Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

lunedì 18 marzo 2019

Memoria e ignoranza della storia a Biassono


I pregiudizi della giunta leghista sono più forti del dolore per i deportati biassonesi nei campi di sterminio nazi-fascisti. Nell'ultimo consiglio comunale svoltosi in Villa Verri, in calendario giovedì 14 marzo, abbiamo addotto ogni umana ragione a sostegno della mozione con cui Lista per Biassono, insieme a Biassono Civica, intendeva dar voce all'appello dell'ANPI locale per ricordare una delle pagine più tristi e drammatiche della nostra storia. Non c'è stato nulla da fare. Siamo stati testimoni di una cecità ideologica tanto bieca, che non solo offende la memoria della nostra comunità e di tutti i deportati nei lager, ma mostra anche pericolosissimi segni di relativismo storico. Una superficialità, nell'analisi degli eventi accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, che si accompagna alla scomparsa di ogni forma di distinzione fra bene e male, fra giusto e ingiusto. Prima di poter giudicare, occorre infatti conoscere sempre le cause e il contesto che determinano gli accadimenti storici. Di fronte ai dati, ai nomi, alle storie e alle ricostruzioni messi a disposizione dall'Anpi Biassono, abbiamo ascoltato solo parole vacue. Mai un'argomentazione. Mai un ragionamento motivato. La banalità del male affonda le proprie radici proprio in questi atteggiamenti di supina accettazione dell'Opinione. Scusandoci con i biassonesi per la pessima immagine offerta dall'esito della votazione in consiglio comunale, che ha rigettato la possibilità di ricordare le vittime biassonesi del nazi-fascismo, auspichiamo che lo studio della storia torni a costruire le fondamenta di una società civile consapevole del proprio cammino. Condividiamo con piena partecipazione il comunicato stampa diffuso in questi giorni dall'Anpi Biassono e riportato qui di seguito. 

Lista per Biassono
  

"Volevamo ricordare le vittime biassonesi delle persecuzioni fasciste e naziste ponendo nel selciato davanti all'ultima abitazione da loro scelta liberamente, una pietra d’inciampo. Avremmo voluto ricordarle per ridare visibilità alle loro storie di vita. In ogni comunità, Biassono compresa, ci sono infatti storie, persone, che hanno vissuto la deportazione ed i campi di sterminio; storie e persone spesso dimenticate, o ricordate da pochi.
Il senso di una pietra d'inciampo è proprio quello di "ostacolare il passo", suscitare attenzione e curiosità, farsi una domanda sulla storia che porta incisa.
Le pietre d'inciampo sono un monumento diffuso nelle strade delle città, da inciamparci per fermarsi a pensare.
Ma proprio questo, evidentemente, risulta insopportabile per chi sta amministrando il nostro Comune.
A Biassono vivono parenti di persone che hanno sofferto e sono morte nei campi di sterminio o che sono tornati ed hanno avuto la vita segnata in maniera indelebile da quella terribile esperienza. A loro, a quelli che hanno atteso invano il ritorno dei loro cari, dobbiamo tutti chiedere scusa. Il revisionismo storico praticato dalla nostra Amministrazione vuole mettere sullo stesso piano chi si ribellò alla tirannide nella ricerca della libertà e chi, al contrario, a quei resistenti diede la caccia e la morte e quella tirannide voleva salvaguardare e perpetuare.
Certo i morti, tutti i morti, vanno compianti. Certo per chiunque perse la vita in quell'oscura tragedia che è stata la Seconda Guerra Mondiale va portato un sentimento di umana pietà.
Non si può tuttavia sottacere che in quel conflitto c'erano due parti ben distinte e contrapposte: c'era chi stava con la dittatura e chi, invece, la combatteva; c'era chi, caricato su vagoni piombati, veniva deportato nei campi di sterminio e c'era chi, invece, a quei vagoni piombati faceva da sentinella. A Mauthausen, tra gli altri, c'è un monumento dedicato "agli italiani che per la dignità
degli uomini qui soffersero e perirono”. La stessa dignità che, lo scorso giovedì, l'amministrazione comunale biassonese ha calpestato ed umiliato".





mercoledì 27 febbraio 2019

"COLPI" DI SCENA SUL PGT DI BIASSONO


Piano di Governo del Territorio, ognuno per la propria strada. Con tanto di bandiere gialle e annunci via stampa, Legambiente è tornata in campo per difendere il territorio di Biassono da una “nuova colata di cemento”. La minaccia incombente, però, è sempre la stessa: interventi edificatori a destinazione industriale-commerciale su 180mila mq al confine con Lissone (su 320mila totali), rientranti nell’ambito di trasformazione n.1 del PGT di Biassono e previsti dall’operatore BWP. Blasionum West Promotion, questo il nome per esteso dell’operatore, è una committenza mista pubblico-privata, guidata dallo Studio Archetipo Srl di Biassono: lo stesso contro la cui sede di piazza Italia sono stati sparati sette colpi di pistola fra venerdì 22 e sabato 23 febbraio. Un episodio analogo per tempistiche e modalità a quanto già capitato allo stesso studio nel 2016: coincidenza o meno, saranno le indagini dei Carabinieri a far chiarezza. La recente storia della Brianza e dei suoi Piani di Governo del Territorio, in primis quello di Desio, ci hanno abituato a qualsiasi “colpo” di scena: dalle infiltrazioni della ’ndrangheta all’arresto per corruzione di politici di spicco, fra cui la squadra dell’ex assessore regionale PDL Massimo Ponzoni, braccio destro dell’ex presidente lombardo condannato al carcere Roberto Formigoni. Insomma, in Brianza la terra scotta. 

Lista per Biassono, che per prima e da sola sollevò la questione del consumo di territorio nel lontano 2012, avviando il primo ricorso contro il PGT di Biassono, ha messo in campo risorse di ogni tipo per bloccare le operazioni della giunta leghista: opposizione in consiglio comunale, banchetti di sensibilizzazione in paese, alleanze territoriali con movimenti ecologici, finanziamento di un primo e di un secondo ricorso al Tar. La Lega Nord ha però approvato in consiglio comunale nuovi atti volti a favorire la realizzazione degli interventi previsti da BWP e contro la cui liceità Legambiente ha deciso di opporsi una volta ancora. Se Lista per Biassono accoglie con favore questa nuova iniziativa, nella consapevolezza che tocchi ora a tutti i cittadini farsi carico dell’impegno economico del nuovo ricorso, ritiene tuttavia esista un mezzo più semplice per dirimere democraticamente la questione: un mezzo che la giunta leghista ha visto bene di insabbiare, benché in grado di chiarire una volta per tutte che cosa vogliano davvero i cittadini di Biassono. 

Quando la nostra lista ha lanciato nel maggio 2017 la proposta di indire in paese un referendum consultivo sull’ambito di trasformazione n.1 del PGT, chiedendo ai biassonesi di esprimersi a favore o contro, la maggioranza si è aggrappata a ogni cavillo pur di differire l’iniziativa. Benché lo Statuto comunale preveda dal 2004 la possibilità di ricorrere a questo strumento democratico per risolvere questioni di notevole impatto per il territorio e la vita cittadina, i regolamenti per permettere la consultazione non sono mai stati approvati. E questo, nonostante lo Statuto stesso obligasse a dotarsi dei regolamenti entro un anno dalla sua approvazione. Sono trascorsi 15 anni e in Villa Verri è stata istituita pure una Commissione regolamenti, ma il testo da noi preparato per organizzare il referendum consultivo non è mai stato preso in considerazione. 

Le insistenze di Lista per Biassono si sono ripetutamente scontrate con un muro di gomma, come se la giunta leghista potesse davvero sottrarsi a quelle procedure votate dai suoi stessi consiglieri. Per la maggioranza l’ambito di trasformazione n.1 è un intervento voluto in primis dai biassonesi, semplicemente perché questi hanno confermato la Lega Nord nell’ultimo mandato elettorale. Eppure chi ha votato Lista per Biassono o Biassono Civica nel 2016, si è espresso apertamente contro questo intervento: sulla carta, più della metà dei biassonesi. 

Se la Lega Nord è tanto sicura del proprio operato e intende azzittire ogni contestazione, non deve allora far altro che cogliere l’opportunità del referendum consultivo. Su questo punto, che restituisce ai cittadini il proprio potere decisionale, non intendiamo transigere e, oggi come ieri, lo riteniamo indispensabile per mettere fine a una disputa ormai in corso da oltre 7 anni. Un periodo in cui sono occorse numerose trasformazioni, la crisi economica ha mietuto posti di lavoro e investimenti, sono state avviate politiche europee di difesa del territorio, ma al tempo stesso sono nate nuove, sorprendenti opportunità per generare ricchezza attraverso l’uso dei terreni non edificati. Chi volesse scoprirlo, può approfittare anche di una bella iniziativa organizzata per il prossimo 10 marzo dall’Associazione Culturale Gaetano Osculati: un gemellaggio culturale con Como, sulle orme degli inventori Teresa Ciceri e Alessandro Volta, per il rilancio della filiera italiana della seta.   

sabato 16 febbraio 2019

No alla secessione dei ricchi

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Mentre tutti sono impegnati ancora a disquisire su chi avrebbe meritato di vincere Sanremo, in silenzio e quasi alla chetichella stiamo perdendo l’unità d’Italia.
Perché quelli che gridano “prima gli italiani”, in realtà gli italiani li stanno dividendo.
Sventolano il tricolore, ma in realtà lo stanno riducendo a brandelli.
Non teorizzano più la secessione, ma in realtà la stanno attuando.
Denunciano i “poteri forti”, ma in realtà dividono il Paese tra chi ce la fa e chi no, su base regionale.
Faranno venir meno il carattere unitario e nazionale in materie come sanità ed istruzione. E nessuno dice nulla; né gli alleati, né gli oppositori.

Nel nostro piccolo, è emblematico, al riguardo, quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale di Biassono dove una “Mozione al parlamento italiano” per accelerare l’iter di approvazione della legge sull’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ha avuto il suggello trasversale da parte del Vicesindaco e del Presidente del Consiglio comunale, entrambi leghisti, e inopinatamente del Capogruppo di Biassono Civica.
Mozione approvata compattamente dalla maggioranza leghista; dei quattro consiglieri di Biassono Civica, tre hanno a loro volta espresso parere favorevole ed una si è astenuta; unico voto contrario, quello espresso da Lista per Biassono.

Di seguito l’intervento e le motivazioni addotte dal nostro Capogruppo Alberto Caspani:
“La vicenda del cosiddetto regionalismo differenziato, già nata male con Referendum costosissimi ed inutili e con tablet per il voto elettronico, da destinare agli istituti scolastici, inutilizzabili, rischia di volgere in peggio.
Da una parte la Lega Nord ne fa uno dei propri cavalli di battaglia insistendo e premendo per una subitanea conclusione dell’iter.
Dall’altra il contraente a 5stelle del “Contratto di Governo” che tira il freno a mano.
Alo stato, ancora non è stata fissata la benché minima discussione e/o approfondimento parlamentare e, nel frattempo, sono diventate sei, tra cui la Campania, le Regioni che hanno chiesto autonomia e risorse ex art. 116 della Costituzione. Ma non risulta siano mai state rese partecipi delle intenzioni governative, né hanno preso parte all’Accordo preliminare.

Il regionalismo differenziato, ancorché applicato solo in alcune Regioni, investe comunque l’intero Paese e presuppone un impianto coerente ed organico senza il quale si ridurrebbe al solo ed esclusivo trattenimento di maggiori risorse da parte delle Regioni richiedenti.

Impianto coerente ed organico che a tutt’oggi manca completamente.

Addirittura, a 17 anni dalla Riforma Costituzionale del 2001, non esiste ancora una Legge di applicazione dell’art. 116 della Costituzione.
L’autonomia è una questione non facile e, soprattutto, delicata; forse anziché auspicare accelerazioni e tempi di approvazione ultra veloci, bisognerebbe cominciare a dare risposte al riguardo.

La trasformazione delle competenze legislative concorrenti in competenze sostanzialmente esclusive per alcune Regioni, senza interventi perequativi a favore dei territori più deboli, rischia di rendere tecnicamente impossibile un sistema nazionale, volto all’eguaglianza, per diritti fondamentali quali la salute e l’istruzione.
Nelle scorse settimane il Veneto ha definito, in tema di risorse, una richiesta al limite della costituzionalità: risorse calcolate tenendo conto non solo dei bisogni specifici della popolazione e dei territori (quanti bambini da istruire, quanti disabili da assistere, quante frane da mettere in sicurezza….), ma anche del gettito fiscale, e cioè della ricchezza dei cittadini.

In pratica i diritti (quanta e quale istruzione, quanta e quale protezione civile, quanta e quale tutela della salute….) diverranno beni di cui le Regioni potranno disporre  a seconda del reddito dei loro residenti.
Ne consegue che, per averne molti e di qualità, non sarà sufficiente essere cittadini italiani, ma occorrerà essere cittadini italiani che risiedono in una Regione ricca.

Ci pare che:

1) almeno fino a quando non saranno definiti “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale” (art. 117 lettera m della Costituzione), non si possa attivare alcun trasferimento di poteri e di risorse ad alcuna Regione;

2) il trasferimento di risorse sulle materie assegnate alle Regioni debba essere ancorato esclusivamente ad oggettivi fabbisogni dei territori, escludendo ogni riferimento ad indicatori di ricchezza;

3) debba essere garantito il diritto di tutti i cittadini ad essere informati dettagliatamente e costantemente in materia.

Sulla “volontà riformatrice del governo del cambiamento” guidato dal presidente Giuseppe Conte, infine, preferiamo stendere un velo pietoso”.

sabato 9 febbraio 2019

Via Pessina: no al senso unico


Gli abitanti di via Pessina e via Cascina Carolina sono di nuovo in stato di mobilitazione. Dopo la delibera del 20 novembre scorso, con la quale è stato approvato il nuovo regolamento di circolazione nella loro area di residenza (vedi a fondo pagina), in settimana l’amministrazione comunale è passata dalle parole ai fatti. Sono stati installati i primi pali dei cartelli per comunicare l’istituzione di un senso unico, mandando su tutte le furie gli abitanti locali e spingendoli a domandare un incontro d’urgenza martedì 12 febbraio (ore 16). Da anni, infatti, chiedono provvedimenti che limitino il passaggio delle auto nella loro zona, particolarmente delicata e pericolosa, ma la risposta che si aspettavano non è certo questa. 

L’istituzione di un senso unico per chi arriva da via Porta Mugnaia complica ulteriormente la vita di chi vive in via Pessina e Cascina Carolina: per uscire di casa, le manovre al volante non solo diventano tortuose e rischiose per alcuni residenti, ma costringono anche a imboccare lunghi percorsi alternativi per raggiungere un centro storico ad appena pochi metri dalla soglia di casa. O andando in direzione dello stabilimento Rovagnati, quindi via ex Provinciale, o dirigendosi verso via Parco. Il progetto di revisione della giunta leghista, sin dalle prime battute, ha incontrato critiche non circoscritte solo al cambio del senso di circolazione. 

La possibilità di allargamento della carreggiata e la creazione di un marciapiede per la messa in sicurezza dei pedoni appaiono a loro volta di difficile realizzazione: le mura che accompagnano la strada sono solo parzialmente di proprietà comunale e, soprattutto, la conformazione morfologica del territorio ostacola interventi impattanti, se non a costo di dolorose privazioni. Agli inizi del progetto, gli abitanti locali erano già intervenuti contro la scelta amministrativa di far retrocedere addirittura la cinta della scuola materna “Clotilde Segramora”, portando al taglio degli alberi secolari presenti nel giardino di gioco degli alunni. Per bloccare il provvedimento, quattro anni fa erano stati coinvolti anche gli eredi dei Conti Verri, dal momento che una clausola di cessione dei terreni della scuola, donati per beneficenza dalla contessa Carolina alla fine dell’Ottocento, prevede la perdita dei diritti di usufrutto, nel caso sopraggiungano alterazioni dei limiti della proprietà. Ora i residenti si presenteranno dal sindaco martedì 12 febbraio, forti di una nuova petizione di firme raccolta in questi giorni e con un’idea di riprogettazione molto più semplice: installare un semaforo su via Pessina che regoli il passaggio a doppio senso. Una soluzione rapida, oltre che più economica rispetto a quella prospettata dalla giunta (il progetto su cui si sta lavorando prevede uno stanziamento di 300mila euro e lo sbancamento della mura laterale di via Pessina). Per l’assessore all’Urbanistica Alessio Anghileri, contattato in settimana dal portavoce dei residenti Federico Bianchi, il senso unico non è un provvedimento definitivo, ma un “esperimento” che consenta alla giunta di raccogliere dati significativi. Scelta, però, che potrebbe non sopravvivere all’incontro di martedì prossimo. 




mercoledì 16 gennaio 2019

BIASSONO, RITORNO ALLA TERRA


A Biassono i semi piantati in consiglio comunale hanno tempi giurassici per dare frutti. Era un caldo agosto del 2014 quando, dopo ripetute richiese di cittadini e altrettanti solleciti inviti rivolti all’amministrazione, Lista per Biassono sottopose una mozione in Villa Verri per avviare un progetto di orti urbani in paese. L’esito, come prevedibile, non fu felice. Idea troppo impegnativa. Troppo costosa. Poco accattivante. Inutile dal punto di vista sociale ed economico…insomma, le solite giustificazioni sciorinate verso ogni nostra proposta. La giunta Malegori affossò il progetto con un voto bulgaro. 

Qualcosa, però, dev’essere cambiato nella Lega Nord. Venerdì 11 gennaio è stata infatti pubblicata sul sito del Comune una notizia che lascia quanto meno sperare: è stata avviata un'indagine preliminare che “ha lo scopo di stabilire indicativamente il numero di soggetti potenzialmente interessati all'iniziativa del Comune “Orti Urbani”. E' sufficiente compilare il modulo qui allegato e depositarlo nel contenitore presso l'atrio di ingresso del Municipio, negli orari di apertura, o inoltrarlo tramite posta elettronica a urc@biassono.org La partecipazione all'indagine è libera e non vincola né il Comune né il cittadino. In base alla risposta ricevuta l'Amministrazione comunale si riserva la facoltà di adottare un regolamento e indire un bando per le assegnazioni”. 

Abituati ad essere disillusi, i cittadini di Biassono potrebbero non cogliere questa nuova opportunità. Una risposta decisa potrebbe invece rappresentare un’importante svolta. La terra è da sempre un bene che fortifica i rapporti sociali, educa al rispetto ambientale, sollecita l’impegno civico, oltre ad avere indubbi effetti terapeutici. E' anche la risorsa più importante a partire dalla quale ripensare  l’organizzazione dell'odierno modello economico, come dimostrano lodevoli iniziative lanciate nel resto d’Italia, a partire dal bando “Terre Colte”. Torniamo alla terra, dunque. Torniamo a casa. Lo dobbiamo anche alle nostre donne, cui per secoli è stato rinfacciato l'ingeneroso detto "A Biasòn, bela la tera, ma brut i don".

sabato 12 gennaio 2019

ESAZIONE TRIBUTI LOCALI: la carica dei privati


Nel nostro post del 17 maggio 2017 (Evasione tributaria: l'Amministrazione corre ai ripari) eravamo stati, purtroppo, facili profeti nel paventare il timore di "essere alla vigilia dell'ennesimo caos nella già sofferente riscossione delle entrate locali".
A Biassono, evidentemente, per la Lega Nord non esistono le mezze misure; si passa da un estremo all'altro.
Dapprima, e per anni, un'Amministrazione costretta ad ammettere la propria incapacità a riscuotere il dovuto ed a vincolare una parte sempre più consistente dell'avanzo di Bilancio a titolo di misura compensativa della "difficile esigibilità di alcune entrate".
Poi, un'Amministrazione che, solo dal 2017 e solo dopo le censure e la diffida della Corte dei Conti in ordine all'estrema lentezza del sistema di riscossione dei tributi comunali, si decide a dare, citiamo testualmente dalla Relazione della Giunta che ha accompagnato il Bilancio Pluriennale 2018-2020, "... avvio ad una più completa attività di controllo volta al recupero dell'evasione che interesserà le tasse locali con particolare riferimento a Imu, Tasi e Tari".
Nella certezza, si poteva leggere più sotto, che "l'attività di accertamento tributario porterà al recupero di una notevole somma derivante dall'evasione".
Via libera, quindi, all'aggiudicazione dell'appalto per il "servizio di realizzazione di un modello organizzativo dati per la fiscalità partecipata e l'ottimizzazione dell'Ufficio Tributi".
Via libera ai privati, agli imprenditori della riscossione a caccia degli appalti dei Comuni che hanno deciso di abbandonare Equitalia (che peraltro a Biassono gestiva solo ed esclusivamente la riscossione delle contravvenzioni per violazione del Codice della Strada).
Quello di sparare su Equitalia è stata una disciplina molto diffusa; molto praticata anche dalla Lega Nord. Una disciplina di facile presa sulla collettività e che ha reso molto in termini di visibilità e consenso.
Senonché passare dal "mostro pubblico" Equitalia alla "riscossione dal volto umano" del Privato, non sempre significa automaticamente pagare meno e/o pagare il giusto.
E la vicenda di questi giorni dei 318 avvisi di accertamento Imu e dei 258 avvisi di accertamento Tares relativi alle annualità 2012-2013 lo sta proprio a dimostrare.
Aggio del 10-12% sulle somme effettivamente riscosse; fisso a pratica di 8-10 euro per ogni anagrafica gestita; spese postali a carico dell'Ente; spese di procedura esecutiva, anche di natura cautelare, addebitate al contribuente, sono, di norma, il tariffario pesante delle società che si incaricano di incassare le imposte locali.
Talvolta capita pure che l'aggio riconosciuto arrivi anche a superare il 30%!!
L'ultima variazione di Bilancio votata a dicembre dal Consiglio Comunale prevedeva, tra l'altro, un incremento in entrata di 135.000 euro per "Accertamenti tributari" (da 510.000 a 645.000 euro). Per converso, la voce spese prevedeva un aumento di 68.843,86 euro per "Aggio su accertamento tributi anno 2018" (da 0 a 68.843,86 euro). Inutili e senza risposta le richieste di chiarimento in ordine all'abnorme entità dell'aggio riconosciuto, formulate da Lista per Biassono all'Assessore competente.
Lista per Biassono continua a ritenere l'incapacità di riscuotere quanto di spettanza del Comune come uno degli indicatori per giudicare, negativamente, l'operato di una Giunta.
Lista per Biassono ritiene inoltre che il Comune debba essere in grado di riscuotere autonomamente, senza regalare ai privati lucrose commissioni sotto forma di aggi.
Il Comune che vorremmo dovrà saper garantire il rispetto delle regole nel pagamento di tributi e sanzioni, sapendo distinguere tra situazioni di "morosità incolpevole" o meno. Le prime da seguire attraverso i Servizi Sociali o sperimentando anche forme innovative quali il baratto amministrativo; le altre, da perseguire.
Altre forme di riscossione"creativa" non sono date.
Sacrosante, quindi, le richieste di spiegazione e chiarimento formulate dai contribuenti biassonesi, alle quali i nostri Amministratori debbono una immediata e circostanziata risposta.

mercoledì 9 gennaio 2019

BIASSONO NON E' UN COMUNE RIFIUTI FREE


Smaltire rifiuti non è sempre segno di buone pratiche ecologiche. Il caso di Biassono lo dimostra. Quello dei Comuni Ricicloni è ormai un appuntamento consolidato cui aderisce un numero sempre maggiore di Comuni, i quali vedono nell'iniziativa di Legambiente un importante momento di verifica degli sforzi compiuti per consolidare la raccolta differenziata e, più in generale, un sistema integrato di gestione dei propri rifiuti.
A partire dall'edizione 2016 l'accento è stato posto sui Comuni Rifiuti Free, ovvero quegli enti locali a bassa produzione di rifiuto indifferenziato destinato a smaltimento.
Per essere considerati Comuni Rifiuti Free occorre quindi raggiungere o superare il 65% di raccolta differenziata, ma anche, e soprattutto, conferire non più di 75kg/abitante/anno di rifiuto secco non riciclabile.
Ed è proprio a partire dal 2016 che il Comune di Biassono è sparito dai radar ed ha smesso di occupare i piani alti delle classifiche.
Nel 2018 in Lombardia sono stati 299 i Comuni Rifiuti Free ( erano stati 258 nel 2017)
Di questi, 16 sono quelli della provincia di Monza e Brianza:
Lesmo (8.550 ab.) 32,4 kg/ab./anno
Usmate Velate (10.293 ab.) 34,2
Caponago (5.213 ab.) 35,1
Sulbiate (4.283 ab.) 41,2
Camparada (2.055 ab.) 42,3
Mezzago (4.493 ab.) 42,7
Bernareggio (11.074 ab.) 42,7
Cavenago (7.350 ab.) 43,1
Ronco Briantino (3.502 ab.) 43,4
Bellusco (7.403 ab.) 47,4
Ornago (5.075 ab.) 50,2
Agrate Brianza (15.540 ab.) 58,7
Correzzana (3.025 ab.) 59,4
Seveso (23.456 ab.) 63,1
Roncello (4.701 ab.) 73,7
Carnate (7.327 ab.) 74,9
L'Amministrazione biassonese si è sempre vantata di essere ai primi posti tra i Comuni brianzoli in tema di raccolta differenziata, anche se i suoi cittadini, rispetto all'impegno profuso, non ne hanno mai ricavato reale beneficio in termini di riduzione delle tariffe.
Abbiamo a più riprese evidenziato l'inopportunità di fare redigere il Piano Finanziario annuale, nel quale vengono fissate tariffe ed obiettivi di gestione, a Gelsia Ambiente Srl, gestore stesso del servizio di raccolta rifiuti.
Piano Finanziario le cui previsioni, anno dopo anno, hanno sempre puntato al "mantenimento del valore di produzione dei rifiuti non riciclabili in linea con l'anno precedente" e non hanno mai contemplato l'avvio concreto di iniziative atte alla riduzione del rifiuto prodotto ed alla promozione di comportamenti corretti al fine di migliorare anche la qualità della raccolta differenziata.
Sulla scorta dei dati disponibili di Arpa Lombardia i rifiuti non differenziati/abitante/anno, a Biassono, sono passati dagli 85,6 kg del 2015, ai 90,3 kg del 2016, ai 95 kg del 2017.
Ben al di sopra, come si vede, della soglia virtuosa dei 75 kg/abitante/anno.
Stante l'inerzia dell'Amministrazione, temiamo che neppure la tanto auspicata introduzione della tariffazione  puntuale, con l'adozione di un sistema basato sulla quantità di rifiuto effettivamente prodotto, possa servire ad invertire la rotta.  

sabato 15 dicembre 2018

Una poesia per Biassono

Non è ancora Natale, ma a Biassono abbiamo già ricevuto uno splendido dono. Un dono per tutti noi. Alessandro Sebastiano Porto, fresco vincitore dell'X Factor letterario organizzato dall'associazione Hemingway & Co in collaborazione con lo Sporting Club di Monza, ha scritto una poesia destinata a restare nella storia del nostro paese. Siamo onorati abbia scelto di affidarla alle pagine di Biassono in Progress, da sempre impegnato a promuovere le iniziative dei giovani locali sia fuori che dentro Villa Verri. Grazie alla sensibilità dell'associazione culturale Gaetano Osculati, di cui Alessandro è una delle voci più fresche, la sede degli illustri Conti illuministi ha ospitato molte iniziative che lo hanno già visto protagonista: commedie per l'evento Talent Garden dedicate agli amori trasgressivi dei fratelli Verri e alle avventure amazzoniche dell'esploratore biassonese Gaetano Osculati, ma anche presentazioni dei suoi preziosi scritti, così come i recenti spettacoli "Astra e Lucia" e "Colpa di una stella". Lasciamo dunque spazio alle sue parole e al suo talento, certi che un paese capace di crescere un artista come Alessandro, al primo anno di corsi presso l'Università degli Studi di Milano, può ancora confidare in un futuro luminoso. Anzi, illuminato e verde ;-) 



Biassono, che mi sei cara e ridente,
quel San Martino al quale tu concedi
il patronato, in su tue belle genti,
mi venne in sogno e disse: “Tu possiedi
i canti e i versi, fa’ allora contenti
i biassone’, con un carme splendente.”

L’arme e gli amori, scrisse Viganò,
e allora io ve li canto, come posso,
miei compaesani, in queste strofette,
che per quel sogno ancora tutto scosso
scrivo e la penna di tremar non smette;
eccomi dunque a dire di Biasòn.

Né l’Arno o il Tevere, ma il silvo Lambro
nutre le terre di quel bel paese,
che s’incorona del gran Regio Parco:
che alberi, che prati e che distese!
Attorno a quella strada che n’è il varco,
più d’un campo la incornicia, verde e ambro.

Sempre cara, torre in Piazza Italia
veglia sulla città e sulle sue strade
e sulla pista che ci fa gran fama
e sui Verri e la villa e le contrade
e l’attenzione su di sé richiama
e i nostri sguardi un poco ei s’ammalia.

Fu calpestato il tuo suolo dai Celti,
poi t’ebbe in culla la gloria romana
che t’insegnò il buono, antico, costume
e nobiltà avesti in era cristiana
al tuo rinascer nell’era del lume
e i tuoi successi poi crebbero svelti

quando, pochi lo sanno, tu soltanto
il Regio Parco difesi da Monza
prendendo l’arme contro la città
grande, come al tempo goffa e gonza,
che ti schiacciò, ma, senza alcun viltà,
Biassono caddi, con la spada accanto.

Non solo guerra, ma quali feste
la nobiltà tenne nelle tue ville,
quando al suonare d’una cetra o un piano,
tra banchetti e baccanali, faville
faceva il nobile col sacrestano
e le duchesse, ‘sì pie e così oneste!

Ma i biassonesi or ora sì virtuosi,
lavoratori instancabili e fermi,
non sì fermano un dì di fatturare
e vanno a lavorare pur se infermi,
che il campo, sol non si sa coltivare,
e i biassonesi, nulla fa accidiosi.

Che altro posso poi dire, San Martino?
Non è che qui si faccia poi tant’altro.
Avessi un teatro potrei farlo io,
che di commedie ce ne son peraltro
da dire tante, ma in questo brusio
chi mostra alla città il suo buon cammino?

O San Martino, che m’hai fatto insonne,
ora ho parlato! Lasciami dormire.
Son di Biassono, son nato vecchio,
duman deo lavurar, non più ho da dire!
Martino ascolta, porgi l’orecchio:
qui è bella terra, ma brutte le donne.






venerdì 7 dicembre 2018

Sorprese sotto l'albero del Consiglio Comunale

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Tre passi avanti e uno indietro nel primo round del consiglio comunale di Biassono. In attesa di chiudere il match mercoledì 12 dicembre, ieri sera sono state approvate importanti novità a favore dei cittadini. Con le variazioni di bilancio previste nelle delibere n.143 e n.154, sono stati stanziati per la prima volta 2.440 euro per la “Promozione turistica” del nostro Comune e ben 42mila euro per la realizzazione di un’area giochi attrezzati nella frazione di S. Giorgio. Dopo anni di costanti richieste e iniziative collaterali organizzate da Lista per Biassono, l’amministrazione comunale pare essersi accorta del valore strategico del turismo per creare indotto economico. Su invito de Il Sole 24 Ore, Biassono ha deciso di ritagliarsi uno spazio promozionale in un allegato in uscita in edicola il prossimo 15 dicembre, dedicato alle risorse industriali del territorio e al loro ruolo nel creare valore aggiunto per il turismo. Un piccolo, ma decisivo passo, che va nella giusta direzione: coinvolgere la base produttiva nella promozione turistica è la modalità adatta per creare sinergie affinché la cultura si trasformi in opportunità di business. Presto potremo dunque valutare come l’allegato de Il Sole 24 Ore intenda sviluppare quest’obiettivo, che deve però guardare soprattutto all’internazionalizzazione dell’offerta

Soddisfazione poi per il progetto di un parco giochi a S. Giorgio che, grazie a un contributo di 25mila euro ottenuto da Regione Lombardia tramite bando, sarà dotato già entro l’anno di servizi adatti anche a bambini disabili. Dopo l’apposizione di una targa commemorativa dell’esploratore locale Gaetano Osculati, avvenuta lo scorso ottobre su iniziativa dell’omonima associazione culturale e in omaggio al 210° anniversario dalla nascita del “Marco Polo del Brasile”, la frazione viene arricchita di un’ulteriore risorsa in grado di accrescerne l’attrattività. Le mozioni e le iniziative di Lista per Biassono a suo favore hanno previsto anche la possibilità di organizzare periodicamente mercatini tipici, iniziative legate alla peculiare storia dell’abitato, ma soprattutto l’allestimento di un piccolo spazio espositivo dedicato proprio all’esploratore Osculati


In questi ultimi anni sono stati infatti raccolti e prodotti materiali significativi per far conoscere l’importanza del nostro illustre concittadino, purtroppo ancora privi di una sede permanente dove essere presentati: fra questi, le opere del Gruppo Pittori Biassonesi, realizzate in occasione del Talent Garden 2018 dedicato all’esploratore, la mostra tematica curata dal Gral, la ripubblicazione dopo quasi un secolo dell’opera “Esplorazione delle regioni equatoriali lungo il Rio Napo e il fiume delle Amazzoni”, i video sullo spettacolo prodotto dai giovani biassonesi, sui territori amazzonici esplorati durante la Missione Osculati2018 e il convegno Osculati, le splendide infografiche prodotte dalla designer biassonese Federica Wise Fontana.

Decisivo nel processo di digitalizzazione del Comune è stato anche il rinnovo della convenzione per la partecipazione di Biassono al “Centro di Competenze Digitali Brianza per l’innovazione e la diffusione di politiche di e-government”. Il documento spinge per rafforzare lo scambio di competenze e lo sviluppo di servizi pensati per snellire le pratiche burocratiche istituzionali in diversi ambiti: catasto e fiscalità locale, territorio, servizi alla persona, integrità e anticorruzione, gestione documentale ed archiviazione, certificazione, business intelligence, ICT ed innovazione, agenda digitale. Lista per Biassono ritiene indispensabile accelerare il processo di digitalizzazione per cogliere tutte le opportunità di sviluppo offerte dalle nuove tecnologie, che permettono al Comune di trasformarsi in un hub abilitante e in dialogo con il tessuto economico del territorio: la digitalizzazione permette infatti di valorizzare anche le risorse dell’industria 4.0 (basata sull’innovazione dell’Intelligenza Artificiale, del Machine Learning, dell’Augmented and Virtual Reality…), così come di introdurre più facilmente sistemi di illuminazione pubblica intelligenti, infrastrutture per la mobilità elettrica e la gestione efficiente delle città, nonché delle case (Smart Homes, Smart Cities). Da anni chiediamo che il sito del Comune sia trasformato in una piattaforma digitale in grado di integrare queste nuove opportunità, ma al tempo stesso di dedicare maggior attenzione alle problematiche della Cybersecurity: uno dei rischi ancora troppo sottovalutati in Italia, ma inevitabilmente connesso alla condivisione dei dati e al fare rete.

Resta invece la nostra profonda insoddisfazione per il modo in cui è stato affrontato il tema della petizione organizzata dai cittadini in merito alla necessità di prolungare la pista ciclabile lungo via Trento e Trieste, con l'obiettivo di facilitare gli spostamenti degli studenti diretti a Lissone. Nonostante il testo presentato e l’intera iniziativa avesse ben evidenziato la necessità di un provvedimento “urgente”, la giunta ha approvato una delibera nella quale la presa in carico del progetto (inserito nel piano triennale delle opere pubbliche) resta condizionato all’arrivo di Pedemontana sul nostro territorio. Un alibi riproposto puntualmente da anni, che permette al Comune di non affrontare concretamente il problema, proprio come puntualmente vengono fatti proclami sulla nuova infrastruttura, senza che esistano fondi per finanziarla e, soprattutto, adeguate garanzie per la mitigazione ambientale. Non a caso, come riconosciuto dallo stesso assessore all’urbanistica, la data indicata per la realizzazione dell’opera (il 2019) è solo indicativa ed è molto probabile lo slittamento a tempo indefinito. Questo è il motivo per cui Lista per Biassono ha VOTATO CONTRO UN ORDINE DEL GIORNO FARSA. Quanto alla seconda petizione in discussione, relativa alla variazione del tracciato delle linee bus z234 e z238 (oggi penalizzanti per gli studenti e i cittadini biassonesi diretti verso Lissone, Desio e Muggiò), il Comune ha proposto alla società di servizio due soluzioni condivisibili sulla carta, ma a rischio di bocciatura: senza un coordinamento con gli altri Comuni interessati, la possibilità che le soluzioni siano interpretate in senso unilaterale (cioè a vantaggio di un paese solo) resta alto. Riversare ulteriore traffico bus sull’asse della Monza-Carate, senza studiare soluzioni alternative per disincentivare il traffico automobilistico scolastico e premiare invece l’adesione al trasporto pubblico, può invece creare un effetto boomerang. Attendiamo dunque la risposta del compagnia di trasporto. Su questi temi il consiglio comunale potrà comunque tornare a discutere nei punti ancora in esame e in programma per il prossimo 12 dicembre.