Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

martedì 29 novembre 2016

IL SONNO DELLA RAGIONE COLPISCE VILLA VERRI


A Biassono il sonno è davvero contagioso: oltre ad avere un numero significativo di beni pubblici dormienti, ora ci ritroviamo pure una giunta del tutto incapace di tenere gli occhi aperti. La letargia che si pensava vinta - o almeno così si era sperato - al termine delle ultime elezioni amministrative, ha avuto una violenta ricaduta proprio sabato scorso, durante l’ultimo consiglio comunale in Villa Verri. Non si spiega altrimenti l’intervento del consigliere “leghista-indipendente” (dalla Lega Nord o dall’Italia, mah!) Giordano Colombo, cui la giunta Casiraghi ha affidato l’ingrato compito di argomentare il diniego all’ultima mozione di Lista per Biassono: un progetto “a costo zero”, e di fatto già pronto sulla carta, volto a valorizzare i percorsi verdi e il vigneto comunale nell’area del Parco Valle Lambro, con significativi benefici anche per l’economia del nostro territorio. 

Le argomentazioni usate da Colombo sono suonate quanto mai avulse dalla realtà: “molti dei punti presenti in mozione sono già in fase di realizzazione da parte del Gruppo ricerche archeostoriche del Lambro; creare nuove infrastrutture in legno sul territorio significa solo dar corda ai teppisti (e via con un elenco dei peggiori casi d’inciviltà nelle maggiori cittadine italiane, salvo dimenticarsi proprio delle due realtà di maggior successo a noi più vicine, quali Lo Spirito del Bosco e il Sentiero delle Espressioni, ndr); manca una previsione degli introiti derivanti al Comune, al quale invece si accollano solo costi…”. 

In termini medici, si tratta di un palese caso di “coazione a ripetere”: che sieda sugli scranni dell’ormai scomparso schieramento dei Cristiani Democratici Liberali, o di quelli sempreverdi della Lega Nord, Colombo non riesce proprio a cambiare registro. Sorprendentemente, qualcuno aveva già pensato a quanto finito sui banchi di Villa Verri, qualcuno è al lavoro da molto più tempo, qualcuno è talmente volenteroso che - ahi noi - solo l’assenza di fondi impedisce di coronare i sogni accarezzati. Sempre un passo avanti: peccato che i progetti millantati, o realizzati, siano immancabilmente altra cosa da quanto Lista per Biassono sia solita chiedere di discutere. 

Al Comune di Biassono non sono stati chiesti soldi, né si è cercato di accollare eventuali costi di manutenzione delle opere connesse al progetto: semplicemente la mozione impegnava l’amministrazione ad agevolare i rapporti istituzionali col Parco Valle Lambro, svolgendo un ruolo di coordinamento degli attori ai quali sarebbe stata demandata la realizzazione del progetto. Punto. 

Ma Lega Nord o non ci sente, o non vede, o ha solo una dannata paura di avvallare proposte altrui che potrebbero portare (a suo avviso) pericolosi consensi. Non riesce proprio a uscire dalla torre di pregiudizi dentro cui è sepolta, valutando le cose per quello che sono: progetti utili alla comunità, al bene dei biassonesi e di chi frequenta il nostro territorio, indipendentemente da quale sia la bocca a pronunciarli. Basterebbe osservare quanto avviene nei rapporti fra minoranze e maggioranza nei Comuni vicini. Un altro mondo. 

Purtroppo la politica locale resta ferma al palo: la sete di primeggiare, di voler apparire migliori di quel che si è, di ricevere la massima visibilità - tanto da spingere persino il gruppo di minoranza Biassono Civica a far prolungare di quasi un’ora i regolari lavori del consiglio comunale (chiedendo risposte a interrogazioni che, eccezion fatta per il caso del cambio di viabilità in via Macallé, confondono la stigmatizzazione di una problematica sociale d’ampio respiro con la necessità d’informazioni di servizio) - vince ogni volta sul buon senso. 

Il tempo della buona fede sta ormai per scadere: nonostante le altisonanti dichiarazioni di voler imprimere una nuova svolta al Comune, lo spettacolo sotto gli occhi non fa che riconfermare i soliti, vecchi vizi della Lega Nord del passato. Metteremo mano allo Statuto comunale per democratizzare maggiormente la vita comunale! Bene, per ora si è visto solo l'istituzione di un ruolo di rappresentanza, quello di presidente del consiglio comunale, la cui urgenza riconosciuta consisteva nel saldare un accordo elettorale, mentre il  suo carattere “super partes” si è rivelato contraddittorio già nel momento in cui lo stesso presidente ha voluto indicare i membri della “propria” maggioranza in commissione elettorale. La trasparenza sugli atti amministrativi legati al bilancio, più volte reclamata da Lista per Biassono attraverso la messa a disposizione del Piano economico di gestione, appare sempre aleatoria, visto che “qualcosa non funziona nelle segnalazioni dell’Assessore al bilancio in segreteria, durante la preparazione dei documenti per le minoranze”. 

E mentre le casse del Comune lamentano ristrettezze (ma trovano sempre i fondi per estinguere anticipatamente parte dei mutui aperti), continuiamo a sedere su tesori non valorizzati e capaci di ridare linfa alle attività locali. L’elenco è lungo: i terreni agricoli strategici, la torre civica, Piazza Libertà (presso cui si sta costruendo un comitato operativo di zona), la stazione dei treni (dove si sta muovendo il gruppo Facebook “Station to Station - Biassono/Lesmo Parco”), l’appartamento abbandonato sopra Villa Verri (su cui è in corso un ulteriore progetto di LpB).…ma niente. 

Sfruttare le possibilità del modello economico della Transizione? Ohibò, cos’è mai? Risparmiare mediante l’applicazione della sharing economy? La scering che? Ricorrere agli strumenti della democrazia diretta per coinvolgere maggiormente la cittadinanza? Ma la democrazia non è solo una? Sembra propria di scorrere le vignette del Trota. Ma siamo a Biassono. In un Comune piccolo piccolo della Brianza dove la ragione nicchia e, anziché progettare il futuro, preferisce far la conta delle pozzanghere, degli escrementi sui marciapiedi o delle caldaie spente, per consegnarsi definitivamente alle braccia del Grande Sonno. 

martedì 22 novembre 2016

UNA VIA DEL VINO E DEL LEGNO PER BIASSONO

Biassono avrà un motivo in più per brindare. Forse a partire già dal prossimo consiglio comunale, in programma per sabato 26 novembre, dalle ore 10. Convocazione che, al di là dell'inusuale giorno di seduta (ben vengano però consigli che non pesino sull'attività lavorativa), ha già riservato una gradita novità per gli amministratori: la possibilità di scaricare il materiale di discussione attraverso il sito internet del Comune, risparmiando sull'uso della carta e privilegiando così un approccio più ecologico. Ma la vera novità riguarda la bozza di progetto sottoposta da Lista per Biassono, in linea con gli ultimi sviluppi del settore produttivo brianzolo e pensata per capitalizzare gli stimoli emersi durante i recenti gemellaggi con Minusio e Chanià. Se la mozione sottostante dovesse essere approvata (si spera ad unanimità), Biassono potrebbe beneficiare di notevoli vantaggi sia in termini di attrattività territoriale, che di ricadute economico-commerciali. In passato le mozioni di LpB sono state quasi sempre bocciate per semplici motivi pregiudiziali, senza mai entrare davvero nel merito: per la nuova maggioranza, questa rappresenta certamente un'occasione di svolta nel dialogo con la base civile. 

MOZIONE DI LISTA PER BIASSONO
PER LA VALORIZZAZIONE DEI PERCORSI VERDI COLLEGATI AL VIGNETO COMUNALE

Le recenti iniziative di gemellaggio cui il Comune di Biassono ha preso parte, venendo ospitato dapprima a Minusio in Svizzera, accogliendo poi a sua volta la delegazione amministrativa del Comune greco di Chania, hanno messo in evidenza l’importanza strategica di lavorare sul rafforzamento dell’attrattività territoriale.

Un Comune capace di attirare visitatori e, soprattutto, di creare flussi di visita regolari, beneficia infatti di nuovi stimoli culturali, ma anche e soprattutto di opportunità economico-commerciali, avendo modo di far apprezzare la propria offerta territoriale in termini di servizi, prodotti e attività.

Al fine di consolidare il percorso di crescita e valorizzazione delle proprie risorse, l’area del vigneto sperimentale di Cascina Ca’ Nova ben si presta per dare ancor più respiro a un progetto pilota dimostratosi già di successo.

Ubicato nel cuore biassonese del Parco Valle Lambro, il vigneto risulta raggiungibile attraverso una serie di percorsi verdi ciclopedonali che dal centro storico muovono in continuità sino al letto del Lambro.

Dal momento che parte di questi tracciati versano oggi in condizione d’incuria, venendo talvolta utilizzati anche come punti di scarico clandestino, una loro maggior integrazione all’assetto urbanistico comunale e alle risorse del Parco Valle Lambro non potrebbe che migliorarne la fruibilità, la sicurezza, così come il mantenimento della pulizia.

I mezzi per il raggiungimento di questi obiettivi possono essere qui brevemente illustrati, tenendo presente che il Comune è chiamato a rivestire un ruolo di coordinamento, dal momento che sul proprio territorio e in Brianza esistono associazioni e partner privati che già hanno esperienza d’iniziative simili alla seguente:

1)    Eseguire una mappatura dei percorsi a est del centro sportivo, sino al lungofiume, in collaborazione con i tecnici del Parco Valle Lambro, onde individuare quali siano le eventuali piante ammalorate e gli spazi panoramici di maggior effetto;

2)    Individuati i punti sensibili, metterli in evidenza anche attraverso la creazione di una mappa con Google Earth, così da avere a disposizione un documento facilmente condivisibile attraverso i canali informatici;

3)    Lanciare un concorso aperto a scultori brianzoli del legno, nella formula già ben sperimentata a Biassono del “Talent Garden” (trattandosi di attività fortemente caratterizzante la tradizione di lavoro locale), affinché artisti in via d’affermazione possano dar vita ad opere creative: o mediante la lavorazione delle piante ammalorate, o di eventuali blocchi di legno grezzo messi a disposizione dal Parco Valle Lambro (e/o eventuali partner), per ricavarne sculture/infrastrutture (ad esempio, personificazioni, seggi, panche, tavolini…) installabili nei punti panoramici individuati;

4)    Utilizzare come motivo ispiratore il tema “Spirito di-vino”, affinché le opere reinterpretino la storia del vino e dello sviluppo della sua coltura sul nostro territorio, partendo da una prospettiva di sacralizzazione della natura e preparazione “contemplativa” alla visita del polo museale di Cascina Ca’Nova.

5)    Organizzare una camminata inaugurale (con ticket di partecipazione) in compagnia degli artisti lungo il nuovo percorso-parco “Spirito di-vino”, affinché gli stessi abbiano modo di presentare le proprie creazioni e il pubblico di raccogliere impressioni utili per esprimere il proprio voto di apprezzamento;

6)    Raccogliere le preferenze espresse e sottoporle a una giuria selezionata, che decreterà i primi tre vincitori con l’assegnazione di eventuali targhe e/o premi da concordare;

7)    Promuovere il nuovo percorso “Spirito di-vino” sui propri canali di comunicazione, sulla stampa locale e sui mezzi d’informazione turistica, affinché diventi parte e occasione di visite regolari sul territorio (gruppi di cammino, attività formative e ricreative, manifestazioni tematiche). Il vigneto di Cascina Ca’Nova e la locale sezione del museo civico saranno utilizzati come punto di raccordo per far conoscere servizi, prodotti e attività del territorio raggiungibili utilizzando il percorso stesso;

8)    Trasformare la manifestazione in un appuntamento ricorrente ogni anno, affinché le opere possano essere riadattate in caso di ammaloramento dai nuovi artisti, o implementate di volta in volta, facendo di Biassono una possibile vetrina di lancio di nuovi talenti nella lavorazione del legno.  


A fronte delle iniziative da intraprendere per la realizzazione di questo percorso, mossi dall’intento di raggiungere il più ampio consenso e la più ampia partecipazione al progetto, consapevoli anche dei benefici psicofisici e sociali che un tale percorso-parco può avere sulle famiglie, i giovani e gli anziani del nostro Paese:

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Lista per Biassono impegna il Sindaco, la giunta e il Consiglio comunale tutto a sottoporre una bozza del progetto al Parco Valle Lambro e agli eventuali enti responsabili del patrimonio boschivo territoriale, affinché sia possibile avviare le procedure di collaborazione e sponsorizzazione utili alla realizzazione dello stesso entro il periodo della prossima vendemmia utile; a coordinare il lavoro dei collaboratori e dei partner in sinergia con l’Ufficio Tecnico e l’assessorato alla Cultura e alle Attività Produttive; a relazionare periodicamente sui progressi raggiunti nelle successive comunicazioni di consiglio comunale.

venerdì 18 novembre 2016

B-LOCAL: idee per il futuro dell'economia in Brianza

La Brianza si interroga sulle incertezze del futuro economico del paese e, soprattutto, sulle soluzioni possibili per innescare cambiamenti innovativi, assumere approcci più resilienti, e far fronte ad un sistema capitalistico votato all’iperconsumo che ormai chiaramente non è più sostenibile né benefico per il territorio.
Catalizzatore di queste riflessioni è Studio Apeiron, Laboratorio di arte, design e architettura a chilometro zero di Sovico, che il 10 novembre ha organizzato un evento formativo dal titolo  B-Local: Idee per un futuro prossimo dell’economia in Brianza”. Obiettivo: ragionare insieme agli stakeholder del territorio su potenziali nuove possibilità d’azione basate su economia circolare e sostenibilità ambientale. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di networking e confronto tra realtà locali che spesso non si conoscono ma possono trarre beneficio da uno scambio di expertise e punti di vista. Tra i partecipanti imprese locali, associazioni no profit locali e nazionali, policy maker, rappresentanti di banca, professionisti (psicologi, agronomi, sociologi, naturalisti, architetti…), lo stesso sindaco del Comune di Sovico. Parole chiave dell’incontro: responsabilità sociale, impatto zero, condivisione, sostenibilità, ri-economy, cooperazione, coesione sociale, Km zero, interdipendenza…
Ad aprire i lavori Martina Francesca di Transition Italia (nodo italiano del movimento delle Transition Town), che ha fornito un quadro sui temi della transizione, della resilienza come motore di sviluppo economico, della forza delle comunità nell’avviare processi di trasformazione basati su visioni positive e modelli più sostenibili. Dario Brivio e Francesco Cazzaniga di Studio Apeiron hanno presentato il progetto per la realizzazione di una filiera del legno a Km zero fondata sull’economia circolare. 
Nei boschi della provincia di Monza e Brianza, che peraltro si caratterizza per il consumo di suolo più alto d’Italia, si trovano molti alberi caduti o malati e diverse piante esotiche per le quali è previsto un piano di abbattimento. L’idea che Studio Apeiron propone consiste nel recupero di questi alberi per la realizzazione dei propri prodotti di design, all’interno di un circuito che ne garantisca il taglio corretto e sostenibile, l’affido a una segheria professionale per lo stoccaggio e la stagionatura e il trasporto fino allo studio per la progettazione e realizzazione finale. Garantire la filiera significa affidarsi a professionisti ed aziende certificate in grado di seguire il processo con cura e garantire un prodotto doc. 
È quindi prevista la creazione di una certificazione per i tronchi – diversa da quella usata nella filiera industriale (ogni asse è identificato con un codice) che consentirà di risalire alla provenienza, all’impresa boschiva che ha eseguito il taglio (o la raccolta), al motivo per cui la pianta è stata tagliata, fino al percorso seguito per raggiungere lo studio. L’agronomo Dante Spinelli ha fornito un’analisi dettagliata delle risorse boschive del territorio e ha illustrato le modalità attraverso cui sarà possibile mappare via GPS i tronchi che costituiscono il prodotto finale e vedere online tutta la strada che hanno percorso. A chiudere questo processo circolare Selva Urbana Lab che si occupa di compensazione di CO2 tramite nuove piantumazioni locali. Davide Cazzaniga, esperto di comunicazione ambientale, e Sara Pice, che cura gli aspetti sociali del Lab, hanno sottolineato l’importanza di agire a livello di sostenibilità riqualificando e ridando valore ad aree urbane e spazi degradati, pubblici o meno, attraverso la piantumazione urbana.
Ispirati dalla presentazione della filiera del legno a km zero i presenti, facilitati da Martina Francesca, hanno partecipato ad un momento di confronto collettivo, World Cafè, per esplorare insieme nuove idee per il futuro dell’economia in Brianza. Divisi in tavoli di lavoro i partecipanti sono stati chiamati ad interrogarsi su tre questioni principali: “come immaginano un’economia resiliente in Brianza”, “quali opportunità e ostacoli intravedono”, “Idee e proposte per il futuro”... Le domande hanno alimentato l’ingegnosità collettiva favorendo il dialogo e hanno dato vita a un interessante dibattito da cui è emerso il desiderio di fare rete, creare comunità e valorizzare le risorse umane, materiali e immateriali del territorio, costruendo una filiera più estesa che possa di fatto rappresentare un’opportunità per l’economia locale.
L’incontro è stato solo un primo momento di esplorazione a cui seguiranno altri incontri aperti, con il fine principale di connettere attori sociali ed economici di provenienze diverse, costruire una visione comune per ristrutturare insieme l’economia del territorio, rendendola più resilienti e locale, più ecologica e solidale.
Segnali forti in un momento in cui appare necessario ripensare le logiche di sviluppo e crescita, e in cui la co-progettazione, co-creazione e co-produzione sembrano essere le strategie più efficaci per riconnettere il tessuto locale e aprire la strada a nuove opportunità per il territorio rispettose del territorio stesso. Non a caso, Lista per Biassono ha recentemente depositato in Comune una proposta di mozione per un progetto di valorizzazione dei circuiti verdi interni al Parco Valle Lambro, attraverso l'arta della lavorazione del legno. Il tema sarà oggetto del prossimo consiglio comunale. 

Stay tuned!
Monica Bernardi ha studiato la Sharing Economy in tutte le sfaccettature: dal bike-sharing come BikeMi al crowd-founding, dal co-housing agli open courses in stile Eduopen .
La completezza e i risvolti sociali della sua ricerca hanno portato l'Accademia Nazionale dei Lincei a includerla tra i #GiovaniTalenti che verranno premiati in Università Bicocca a Milano il 5 dicembre 2016.


lunedì 14 novembre 2016

LASCIATE OGNI SPERANZA, OH VOI SCRUTATORI...

Albo degli scrutatori e commissione elettorale, oggi, sono in aperta contraddizione. E' questa la cruda constatazione cui giovedì scorso sono giunti Lista per Biassono e il suo rappresentante Alberto Caspani, eletto per la prima volta come unico membro di minoranza della commissione elettorale (anche in seguito all'abbandono del primo consiglio comunale della nuova amministrazione Casiraghi da parte di Biassono Civica). Ottenuta la possibilità di partecipare attivamente al procedimento di nomina dei prossimi scrutatori, in occasione del fatidico referendum costituzionale del 4 dicembre, Lista per Biassono ha comunque tentato di omogeneizzare le finalità dei due strumenti amministrativi, con l’intento di favorire la massima rotazione possibile dei ruoli designati. 

Il principio irrinunciabile, per garantire oggettività di scelta, consisterebbe nell’ottenere le designazioni attraverso il sorteggio dei nominativi: punto su cui da sempre LpB si batte, senza ottenere però ascolto. Le ragioni del diniego leghista affondano nel forte rallentamento dei lavori amministrativi, causato dalla frequente rinuncia al ruolo una volta designati, nonché dalla necessità di trovare sostituti in tempi sempre più a ridosso dell’eventuale tornata elettorale o referendaria. Effettivamente i dati raccolti nell’albo elettorale appaiono obsoleti, necessitando di una costante verifica del contesto sociale biassonese: dall'iscrizione di un volontario all’altra, studenti potrebbero essersi trasformati in lavoratori, o disoccupati in occupati, senza contare eventuali trasferimenti residenziali in sedi extracomunali. 

Preso atto di tale difficoltà (in realtà ovviabile attraverso aggiornamenti online, in tempo reale, da parte degli stessi iscritti all’albo), Lista per Biassono ha proposto un sistema misto (nomina/sorteggio) basato su criteri oggettivi. In particolare, provare a suddividere i lavori in due turni: il primo, come si è tentato di fare giovedì scorso, individuando inizialmente eventuali disoccupati cui offrire un’opportunità di remunerazione, in seconda battuta favorendo gli studenti (sia da un punto di vista del coinvolgimento nella macchina amministrativa, sia offrendo loro un supporto economico agli studi). In ultima istanza, rivolgendosi ai lavoratori attivi.

Se il gruppo dei disoccupati non risulta mai ampio, e dunque facilmente vagliabile in prima seduta, per quanto riguarda gli studenti i numeri appaiono decisamente maggiori. Per tale motivo, l’uso del sorteggio circoscritto ai loro nominativi permetterebbe di designarli come scrutatori senza far intervenire principi di scelta soggettivi; qualora poi si rivelassero non disponibili a verifica avviata, o già lavoratori, tornerebbe utile ricorrere alle ormai tradizionali liste stilate dai membri di commissione, al fine di sveltire il lavoro amministrativo. Ossia sondare personalmente la possibilità che i prescelti rispecchino i criteri di nomina condivisi: 1) sussistenza di disoccupazione; 2) condizione di studenti non lavoratori; 3) lavoratori dimostratisi attivi e partecipi verso la vita civica; 4) lavoratori con tempo libero a disposizione della comunità. 

Qui emerge però la contraddizione di cui si parlava in apertura: un albo degli scrutatori, in quanto aperto a tutti i cittadini, ha senso se, e solo se, la loro nomina avviene per sorteggio; in caso contrario, chiunque s’iscrivi pensando di godere di una possibilità “oggettiva” di essere scelto, dovrà sempre scontrarsi con una serie di criteri di selezione che rendono altamente probabile – per via dell’elevato numero di iscritti in rapporto ai posti disponibili - l’impossibilità di scelta (nella fattispecie, i lavoratori rispondenti al quarto livello di scelta). 

Sebbene i criteri condivisi possano apparire una garanzia d’oggettività, per i membri di commissione è di fatto impossibile verificare in tempi stretti tutti i nominativi in albo (posto non si voglia adottare un’archiviazione tecnologicamente più avanzata attraverso gli aggiornamenti online). Avendo a disposizione un tempo di scelta non proporzionale al numero degli iscritti, occorre infatti appellarsi a conoscenze orbitanti nelle proprie cerchie di contatti. Tradotto in parole più semplici: o i cittadini disposti a fare gli scrutatori prendono direttamente contatto con i membri di commissione, oppure possono solo sperare di essere sufficientemente conosciuti dagli stessi per entrare nel giro delle nomine.

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Tenuto conto che, seppur gratificante, il compenso per il servizio di scrutatore difficilmente incide sullo status del prescelto, avrebbe dunque senso tornare al puro sorteggio pubblico rispetto ai nominativi in albo. 

La prova dell’attuale “rinnovamento” degli scrutatori – al di là del contributo alla pluralità di LpB – sarà sotto gli occhi di tutti il prossimo 4 dicembre. Qualora anche si notassero volti nuovi, non saranno certo frutto del caso. Dall'altra, resta pur vero che se la minoranza rappresentata in commissione elettorale abdicasse a un suo contributo diretto, gli scrutatori eletti risulterebbero ancor meno plurali. 

Ai cittadini l’ultima parola: in caso di mancato ricorso al sorteggio universale nelle prossime sedute (altamente probabile, visto l’orientamento della Lega Nord), saggio sarebbe lavorare con tutta la società civile a un progetto quanto più ampio e condiviso possibile, in linea con i principi di una vera democrazia diretta. Sicuramente uno spunto da prendere in considerazione, qualora la Lega Nord tenga fede alle premesse fatte in apertura di nuovo mandato, allorché venne pubblicamente dichiarata la volontà di "rivedere lo statuto comunale e i suoi strumenti di partecipazione civica". Per il momento, il tutto si è concretizzato nell'introduzione della nuova figura di presidente del consiglio comunale, ricoperta da Mauro Rossi, risultato però nominato anche come membro di maggioranza in commissione elettorale. Una duplicità di ruolo forse non ideale per sostenere il carattere "super partes" del nuovo presidente.  

martedì 8 novembre 2016

UNA VIA "FANTASMA" PER IL PEDIBUS DI BIASSONO


Si abbassano le temperature, cresce il numero delle auto pronte a depositare i pargoletti direttamente nella aule scolastiche. Ormai è quasi una legge meteorologica, che si ripropone regolarmente ogni anno a partire dall’autunno, per resistere sino a primavera inoltrata. In sostanza, lungo la maggior parte dell’anno scolastico biassonese. Svaniti nel nulla i buoni propositi d’istituire il pedibus, progetto per cui a lungo si è battuta Lista per Biassono e capace infine di far breccia anche nelle prerogative dell’ultima giunta Malegori, il traffico alimentato da genitori troppo solerti resta però un problema quanto mai vivo e contraddittorio. 

Non a caso, diverse famiglie sono tuttora impegnate a raccogliere firme per chiedere almeno la chiusura temporanea di via Don Minzoni nei pressi della scuola media “Pietro Verri”, onde facilitare le operazioni di entrata e uscita degli studenti più grandi. Al vaglio delle possibili soluzioni per agevolare la pedonabilità cittadina, è emersa una soluzione che ha lasciato tutti tanto sorpresi, quanto spiazzati: a Biassono, nell’arco degli ultimi 30 anni, è di fatto scomparsa una via strategica. Chiunque passi oggi per l’ingresso al Parco di Costa Alta, noterà a lato un piccolo cancello che pare richiudersi sul nulla. 

Eppure, se si prendessero in mano i mappali storici del Comune, dietro quella soglia misteriosa è ancora ben segnato un sentiero che, spingendosi sino alla scuola elementare “M. L. King”, corre in coincidenza della cinta muraria del Parco, almeno sino a Cascina S. Andrea. Che ne è stato, dunque? Che fine ha fatto? Gli atti amministrativi recenti non ne danno notizia, ma il sospetto di alcuni genitori è che il sentiero (risalente probabilmente al tracciato storico del periodo romano) sia stato piano piano fagocitato dai giardini delle villette attigue, sottraendolo ad un Comune complicemente distratto. 

Certo un casus che andrebbe portato immediatamente al vaglio della legge, passibile di eventuali espropri verso chi, sulla carta, non potrebbe vantare alcun diritto, trattandosi di patrimonio pubblico. Se la via fosse ancora aperta, per gli alunni delle elementari si prospetterebbe infatti un passaggio verso via Costa Alta in totale sicurezza, perfettamente integrato nell’habitat naturale del parco, nonché in grado di stemperare il consueto affollamento di genitori ed auto che si crea davanti alla scuola di S. Andrea. 

Dall’altra, il sentiero potrebbe collegarsi ai tracciati già ben marcati all’interno del Parco, permettendo un comodo deflusso anche verso l’area di Costa Bassa. Insomma, una vera e propria “greenway” capace di offrire una boccata d’ossigeno a un traffico scolastico urbanisticamente sempre più inaccettabile e assai poco ecologico. Ogni nuovo piano di viabilità locale dovrebbe allora prendere in considerazione quest’opzione, benché il primo vero passo per un miglioramento della situazione spetti anche e soprattutto alle abitudini di vita dei biassonesi stessi. Brianzoli della specie più pigra, pronti a cavalcare l’auto persino per i pochi metri che li dividono da casa alla chiesa, replicando analoghi problemi durante il weekend.

mercoledì 2 novembre 2016

VIGILANTES A BIASSONO: QUANTE PERPLESSITA'...

E' novembre: cadono le foglie e arrivano i vigilantes. Con la Delibera di Giunta n.111 del 18 ottobre, a far data dal 1° novembre e fino a tutto il 31 ottobre 2017, è stato istituito a Biassono un servizio di "vigilanza ispettiva e pronto intervento su chiamata".
Servizio che verrà espletato attraverso pattuglie di Guardie Particolari Giurate ed avrà come "obiettivi sensibili" tre piazze del territorio comunale (San Francesco, Libertà, don Umberto Ghioni).
Servizio di vigilanza notturna con lo scopo di "custodire e preservare i siti e i beni ivi contenuti di proprietà comunale, da furti e danneggiamenti che possano comprometterne la funzionalità".
Servizio che dovrà essere svolto da guardie giurate "in uniforme e visibilmente armate", mediante una visita ispettiva notturna (ad orari casuali tra le 23,45 e le 04,00) nei tre luoghi sopra indicati per il periodo tra il 1° novembre 2016 ed il 30 aprile 2017, e due visite ispettive notturne per il periodo dal 1° maggio al 31 ottobre 2017).
Imprecisato, al momento, l'onere a carico delle casse comunali per lo svolgimento di tale servizio. Sin qui la notizia, anticipata dalla stampa locale.
Rimangono le perplessità.
Anzitutto, suona paradossale leggere che tale servizio "è reso necessario a causa dell'esiguità del personale della Polizia Locale".
I biassonesi, loro malgrado, sono ben a conoscenza di come, negli anni, la Lega Nord ha gestito il corpo della Polizia Locale. Senza ritornare sulle ultime recenti vicende, ricordiamo solamente che, ad oggi, l'amministrazione comunale ha ancora un agente "distaccato" in Biblioteca e si è vista citare in giudizio per causa di lavoro da altro agente.
In generale, poi, sappiamo che la difesa delle persone e dei beni è compito essenziale dell'istituzione pubblica, che lo assolve per il tramite delle Forze di Polizia.
Sappiamo anche che la Vigilanza Privata costituisce un'eccezione al predetto principio. Con la conseguenza, pertanto, che le autorizzazioni rilasciate per espletare servizi di vigilanza privata, costituendo una deroga al principio generale, dovrebbero rivestire carattere di eccezionalità ed essere concesse solo in presenza di particolari presupposti dai quali si dovrebbe desumere l'impossibilità da parte delle forze dell'ordine di garantire esaustivamente le esigenze di sicurezza dei cittadini.
Anche perché le due figure non sono assolutamente paragonabili per competenze, qualifiche giuridiche e livello di qualità del servizio.
L'attività che a Biassono viene superficialmente affidata alle guardie giurate private, anche se sostanzialmente imperniata sulla semplice osservazione, rimane comunque di estrema delicatezza.
E, in ogni caso, se il servizio può essere concepito, al più, come corollario della più generale attività di controllo del territorio, vogliamo sperare che agli operatori dell'Agenzia di vigilanza privata prescelta non venga attribuita la qualifica di Pubblico Ufficiale.
Se infine lo scopo era quello di garantire la serena fruizione degli spazi comunali ai cittadini, non si comprende perché prioritario non sia restituire socialità ai luoghi pubblici biassonesi e la ragione per la quale tali guardie giurate private non vengano utilizzate, magari non armate, nei giardini ed aree pubbliche od alla stazione, a seconda delle situazioni di criticità riscontrate e già manifestate da tempo sul territorio comunale.

     
  
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domenica 30 ottobre 2016

POLIZIA LOCALE SENZA PACE

Si può tirare la coperta a destra o a sinistra, in alto o in basso, ma la situazione della polizia locale continua a rivelare aspetti conflittuali, se non imbarazzanti. Per quanto la Lega Nord abbia tentato e stia tentando di sorvolare sul problema, il corpo biassonese non trova pace: con deliberazione n.113 del 18 ottobre, la giunta ha autorizzato il sindaco a costituirsi nel giudizio innanzi al tribunale di Monza, sezione Giudice del Lavoro, promosso da un appartenente al corpo di polizia locale, tendente ad ottenere l'inquadramento in categoria superiore.
Ulteriore conseguenza di una mala gestione di chi, negli anni, ha esercitato la responsabilità sul Personale e sulla Sicurezza.
Il dipendente suddetto presta servizio a Biassono solo dal 16 marzo 2014, ma il suo rapporto di lavoro si è rivelato ben presto alquanto accidentato.
Con determinazione n.334 del 30 luglio 2015 l'Agente di cui trattasi veniva nominato "Capo Ufficio con specifiche responsabilità", nomina successivamente revocata con determinazione n.435 del 12 novembre 2015 perché il destinatario stesso del provvedimento "ha espressamente richiesto un riesame dell'atto di nomina".
Riesame reso opportuno e necessario anche e soprattutto dalla circostanza che l'atto di nomina "sarebbe dovuto transitare attraverso una contrattazione decentrata, come così non avvenuto per ragioni di carattere d'urgenza e di organizzazione del servizio".
Lamenta la giunta che l'azione legale del dipendente sia stata intrapresa "nonostante l'Amministrazione comunale avesse assunto con il dipendente in questione l'impegno di attivarsi per sottoporre all'Aran (Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e alla Corte dei Conti, una preventiva valutazione sulla legittimità circa la sua rivendicazione, pur nutrendo sin dall'inizio forti dubbi sulla fondatezza".
Che dire?
Approssimazione e atti unilaterali hanno portato all'ennesima causa di lavoro, i cui oneri legali saranno, come sempre, destinati a ricadere a carico delle ormai esauste finanze comunali.
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mercoledì 26 ottobre 2016

PIAZZA LIBERTA': NO COPYRIGHT, NO PARTY

Piazza Libertà non ci sta. L’annuncio dell’allestimento di una pista per pattinaggio su ghiaccio durante il periodo natalizio, lanciato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale, ha lasciato  i residenti locali con l’amaro in bocca, dopo che la sede prescelta è ricaduta su Piazza Italia. Un vero e proprio scippo, tenuto conto che la proposta originale era stata elaborata in seno a quegli stessi commercianti che, faticosamente, stanno cercando di riportare l’attenzione pubblica su uno spazio d’aggregazione ormai privato persino del suo vero nome: le insegne che pubblicizzano i “Giardini Padani”, a detta dei locali, sono già di per sé indicative dell’incapacità di promuovere le attività della zona. 

Siamo una piazza, non dei meri giardini - rilanciano - ma da anni veniamo considerati solo una scomoda periferia. Dalla fine degli anni ’90 il numero di eventi e manifestazioni organizzate qui è drasticamente calato e ora, quando stavamo tentando un nuovo approccio, ci hanno rubato persino l’idea della pista da ghiaccio e dei mercatini. Non esistono copyright, hanno ribattuto in Villa Verri, benché avessimo sottoposto il progetto sin da maggio: bene, non si aspettino allora alcuna collaborazione in futuro”. 

Lo sfogo di questi giorni non è nuovo: già la scorsa primavera i commercianti locali avevano alzato la voce in occasione delle imminenti elezioni amministrative, ribadendo lo stato d’incuria in cui versa piazza Libertà. Le difficoltà che gravano sui diversi esercizi, oltretutto, stanno creando tensioni fra gli stessi commercianti, dal momento che ognuno lamenta specifiche problematiche e vorrebbe si desse attenzione prima all’una, piuttosto che all’altra. In realtà, il disagio appare comune a tutti e in egual misura. La piazza funziona più come parcheggio che come polo attrattivo; i giardinetti sono fatiscenti, le manifestazioni latitano. Non a caso, Lista per Biassono aveva lanciato l’idea di fare di quest’area un primo esperimento biassonese di “social street”, o meglio “social square”, sul modello di quanto sperimentato con successo a Monza in via Bergamo. Area periferica, trasformatasi in poco tempo nel fulcro della movida locale, con una serie ininterrotta d’iniziative culturali, mercatini, esibizioni, performance artistiche, capaci di animare il quartiere, senza tuttavia arrecare disturbo, ma anzi migliorando addirittura le condizioni di sicurezza dell’area.

Ospitare in Piazza Libertà il pattinaggio su ghiaccio avrebbe conferito non solo continuità a un’iniziativa analoga svoltasi in estate - aggiungono - ma avrebbe offerto anche uno spazio maggiormente protetto, senza creare disagio a quanti si vedranno privati dei parcheggi di Piazza Italia da fine novembre ai primi di gennaio. Avevamo informato l’amministrazione del progetto mesi fa, proponendo addirittura di prenderci direttamente cura del bagno per portatori di handicap costantemente chiuso al pubblico: all’inizio avevano opposto una questione di costi, sostenendo che le spese accessorie sarebbero ammontate a 18mila euro, nonostante l’occupazione del suolo pubblico sia gratuita per questo tipo di manifestazioni. Chi deve pagare, in realtà? Qui occorre negoziare fra le parti, visto che ognuno ha da guadagnarci: peccato che alla fine noi siamo rimasti con un pugno di mosche, mentre Piazza Italia si è aggiudicata ancora una volta una nuova manifestazione pubblica”.


Le proteste non si sono fermate in paese, ma sono state sottoposte addirittura a Giuliana Pezzini, dell’Unione commercianti di Monza e Brianza, sebbene l’unica risposta ottenuta sia stata quella di mettere in piedi un comitato per poter beneficiare di eventuali fondi di promozione. Un’idea sin troppo ambiziosa, posto che l’intento è riuscire a proporre almeno qualcosa in piazza Libertà: unire i commercianti di tutta Biassono si è rivelata infatti impresa al di sopra delle possibilità stesse dell’amministrazione. Facendo un passo a lato, il problema non andrebbe posto in termini di contrapposizione o concorrenza fra piazze: entrambe potrebbero trarre giovamento reciproco, se esistesse un piano omogeneo, capace di veicolare i flussi su entrambi i poli, o addirittura coinvolgendo anche il centro storico, attraverso la differenziazione del tipo di attività svolte. L’idea di allestire casette natalizie con prodotti tipici potrebbe forse funzionare, o anche lanciare altre attività sportive d’intrattenimento. Ancora una volta, però, è prevalsa una mentalità opportunistica, puntando a depredare chi ha idee, piuttosto che aiutare a sviluppare le stesse al meglio e col più ampio concorso cittadino. Piazza Libertà non ha intenzione di arrendersi ed elaborerà presto una controrisposta: ma è chiaro che senza un cambio di mentalità, così come di una maggior collaborazione fra cittadini, commercianti ed istituzioni, Biassono finirà per scivolare di nuovo sul ghiaccio, anziché volteggiare sui pattini.