa realmente, oggi? Di che tipo di verità e azione è portatrice l’informazione nell’era digitale? E cosa abbiamo da dire, o possiamo dire, noi stessi? Ma soprattutto, come fare in modo che le nostre idee, i nostri prodotti, i nostri talenti possano essere notati e siano perciò in grado di raggiungere un destinatario preciso? Quesiti complessi e non certo esauribili nell’arco della serata proposta in Villa Verri, ma in ogni caso capaci di renderci cittadini e consumatori più consapevoli. Perché il paradosso sta proprio qui: nell’era digitale la politica non è più azione, ma comunicazione, benché sempre più inconsapevole del fatto di aver perduto il suo potere d’orientare l’agire umano, venendo essa stessa orientata dai condizionamenti socio-economici del mercato neoliberista.    

LA PSICOPOLITICA
A tal proposito, significativo è il brano letto in apertura da Alberto Caspani, capogruppo di Lista per Biassono e mediatore della serata: “Il neoliberalismo fa del cittadino un consumatore - ha evidenziato, riprendendo il testo del saggio “Psicopolitica” scritto dal filosofo contemporaneo Byung-Chul Han - La libertà del cittadino cede alla passività del consumatore. L’elettore, in quanto consumatore, non ha oggi alcun reale interesse per la politica, per la costruzione attiva della comunità. Non è disposto a un comune agire politico e neppure ne è capace: reagisce solo passivamente alla politica, criticando, lamentandosi, proprio come fa il consumatore di fronte a prodotti o a servizi che non gli piacciono. Anche i politici e i partiti seguono la logica del consumo: devono fornire. Perciò, si presentano essi stessi come fornitori, che devono soddisfare gli elettori intesi come consumatori e clienti. La trasparenza, che oggi si esige dai politici, è tutt’altro che una pretesa politica. Non si rivendica la trasparenza politica nei processi decisionali, ai quali nessun consumatore s’interessa. L’imperativo della trasparenza serve soprattutto a mettere a nudo i politici, a smascherarli o a suscitare scandalo. La richiesta di trasparenza presuppone uno spettatore che si scandalizza: non è la richiesta di un cittadino impegnato, ma di uno spettatore passivo. La partecipazione avviene come reclamo e lamentela: la società della trasparenza, popolata da spettatori e consumatori, dà vita a una democrazia degli spettatori. L’autodeterminazione informativa diviene allora parte essenziale della libertà”.

Leggere e informarsi, esprimere la propria opinione o il proprio gusto, non sono atti che comprovano ancora il nostro status di persone realmente libere. Anzi: mettendoci a nudo attraverso un eccesso di comunicazione e condivisione di contenuti quasi sempre soggettivi, emotivi e incapaci d’interazione costruttiva, non facciamo altro che offrire elementi utili a un maggior controllo delle nostre inclinazioni. 

4 GIORNALISTE IN CAMPO
Lo scenario è cupo e molto preoccupante, ma sono stati proprio i consigli delle giornaliste/blogger Assunta Corbo (That's good news), Oriana Davini (Lilimadeleine), Alessandra Gesuelli (Il Giornale blog, Viaggiale) e Mariangela Traficante (Che libro mi porto) a dar concretezza a quel concetto di “autodeterminazione informativa” di cui parla Byung-Chul Han. Ci limitiamo qui a offrire solo un sunto delle principali osservazioni mosse, tenuto conto che il successo dell’iniziativa biassonese (cui hanno partecipato iscritti anche da Comuni molto lontani) ha posto le basi per un futuro ciclo d’incontri ancor più strutturati. 


PILLOLE PER UNA SANA DIGITALIZZAZIONE

1) Siti, blog e strumenti d’interazione digitali hanno indubbiamente il vantaggio di creare spazi di resistenza rispetto alla massificazione del gusto e all’appiattimento acritico delle notizie, soprattutto nel momento in cui sviluppano temi non generalisti.

2) Per entrare in competizione o imporsi sui messaggi dei grandi mass media hanno però bisogno di costruirsi una propria auctoritas: una rispettabilità che nasce indubbiamente dalla ricerca e dalla veicolazione di contenuti d’alta qualità, dove per “alta qualità” s’intende innanzitutto verifica e verificabilità dei contenuti stessi, oltre che capacità di scrittura grammaticalmente corretta, logicamente strutturata, nonché dotata di uno stile accattivante perché dissonante rispetto all’abitudinario. 

3) Non per questo, però, l’abitudine va deprezzata: anzi, la forza effettiva di un canale digitale si consolida proprio attraverso l’instaurazione di un chiara tempistica di divulgazione dei contenuti, che sia quotidiana, infrasettimanale o mensile, non fa poi grandissima differenza: conta soprattutto garantire la regolarità. Far sapere ai propri lettori che la notizia arriverà nel momento esatto in cui questi l’aspettano. 

4) Una gestione simile, dunque, richiede grande dedizione (la passione personale, al pari della competenza professionale, è il primo motore per dare continuità ai propri progetti), soprattutto nel momento in cui non ci si limita a esprimere commenti od opinioni (che divengono interessanti solo nel momento in cui godono di un’articolata base argomentativa), bensì a mostrare un modo di ragionamento che implichi una comprensibilità delle idee in esame quanto più universale possibile. 

5) Ne discende anche che testi o video non debbono essere necessariamente brevi e veloci, correndo il rischio di apparire inconcludenti: la durata efficace si basa sulla narratività, cioè sulla capacità di costruire una storia (sempre portatrice di contenuti intellegibili ed emotivamente coinvolgenti) in contrapposizione alla mera replicazione di dati o informazioni (che, al contrario, genera spesso il fenomeno del trollismo, ovvero della condivisione insistente e scriteriata di contenuti non motivati). 

6) In ottica di rafforzamento della propria auctoritas, poi, si rivelano strategiche le iniziative di partnership o di lancio di contest tematici, dal momento che la condivisione di contenuti fra canali affini, al pari di concorsi basati su una competitività ludica, aiutano ad ampliare la sfera d’interesse verso una direzione ben definita. Non da ultimo, tanto più il canale da noi gestito risulta multimediale, tanto più aumenta la sua fruibilità e appetibilità.

I passi da percorrere verso una “smart community”, ancor prima che verso la “smart city”, restano dunque molti, ma grazie all’iniziativa di Lista per Biassono e in attesa dell’inaugurazione del nuovo Distretto culturale evoluto di Palazzo Bossi, il paese ha dato prova di potersi nuovamente far carico della spinta innovativa conferitagli un tempo dai suoi più illustri cittadini: quei Conti Verri, padri dell’Illuminismo italiano, riapparsi ammiccanti sul certificato di partecipazione al primo corso pubblico di formazione in comunicazione digitale svoltosi a Biassono. Una vera e propria garanzia di qualità.     


venerdì 17 febbraio 2017

STAZIONE DEI TRENI DI BIASSONO: PRO E CONTRO

Stazione dei treni, qualcosa si muove. Forse più su due ruote che su quattro, ma è già di per sé positivo che, dopo anni di sostanziale disinteresse verso l'edificio e il servizio ferroviario biassonese, stia gradualmente prendendo forma un gruppo di pendolari attenti e sensibili ai cambiamenti in corso

Grazie all'iniziativa della community Facebook "Station to Station - Biassono/Lesmo Parco", mercoledì 15 febbraio sono stati lanciati preziosi spunti di riflessione in un incontro informale presso Villa Monguzzi, cui ha partecipato anche Alberto Viganò: il presidente del Comitato pendolari del Besanino, da anni impegnato a sensibilizzare sulle grandi opportunità di sviluppo legate alla linea Milano-Monza-Molteno-Lecco (S7, con 12mila utenti giornalieri e una velocità di trasporto media fra i 25 e i 60 km/h). In poco meno di un mese e mezzo, sono stati autocompilati circa 60 questionari (su un bacino indicativo di 150 pendolari biassonesi), per esser poi elaborati dalla concittadina Marina Terraneo in un apposito documento di presentazione per il pubblico e la stampa. Gli stessi sono stati infine messi a confronto con un centinaio di rilevazioni ottenute nel 2009 da un altro sondaggio a tema, portato avanti dall'amministrazione comunale e fatto pervenire al gruppo su gentile intervento dell'ex sindaco Angelo De Biasio

Lasciamo ai lettori l'analisi dei dati, mettendo in evidenza solo alcuni rilievi: 

1) a differenza di 8 anni fa, sta crescendo a Biassono il numero di pendolari che utilizzano la bicicletta come mezzo d'avvicinamento alla stazione, giudicato più sostenibile rispetto a un servizio navetta (avviato ai tempi del primo sondaggio e sospeso purtroppo poco tempo dopo, causa mancato utilizzo da parte dell'utenza). 

2) L'uso della bicicletta presenta notevoli potenzialità di crescita, sebbene la mancanza di un presidio fisso alla stazione e il ricorrere di fenomeni teppistici finisca per limitarne l'impiego solo nei casi indispensabili. In tal senso, viene vista con favore l'attivazione di un servizio di bike sharing (in realtà già proposto su mozione di Lista per Biassono e bocciata dalla giunta Malegori) che consenta di usufruire di mezzi non privati e tracciabili dal punto di vista della sicurezza, tanto più se collegati a un circuito dei Comuni limitrofi il Parco di Monza (la città di Teodolinda sta ora facendo da apripista) e di appoggio alle principali stazioni della linea S7. 

3) Interessa anche l'idea del car pooling (auto condivisa), in quanto permetterebbe di risolvere al contempo problemi di traffico, indisponibilità di parcheggio e preservazione dei mezzi privati, ma proprio per le attuali condizioni di rischio, così come di diffidenza per la scarsa conoscenza reciproca dei pendolari, il servizio viene demandato a mezzi altrui, anziché essere proposto mediante auto di proprietà. In alternativa, si guarda alle opportunità sperimentali d'integrazione rotaia-auto elettrica lanciate recentemente in collaborazione con Enel. 

4) La stazione biassonese non è più vista come un servizio prettamente territoriale, ma attrae pendolari da Comuni vicini e, se fosse supportata da un consorzio allargato di sindaci, potrebbe addirittura ottenere un raddoppio di binari in quanto giudicata nodo strategico (insieme a Sala al Barro) per le opere di velocizzazione del traffico recepite in un recente documento regionale d'intenti (oggi appesantito anche dallo squilibro fra il peso delle nuove carrozze e la stabilità del sistema rotaie). 

5) La stessa viene anche considerata uno spazio ideale da riqualificare e rivitalizzare, vista la sua disposizione protetta, anche con formule d'utilizzo "leggere": la spada di Damocle rappresentata da Pedemontana, che più volte ha agito come deterrente a ogni possibile progetto di rilancio per via di un eventuale spostamento a valle dell'intero edificio, non può essere usato come alibi laddove esistano spazi e condizioni utili per finalità ricreative e associative. 

In tal senso, i membri della community "Station to Station - Biassono/Lesmo Parco" sono pronti a ritrovarsi nei prossimi mesi per mettere in pista eventi in loco che permettano di conoscere meglio gli utenti locali (onde vincere le attuali diffidenze), valorizzando al contempo il notevole patrimonio storico-turistico della linea. L'iniziativa del gruppo, a detta del Comitato Besanino, andrebbe però accompagnata a progetti affini di sensibilizzazione lungo tutta la ferrovia, col concorso delle amministrazioni comunali: il mancato presidio dell'una e dell'altra parte, in questi anni, ha infatti indotto RFI (il gestore della ferrovia) a dirottare un tesoretto di circa 100/150milioni di euro d'investimenti verso il Bergamasco (lasciando in agenda solo la possibilità di mettere in sicurezza le banchine e i passaggi a livello, in vista di un completo smantellamento delle stazioni oggi presidiate e destinate all'automazione). Dall'altra, la chiusura di punti rivendita sottrae agli eventuali referenti locali un patrimonio di circa 6/7mila euro di ricavi all'anno (ovviabile con la richiesta d'installazione di una macchina per la distribuzione automatica dei biglietti in un punto d'accesso protetto, quale ad esempio il municipio). Al contrario, pensare a una linea S7 in termini di arteria non solo di servizio, ma anche di promozione culturale-turistica verso la Brianza dei Parchi, delle Ville e dei Laghi, significherebbe sbloccare più facilmente fondi di sostegno per le infrastrutture del territorio. 

















venerdì 10 febbraio 2017

NUOVA AREA CANI: UN OSSO TROPPO DURO DA DIGERIRE

@Marta Viganò 
L’area cani di Biassono fa discutere ancora prima di essere inaugurata. A seguito di un post lanciato sul gruppo Facebook “Sei di Biassono se…(non si cancellano i post)”, curato dall’educatrice cinofila Marta Viganò, lo spazio prescelto per l’allestimento in via Locatelli ha sollevato non poche perplessità in merito alle sue dimensioni, così come alla possibile gestione degli spazi. Benché un servizio simile fosse stato richiesto dai biassonesi stessi per anni, tanto da esser proposto all’amministrazione Malegori attraverso una mozione di Lista per Biassono prima, ripreso poi dalla nuova giunta Casiraghi con apposita delibera e investimento da 20mila euro circa, sono proprio i possessori di cani a sentirsi messi all’angolo. Marta Viganò, fattasi apprezzare a Biassono per servizi di dog-sitter, esibizioni e corsi di agility, ha riassunto il suo punto di vista critico in 4 punti: 

1) Due recinti separati da una rete = cani che da un recinto all’altro non faranno altro che abbaiarsi e ringhiarsi, proprio per quello che viene definito “effetto rete”;

2) “Chi porterà il suo cane a sgambare fino in via Locatelli, per poterlo lasciar correre libero (ammesso riesca a correre, poiché le aree in allestimento risultano entrambe troppo piccole per qualsiasi cane di taglia di media o grande)?”; 

3) Le aree cani dovrebbero essere posti dove poter lasciare il cane libero e dove possa socializzare…peccato che i cani comunichino usando spazi e distanze e, in entrambi i recinti, di spazio ce n’è ben poco!; 

4) Se abbiamo presente le aiuole e gli spazi pubblici verdi di Biassono, piene zeppe di escrementi non raccolti, mi chiedo quante montagne di cacche ci troveremo lì dentro!

@Marta Viganò
Inevitabile la delusione della giovane esperta biassonese, alla quale il progetto pare più che altro un costoso contentino e che, nonostante la sua preparazione tecnica, non è stata neppure interpellata dal Comune in merito al progetto. Le sue osservazioni non sono però passate sotto silenzio, tanto da accendere un vivace dibattito online, ormai orientatosi verso la necessità di aprire un maggior dialogo con l’amministrazione e prevedere modifiche rispetto a quanto già intravisto dai lavori in via Locatelli. Conseguentemente una concittadina ha fatto pervenire a Biassono in Progress una lettera aperta, nella quale il problema delle aree cani viene inserito in un contesto più ampio, dove al di là degli aspetti tecnici (pur sempre questionabili a seconda degli obiettivi stabiliti) viene messo in evidenza anche un problema di educazione stessa dei possessori di cani.

NUOVE IDEE IN CAMPO

@Marta Viganò
Passeggio spesso col mio cane intorno alle vie limitrofe a casa - scrive Marina Terraneo - e m’imbatto sempre in molti amici a 4 zampe con i loro padroni. A mio avviso, per avere una area di conforto, sarebbero necessari almeno 80 per 40 metri (3200mq, contro i previsti 20x30) e questi dovrebbero essere attrezzati con piante arboree, nonché idonei arredi. Penso a un’area progettata con diverse recinzioni a basso impatto ambientale, gestita da volontari specializzati” che si impegnino nella valorizzazione di un bene comune (un servizio simile comporta tanto un problema di cura del territorio, quanto di civile convivenza fra uomo e cane). Quello che sta nascendo, invece, appare troppo piccolo per soddisfare il reale fabbisogno dei biassonesi. Potrebbe essere funzionale se si allestissero altre aree sul territorio biassonese. Basti un esempio: con una recinzione (magari di legno) di  30 metri, una fontana e due punti luce, potrebbero essere immediatamente utilizzabili anche  i Giardini Capra” nei pressi della scuola media e/o parte di quelli di Padre Pio”, o in ogni caso altre aree del territorio. Avere un’area piccola e unica, in un Comune dove sono tantissimi i proprietari di cani, serve a ben poco, porta solo a un aumento dell’intolleranza e a una deviazione verso altri luoghi, alimentando ulteriori disagi, incomunicabilità e l’ignoranza verso le relazioni uomo-animale”.

Area cani Livigno
Marina Terraneo, dando seguito a stimoli emersi nella discussione online, invita a prendere spunto dai migliori progetti sino ad ora avviati in altri Comuni, dove le aree attrezzate sono addirittura attrezzate all’interno di parchi (e non in microgiardini), permettendo di passeggiare col proprio cane in tutta tranquillità e d’interagire con educatori cinofili o collaboratori. 

Essenziale, infatti, è educare anche i padroni, oltre che i cani, offrendo servizi come quelli di aiuto asilo cani, percorsi di socializzazione, ma organizzando anche manifestazioni cinofile ed hobbistiche, con possibilità di appuntamenti per consulenza, corsi di formazione base, stage e, nel miglior libro dei sogni, disporre addirittura di una pensione per cani o di servizi di pensione a richiesta.

EDUCARE EDUCANDOSI
Ho sempre pensato, e ora che da 6 anni vive con noi ne ho la certezza - conclude Terraneo - che vivere con un cane rappresenti un riavvicinamento ad atteggiamenti sociali di tolleranza, di allegria,  di benessere e armonia, a beneficio delle proprie famiglie e delle relazioni sul territorio. Il rapporto attuale con gli animali domestici si è infatti modificato rispetto al passato, tant’è che oggi il migliore amico” dell'uomo è sempre più coinvolto nelle nostre vite. Spesso è al nostro fianco nelle passeggiate domenicali, nei momenti belli e tristi, ci segue al mare o in montagna, frequenta con noi corsi di educazione o attività ludiche. E’ in corso una vera e propria evoluzione nel rapporto con il cane, che lo ha portato a una costante e progressiva "urbanizzazione". Va considerato a tutti gli effetti un cittadino (si stanno facendo persino petizioni per avere una assistenza medica nazionale gratuita) e, fortunatamente, molte amministrazioni locali stanno venendo incontro alle nuove esigenze. Chi crea nuovi spazi, aree recintate adibite al gioco, o più marcatamente alla socializzazione….è proprio in un contesto urbano che diventa sempre più importante una riflessione sul concetto di condivisione degli spazi, così come di  convivenza e qualità di vita. Pensare a un giardino per cani, oggi, non significa semplicemente alzare quattro steccati o aggiungere strutture tecniche. Significa pensare a un mondo di relazioni viventi”.