Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

venerdì 24 novembre 2017

PER UN ROSETO DELLA PACE A BIASSONO

Roberto "Nik" Albanese, archivio Il Giorno
A distanza di circa un mese dalla cerimonia commemorativa per Roberto “Nik” Albanese, resta ancora insoluta la domanda su quale potrà essere il modo più adeguato per dare continuità all'opera e alla testimonianza del pacifista ed ecologista brianzolo.
Tra gli spunti recentemente lanciati, merita menzione quello annunciato dal sindaco di Sovico Alfredo Colombo circa la creazione, in paese, di un Roseto della Pace.

Progetto che farebbe il paio con quello già realizzato a Monza nel sito del bombardamento aereo del 14 febbraio 1916 (via Prina, angolo via Villoresi).
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In quella data un aereo austriaco effettuò un bombardamento in zona San Biagio con un morto e quattro feriti. I morti diventeranno purtroppo due in quanto, il 20 febbraio, all'Ospedale di Monza decedeva, per le gravi ferite riportate, la giovane madre di famiglia Anna Maria Galliani, di Amedeo e Cagnola Teresa.  Era nata a Biassono il 25 marzo 1876 e coniugata a Monza con il vigile urbano Giuseppe Galbiati.   
Scriveva Albanese a riguardo di quell'episodio bellico: “le vicende di bombardamenti sulle città verificatesi durante la prima Guerra Mondiale sono cosa minima in confronto a quanto avverrà nei successivi conflitti. Si trattò allora di azioni più dimostrative che realmente distruttive, anche se erano già presenti quegli elementi di strategia e tecnica militare che furono poi utilizzati su larga scala durante la seconda Guerra Mondiale, quando si ritenne che l'opzione dei bombardamenti aerei cosiddetti terroristici fosse ormai matura". (Roberto Albanese, Le bombe austriache sulla città di Teodolinda. Rivista Brianze, n.26, 2003).
Quello del Roseto della Pace è un modo tangibile di dimostrare la nostra gratitudine  a quei cittadini sul cui sacrificio è stato ricostruito il bene immenso della pace tra popoli un tempo nemici.
Auspichiamo quindi che anche il Comune di Biassono, a maggior ragione, si faccia artefice di analoga iniziativa e individui un luogo della memoria finalizzato a onorare la nostra sventurata cittadina, vittima civile degli eventi bellici. Magari in collaborazione con quelle associazioni locali che collaborarono proprio con Nik (Associazione culturale Gaetano Osculati, Anpi, Emergency) o hanno comunque interesse a preservare la memoria del periodo bellico (Gruppo Alpini)
Siamo quasi prossimi al centesimo anniversario della Grande Guerra. Le celebrazioni sono cominciate nel 2015 e si concluderanno solennemente il prossimo anno.
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A così tanta distanza di tempo, a Biassono ci sono, ancora, almeno due militi che attendono di essere adeguatamente ricordati.


Si tratta di:
CESANA GIOVANNI - MEDAGLIA D'ARGENTO al V.M. -
" sergente, capo mitragliatrice, noncurante del pericolo, sotto l'intenso fuoco avversario, si spingeva solo fin presso le posizioni nemiche, per scegliere una postazione adatta a controbattere, con la propria arma, quelle avversarie. Mentre poi vi tornava con i suoi uomini da lui incoraggiati, veniva colpito a morte".
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Montello, 20 giugno 1918.


TREMOLADA ANTONIO - MEDAGLIA DI BRONZO al V.M. -
" durante un contrattacco nemico, trascinando con l'esempio i suoi camerati, si slanciò, per primo, con disprezzo del pericolo, al salvataggio di un cannone da montagna rimasto avvolto dalle fiamme provocate da proiettili nemici incendiari. Colpito in pieno da una granata nemica, lasciò la vita nell'ardito tentativo". 
--> Val Popena, 17 settembre 1915


A Biassono, il Monumento ai Caduti  venne inaugurato il 21 maggio 1925. Il Monumento verrà posizionato al centro di Piazza Italia, dove si trova ancora attualmente, nel 1953. Ancora oggi, le targhe apposte al Monumento a ricordo dei Caduti biassonesi della Grande Guerra risultano incomplete. All'appello mancano, in particolare, i decorati al valor militare Giovanni Cesana ed Antonio Tremolada. Forse è giunto il tempo di rimediare alla secolare dimenticanza!

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Fotografie tratte del libro di Felice Meregalli “Biassono 1900-1945”” Edizioni Bellavite, 2016.



lunedì 20 novembre 2017

QUALCHE DOMANDA SULLA POLIZIA DI BIASSONO

Nell'ultimo Consiglio comunale il Sindaco si è sentito punto sul vivo per l'accusa di mancata trasparenza sollevata da Lista per Biassono in merito alla gestione della vicenda Protezione Civile/Open di Golf. E con voce tonante, e a più riprese, ha tenuto a rimarcare la “limpidezza” dell'operato Suo e della Giunta.

Sul merito, ci riserviamo di tornare non appena in possesso dell'articolata risposta (eh sì che esistono ormai i file digitali, recapitabili non appena terminata la lettura in consiglio comunale!). Tuttavia, se davvero egli ha deciso d'improntare la propria azione amministrativa a criteri di massima accessibilità a notizie e informazioni, riteniamo che forse i tempi siano maturi per fare chiarezza sull'annosa questione della gestione del Corpo di Polizia Locale.

Eccezion fatta per il clamore mediatico, ben poco infatti i cittadini biassonesi hanno potuto sapere su quanto effettivamente accaduto in questi anni, e men che meno  sulla ratio degli eventuali provvedimenti intrapresi.

Problemi di gestione che non riguardano esclusivamente il passato più o meno recente (cimice collocata all'interno dell'auto di servizio, vigili ballerini, uniforme nazista), ma che coinvolgono anche il presente.

La situazione attuale vede almeno due componenti il Corpo di Polizia Locale con contenziosi aperti nei confronti dell'Amministrazione. Vede anche i criteri di nomina del nuovo Comandante denunciati ed impugnati come irregolari.

A Mario Girelli, Comandante del Corpo di Polizia Locale del Parco delle Groane, viene affidato un primo incarico di Comandante della Polizia Locale di Biassono, in ORARIO EXTRA UFFICIO, per il periodo 16.01.2017 al 30.04.2017. Si procede poi alla proroga di tale incarico, sempre in orario extra ufficio, fino a tutto il 31.07.2017. Con determinazione n.378 del 20.07.2017, infine, si proroga ulteriormente l'incarico anche per il periodo dal 01.08.2017 al 31.12.2017.

Tutte le deliberazioni in oggetto inquadrano l'incarico di cui trattasi come rispettoso dei limiti della “SALTUARIETA' e OCCASIONALITA'”.

STRADE VUOTE
Nel frattempo, a Biassono succede che l'Associazione sportiva U.S. Coppa d'Inverno debba, come sempre, organizzare nel migliore dei modi la gara di ciclismo su strada denominata Coppa d'Inverno, competizione a livello nazionale, giunta quest'anno alla sua 96° edizione.

Grande l'afflusso di sportivi ed appassionati che non possono fare a meno di notare, la mattina del 22 ottobre, la totale assenza di componenti della Polizia Locale di Biassono.
Fenomeno che si ripete anche in occasione della recente Fiera di San Martino del 12 novembre.

Ed allora, se si vuole veramente essere coerente coi propri proclami, crediamo sia quantomai opportuno che il Sindaco pronunci parole chiare e nette sulla situazione della Polizia Locale biassonese.

a) pensa ancora di gestire l'intricata matassa attraverso l'ennesima proroga di un incarico saltuario ed occasionale?

Ed inoltre, perché non smentisce categoricamente le voci popolari che, da giorni, si rincorrono in paese, ed in particolare:

b) è vero che, alla vigilia dell'evento Coppa d'Inverno, tutti (TUTTI) i componenti il Corpo della Polizia Locale hanno presentato certificato di malattia?

c) è vero che, per sopperire a tale contemporanea assenza, si è dovuti ricorrere a “volontari” del Parco delle Groane?

d)  in caso affermativo, chi ne ha sostenuto, o sosterrà, i costi?


Rispondere a questi semplici quesiti, e sgombrare il campo dalle illazioni che circolano, sarebbe già un primo passo nella direzione della trasparenza praticata e non semplicemente declamata.

venerdì 17 novembre 2017

CASETTA DELL'ACQUA: BEVIAMOCI SU!

Finalmente Biassono ha la sua Casa dell'Acqua. L'aspettavamo da tempo e ora viene data alla comunità, perché questa struttura appartiene a tutti i cittadini”.

Con queste testuali parole il Sindaco, sabato scorso, ha inaugurato la struttura sita in  Piazza Libertà. Per una volta, siamo completamente d'accordo col Sindaco: finalmente anche Biassono ha la sua Casa dell'Acqua!

Il tempo, alla fine, è sempre galantuomo, ed il buon senso quasi sempre prevale. Ma tanto, di tempo, ce ne è voluto affinché una semplice e ragionevole proposta di Lista per Biassono trovasse accoglienza presso l'Amministrazione locale. Sette anni!!

E non importa se l'inaugurazione si è resa possibile solo grazie all'insistenza della Società Brianzacque che, con proprie note dell'11 luglio e del 7 settembre 2016, richiedeva formalmente al nostro Comune di segnalare l'interesse per la realizzazione di “Casette dell'Acqua” sul suo territorio.

Non ha prezzo ritrovare e leggere all'interno di una Delibera della Giunta (n.106 del 19.09.2017) le stesse identiche argomentazioni che, decenni orsono, avevano spinto Lista per Biassono ad avanzare la proposta: “...dare impulso alla valorizzazione dell'acqua di rete, incoraggiare l'uso dell'acqua potabile fornita dagli acquedotti, diminuire l'inquinamento riducendo l'utilizzo delle bottiglie in plastica...”.

E poi ancora: “...tali distributori contribuiscono a promuovere il concetto di sostenibilità, garantendo un risparmio economico e un guadagno ecologico in quanto chi si serve dell'acqua del chiosco contribuisce a limitare  i trasporti su camion delle bottiglie e a limitarne la produzione, riducendo le emissioni di anidride carbonica in atmosfera ed abbassando i quantitativi di rifiuti con un significativo contributo all'ambiente...”.

Argomentazioni che, quando sostenute da Lista per Biassono, si sono sempre scontrate con la pregiudiziale ostilità dei nostri amministratori: “è inutile”; “è un costo che non ci possiamo permettere”; “qualcuno (gli extracomunitari) ne potrebbe fare un uso sconveniente”; e via banalizzando.

A suo tempo era andata così, se ci si ripensa, anche con la proposta relativa all'istituzione del Consiglio comunale dei Ragazzi.

Osteggiato inizialmente e che ora, ma solo ora, viene legittimamente considerato quale uno dei “fiori all'occhiello” delle amministrazioni leghiste.

Ma se, come detto, alla fine il tempo è galantuomo, allora forse ha una possibilità anche la datata proposta dell'istituzione del Pedibus quale mobilità alternativa degli studenti biassonesi, finalizzata all'educazione ad una cultura ambientale e salutistica.
--> Con calma e, soprattutto, senza alcuna fretta.

giovedì 2 novembre 2017

Mobilitazione pubblica contro il razzismo a Biassono

Condividiamo il comunicato stampa dell'Anpi Biassono, certi che atti di razzismo bieco e codardo - quali quelli verificatisi in paese il 27/28 ottobre scorso - non possano trovare spazio nella nostra comunità, così come in un Paese che afferma i valori della fratellanza fra i popoli. Siamo altresì dell'idea che occorra un impegno attivo di tutta la cittadinanza, capace di dar effetto concreto alle parole di condanna:  Lista per Biassono invita l'amministrazione comunale, le associazioni, i gruppi volontari e i cittadini tutti a rimuovere ogni scritta, simbolo e rifiuto che ledono la civile convivenza a Biassono, organizzando una giornata di mobilitazione e sensibilizzazione pubblica. 


#PuliamoBiassono! 


lunedì 30 ottobre 2017

INTERROGAZIONE DI LISTA PER BIASSONO - Rapporti fra Amministrazione Comunale e Protezione Civile

Sono anni che Lista per Biassono rimprovera, tra l'altro, alle giunte leghiste un amministrare improntato ad opacità ed assoluta mancanza di trasparenza.

Sono anni che ribadiamo che il Municipio, la casa comune di tutti i biassonesi, dovrebbe avere le pareti di cristallo.

Sono anni che sosteniamo che i nostri concittadini, anziché apprendere dagli organi di stampa, avrebbero il sacrosanto diritto di essere portati preventivamente a conoscenza di ogni criticità.

Sono anni, invece, che i biassonesi vedono il proprio Comune balzare periodicamente agli onori delle cronache per vicende non propriamente edificanti.

Su quanto accaduto in queste settimane, poi, l'imbarazzato silenzio dell'Amministrazione, oltre che assordante, ha dato la stura ad ogni tipo di illazione.

L'articolo 3 della Legge 100/2012 inquadra le competenze e le funzioni del volontario di Protezione Civile, cui sono attribuite le attività volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa agli eventi calamitosi.

Già la passata giunta Malegori aveva adibito, per anni, i volontari della locale Protezione Civile in mansioni non propriamente rientranti nelle loro funzioni istitutive. Ci riferiamo a quell'improprio servizio di pattugliamento notturno, sospeso definitivamente, citiamo testualmente le motivazioni addotte, "a fronte di un problema che potrebbe coinvolgere personalmente i volontari".

La giunta Casiraghi sembra muoversi in assoluta continuità coi predecessori, sia per quanto attiene alla poca trasparenza, sia per l'improprio utilizzo dei volontari.

Era buona prassi, finora, concedere temporaneamente aree comunali per la sosta di veicoli privati in occasione di grandi eventi, solo dopo l'adozione di apposita deliberazione della Giunta comunale (succede regolarmente per il GP di Formula Uno; è successo per la visita del Sommo Pontefice; è successo per l'I-Days e per altri eventi straordinari),

tutto ciò premesso,
Lista per Biassono chiede al Sindaco di riferire in ordine:

1) al numero ed alla data della Deliberazione della Giunta per la concessione temporanea di area comunale a favore della locale Protezione Civile per la sosta di veicoli privati in occasione degli Open di golf;

2) ai criteri ed agli indirizzi stabiliti in relazione alle somme e/o tariffe da applicare;

3) alla rendicontazione del ricavato (quali evidenze e/o documenti contabili?);

4) alla destinazione del ricavato;

5) all'ammontare dei contributi stanziati e/o già liquidati per l'anno corrente a favore della Protezione Civile di Biassono;

6) alla valutazione ed al giudizio definitivo di codesta Amministrazione sulla poco edificante vicenda;

7) agli eventuali provvedimenti assunti

martedì 24 ottobre 2017

LA BRIANZA DI NIK AL DI LA' DEL PONTE


Ecologia, punto e a capo. La cerimonia commemorativa di Roberto “Nik” Albanese, svoltasi sabato scorso a Sovico con un’ampia partecipazione biassonese, ha risvegliato fra gli intervenuti un’attenzione e una sensibilità verso l’ambiente ben lungi da quanto le nostre vite quotidiane siano solite dimostrare; ed è forse questa l’eredità più preziosa lasciataci dal grande ecologista e pacifista brianzolo, improvvisamente scomparso due anni fa. Un uomo di profondo senso etico e d’instancabile impegno civile: caratteristiche che insieme finiscono inevitabilmente per rendere “scomodi”, laddove la politica abdichi al compito di costruire una comunità partecipe, volta al proprio costante miglioramento. Roberto è stato un esempio di dedizione ai valori della convivenza attiva e responsabile, ragion per cui Lista per Biassono ha fortemente chiesto alle istituzioni un segno tangibile di memoria, concretizzatosi infine con l’intestazione di una targa e del ponte sul Lambro che collega Sovico a Triuggio. 

Alle amministrazioni comunali di Biassono, Sovico e al Parco Valle Lambro vanno dunque i ringraziamenti per aver adempiuto questo piccolo grande gesto, ma come hanno evidenziato anche i parenti e gli amici più stretti di Nik, il nostro impegno non può fermarsi qui. I documenti e i progetti lasciatici in eredità sono moltissimi, così come ancor più urgente la necessità di formare nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio. Se Sovico ha già dichiarato, attraverso il sindaco Alfredo Colombo, di volersi attivare per la realizzazione di un Roseto della Pace anche fra i propri confini, sarebbe di grande utilità che la stessa iniziativa venisse perseguita a Biassono, rafforzando il percorso eco-educativo avviato a Monza: la creazione di uno spazio dove natura e cultura concorrono a preservare il ricordo delle vittime dei bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, sotto i quali morì pure una cittadina biassonese, permettendo agli studenti e agli artisti locali di esprimere il proprio talento creativo. 

Ma non sarebbe che uno dei tanti compiti lasciatici in consegna: la mole dei dati, delle ricerche e dei progetti oggi ordinati dalla famiglia di Nik meriterebbe che il 21 ottobre, giornata d’inaugurazione della targa, si trasformasse ogni anno in un’occasione di convegno pubblico per alimentare sul nostro territorio l’educazione ambientale e alla pace. Proprio l’emergenza di questi giorni, durante i quali la Pianura Padana è stata avvolta da una pericolosa coltre di smog, rende improrogabile l’adozione di un nuovo modello di coesistenza. L’inarrestabile consumo di suolo in Brianza, con le sue nefaste conseguenze in termini di perdita d’identità, di biofilia e di benessere psico-fisico per gli abitanti locali, va affrontato sviluppando una coerente consapevolezza ecologica: non fatta di parole o buoni propositi, ma di pratiche di vita sostenibili, di mobilità leggera, di edilizia verde, di ricostruzione del paesaggio. 

Mentre Milano, avvelenato dal suo stesso sviluppo, ha firmato un accordo con altre 11 metropoli per arrivare all’obiettivo di produrre zero emissioni inquinanti entro il 2030 (in linea con i 17 obiettivi  dell’Agenda2030 dell’Onu), quale risposta sono oggi in grado di mettere in campo le nostre amministrazioni comunali? Quali sono i provvedimenti per rendere più verdi, sane e vivibili le nostre comunità? Quali i progetti di lungo termine, gli studi sulla salute del territorio, la consapevolezza dei nostri cittadini? La Brianza, che ancora si definisce “verde Brianza” benché ogni domenica mattina non veda l’ora di fuggire verso aree naturali più vivibili, non è più un’isola felice. Anzi, ancor più di altri territori, ha la responsabilità di trovare vie di sviluppo armoniche fra la sua capacità produttiva, la preservazione della propria identità, l’apertura alle sfide globali. Ha il dovere di guardare il mondo con uno sguardo ampio e lungimirante, lo stesso che Roberto Albanese ha saputo donarle in tanti anni d’instancabile impegno.

Rimbocchiamoci dunque le maniche: il lavoro è solo cominciato e, ogni volta che ci troveremo a passare di fronte alla targa o sul ponte di Nik, portiamo con noi quelle parole che lì avremmo dovuto scolpire: “Rallenta la tua corsa, oh Lambro; indugia ancora un poco, sotto questo ponte. Porta il nome di chi in realtà ha portato te nel cuore, per la vita intera: ricordi? Ricordi quell’uomo che di te scrisse libri e per te perorò cause? Che senza indugio ti difese, quando le tue acque si tinsero di nero petrolio? Che tante generazioni di brianzoli educò al tuo rispetto e per te solo fondò il Parco Valle Lambro? Fu pioniere d’ecopacifismo in Italia e in Regione Lombardia consigliere dei Verdi alla prima ora. La sua voce risuonò persino nel Parlamento europeo ma, fra battaglie per l’ambiente e per la democrazia partecipata, sempre trovò eco ferma nell’Istituto Greenman. A Macherio nacque in una notte di stelle del 1950 e una fredda mattina del 2016 s’incamminò sopra l’arcobaleno, dopo aver inaugurato roseti di pace. Lo chiamavano Roberto Albanese. Ma lui è, e per tutti sarà, semplicemente Nik".   

venerdì 20 ottobre 2017

FISCALITA' BIASSONESE VS FISCALITA' LOMBARDA

E' scaduto in questi giorni il termine per il pagamento della prima rata TARI 2017, la tassa sui rifiuti.
Sono, quelli odierni, anche giorni che vedono impropriamente impegnata la nostra Amministrazione a sostenere un inutile e costoso Referendum per una maggiore autonomia di Regione Lombardia in materia, soprattutto, fiscale.
Nel nostro Comune, come si sa, Lista per Biassono da anni continua a denunciare con ostinazione la sempre più preoccupante crescita esponenziale di quelli che l'Amministrazione stessa definisce come "crediti di dubbia esigibilità".
Le nostre critiche, di recente, hanno anche ricevuto il conforto e l'autorevole avallo della Corte dei Conti che ha impietosamente messo in evidenza la criticità relativa alla lenta, od inesistente, riscossione dell'evasione tributaria.
Censure che stanno costringendo la Giunta a cercare, maldestramente, di porre rimedio.
A comprendere quale sia, ad oggi, lo stato dell'arte, aiutano due recenti Determinazioni.
La prima, la n.485 dell'11.10.2017, fotografa la situazione relativa al tributo TARI:
per il 2013 risultano irregolari 539 posizioni per un importo lordo di 178.881,40 euro;
per il 2014 risultano irregolari 649 posizioni per un importo lordo di 152.708,11 euro;
per il 2015 risultano irregolari 746 posizioni per un importo lordo di 187.093,30 euro.
In totale, per il triennio in esame, le posizioni irregolari sono 1.934, per un importo lordo pari ad euro 518.682,81 (comprensivo delle spese, ammontanti a 10.023,30 euro, per la notifica delle Raccomandate con ricevuta di ritorno che l'Amministrazione si accinge ad inviare a titolo di sollecito di pagamento).  
Nulla è dato sapere in ordine alle annualità precedenti, verosimilmente cancellate dal ruolo.
Con la seconda Determinazione, la n.480 del 09.10.2017, l'Amministrazione approva il ruolo coattivo per entrate derivanti da sanzioni pecuniarie in materia urbanistica.
Si tratta di quattro "articoli identificativi" per un importo complessivo di euro 374.667,70.
Tale approvazione consentirà alla Società Creset - Crediti Servizi e Tecnologie SpA, cui il Comune ha affidato il servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali, di dare inizio alle relative procedure di emissione delle cartelle di pagamento.
E questo dopo che altre Giunte in continuità con l'attuale avevano adottato una linea morbida nei confronti di siffatte violazioni, anche mediante l'adozione di apposito Regolamento che prevedeva amplissima possibilità di rateazione del debito.
Giova ricordare che, in aggiunta alle materie oggetto delle suddette Deliberazioni, l'ultimo Bilancio Preventivo vedeva anche:
canoni da operatori di telefonia mobile, riscossi per il 75,64%;
fitti reali di fabbricati, riscossi per il 69,98%;
spese per immobili in affitto a terzi, riscosse per il 61,64%;
sanzioni per violazioni al Codice della Strada, riscosse per il 56,10%
Non particolarmente lusinghiere anche le percentuali di riscossione di TASI, IMU ed ICI anni precedenti.
Lista per Biassono continua a ritenere l'incapacità di riscuotere quanto di spettanza del Comune come uno degli indicatori per giudicare, negativamente, l'operato di una Giunta.
E questo, soprattutto in tempi di crisi prolungata e di penuria di risorse economiche come l'attuale. Perché una cosa è non disporre di entrate, e subire la crisi; altra cosa è, invece, il non essere in grado od il non volere riscuotere ciò che è proprio.
L'Amministrazione comunale che vorremmo deve saper garantire il rispetto delle regole nel pagamento di tributi e sanzioni, sapendo distinguere tra situazioni di morosità "incolpevole" o meno.
Le prime da seguire attraverso i Servizi Sociali o sperimentando anche forme innovative quali il baratto amministrativo; le altre, da perseguire.
Lista per Biassono ritiene inoltre che il Comune debba essere in grado di incassare autonomamente, senza regalare ai privati lucrose commissioni sotto forma di aggi.

Ma qualcuno in questi giorni cercherà di convincerci che i problemi sono altri e che sarà sufficiente votare a favore di un Referendum inutile per risolvere tutti i problemi della comunità biassonese.      

martedì 26 settembre 2017

IL BUSINESS DELLE VILLE NOBILIARI BIASSONESI


A Biassono la cultura comincia a muovere primi passi d’impresa. Le iniziative in calendario nell’ultimo weekend, fra “Ville aperte”, “Talent Garden” e “Video mapping”, hanno infatti manifestato un diverso modo di pensare e di proporsi pubblicamente, sempre più in linea con quanto Lista per Biassono sostiene ormai da anni.

Rompere con gli inveterati schemi del passato, fare sistema rispetto alle risorse territoriali, puntare sull’originalità del proprio contesto e, soprattutto, creare le condizioni perché i giovani possano farsi motore di creatività. L’apertura della settecentesca Villa Segramora e del suo magnifico parco, dopo anni di mediazione fra l’amministrazione comunale e i titolari della proprietà, è stato senza dubbio un grande risultato: non solo ha permesso ai nostri concittadini di prendere consapevolezza di un altro prezioso tesoro presente a Biassono, ma dimostra come l’interesse privato possa incontrare più facilmente quello pubblico, laddove le iniziative siano inserite in progetti di ampio respiro, anziché limitate ad eventi estemporanei. 

Puntare su un’idea forte, l’eredità nobiliare che accomuna e intreccia i destini di Villa Verri, Palazzo Bossi e Villa Segramora, garantisce una visibilità maggiore ai siti storici, creando un circuito di visita omogeneo, capace d’incrementare sia il numero dei visitatori, che il loro tempo di permanenza sul territorio biassonese. Questo significa che, accanto alle attrattive monumentali, possono essere sviluppati di pari passo prodotti culturali, commerciali e turistici a supporto delle stesse. Emblematico, in tal senso, il mancato inserimento nel programma di visita a Biassono del “percorso segnaletico” allestito ormai da un anno, ma di fatto mai sfruttato. Neppure durante i giorni del Fuori GP, quando il percorso avrebbe potuto offrire un valido strumento per veicolare i flussi turistici su tutto il territorio comunale mappato, mettendo in contatto i visitatori esterni con gli esercizi, i negozi e le associazioni di Biassono. Un invito a lavorare in questa direzione era già stato sollecitato da Lista per Biassono a seguito della visita di gemellaggio a Minusio lo scorso anno (di nuovo in programma il prossimo 7 ottobre), ma sino ad ora non sono stati fatti passi in avanti. 


Eppure proprio Lista per Biassono prima, l’Associazione culturale Gaetano Osculati poi, avevano dimostrato l’efficacia dei percorsi guidati nell’avvicinare alla vita sociale del paese tanto i nostri concittadini quanto i visitatori esterni. In futuro, sarà dunque necessario formare un gruppo di guide comunali - magari col concorso dei nostri studenti - pronte a mettersi in gioco durante gli eventi di grande richiamo. Il tema scelto per il secondo Talent Garden dell’Associazione culturale Gaetano Osculati, l’eredità illuminista di Villa Verri attraverso le vicende amorose dei Conti che l’hanno abitata nei secoli addietro, ha contribuito a sua volta a rafforzare il messaggio culturale sotteso alla manifestazione Ville Aperte. La sede municipale funziona molto bene come set di spettacoli o come spazio produttivo/commerciale, essendo in grado di attirare numerosi visitatori quando le iniziative ospitate puntano alla valorizzazione delle sue radici storiche. Così come avvenuto in molti altri Comuni della Brianza, occorrerebbe valutare con maggior attenzione e, possibilmente, attraverso progetti alla mano, la possibilità di destinarla sempre più di frequente a tali funzioni: se il Comune avesse l’opportunità di trarre benefici economici da tali eventi, si ritroverebbe annualmente un tesoretto molto utile per le casse pubbliche. Anche l’iniziativa di video mapping sulla facciata di Villa Verri, proposta lunedì 25 settembre, ha acquistato un valore doppio agli occhi del pubblico: oltre ad aver sorpreso per l’originalità tecnica, è riuscita a trasmettere un messaggio di tutela del patrimonio territoriale biassonese, aiutando a maturare una diversa consapevolezza circa il valore e l’impiego di Villa Verri. 

Da notare che, sia quest’ultima manifestazione che il Talent Garden, si sono basate sul contributo creativo di giovani del nostro territorio. Risorse preziosissime che, attraverso la cultura, hanno messo in gioco qualità professionali in grado di aprire loro opportunità lavorative. Facendo tesoro del contributo offerto dal personale della Scuola d’Agraria del Parco di Monza, messosi a disposizione per la visita del giardino di Villa Segramora, un nuovo progetto potrebbe accrescere ancor più il ruolo di Villa Verri come motore economico-sociale di Biassono: il suo giardino, mai studiato da un punto di vista paesaggistico (nonostante al tempo del Conte Carlo Verri fosse uno spazio di agricoltura sperimentale apprezzato in tutt’Europa), offre per varietà e ampiezza un contesto ideale per l’allestimento di un percorso botanico-sensoriale. Col supporto di partner privati, la cui disponibilità è già stata sondata da Lista per Biassono, sarebbe possibile inserire una segnaletica “green” per il riconoscimento delle sue essenze di valore (o tali, ma di nuova piantumazione), abituando non solo i frequentatori dei giardini ad un maggior rispetto del patrimonio comunale, ma dando modo agli alunni delle scuole locali di educarsi a una sensibilità ecologica e sostenibile. In tal senso, Lista per Biassono intende presentare a breve un progetto pensato per “raccogliere i frutti” di un weekend a suo modo epocale.   

lunedì 11 settembre 2017

NUOVO RICORSO CONTRO IL MASTERPLAN DI BIASSONO

Per i terreni al confine con Lissone si avvicina l'ora della verità. A distanza di anni dal primo ricorso, supportato da Lista per Biassono contro il Piano di Governo del Territorio voluto dalla Lega Nord, il prossimo 16 novembre il Tar si pronuncerà infine sulla questione biassonese. Ma sul percorso verso il giorno del giudizio la maggioranza leghista ha visto bene di piazzare una nuova insidia, adottando in consiglio comunale una "implicita variante" al PGT che necessitava di essere impugnata legalmente, in coerenza con quanto già denunciato da Lista per Biassono in occasione del primo ricorso. Le opposizioni, che nell'occasione avevano espresso voto contrario e denunciato il nuovo tentativo di agevolare il disegno di cementificazione di Biassono, non hanno dunque potuto che rispondere all'appello di Legambiente Lombardia e supportare un nuovo ricorso presentato ieri in Provincia. Riportiamo dunque il comunicato stampa diffuso da Legambiente in merito alla questione.  

"Sembra una battaglia sulla corretta interpretazione delle norme urbanistiche locali quella che si va profilando al TAR Lombardia, che oggi ha ricevuto, a firma degli avvocati Emanuela Beacco e Michele Memola, un nuovo ricorso contro il Piano di Governo del Territorio (PGT) di Biassono. Il PGT del comune è stato approvato nel 2012 ma già allora, a seguito di segnalazione di cittadini e di una lista d’opposizione, era stato impugnato con un ricorso tutt’ora pendente, anche allora a firma di Legambiente. La vicenda urbanistica si è però ora arricchita di un nuovo atto, approvato dal Consiglio Comunale, con voto contrario  delle opposizioni, prima dell’estate. Una delibera che dà l’assenso – con procedura atipica e palesemente illegittima, ma gravida di pericolose conseguenze – alla proposta dell’operatore privato di attuare il piano con un progetto riguardante l’area di trasformazione urbanistica AT1, la più estesa tra quelle previste dal PGT. Da qui la necessità, per dar seguito all’azione già intentata, di procedere con una nuova impugnazione al giudice amministrativo.

Per capire il motivo del contendere, è opportuno premettere che il comune di Biassono è uno dei più cementificati della Lombardia, certificando un consumo di suolo sul 67% del territorio comunale. Dovrebbe essere pacifico che un comune che ha già dato così tanto al cemento abbia il massimo rispetto per il poco territorio libero rimasto, su cui dovrà fare affidamento per i futuri bisogni della comunità. Un principio sancito anche dal Piano Territoriale (PTC) della Provincia di Monza, che stabilisce un limite perentorio per le facoltà di nuove edificazioni su terreno libero. Ma non è di questo avviso chi oggi amministra il comune, a maggioranza leghista, che forse ritiene di poter esaurire i pochi territori liberi nell’arco del proprio mandato. Infatti, il PGT prevede un ambito di trasformazione, AT1, confinante con Lissone, che contempla la possibilità di urbanizzare ben 307.000 mq di territorio: in pratica, un incremento del 10% della superficie già urbanizzata, e pari a dieci volte il consentito dal PTC provinciale. Su questa previsione pende il primo ricorso, la cui udienza è prevista a novembre, ma l’immobiliare non ha atteso la sentenza del TAR, e ha  presentato un fascicolo urbanistico sconcertante: su tutto il territorio dell’AT1 infatti, l’operatore BWP-Blasonium West Promotion propone una cementificazione pressoché totale, con carichi urbanistici elevatissimi: una superficie lorda di pavimento pari a ben 180.000 mq di centri commerciali, palazzi uffici e capannoni industriali. In pratica, vista la tipologia prevista di edifici, si potrebbe arrivare a costruire quasi un milione di metri cubi tra capannoni e due ‘torri direzionali’ da dieci piani ciascuna. BWP deve conoscere bene i suoi polli se non ipotizza a beneficio del comune nessuna significativa contropartita, né in servizi pubblici né in opere a verde o compensazioni, arrivando al paradosso di occupare con colate di cemento perfino i terreni destinati a future espansioni cimiteriali. In Consiglio la maggioranza ha incredibilmente votato a favore della proposta, certificandone la conformità al PGT e ignorando tutti i rilievi di difformità sollevati in sede di dibattito consigliare e in precedenti puntuali osservazioni. E’ contro questo nuovo atto comunale che viene depositato oggi al TAR il nuovo ricorso che si basa, oltre che sulla evidente irragionevolezza dell’atto assunto dal Consiglio Comunale, anche sulle norme del piano territoriale provinciale, che racchiude l’intero ambito in un’area di tutela individuata appositamente per preservare gli ultimi varchi di territorio libero tra i centri abitati.


“Le scelte dell’amministrazione, se non contrastate, rischiano di innescare una nuova ondata di cemento sugli ultimi varchi di verde superstite nella Brianza Centrale – dichiara Barbara Meggetto, firmataria del ricorso in qualità di presidente di Legambiente Lombardia – per questo, in appoggio ai cittadini e alle liste di opposizione del  Consiglio Comunale che hanno denunciato il caso, abbiamo deciso di scendere nuovamente in campo per difendere il territorio ma soprattutto a tutela di un PTC, quello della provincia di Monza, che ha assunto come priorità la difesa della risorsa più preziosa, il suolo”.