Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

mercoledì 21 settembre 2016

CRISTO SI E' FERMATO IN VIA EUROPA

I residenti di via Europa, da un decennio almeno, vivono una situazione quanto mai disagiata relativamente alla mancata manutenzione dei marciapiedi (non sono mancate rovinose cadute con conseguenze abbastanza gravi!), oltre alla pessima illuminazione in loco. Le condizioni sono ormai quelle di una periferia completamente abbandonata a se stessa.

Eppure gli abitanti della zona, al pari della maggioranza dei cittadini di Biassono, pagano le tasse e pure profumatamente, visto che la TASI (tassa sui servizi) viene versata regolarmente.

Per quanto riguarda la manutenzione dei marciapiedi possiamo solo aspettarci, con l’arrivo dell’inverno, un ulteriore deterioramento: ghiaccio ed acqua stanno consumando progressivamente tutto l’asfalto, tant’è che camminare in via Europa avvicina l’esperienza a un fuori pista sterrato.

giovedì 15 settembre 2016

VIVERE A BIASSONO? UN PRIVILEGIO PER LE FAMIGLIE

Benvenuti a Biassono, un bel paese della ricca provincia monzese, dove vivere costa sempre di più. Sopratutto se si hanno figli. Benché la Lega Nord ne abbia fatto la propria roccaforte nel corso degli ultimi 20 anni, venendo riconfermata per altri 5 proprio alle elezioni dello scorso 5 giugno, il suo slogan “siamo vicini al cittadino” inizia a suonare un po’ ridondante. Negli ultimi anni, i biassonesi hanno infatti assistito a un costante aumento delle tasse, quali l’addizionale comunale, l’Irpef e la tassa rifiuti. Aumenti che non hanno però portato ad alcun beneficio per la cittadinanza in termini di servizi destinati all’età scolare. Basti qualche esempio.

mercoledì 14 settembre 2016

UNIONI CIVILI E LA DOPPIA SPONDA DI BIASSONO

Rispetto delle leggi, per la Lega Nord, ma solo quando fa comodo. Le ultime dichiarazioni alla stampa del sindaco Luciano Casiraghi, in merito alla sua indisponibilità a sancire matrimoni tra persone delle stesso sesso, suonano eclatanti perché rimettono in questione il concetto stesso di legge, ancor prima dei suoi contenuti: o le si accetta, e in tal caso ci si comporta coerentemente con esse, o non le si accetta, e in tal caso ci si pone al di fuori della comunità che le ha sancite. Atteggiamento forse troppo rivoluzionario per un popolo – italiano o padano che sia - abituato da secoli ad abbassare la testa, ma campione di trasformismo politico e etico.

martedì 13 settembre 2016

UNA GRANDE FESTA IN MEMORIA DI ROBERTO ALBANESE

A passo di tartaruga, ma nonostante tutto avanti. La dedica del ponte sul Lambro al compianto ecologista Roberto "Nik" Albanese, scomparso prematuramente lo scorso gennaio dopo aver organizzato numerose iniziative anche sul nostro territorio, potrebbe infine realizzarsi il prossimo ottobre. La mozione di Lista per Biassono, con la quale si chiedeva appunto un impegno amministrativo per preservare la grande eredità lasciata da Roberto, è stata al centro di una nuova interrogazione in consiglio comunale, oltre che di un confronto aperto fra il capogruppo di LpB Alberto Caspani col nuovo sindaco Luciano Casiraghi. 

Gli ultimi sviluppi estivi hanno sostanzialmente spostato l'attenzione sul Comune di Sovico, in cui Roberto era residente: se l'amministrazione di Lesmo si è detta aperta a ogni soluzione (essendo originalmente coinvolta nella proposta di dedica del ponte sul Lambro fra il suo territorio e quello di Biassono), Sovico sta ora valutando ulteriori iniziative di valorizzazione, che potranno concretizzarsi nell'apposizione di una targa commemorativa sul ponte presente sul proprio territorio, così come nell'organizzazione di un'iniziativa culturale in stile "Nik". A tal proposito, anche lo scrittore di teatro sovicese Corrado Villa si è detto disposto a realizzare uno spettacolo su testi scritti da Roberto Albanese, collaborando con l'Associazione culturale "Gaetano Oscultati" di Biassono: se non per ottobre, essendo una data molto ravvicinata, sicuramente per il primo anniversario dalla scomparsa di Nik. 

martedì 6 settembre 2016

SETTORE FINANZIARIO SOTTO ESAME

Talmente "passiva", da passare inosservata. Con la determinazione n. 347 del Settore Finanziario, lo scorso luglio è stato varato il "progetto di recupero risorse finanziarie e messa in sicurezza della fiscalità passiva" del Comune di Biassono. Provvedimento che cambia sensibilmente gli equilibri della gestione pubblica, ma rispetto al quale nessuno ha profferito verbo.   

Dipenderà forse dall'aspetto troppo tecnico del tema, o forse dall'atavica diffidenza italiana nei confronti della parola stessa fiscalità. Anzi, ancor più inquietante: fiscalità passiva. Ma che cos'è, di fatto? 

La fiscalità passiva è costituita, sostanzialmente, dalle imposte che gravano sugli enti locali (IVA ed IRAP, in particolare).

L'amministrazione comunale ha così deciso di ricorrere all'intervento di una Società specializzata in materia, al fine di cercare di conseguire risultati migliorativi rispetto alla gestione interna.

L'incarico è stato pertanto affidato alla società Kibernetes, di Silea (TV), chiamata a perseguire due obiettivi principali:

- assicurare una gestione delle imposte che gravano sull'Ente, esente da errori, sulla base della documentazione fiscale, amministrativa, contabile e contrattuale rinvenuta;

- segnalare le operazioni che l'Ente dovrà svolgere, per correggere eventuali errori di impostazione delle imposte trattate, che possono comportare pericolo di successivi accertamenti onerosi da parte dell'Autorità Finanziaria competente.

La società trevigiana prevede vantaggi che, per quanto attiene ad esempio all'IRAP, vengono stimati "nel 66% dei casi, tra il 2,5% ed il 10% della spesa originaria dell'imposta".

Il corrispettivo verrà definito al verificarsi dell'effettivo beneficio fiscale a favore del Comune di Biassono, sulla scorta delle seguenti percentuali:

- da 0 a 100.000 euro = 25% più IVA
- oltre 100.000 euro = 20% più IVA

Che dire?

Un caso, non il primo e non il solo, di sfiducia nei confronti delle risorse e della gestione interna dell'Ente. Gestione, giova ribadirlo, che la Lega Nord sta portando avanti nel nostro Comune ininterrottamente da vent'anni, ma con risultati quanto mai frustranti (basti guardare le ultime cifre delle infrazioni stradali "recuperate" con analogo metodo: noccioline rispetto alle aspettative iniziali). Speriamo che, almeno su questo fronte delle esternalizzazioni di servizio, gli esiti riservino sorprese più positive. Lista per Biassono non mancherà di vigilare e, soprattutto, di chiederne conto in sede di Bilancio.     

sabato 3 settembre 2016

BIASSONO SCOPRE COME FAR REDDITO COL GP


Cambio di rotta sul fronte investimenti GP Monza, per il Comune di Biassono. Dopo anni di insistite sollecitazioni da parte di LpB, l'amministrazione sembra aver colto l'opportunità di mettere a reddito le sue aree pubbliche. 

L'8 di agosto scadevano infatti i termini del bando di gara per la concessione temporanea di aree comunali in occasione di eventi di grande richiamo nel Parco di Monza. Aree che sono, lo ricordiamo a beneficio dei più distratti, quelle esistenti ed adibite a parcheggio, per una superficie complessiva di 10.609 mq, in via Parco, al Centro Sportivo (lato sud e lato est), in vicinale della Sciavattera.
 
Ad esse va poi aggiunta la grande area di 46.110 mq. tradizionalmente adibita ed attrezzata a campeggio/parcheggio, e capace di ospitare fino a 334 camper e 1.336 utenti e fruitori a vario titolo.

Entro la suddetta data risultava pervenuta in Municipio la sola domanda di partecipazione alla gara da parte della "Cooperativa Posteggiatori Riuniti Milanese scrl", che si è pertanto aggiudicata, in qualità di unico e migliore offerente, la concessione temporanea ( 7 giorni prima e 5 giorni dopo l'evento) delle superfici di cui trattasi.

Il Comune di Biassono riceverà un corrispettivo di euro 36.543,00, che verrà versato in due rate entro e non oltre il 3 ottobre prossimo venturo. La Società aggiudicataria è la stessa che, nel 2015, aveva vinto analoga gara offrendo l'importo di euro 35.000,00.

Sono due anni, quindi, che l'Amministrazione comunale riesce a valorizzare e a mettere in qualche modo a reddito l'area del GP Village.

Non è sempre stato così; anzi, chi ha avuto la voglia e la pazienza di seguire le denunce di Lista per Biassono saprà che la stessa grande area è stata, dal Comune di Biassono,  letteralmente regalata, per anni, a Sias.

Per chi avesse voglia di saperne di più, rimandiamo ad uno dei precedenti post (9 luglio 2014 - Concessioni all'Autodromo: chi ci guadagna?), che ricostruiva l'iter cronologico ed illogico di tutta la vicenda.

Rimangono in sospeso alcuni interrogativi.

Nel 2013, in risposta ad emendamento ed interrogazione di Lista per Biassono, veniva comunicato testualmente che "l'area è sottratta dalla disponibilità economica per espressa destinazione di zona disciplinata dal vigente PGT. L'utilizzo come area campeggio è avvenuto, in via eccezionale, solo mediante il ricorso ad ordinanza sindacale che, evidentemente, per sua natura, non poteva prestarsi ad alcuna valutazione o parametrazione monetaria".

Nel 2014, ad analoga rimostranza di Lista per Biassono, si rispondeva mettendo per iscritto che "l'area di 46.110 mq. è censita al catasto terreni del Comune di Biassono come area agricola e che per tale tipologia di bene disponibile non si possono applicare le regole di calcolo per aree definite suolo pubblico".


Morale: arrampicata sugli specchi e supina accondiscendenza agli interessi di Sias nel passato, ravvedimento, ancorché insufficiente, oggi.  

giovedì 1 settembre 2016

VIA PESSINA: NO MAN'S LAND


Procedono gli adempimenti necessari alla tanto discussa messa in sicurezza del tratto di sede stradale di Via Pessina in corrispondenza del muro di sostegno di Via Montagnetta.

Ricordiamo che l'iniziativa rientra nel progetto, tanto caro all'Amministrazione comunale, che dovrebbe essere finanziato dalla società Teaflex nell'ambito di una convenzione urbanistica del 2015 che prevede anche l'ampliamento dello stabilimento di Via delle Vigne. 

Il Settore Gestione del Territorio ha approntato due distinti provvedimenti.

Con il primo (determina n.345 del 25 luglio) si è affidata ad uno Studio geologico di Desio l'indagine volta alla valutazione dell'assetto geologico-geotermico del muro di Via Pessina (costo dell'incarico: euro 2.580,00 oltre 2% per oneri fiscali e 22% per IVA).
Con il secondo (determina n.353 del 25 luglio) si sono affidate ad uno Studio di ingegneria di Sovico le indagini e gli studi conoscitivi volti alla valutazione della messa in sicurezza del muro di contenimento di Via Pessina (costo della prestazione: euro 6.175,00 oltre 4% per oneri fiscali e 22% per IVA).

Incuriosisce, tra gli oggetti di questo secondo incarico, "l'indagine storico-conoscitiva e la ricerca catastale".

Che è un po' come ammettere che, ancor oggi, l'Amministrazione comunale non è nelle condizioni di stabilire chi sia il proprietario di quel manufatto.

Come detto, le spese saranno finanziate dalla società Teaflex così come da previsione della sopra richiamata convenzione urbanistica.

Ma non sarebbe forse opportuno, prima di imbarcarsi in un progetto che vedrà, comunque, impegnate risorse pubbliche, e prima di procedere ad ogni e qualsivoglia tipo di intervento, sapere preliminarmente qual é l'esatta situazione giuridica dei luoghi? E chi è l'effettivo proprietario che dovrebbe farsi carico della messa in sicurezza del muro di cui si sta trattando?


Questo ancor prima e a prescindere da ogni ulteriore valutazione e considerazione in ordine alla bontà o meno del progetto proposto.

domenica 24 luglio 2016

PRO E CONTRO DELLE NUOVE ONEROSITA' COMUNALI

La delibera di Giunta n.81 dello scorso 7 luglio è destinata a passare agli annali non solo, ed esclusivamente, per l'introduzione di un contributo economico in caso di utilizzo di sale comunali in occasione di nozze civili, ma anche, e soprattutto, perché spalanca le porte all'onerosità, pro futuro, di tutta una serie di servizi resi dal pubblico.

Con apposito Regolamento verranno infatti d'ora innanzi individuate prestazioni “non rientranti tra i servizi pubblici essenziali” per le quali l'Amministrazione Comunale richiederà un contributo economico all'utente.

Il ricavato dalle consulenze o dai “servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari” sarà destinato: a) alla totale copertura dei costi sostenuti dal Comune; b) il 50% dei ricavi netti, per incrementare le risorse per la contrattazione decentrata del personale dipendente e dirigente del Comune; c) il restante 50% dei ricavi netti, al miglioramento dei saldi di bilancio.

Al momento il Regolamento appena varato contempla le seguenti tipologie di prestazioni:

1)     servizi di scorta a convogli eccezionali transitanti sul territorio comunale
2)    servizi di vigilanza aggiuntiva in occasione di attività/eventi organizzati da terzi
3)    servizi viabilistici aggiuntivi in occasione di attività/eventi organizzati da terzi
4)  celebrazioni di matrimoni civili presso le sale comunali (200 euro + IVA per i residenti; 400 euro + IVA per i non residenti. Fino ad ora la concessione della sala Civica per i matrimoni civili era gratuita nel caso in cui uno dei nubendi fosse residente a Biassono)
5)    servizi di consulenza

Trattasi di un primo elenco; la possibilità di aggiornare lo stesso viene infatti demandata alla Giunta, “che vi provvederà con proprio atto attenendosi ai principi del presente Regolamento” .

Per ogni singolo servizio viene determinato un contributo calcolato sulla retribuzione oraria lorda del personale impiegato nella prestazione, aumentata di una percentuale variabile tra il 30 ed il 50 per cento, nonché del costo di ammortamento e manutenzione dei beni di proprietà comunale necessari per l'esecuzione della prestazione.
Specifica richiesta va inoltrata, di norma 30 giorni prima dell'iniziativa, al Capo Settore responsabile del Servizio interessato.

Il Comune, a suo insindacabile giudizio, può rifiutare l'erogazione della prestazione; il pagamento del contributo deve essere versato anticipatamente.

A rischio anche le feste o manifestazioni che beneficiano del patrocinio dell'Amministrazione comunale: è infatti prevista la possibilità, per la Giunta, di inserire di volta in volta nel dispositivo della deliberazione del patrocinio, “la deroga, ovvero la considerazione che pur essendoci il patrocinio del Comune di Biassono, il Terzo che organizza dovrà pagare le tariffe per il servizio richiesto”.

Positiva la previsione che “sono escluse le prestazioni a favore di persone fisiche o giuridiche la cui attività e statuto, ove esistente, non si ispiri al rispetto dei valori costituzionali” (articolo 4, comma 5 del Regolamento).
Ciò dovrebbe scongiurare, se intendiamo bene, l'eventualità che l'Amministrazione comunale possa un domani fornire prestazioni a movimenti ed associazioni che si ispirano a principi quali il razzismo, il fascismo, la xenofobia, l'irredentismo o la secessione.
Chiudiamo con una precisazione ed una raccomandazione: la delibera in oggetto tocca materie che concernono la distribuzione di compensi incentivanti ai dipendenti ed agli incaricati di Posizione Organizzativa (anche in deroga, è detto, ai tetti di retribuzione di risultato).

Si rende pertanto indispensabile un confronto tra le parti sociali e l'immediata apertura di un tavolo di trattativa sindacale.

Le Amministrazioni passate ci avevano abituato ad atti unilaterali che poi degeneravano in impugnazioni e contenziosi infiniti. Ad oggi ci risulta che le organizzazioni sindacali dei dipendenti non sono state neppure contattate; non vorremmo si corresse il rischio di ulteriori procedimenti per comportamento antisindacale.

Che non sarebbe la prima volta per una Giunta biassonese a guida Lega Nord.    





venerdì 22 luglio 2016

GLI ARTIFICI DEL BILANCIO COMUNALE


Nuova giunta, vecchi metodi. Con l'ultimo consiglio comunale, svoltosi ieri sera in Villa Verri, la giunta ha provveduto a convalidare con i soli propri voti utili un assestamento di bilancio che non solo non lancia alcun segno di discontinuità con le precedenti politiche (nonostante siano gli stessi esponenti di maggioranza a lamentare difficoltà economiche che presto potrebbero mettere ancor più alle strette l'amministrazione comunale), ma dimostra anche la deliberata volontà politica di non aver voluto accogliere gli emendamenti presentati da Lista per Biassono in fase preventiva, finalizzati ad alleggerire il carico fiscale sui biassonesi, così come i suggerimenti d'iniziare ad avviare forme di gestione partecipata dei servizi pubblici (oggi strumento delle amministrazioni più all'avanguardia, pensato proprio per responsabilizzare il cittadino di fronte al decremento delle risorse finanziare disponibili, onde continuare a garantire servizi di qualità attraverso un concorso diretto alla cosa pubblica). Dall'altra, occorre poi rilevare i tempi sempre stretti con cui la documentazione di bilancio viene sottoposta all'opposizione, oltretutto non accompagnata da "strumenti di lettura" come il Piano economico di gestione, indispensabile per comprendere nel dettaglio le voci in esame.   

Ma vediamoci meglio. L'assestamento di bilancio "ha spostato" 1.157.097,25 euro, così ripartiti:

maggiori entrate: 4.131.385,05
minori entrate: 2.974.287,80
maggiori spese: 1.533.136,24
minori spese: 376.038,99

L'assestamento, a detta del Revisore, consiste "nell'adeguamento di taluni stanziamenti di risorse".

Preso atto che l'IMU incrementa il proprio gettito di 70.782,73 euro (da 1.590.000 a 1.660.782,73) e che la TASI diminuisce di 79.673,57 euro (da 615.000 a 535.326,43), cerchiamo allora di vedere in cosa consistano questi "adeguamenti di taluni stanziamenti di risorse".

La variazione che balza subito all'occhio, tra quelle di spesa, è l'abnorme aumento del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, che passa dai preventivati 240.383 a 1.035.383 euro.
Un incremento di ben 795.000 euro! Più che quadruplicato!

Sono anni che Lista per Biassono pone l'accento sulla massa dei residui attivi di dubbia esigibilità. Il vincolare nell'apposito Fondo altri 795.000 euro non ci fa dormire sonni tranquilli; così come dovrebbe preoccupare ogni cittadino biassonese. In realtà tale incremento pare giustificato dalla necessità di portare a Bilancio 700.000 euro di vecchie sanzioni per violazione del Codice della Strada. Tra le variazioni in entrata, infatti, la voce "Entrate da famiglie derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti", si assesta, in aumento, proprio di 700.000 euro.

Le entrate da sanzioni per violazione del Codice della Strada ammontavano a:

295.200 euro nel 2014
363.850 euro nel 2015
345.000 euro a Bilancio Preventivo 2016, solo nell'Aprile scorso; ed oggi assestati a 1.045.000!

Ci sfugge la logica ed il senso di questi artifici contabili.

È un po' come dire: metto a Bilancio 700.000 euro in entrata, ma siccome sono pressoché certo di non riuscire a riscuotere neppure un euro, a titolo precauzionale, apposto analoga cifra nelle passività.

Per il resto, prendiamo atto dell'aumento degli Oneri di Urbanizzazione per 340.607 euro, in conseguenza di contenzioso per abuso edilizio accertato. Importo equivalente in apposito fondo (sempre a titolo di precauzione ) nelle spese in conto capitale.

Così come di altre minori variazioni: Servizio Cimiteriale:  - 10.000 euro (da 41.000 a 31.000 euro); Aree protette, Parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione:  - 20.000 (da 176.000 a 156.000 euro); Gestione Beni Demaniali: - 36.000 (da 36.500 a 500 euro); Entrate vendita ed erogazione di servizi: + 49.370 (da 87.800 a 137.170 euro); Gestione Entrate Tributarie, spese correnti: - 10.000 (da 25.000 a 15.000 euro); trasferimenti da Istituzioni Sociali Private (?): + 10.500 (da 0 a 10.500 euro).

In sede di Bilancio Preventivo, Lista per Biassono aveva depositato un unico emendamento che prevedeva, con impegno di 120.000 euro, l' innalzamento della soglia di esenzione per l'addizionale comunale Irpef dagli attuali 7.500 a 15.000 euro; oggi, a distanza di pochi mesi e viste le partite economiche, ci pare di poter rilevare che, se ci fosse stata la volontà politica di sostenere tale emendamento, le risorse e gli stanziamenti si sarebbero potuti tranquillamente individuare.

Stante queste condizioni, il voto all'assestamento di bilancio non ha potuto che essere di contrarietà.

lunedì 18 luglio 2016

QUANTO PUO' VOLARE ALTO LO SGURBATEL?

Quanto può volare alto lo Sgurbatel? Il rilancio del vino “made in Biassono”, celebrato in pompa magna sabato scorso, 16 luglio, durante la degustazione organizzata dall’amministrazione comunale nel vitigno di via Madonna delle Nevi, è un progetto che mostra sicuramente un grande potenziale. Culturale, in primis, ma anche e soprattutto commerciale e turistico. Il rischio, tuttavia, è che resti più una testimonianza folkloristica, che una piattaforma di rilancio per la produzione agricola biassonese. 

Il sindaco Luciano Casiraghi, giunto ad alzare il calice del secondo raccolto, ha usato toni molto prudenti: “La coltivazione della vite coinvolge oggi una superficie di circa 1000 mq, su cui insistono 500 piante - ha ricordato - ragion per cui la produzione massima è stata di  una cinquantina di bottiglie. Grazie alla collaborazione professionale dell’azienda agricola di Maurizio Palombi, la qualità del vino è cresciuta, avendo ottenuto ora un pinot rosso molto più intenso della prima raccolta, ma con queste cifre non potremo far altro che utilizzare la nostra produzione per omaggi istituzionali”. 


E sarebbe un vero peccato, tenuto conto che il progetto - capace di coinvolgere gli alunni dell’Istituto comprensivo biassonese, portandoli al successo nel concorso scolastico indetto da Regione Lombardia per Expo2015 - ha già ottenuto risonanza extracomunale. 

Qualora la produzione fosse aumentata, le attuali regolamentazioni prevedono però che ci si costituisca in azienda vitivinicola, dovendo far fronte ai mille cavilli commerciali che stabiliscono quali possano essere, o meno, le zone effettivamente riconosciute a vite, oltre a dover fronteggiare le severissime limitazioni europee. Insomma, una strada nettamente in salita, nel caso in cui si rinunciasse a una dimensione oggi inquadrata nei limiti legali del “vigneto famigliare”. O, forse, un’opportunità per sperimentare un nuovo modello di commercializzazione. 


Il vino di Biassono, infatti, non è un vino come tanti altri. E’ un vino che può vantare secoli di tradizione alle spalle, oltre ad un’attestazione ufficiale che risale niente meno che ai tempi del nostro illustre vescovo Ansperto da Biassono: nel suo testamento dell’879 d.C., viene menzionato addirittura un nome ufficiale “petia una de vite in eodem fundo de Blassono locus ubi nominatur Cenacello…” (“un appezzamento con viti nello stesso fondo di Biassono nel luogo che si chiama Cenacello”). 

La vigna di Cenacello, dunque, sarebbe ad oggi il nome più antico conosciuto per una vigna biassonese. Stando a quanto ne deducono i ricercatori del Gral, l’etimologia potrebbe derivare da “cena” o “cenaculum”: un vino cioè adatto per la cena del padrone o per i riti del culto cristiano. Simili testimonianze non andrebbero affatto sottovalutate, tenuto conto che sono assai poche le ricerche sul campo in grado di attestare l’antichità di una produzione locale con tanta precisione: il primo passo per il futuro, dunque, dovrebbe consistere nell’esplicitare tali nobili radici sull’etichetta del vino (disegnata con grande abilità dalle scuole biassonesi, ora menzionate sulle bottiglie insieme al Comune e al Museo Civico), oltre a spiegare perché la produzione di Biassono sia tanto speciale nel contesto vitivinicolo italiano ed europeo. 


E qui, di nuovo, Biassono può mettere sul campo un altro contributo, tanto raro quanto prezioso. Non è un mistero che il nostro concittadino Conte Carlo Verri (1743-1823), appassionato di tecniche agricole, compisse rivoluzionarie sperimentazioni nel territorio di Biassono, al punto da dare alle stampe un vero e proprio best-seller dell’epoca: “Saggio di agricoltura pratica sulla coltivazione delle viti” (1803), foriero di ben cinque riedizioni unitamente a un altro saggio dedicato alla coltivazione del gelso (altra coltura su cui molto ci sarebbe oggi da lavorare). Non fu il suo solo testo a tema a raggiungere ampia popolarità addirittura fuori dall’Italia, ma certamente è al suo interno che sono menzionate specifiche procedure e accortezze che spinsero il Conte a considerare l’uva Colciasca (detta anche Bottascera, Marcellana o Margellana), nonché quella Balsamina, ideali per ricavare “un vino eccellente, non inferiore ai vini toscani”. Lo stesso Carlo, che indica nel fondo di 100 pertiche e 500 piante lo “standard” biassonese, arrivò a produrre anche un’imitazione degli “zampillanti e fumosi vini della Sciampagna”. 



Tenuto conto della vicinanza della scuola di agraria del Parco di Monza, esistono dunque tutte le condizioni per “brevettare” una formula di produzione tipicamente biassonese che, indipendentemente dai quantitativi e dalla qualità, immetterebbe sul mercato bottiglie con un valore economico da collezione. Soprattutto se fossero numerate ed eventualmente tutelate da un marchio di qualità locale. Occorrerebbe naturalmente far conoscere l’importanza e l’esclusività di tale produzione, organizzando sul territorio un percorso guidato al vitigno sperimentale di via Madonna delle Nevi: muovendo dai locali del museo civico “Carlo Verri” e valorizzando i tracciati verdi presenti nei terreni in zona Parco Lambro, di fatto esiste già una piacevole escursione ciclo-pedonale, ma andrebbe corredata da segnaletica su cui riportare i testi prodotti dal Gral (inclusi quelli presenti nel nuovo Atlante Toponomastico, grazie al quale Lista per Biassono ha già sperimentato lo scorso maggio un itinerario di successo). 

Non va infatti sottovalutata la posizione dell’attuale vitigno, comodamente raggiungibile dal Centro storico attraversando i sentieri che si dipartono da Via delle Vigne, così come dalla stazione dei treni (dove il vitigno sperimentale andrebbe segnalato in un apposito info-point) o dalla ciclovia del Lambro, oltre che prossima alla sezione distaccata del museo agricolo delle Cascine. Va da sé, infine, che sulla cultura del vino si potrebbero poi organizzare seminari, corsi, saggi eno-gastronomici, nonché iniziative di adozione di vigneti per produzioni su larga scala: tutte attività idonee per sviluppare una vera e propria carriera lavorativa destinata ai ragazzi del nostro territorio. 

Basti pensare ad alcune esperienze di successo recentemente lanciate da giovani imprenditori votatisi alla riscoperta della cultura agricola brianzola, come il progetto “Zafferanza”, curato dal sodalizio Mastri Speziali e affiancato all’inaugurazione di sabato scorso, insieme a prodotti agricoli a km zero. Dall’altra, però, oggi ci si scontra con una mentalità che appare ancora troppo chiusa su se stessa, come dimostra la paradossale installazione della nuova segnaletica della Corona del Parco al di sotto della torre di Biassono: un tabellone che vorrebbe sì segnalare le eccellenze commerciali del territorio, senza però indicare quali siano i motivi per ritenerle tali e, soprattutto, senza prevedere neppure una traduzione inglese dei testi (oggi fra l’altro spendibile attraverso l’uso di pratici QR code). Insomma, molto c’è da lavorare, come da tempo Lista per Biassono si sta sforzando di far comprendere e come timidamente pare ora recepire la giunta leghista; notevoli potrebbero essere poi le prospettive di crescita, ma occorre innanzitutto un diverso approccio. Un’azione di concerto che investa e “formi” ampi strati della cittadinanza, tuttora inconsapevole delle risorse esistenti sul proprio territorio.