Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

domenica 24 luglio 2016

PRO E CONTRO DELLE NUOVE ONEROSITA' COMUNALI

La delibera di Giunta n.81 dello scorso 7 luglio è destinata a passare agli annali non solo, ed esclusivamente, per l'introduzione di un contributo economico in caso di utilizzo di sale comunali in occasione di nozze civili, ma anche, e soprattutto, perché spalanca le porte all'onerosità, pro futuro, di tutta una serie di servizi resi dal pubblico.

Con apposito Regolamento verranno infatti d'ora innanzi individuate prestazioni “non rientranti tra i servizi pubblici essenziali” per le quali l'Amministrazione Comunale richiederà un contributo economico all'utente.

Il ricavato dalle consulenze o dai “servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari” sarà destinato: a) alla totale copertura dei costi sostenuti dal Comune; b) il 50% dei ricavi netti, per incrementare le risorse per la contrattazione decentrata del personale dipendente e dirigente del Comune; c) il restante 50% dei ricavi netti, al miglioramento dei saldi di bilancio.

Al momento il Regolamento appena varato contempla le seguenti tipologie di prestazioni:

1)     servizi di scorta a convogli eccezionali transitanti sul territorio comunale
2)    servizi di vigilanza aggiuntiva in occasione di attività/eventi organizzati da terzi
3)    servizi viabilistici aggiuntivi in occasione di attività/eventi organizzati da terzi
4)  celebrazioni di matrimoni civili presso le sale comunali (200 euro + IVA per i residenti; 400 euro + IVA per i non residenti. Fino ad ora la concessione della sala Civica per i matrimoni civili era gratuita nel caso in cui uno dei nubendi fosse residente a Biassono)
5)    servizi di consulenza

Trattasi di un primo elenco; la possibilità di aggiornare lo stesso viene infatti demandata alla Giunta, “che vi provvederà con proprio atto attenendosi ai principi del presente Regolamento” .

Per ogni singolo servizio viene determinato un contributo calcolato sulla retribuzione oraria lorda del personale impiegato nella prestazione, aumentata di una percentuale variabile tra il 30 ed il 50 per cento, nonché del costo di ammortamento e manutenzione dei beni di proprietà comunale necessari per l'esecuzione della prestazione.
Specifica richiesta va inoltrata, di norma 30 giorni prima dell'iniziativa, al Capo Settore responsabile del Servizio interessato.

Il Comune, a suo insindacabile giudizio, può rifiutare l'erogazione della prestazione; il pagamento del contributo deve essere versato anticipatamente.

A rischio anche le feste o manifestazioni che beneficiano del patrocinio dell'Amministrazione comunale: è infatti prevista la possibilità, per la Giunta, di inserire di volta in volta nel dispositivo della deliberazione del patrocinio, “la deroga, ovvero la considerazione che pur essendoci il patrocinio del Comune di Biassono, il Terzo che organizza dovrà pagare le tariffe per il servizio richiesto”.

Positiva la previsione che “sono escluse le prestazioni a favore di persone fisiche o giuridiche la cui attività e statuto, ove esistente, non si ispiri al rispetto dei valori costituzionali” (articolo 4, comma 5 del Regolamento).
Ciò dovrebbe scongiurare, se intendiamo bene, l'eventualità che l'Amministrazione comunale possa un domani fornire prestazioni a movimenti ed associazioni che si ispirano a principi quali il razzismo, il fascismo, la xenofobia, l'irredentismo o la secessione.
Chiudiamo con una precisazione ed una raccomandazione: la delibera in oggetto tocca materie che concernono la distribuzione di compensi incentivanti ai dipendenti ed agli incaricati di Posizione Organizzativa (anche in deroga, è detto, ai tetti di retribuzione di risultato).

Si rende pertanto indispensabile un confronto tra le parti sociali e l'immediata apertura di un tavolo di trattativa sindacale.

Le Amministrazioni passate ci avevano abituato ad atti unilaterali che poi degeneravano in impugnazioni e contenziosi infiniti. Ad oggi ci risulta che le organizzazioni sindacali dei dipendenti non sono state neppure contattate; non vorremmo si corresse il rischio di ulteriori procedimenti per comportamento antisindacale.

Che non sarebbe la prima volta per una Giunta biassonese a guida Lega Nord.    





venerdì 22 luglio 2016

GLI ARTIFICI DEL BILANCIO COMUNALE


Nuova giunta, vecchi metodi. Con l'ultimo consiglio comunale, svoltosi ieri sera in Villa Verri, la giunta ha provveduto a convalidare con i soli propri voti utili un assestamento di bilancio che non solo non lancia alcun segno di discontinuità con le precedenti politiche (nonostante siano gli stessi esponenti di maggioranza a lamentare difficoltà economiche che presto potrebbero mettere ancor più alle strette l'amministrazione comunale), ma dimostra anche la deliberata volontà politica di non aver voluto accogliere gli emendamenti presentati da Lista per Biassono in fase preventiva, finalizzati ad alleggerire il carico fiscale sui biassonesi, così come i suggerimenti d'iniziare ad avviare forme di gestione partecipata dei servizi pubblici (oggi strumento delle amministrazioni più all'avanguardia, pensato proprio per responsabilizzare il cittadino di fronte al decremento delle risorse finanziare disponibili, onde continuare a garantire servizi di qualità attraverso un concorso diretto alla cosa pubblica). Dall'altra, occorre poi rilevare i tempi sempre stretti con cui la documentazione di bilancio viene sottoposta all'opposizione, oltretutto non accompagnata da "strumenti di lettura" come il Piano economico di gestione, indispensabile per comprendere nel dettaglio le voci in esame.   

Ma vediamoci meglio. L'assestamento di bilancio "ha spostato" 1.157.097,25 euro, così ripartiti:

maggiori entrate: 4.131.385,05
minori entrate: 2.974.287,80
maggiori spese: 1.533.136,24
minori spese: 376.038,99

L'assestamento, a detta del Revisore, consiste "nell'adeguamento di taluni stanziamenti di risorse".

Preso atto che l'IMU incrementa il proprio gettito di 70.782,73 euro (da 1.590.000 a 1.660.782,73) e che la TASI diminuisce di 79.673,57 euro (da 615.000 a 535.326,43), cerchiamo allora di vedere in cosa consistano questi "adeguamenti di taluni stanziamenti di risorse".

La variazione che balza subito all'occhio, tra quelle di spesa, è l'abnorme aumento del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, che passa dai preventivati 240.383 a 1.035.383 euro.
Un incremento di ben 795.000 euro! Più che quadruplicato!

Sono anni che Lista per Biassono pone l'accento sulla massa dei residui attivi di dubbia esigibilità. Il vincolare nell'apposito Fondo altri 795.000 euro non ci fa dormire sonni tranquilli; così come dovrebbe preoccupare ogni cittadino biassonese. In realtà tale incremento pare giustificato dalla necessità di portare a Bilancio 700.000 euro di vecchie sanzioni per violazione del Codice della Strada. Tra le variazioni in entrata, infatti, la voce "Entrate da famiglie derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti", si assesta, in aumento, proprio di 700.000 euro.

Le entrate da sanzioni per violazione del Codice della Strada ammontavano a:

295.200 euro nel 2014
363.850 euro nel 2015
345.000 euro a Bilancio Preventivo 2016, solo nell'Aprile scorso; ed oggi assestati a 1.045.000!

Ci sfugge la logica ed il senso di questi artifici contabili.

È un po' come dire: metto a Bilancio 700.000 euro in entrata, ma siccome sono pressoché certo di non riuscire a riscuotere neppure un euro, a titolo precauzionale, apposto analoga cifra nelle passività.

Per il resto, prendiamo atto dell'aumento degli Oneri di Urbanizzazione per 340.607 euro, in conseguenza di contenzioso per abuso edilizio accertato. Importo equivalente in apposito fondo (sempre a titolo di precauzione ) nelle spese in conto capitale.

Così come di altre minori variazioni: Servizio Cimiteriale:  - 10.000 euro (da 41.000 a 31.000 euro); Aree protette, Parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione:  - 20.000 (da 176.000 a 156.000 euro); Gestione Beni Demaniali: - 36.000 (da 36.500 a 500 euro); Entrate vendita ed erogazione di servizi: + 49.370 (da 87.800 a 137.170 euro); Gestione Entrate Tributarie, spese correnti: - 10.000 (da 25.000 a 15.000 euro); trasferimenti da Istituzioni Sociali Private (?): + 10.500 (da 0 a 10.500 euro).

In sede di Bilancio Preventivo, Lista per Biassono aveva depositato un unico emendamento che prevedeva, con impegno di 120.000 euro, l' innalzamento della soglia di esenzione per l'addizionale comunale Irpef dagli attuali 7.500 a 15.000 euro; oggi, a distanza di pochi mesi e viste le partite economiche, ci pare di poter rilevare che, se ci fosse stata la volontà politica di sostenere tale emendamento, le risorse e gli stanziamenti si sarebbero potuti tranquillamente individuare.

Stante queste condizioni, il voto all'assestamento di bilancio non ha potuto che essere di contrarietà.

lunedì 18 luglio 2016

QUANTO PUO' VOLARE ALTO LO SGURBATEL?

Quanto può volare alto lo Sgurbatel? Il rilancio del vino “made in Biassono”, celebrato in pompa magna sabato scorso, 16 luglio, durante la degustazione organizzata dall’amministrazione comunale nel vitigno di via Madonna delle Nevi, è un progetto che mostra sicuramente un grande potenziale. Culturale, in primis, ma anche e soprattutto commerciale e turistico. Il rischio, tuttavia, è che resti più una testimonianza folkloristica, che una piattaforma di rilancio per la produzione agricola biassonese. 

Il sindaco Luciano Casiraghi, giunto ad alzare il calice del secondo raccolto, ha usato toni molto prudenti: “La coltivazione della vite coinvolge oggi una superficie di circa 1000 mq, su cui insistono 500 piante - ha ricordato - ragion per cui la produzione massima è stata di  una cinquantina di bottiglie. Grazie alla collaborazione professionale dell’azienda agricola di Maurizio Palombi, la qualità del vino è cresciuta, avendo ottenuto ora un pinot rosso molto più intenso della prima raccolta, ma con queste cifre non potremo far altro che utilizzare la nostra produzione per omaggi istituzionali”. 


E sarebbe un vero peccato, tenuto conto che il progetto - capace di coinvolgere gli alunni dell’Istituto comprensivo biassonese, portandoli al successo nel concorso scolastico indetto da Regione Lombardia per Expo2015 - ha già ottenuto risonanza extracomunale. 

Qualora la produzione fosse aumentata, le attuali regolamentazioni prevedono però che ci si costituisca in azienda vitivinicola, dovendo far fronte ai mille cavilli commerciali che stabiliscono quali possano essere, o meno, le zone effettivamente riconosciute a vite, oltre a dover fronteggiare le severissime limitazioni europee. Insomma, una strada nettamente in salita, nel caso in cui si rinunciasse a una dimensione oggi inquadrata nei limiti legali del “vigneto famigliare”. O, forse, un’opportunità per sperimentare un nuovo modello di commercializzazione. 


Il vino di Biassono, infatti, non è un vino come tanti altri. E’ un vino che può vantare secoli di tradizione alle spalle, oltre ad un’attestazione ufficiale che risale niente meno che ai tempi del nostro illustre vescovo Ansperto da Biassono: nel suo testamento dell’879 d.C., viene menzionato addirittura un nome ufficiale “petia una de vite in eodem fundo de Blassono locus ubi nominatur Cenacello…” (“un appezzamento con viti nello stesso fondo di Biassono nel luogo che si chiama Cenacello”). 

La vigna di Cenacello, dunque, sarebbe ad oggi il nome più antico conosciuto per una vigna biassonese. Stando a quanto ne deducono i ricercatori del Gral, l’etimologia potrebbe derivare da “cena” o “cenaculum”: un vino cioè adatto per la cena del padrone o per i riti del culto cristiano. Simili testimonianze non andrebbero affatto sottovalutate, tenuto conto che sono assai poche le ricerche sul campo in grado di attestare l’antichità di una produzione locale con tanta precisione: il primo passo per il futuro, dunque, dovrebbe consistere nell’esplicitare tali nobili radici sull’etichetta del vino (disegnata con grande abilità dalle scuole biassonesi, ora menzionate sulle bottiglie insieme al Comune e al Museo Civico), oltre a spiegare perché la produzione di Biassono sia tanto speciale nel contesto vitivinicolo italiano ed europeo. 


E qui, di nuovo, Biassono può mettere sul campo un altro contributo, tanto raro quanto prezioso. Non è un mistero che il nostro concittadino Conte Carlo Verri (1743-1823), appassionato di tecniche agricole, compisse rivoluzionarie sperimentazioni nel territorio di Biassono, al punto da dare alle stampe un vero e proprio best-seller dell’epoca: “Saggio di agricoltura pratica sulla coltivazione delle viti” (1803), foriero di ben cinque riedizioni unitamente a un altro saggio dedicato alla coltivazione del gelso (altra coltura su cui molto ci sarebbe oggi da lavorare). Non fu il suo solo testo a tema a raggiungere ampia popolarità addirittura fuori dall’Italia, ma certamente è al suo interno che sono menzionate specifiche procedure e accortezze che spinsero il Conte a considerare l’uva Colciasca (detta anche Bottascera, Marcellana o Margellana), nonché quella Balsamina, ideali per ricavare “un vino eccellente, non inferiore ai vini toscani”. Lo stesso Carlo, che indica nel fondo di 100 pertiche e 500 piante lo “standard” biassonese, arrivò a produrre anche un’imitazione degli “zampillanti e fumosi vini della Sciampagna”. 



Tenuto conto della vicinanza della scuola di agraria del Parco di Monza, esistono dunque tutte le condizioni per “brevettare” una formula di produzione tipicamente biassonese che, indipendentemente dai quantitativi e dalla qualità, immetterebbe sul mercato bottiglie con un valore economico da collezione. Soprattutto se fossero numerate ed eventualmente tutelate da un marchio di qualità locale. Occorrerebbe naturalmente far conoscere l’importanza e l’esclusività di tale produzione, organizzando sul territorio un percorso guidato al vitigno sperimentale di via Madonna delle Nevi: muovendo dai locali del museo civico “Carlo Verri” e valorizzando i tracciati verdi presenti nei terreni in zona Parco Lambro, di fatto esiste già una piacevole escursione ciclo-pedonale, ma andrebbe corredata da segnaletica su cui riportare i testi prodotti dal Gral (inclusi quelli presenti nel nuovo Atlante Toponomastico, grazie al quale Lista per Biassono ha già sperimentato lo scorso maggio un itinerario di successo). 

Non va infatti sottovalutata la posizione dell’attuale vitigno, comodamente raggiungibile dal Centro storico attraversando i sentieri che si dipartono da Via delle Vigne, così come dalla stazione dei treni (dove il vitigno sperimentale andrebbe segnalato in un apposito info-point) o dalla ciclovia del Lambro, oltre che prossima alla sezione distaccata del museo agricolo delle Cascine. Va da sé, infine, che sulla cultura del vino si potrebbero poi organizzare seminari, corsi, saggi eno-gastronomici, nonché iniziative di adozione di vigneti per produzioni su larga scala: tutte attività idonee per sviluppare una vera e propria carriera lavorativa destinata ai ragazzi del nostro territorio. 

Basti pensare ad alcune esperienze di successo recentemente lanciate da giovani imprenditori votatisi alla riscoperta della cultura agricola brianzola, come il progetto “Zafferanza”, curato dal sodalizio Mastri Speziali e affiancato all’inaugurazione di sabato scorso, insieme a prodotti agricoli a km zero. Dall’altra, però, oggi ci si scontra con una mentalità che appare ancora troppo chiusa su se stessa, come dimostra la paradossale installazione della nuova segnaletica della Corona del Parco al di sotto della torre di Biassono: un tabellone che vorrebbe sì segnalare le eccellenze commerciali del territorio, senza però indicare quali siano i motivi per ritenerle tali e, soprattutto, senza prevedere neppure una traduzione inglese dei testi (oggi fra l’altro spendibile attraverso l’uso di pratici QR code). Insomma, molto c’è da lavorare, come da tempo Lista per Biassono si sta sforzando di far comprendere e come timidamente pare ora recepire la giunta leghista; notevoli potrebbero essere poi le prospettive di crescita, ma occorre innanzitutto un diverso approccio. Un’azione di concerto che investa e “formi” ampi strati della cittadinanza, tuttora inconsapevole delle risorse esistenti sul proprio territorio.     

martedì 12 luglio 2016

CONCESSIONE ASILO CASTELLO: che futuro?

Concessione asilo Castello: ci siamo. Ora è tutto nero su bianco. Uno degli ultimissimi atti della passata Giunta Malegori era stato infatti quello d'indire una gara ad evidenza pubblica per la concessione a terzi del bene immobile di proprietà comunale, ormai comunemente noto come Asilo Castello. Si trattava del tentativo in extremis, dopo i tre precedenti andati deserti, di non presentarsi al corpo elettorale con un pugno di mosche in mano ed una struttura pubblica, ultimata nel giugno 2012, ancora abbandonata ed inutilizzata.

In coerenza e continuità con gli indirizzi della passata amministrazione, uno dei primi provvedimenti (deliberazione n.76 del 28.06.2016) della Giunta Casiraghi ha riguardato la stipula dell'atto di concessione con la Società BBE (Brianza Bilingual Education), migliore offerente, tra due, della gara pubblica.

Ci pare utile evidenziarne, per sommi capi, i punti principali.

DURATA DELLA CONCESSIONE:

a) la concessione avrà la durata di anni 3 ed è escluso il suo rinnovo tacito.
b) la stessa potrà eventualmente essere rinnovata per un periodo non inferiore a 6 anni rinnovabili su istanza di parte, entro e non oltre 8 mesi prima della cessazione.
c) il concessionario si riserva al termine delle scadenze contrattuali proporre al Comune di Biassono, per una più proficua e diversa valorizzazione dell'immobile, offerta di acquisto dello stesso sul quale potrà in ogni caso esercitare diritto di prelazione.

CANONE DI CONCESSIONE:

a) il concessionario corrisponderà al Comune, oltre ad IVA di legge, quattro rate trimestrali uguali per un totale annuo di euro 15.650,00.
b) in caso di ritardato pagamento si applicheranno gli interessi moratori.
c) il mancato pagamento di due rate di canone comporta la decadenza della concessione.

GARANZIA:

A garanzia del rispetto delle clausole e condizioni contrattuali il concessionario si impegna a consegnare, prima della sottoscrizione, una polizza fideiussoria per un importo di euro 7.825,00 (pari a due rate trimestrali).

ONERI A CARICO DEL COMUNE:

a) interventi di manutenzione straordinaria dell'edificio e degli impianti per tuta la durata della concessione
b) copertura assicurativa sull'immobile.

ONERI A CARICO DEL CONCESSIONARIO:

a) spese di custodia e pulizia
b) utenze (telefoniche, acqua, energia elettrica, riscaldamento e condizionamento d'aria)
c) interventi di piccola ed ordinaria manutenzione
d) spese per acquisto di materiale e di strutture ludico-didatiche, sanitario, per mezzi, materiali e personale impiegato nel servizio.

DESTINAZIONE D'USO DEI LOCALI:

a) il concessionario si impegna ad utilizzare l'immobile affidato in concessione prioritariamente per la realizzazione di un asilo nido d'infanzia e una scuola dell'infanzia paritaria nonché altri servizi e interventi rivolti alla collettività, con riferimento esclusivo al sostegno della genitorialità.
b) il concessionario potrà convenzionarsi con il Comune di Biassono ai sensi della "Convenzione a disciplina dei rapporti tra il Comune di Biassono e le Scuole dell'infanzia biassonesi per il triennio scolastico 2016 - 2019 ( in sostanza, beneficerà dei seguenti contributi comunali: euro 10.000 per ogni Sezione da una a quattro; euro 16.000 per ogni Sezione da cinque a sette; euro 21.000 per ogni Sezione dall'ottava)  
c) il concessionario si impegna ad applicare per i minori residenti nel Comune di Biassono uno sconto delle rette mensili per i servizi erogati pari al 5%
d) il concessionario, in caso di raggiungimento della massima capienza, dovrà dare priorità ai minori residenti nel Comune di Biassono
e) al Comune di Biassono è riservato l'utilizzo esclusivo di alcune aree poste al piano interrato e destinate a deposito e ricovero di beni mobili di proprietà comunale (vi si potrà accedere autonomamente mediante rampa veicolare posta nel parcheggio interno al fine di non interferire con le attività svolte dal concessionario e non vi potrà depositare materie esplodenti, merci infiammabili o in qualsiasi modo pericolose per la salute e l'incolumità delle persone e l'integrità dell'immobile concesso).
f) il cambiamento della destinazione d'uso originariamente convenuta, anche se parziale, in assenza di autorizzazione scritta concessa dalla civica amministrazione proprietaria, comporta la decadenza, di diritto, del contratto. Il Concedente, in seguito ad eventuale modifica della destinazione d'uso, potrà adeguare il canone di concessione, in relazione alla tipologia della nuova attività da svolgere.
g) al termine della concessione tutte le attrezzature, inclusi gli ulteriori materiali, arredi e strutture ludico didattiche, eventualmente acquistate nel corso del periodo di concessione, ritorneranno nella proprietà del concessionario.


Il giudizio di Lista per Biassono sull'intera vicenda è noto; riservandoci di tornare in maniera più approfondita in argomento, crediamo tuttavia ci siano tutti i presupposti affinché i cittadini di Biassono debbano seguire con attenzione e cautela gli sviluppi della situazione.       

domenica 10 luglio 2016

Foto della settimana: VISITE INUSUALI IN VILLA VERRI

Che succede in municipio? Non pochi si sono posti questa domanda, quando in settimana è apparsa nel cortile retrostante di Villa Verri un'auto della polizia proveniente dal Comune di Terno d'Isola (provincia di Bergamo). Mistero ancor più fitto, tenuto conto che all'ufficio della Polizia locale nessuno sapesse nulla, benché prassi voglia che fra agenti di corpi colleghi sia previsto il saluto al Comandante del Comune in cui si è in visita. A Biassono nulla di tutto questo. La Polizia locale non era informata, nonostante agenti di Terno d'Isola fossero in riunione col personale amministrativo. Controlli? Nuovi accordi di collaborazione? Cambio della guardia? O ulteriori sviluppi dopo il caso sopito dello "scandalo balli"? Forse sarà la polizia stessa a fornire una risposta, quando la ragione della visita sarà chiarita e resa pubblica.  


lunedì 4 luglio 2016

DUE QUESITI PER IL NUOVO SINDACO

INTERROGAZIONE DEL GRUPPO CONSILIARE LISTA PER BIASSONO
IN TEMA DI RINUNCE E TRANSAZIONI

Rammentiamo ancora oggi la seduta di Consiglio Comunale del 2012 nel corso della quale la passata Amministrazione ha magnificato la stipula dell'atto di transazione tra il Comune di Biassono ed i dipendenti comunali nominati responsabili di servizio. Atto di transazione approvato, per quanto di competenza, con delibera della Giunta n.75 del 12.07.2012.

In essa si poteva leggere che le Parti, a fronte di una richiesta pari ad euro 103.929,91, dopo varie trattative avevano definito uno schema di accordo che, "quantifica una spesa complessiva di euro 49.533,46 che, con gli oneri di legge a carico dell'Ente, raggiunge l'importo di euro 66.028,10 con un evidente e sostanziale vantaggio economico per l'Amministrazione comunale".

In essa veniva inoltre considerato che "con il ricorso alla conciliazione transattiva è possibile trovare un accordo in grado di SALVAGUARDARE L'IMMAGINE e contenere le spese del Comune di Biassono".

In essa si stabiliva che l'istituto della transazione "è un modo semplice, rapido ed economico per risolvere le liti, trovando un accordo pacifico senza conseguire una sentenza, con notevole dispendio di spese legali che graverebbero sul bilancio del Comune di Biassono".
In essa si sanciva, infine, che "la transazione PRODUCE TRA LE PARTI GLI STESSI EFFETTI DI UNA SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO".

Alla luce della recente vicenda che ha riguardato la ex dipendente Angela Galbiati, possiamo sostenere, senza tema di smentita, che mai affermazioni appaiono più azzardate ed avventate.
L'intera questione, poi, proietta ulteriore opacità sul modo in cui sono stati gestiti, all'interno del Comune, i rapporti di lavoro e sindacali coi dipendenti, problematica che già avemmo occasione di denunciare a più riprese nel corso della passata amministrazione.

Tutto ciò premesso, Lista per Biassono chiede al Sindaco ed alla Giunta di spiegare:

1) il motivo per cui l'accordo transattivo del 2012 avrebbe dovuto "salvaguardare l'immagine" dell'Amministrazione Comunale?


2) se si è ancora certi, alla luce della recente sentenza di primo grado che ha visto soccombente l'Amministrazione comunale, che la forma di transazione effettuata comporterà effettivamente "un evidente e sostanziale vantaggio economico per l'Amministrazione comunale"?

3) per quale ragione, e quale consulente legale ha suggerito che, per transigere una vertenza annosa e d’importo non indifferente per le casse comunali, fosse indicato l'istituto della conciliazione transattiva non in sede protetta?

4) per quale ragione non è stata intrapresa la strada della conciliazione in sede sindacale o con l'intervento della Direzione Territoriale del Lavoro, idonea a sottrarre il lavoratore a quella condizione di soggezione rispetto al datore di lavoro che rende sospette di prevaricazione da parte di quest'ultimo le transazioni e le rinunce intervenute nel corso del rapporto di lavoro?

5) quali, una volta conosciute le motivazioni della sentenza del Giudice del Lavoro, le intenzioni dell'Amministrazione comunale in ordine all'eventuale impugnazione della stessa?

6) considerato infine che, giusto il disposto del'art. 2113 cod. civ., i lavoratori potrebbero impugnare l'atto di rinuncia entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro se la sottoscrizione è avvenuta in costanza dello stesso, quale la previsione, anche in chiave di accantonamento a Bilancio, per gli altri 6 responsabili di servizio ancora in attività?

Ai sensi dell'articolo 31 c.2 del Regolamento del Consiglio Comunale, alla presente interrogazione si chiede risposta scritta. 

INTERROGAZIONE DI LISTA PER BIASSONO
IN MERITO ALLA DEDICA DEL PONTE BIASSONESE SUL LAMBRO A ROBERTO ALBANESE

In data 24.03.2016, il consiglio comunale ha approvato a maggioranza la mozione di Lista per Biassono, nella quale l’allora sindaco Piero Malegori s’impegnava a prendere contatto con l’amministrazione comunale di Lesmo e del Parco Valle Lambro, al fine di coinvolgere entrambi gli enti nell’iniziativa di dedica del ponte biassonese sul fiume Lambro all’ecologista e pacifista brianzolo Roberto Albanese;

Tenuto conto che, per bocca dell’allora assessore ai Lavori Pubblici Silvano Meregalli, l’amministrazione comunale aveva fra l’altro assicurato che avrebbe portato avanti il progetto, anche in forme differenti, nel caso gli enti esterni coinvolti non avessero sposato l’iniziativa;

Preso già atto della disponibilità della famiglia e delle associazioni vicine a Roberto Albanese a collaborare all’iniziativa, al fine di facilitare il procedimento di dedica del ponte ubicato in prossimità dell’oratorio delle Cascine;

Lista per Biassono chiede al sindaco Luciano Casiraghi e alla giunta tutta d’illustrare:
  1. 1)  Quali passi sono stati intrapresi sino a oggi per ottemperare agli impegni assunti attraverso la mozione del 24.03.2016;

  2. 2)  In che modo si è pensato o si pensa di raccogliere la collaborazione degli altri enti coinvolti nel progetto o dichiaratisi disponibili a partecipare allo stesso;

  3. 3)  Che tipo di targa o forma di nomenclatura saranno adottate e quale cerimonia organizzata per dedicare il ponte suddetto a Roberto Albanese? E attraverso quali risorse?

  4. 4)  Quali e quanti sono gli enti, le associazioni e i volontari che hanno aderito a oggi al progetto e in che modo gli stessi intendano contribuire;

  5. 5)  Che cosa ha impedito sino a oggi di realizzare la cerimonia di dedicazione e in che data o periodo stimato la stessa potrà aver luogo;

  6. 6)  Che tipo d’iniziative saranno prese per informare la cittadinanza e il territorio relativamente all’evento di dedica;
Ai sensi dell'articolo 31 c.2 del Regolamento del Consiglio Comunale, alla presente interrogazione si chiede risposta scritta. 

sabato 2 luglio 2016

TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE/2

Dopo vent'anni, la Lega Nord scopre la democrazia. Non più tardi di dieci giorni fa, avevamo auspicato che il nuovo quinquennio amministrativo si potesse aprire senza strappi alle regole ed inutili prove di forza. Ci riferivamo, allora, alle voci che circolavano in merito all'intenzione della maggioranza d'istituire l'inedita figura del Presidente del Consiglio Comunale (inedita per Biassono, s'intende, in quanto la previsione di un ruolo maggiormente super partes nella gestione dei lavori del Consiglio Comunale era una richiesta di lunga data di Lista per Biassono, cui la Lega Nord ha sempre fatto muro opponendone l'inutilità).

In nemmeno una settimana, invece, abbiamo dovuto assistere ad un burrascoso insediamento del Consiglio Comunale sul cui esito pende un ricorso avanti il Prefetto, e all'immediata convocazione di un successivo Consiglio Comunale chiamato a deliberare su di un'unica questione: la modifica dello Statuto comunale.

Come se a Biassono non vi fossero altri temi da dibattere od altre problematiche da affrontare; come se a Biassono i cittadini non aspettassero altro che veder mettere mano a norme e regolamenti, unica ed urgente impellenza cui dover attendere in via assolutamente prioritaria.

L'ultimo aggiornamento dello Statuto comunale risale al 2004; sicuramente questo  strumento necessita di revisioni ed adeguamenti normativi.

Proprio per questa ragione, ammessa dallo stesso sindaco nella sua relazione,  sembrava logico e naturale al Capogruppo di Lista per Biassono proporre l'avvio di un percorso che prevedesse la costituzione della Conferenza dei Capigruppo in Commissione per la revisione dello Statuto. Proposta che avrebbe poi potuto consentire, nelle intenzioni di Lista per Biassono, di coinvolgere il maggior numero di cittadini biassonesi in un percorso partecipato di riscrittura delle norme del nuovo Statuto. Una tendenza che sta prendendo piede in Italia proprio in questo periodo, grazie anche all'illuminante esempio del Comune di Vignola (Modena), il primo ad aver integrato nel suo statuto forme di democrazia diretta capaci di riavvicinare il cittadino alla politica locale e offrirgli strumenti di responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Questo cammino era stato inserito a programma da Lista per Biassono nelle ultime elezioni e, se si sarà capaci di valutare il tema senza pregiudizi a livello comunitario, nei prossimi mesi potremmo averne tutti da guadagnare. 

La campagna elettorale è appena terminata: tutte le Liste ed i gruppi politici hanno, a parole, messo al centro dei loro programmi la partecipazione dei cittadini, ma questa ci sembrava la prima vera occasione per ridare fiducia e strumenti concreti per tornare a vivere la cosa pubblica a quelle persone, e sono sempre di più, che hanno progressivamente vissuto un processo di allontanamento dalla politica anche locale.
 
Ogni tentativo è risultato vano; alla Lega Nord, al momento, l'unica modifica che interessava era quella riguardante l'istituzione del Presidente del Consiglio Comunale, e non altro.   

Richiesti di motivare questa intransigenza si sono trincerati dietro le seguenti testuali parole: “è una scelta”; “è una scelta politica”; “ci sono dei patti”. La sgradevole sensazione è stata quella di assistere al pronto incasso, da parte degli autoproclamatisi “indipendenti della Lega Nord per l'indipendenza della Padania” del compenso (solo onorifico) pattuito in cambio del decisivo sostegno apportato alla vittoria elettorale.

In conclusione: approvazione della modifica voluta dalla Lega Nord coi 2/3 richiesti, voto contrario di Lista per Biassono ed impegno della maggioranza, a parole, a procedere a tempo debito ad una rilettura complessiva dello Statuto.

Le premesse non sono incoraggianti; Lista per Biassono si adopererà comunque in quella sede affinché il nuovo Statuto del Comune di Biassono sia quanto più possibile frutto della partecipazione attiva della cittadinanza.  


Perché, come cantava Gaber, “la libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.   

lunedì 27 giugno 2016

VILLA VERRI: QUANDO I NODI VENGONO AL PETTINE (1° consiglio comunale giunta Luciano Casiraghi)

Dopo il “leave” degli inglesi, Biassono mette in scena la BCexit. Ovvero l’abbandono dell’aula di Biassono Civica al primo consiglio comunale d’insediamento della nuova amministrazione. Gesto che, proprio per il significato tradizionalmente assunto dal più “istituzionale” dei consigli comunali (in quanto finalizzato a definire innanzitutto i ruoli amministrativi, ancorché le strategie politiche), ha mostrato una profonda mancanza di rispetto da parte dei 4 cavalieri dell’Apocalisse del gruppo d’opposizione. Pietra dello scandalo: la mancata convalida di Angela Galbiati, candidata di Biassono Civica, a consigliere comunale. Difficile per il cittadino medio comprendere a fondo le motivazioni, tenuto fra l’altro conto che in questi giorni sono apparsi - attraverso i social - nugoli d’improvvisati docenti di diritto amministrativo: a beneficio dei pochi che ancora hanno il tempo e la voglia di farsi un'opinione, è dunque opportuno cercare di ricostruire la vicenda nel suo cronologico evolversi. Avendo l'accortezza, magari, di risultare il meno "tecnici" possibile, per quanto non sia facile.



Questi i fatti:

1) il 17 luglio 2012, tra il Comune di Biassono e 7 Responsabili di Servizio, si sottoscrive una transazione (49.533,46 euro oltre oneri a carico dell'Ente) che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto porre la parola fine ad una annosa vertenza di lavoro circa il riconoscimento d’indennità di funzione.

2) Il 27 ottobre 2014, uno dei 7 Responsabili di Servizio (Angela Galbiati), che nel frattempo ha maturato i requisiti per la pensione, promuove ricorso avanti il Giudice del Lavoro per invalidare la suddetta transazione e per chiedere ulteriori riconoscimenti economici.

3) Si passa ai giorni nostri e, in previsione delle elezioni amministrative di giugno 2016, il soggetto in questione accetta la candidatura nelle fila di Biassono Civica. Giova precisare che l'articolo 63 del Testo Unico Enti Locali prevede espressamente: non può ricoprire la carica di consigliere comunale "colui che ha lite pendente" con l'Ente di cui si ambisce a diventare amministratore. In sostanza: la candidatura è possibile, ma il soggetto si trova necessariamente in condizione d’incompatibilità che, in caso di elezione, deve risolvere prima della convalida degli eletti da parte del Consiglio Comunale. Di tutto questo, però, agli elettori non si è fatto accenno alcuno.

4) Succede quindi che il candidato in questione venga effettivamente eletto, con una gran massa di voti di preferenza e che, nel frattempo, anche la causa intentata nell'ottobre 2014 arrivi alla conclusione del suo 1° grado di giudizio.

5) Il 17 giugno 2016, infatti, il Giudice del Lavoro dà lettura del dispositivo di sentenza dichiarando soccombente il Comune di Biassono, condannandolo al pagamento di 8.000 euro oltre ad una parte delle spese legali. Trattandosi tuttavia di causa non passata in giudicato, alla data di svolgimento del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto convalidare gli eletti, il candidato di cui si sta parlando si veniva a trovare, ancora, in condizione d’incompatibilità. Circostanza, peraltro, implicitamente ammessa dallo stesso Capogruppo di Biassono Civica nei suoi interventi.


Sin qui i fatti, incontrovertibili; adesso qualche considerazione.

Sulla decadenza del neo eletto consigliere di Biassono Civica e sul voto di astensione di Lista per Biassono in Consiglio Comunale, queste le motivazioni.

Nessun dubbio, da parte di nessuno, circa la pendenza della lite e la conseguente condizione d’incompatibilità. La discussione si è quindi incentrata sull'interpretazione autentica del 2° comma del Testo Unico Enti Locali (il termine di 10 giorni per formulare osservazioni, o per eliminare la causa d'incompatibilità, si applica all'amministratore già in carica o anche a quello la cui elezione non è stata ancora convalidata?). Trattandosi di materia squisitamente giuridico-legale, in quanto passibile d’interpretazione soggettiva (ritenuta però univoca dal segretario comunale), il punto in questione avrebbe potuto concedere o non concedere 10 giorni suppletivi, ma non avrebbe comunque rimosso nei tempi utili l’incompatibilità del consigliere. Se la volontà di quest’ultimo fosse stata infatti quella di rinunciare a ogni pretesa, non si capisce per quale motivo non lo abbia fatto prima del consiglio comunale (facoltà di per sé concessa in fase di accettazione della carica); pensare che il Comune potesse rimuovere l’impedimento senza aver ricevuto ancora le motivazioni del giudice, tenuto anche conto della possibilità di un suo controricorso, appariva palesemente un non senso. Dall’altra, non si capisce per quale motivo la stessa osservazione al 2° comma del Testo unico degli enti locali non sia stata sottoposta al segretario comunale appena dopo il pronunciamento del 17 giugno, qualora si fosse stati certi della sua interpretazione e delle conseguenze apportate, attendendo piuttosto il giorno del consiglio comunale (ieri, 26 giugno). Relativamente all’interpretazione del singolo punto Lista per Biassono non poteva dunque che astenersi, ma di fronte alle finalità del consiglio comunale non sussisteva alcun valido motivo per abbandonare l’aula. Non a caso è stato chiesto e ottenuto un voto disgiunto che isolasse il caso di Angela Galbiati rispetto alla convalida del resto consiglio comunale.  

Va inoltre evidenziato che, negli anni passati, proprio Lista per Biassono ha più volte puntato il dito contro l'incremento esponenziale, a bilancio, delle spese di giudizio, per liti e arbitraggi. Così come, a più riprese, ha avuto modo di censurare il tipo di rapporto tenuto dall'amministrazione leghista nei confronti dei dipendenti comunali e delle loro rappresentanze (sempre meno dialogo e sempre più provvedimenti unilaterali).

La vicenda in oggetto non pare fare eccezione. Anzi, è talmente paradossale da vedere instaurato un contenzioso legale anche dopo la sottoscrizione di una transazione (evidentemente non in sede protetta) che si riteneva "tombale". Con la conseguenza che l'amministrazione comunale, una volta conosciute le motivazioni della sentenza, dovrà attentamente valutare in ordine all'opportunità di promuovere ricorso avverso la stessa. Ovvero costituire un precedente che, potenzialmente, potrebbe dare la stura ad analoghe cause promosse dagli altri 6 Responsabili di Servizio.

Due parole, infine, sull'atteggiamento tenuto da Biassono Civica sull'intera questione, sgomberando il tavolo da ogni e qualsivoglia questione di carattere personale.  

Ci pare che, pur di accaparrarsi una cospicua dose di voti di preferenza, i suddetti abbiano spregiudicatamente messo in lista un candidato di cui erano perfettamente a conoscenza della situazione d’incompatibilità. Situazione non sopravvenuta, ma di gran lunga preesistente, dal momento che, come detto, la causa col Comune di Biassono era in corso da quasi un paio d'anni. Ma di ciò gli elettori biassonesi nulla hanno saputo e, non caso, forte è stato il disappunto di chi ieri è intervenuto fra il pubblico non avendo chiara la situazione.

Fortunatamente in consiglio comunale non sono state riproposte le  argomentazioni che avevano invece cominciato a circolare sui social: siccome è stato il candidato più votato di sempre; dal momento che ha preso 272 preferenze; il Comune si macchierebbe di una inedita fattispecie di reato del tipo "attentato alla rappresentatività", se solo valutasse l'opportunità e la convenienza di frapporre ricorso  che la farebbe inevitabilmente decadere.   
Sarebbe come dire che, se di preferenze ne avesse prese solo 10, allora nulla quaestio. Il ricorso si poteva fare. Giuridicamente discriminante ed aberrante!

Ora c'è chi grida al complotto ed è pronto a far passare il candidato di Biassono Civica per vittima quando, in realtà, è Biassono Civica stessa che dovrebbe porgere le sue pubbliche scuse: se non a tutti gli elettori biassonesi, almeno ai 272 che hanno riposto la loro fiducia nel candidato di cui stiamo discutendo e che sono stati tenuti bellamente all'oscuro di una preesistente e non sopravvenuta condizione di palese incompatibilità. Ma tant'è; sarebbe pretendere troppo.

Lista per Biassono non può stare con il candidato in questione "a prescindere". Lista per Biassono deve stare, sempre e comunque, dalla parte della Legge! Questa costante polarizzazione delle problematiche, attuata sino alla scorso mandato dalla Lega Nord esattamente come da Biassono Civica-Pd sino ad oggi, questo voler vedere solo il bianco o il nero, questo continuo ribadire “chi non è mio amico è il mio nemico”, ha ben poco a che fare con la vera democrazia. Dall’altra, la polemica sollevata ha finito per oscurare un elemento di novità forse emblematico per il futuro di Biassono: dopo vent’anni, si è assistito al primo giuramento con fascia tricolore di un sindaco umanamente commosso. Speriamo sia questo il primo segno di un cambiamento della giunta leghista, sino allo scorso mandato completamente chiusa a qualsivoglia proposta e mozione di LpB. Appuntamento a giovedì 30 giugno, dalle ore 21, sempre nella sala consiliare di Villa Verri. 

P.S.

per inciso, il primo dei non eletti di Biassono Civica ha già sottoscritto l'accettazione della candidatura in surroga. Alla luce della battaglia di principio condotta da Biassono Civica, ci saremmo aspettati che il posto rimanesse vacante almeno sino a quando non fosse stata detta l’ultima parola.