Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

mercoledì 21 giugno 2017

RUSPE IN VISTA NELLA FRAZIONE DI S. GIORGIO


La frazione di S. Giorgio non impara dai propri errori. Nonostante gli ultimi progetti edilizi si siano rivelati flop clamorosi, con numerose proprietà ancora invendute all’ingresso dell’agglomerato urbano, in aggiunta ad altre nel nucleo più storico tuttora abbandonate, l’ambito di trasformazione n.7 del Piano di governo del Territorio rilancia una nuova operazione edilizia: nel mirino, gli ultimi terreni liberi a ovest della frazione, quelli a ridosso della cinta muraria del Parco di Monza. Una superficie complessiva di 13.112 metri quadrati, su cui saranno costruiti nuovi edifici residenziali e un ampio parcheggio “apparentemente pubblico” (in tutto, 2.500 metri quadrati di superficie lorda di pavimentazione e occupazione del 50% della superficie fondiaria, con edifici alti sino a 10 metri e mezzo), ma di fatto quasi inaccessibile ai visitatori di S. Giorgio. Oltre a perdere altro terreno libero (le compensazioni previste non fanno altro che riconoscere verde esistente, anziché aggiungerne di nuovo), l’amministrazione ricaverà uno spazio a servizi del tutto distaccato dal cuore della frazione, dunque poco funzionale e sulla cui destinazione non esistono come al solito idee chiare. 


Di fatto, un progetto ad hoc per interessi privati e che vede ancora una volta l’amministrazione pubblica supina a spinte speculative. Lista per Biassono, che si era già opposta all’operazione in sede di approvazione del Piano di Governo, non ha mutato il suo giudizio negativo: anziché valorizzare le risorse esistenti e studiare piani di rilancio pubblico per la frazione, sempre più lontana dalla vita di Biassono anche in termini parrocchiali, viene spremuta sino all’ultimo per soddisfare appetiti altrui. Boicottati in consiglio comunali i nostri tentativi di avviare mercatini periodici, di aprire un piccolo museo dedicato alla figura dell’esploratore Gaetano Osculati, di avviare progetti ricettivi per il turismo locale, ma anche di completare il prolungamento della pista ciclabile protetta sino alla stazione, ci si riaffaccia a S. Giorgio per privarlo di nuovo territorio. Un motivo in più per indire il prima possibile il referendum consultivo contro la cementificazione di Biassono e dichiarare a piena voce la propria contrarietà. Per aggiornare e spiegare dettagliatamente le ultime manovre in corso, Lista per Biassono allestirà un banchetto informativo sabato 24 giugno in piazza Italia, dalle ore 9 alle 12.30. L’occasione sarà propizia per incontrare anche gli aderenti al Comitato referendario e avviare eventuali collaborazioni in vista dei prossimi impegni. Vi aspettiamo numerosi!

domenica 18 giugno 2017

MOBILITA' SOSTENIBILE AL POSTO DI NUOVI PARCHEGGI


Per la mobilità della Brianza si profila un’imminente rivoluzione ecologica, ma Biassono guarda come al solito dalla parte opposta della storia. Mentre a Monza è stato inaugurato questa settimana il primo experience point in Italia interamente dedicato alle auto e alle tecnologie elettriche, BASE ALD, in paese la giunta leghista torna a progettare grandi aree parcheggio che proprio le e-car finiranno per rendere del tutto inutili. Bastino gli esempi dei due ambiti di trasformazione del Piano di governo del territorio recentemente rilanciati dalla giunta, ossia quello legato al Masterplan al confine con Lissone (n.1) e alla comunità di S. Giorgio (n.7). Temi al centro di un banchetto di Lista per Biassono il prossimo 24 giugno, dalle ore 9 del mattino all'angolo fra Piazza Italia e via Cesana e Villa, finalizzato alla sensibilizzazione sul prossimo referendum consultivo da noi lanciato

In entrambi i casi sono previsti nuovi e ingombranti parcheggi a ridosso del cimitero cittadino - ma al servizio delle aziende destinate a insediarsi in zona - così come alle spalle del blocco abitativo che fa angolo con l’ingresso al Parco dalla frazione, mangiandosi un’altra buona fetta di terreno verde di S. Giorgio. I principali produttori e gestori di servizi di mobilità elettrica, al contrario, sono impegnati a elaborare appositi pacchetti per ridurre il numero di auto in circolazione, in modo tale da ottimizzare il traffico nelle aree di maggior congestione e abbattere l’inquinamento fossile: la scelta d’inaugurare BASE ALD in viale Campania 36 a Monza, dunque, non è per nulla casuale. La nostra Provincia, oltre a essere la più cementificata d’Italia, è anche ai vertici per problemi di traffico e inquinamento, le cui conseguenze si avvertono ogni giorno sulle principali direttrici di Biassono: l’asse della strada provinciale Monza-Carate, via Locatelli e via Parco in primis. 

L’evoluzione tecnologica delle auto elettriche, progredita di pari passo con le nuove forme di economia circolare e sostenibile, considera fondamentale l’uso del mezzo, anziché il suo possesso: sia per i privati, che per le aziende e soprattutto le pubbliche amministrazioni, sono oggi disponibili appositi pacchetti che danno in concessione le auto elettriche in funzione del chilometraggio necessario. Si paga cioè solo l’uso e ci si gestisce con comode app da smartphone o pc, lasciando al gestore del servizio ogni altra spesa: nelle offerte lanciate sul mercato, ad esempio, è il gestore che si occupa dell’installazione delle stazioni di ricarica nei luoghi per noi funzionali, permettendo inoltre di godere della gratuità d’accesso alle ZTL di molte città italiane, di non pagare alcun bollo per l’auto, di aver garantita liberamente la sosta sulle strisce blu o l’immediata sostituzione dell’auto in caso d’incidente o problemi tecnici. 

Questi pacchetti risultano particolarmente vantaggiosi anche per le pubbliche amministrazioni, che possono in tal modo rinnovare il proprio parco auto con mezzi non inquinanti, abbattendone le spese fisse annuali e inserendo fra l’altro i propri mezzi in circuiti già avviati di car-sharing o car-pooling. Ad esempio, Saronno e Varese sono fra i primi Comuni in Italia ad aver avviato programmi d’integrazione auto+ferrovia, appoggiandosi sui vantaggi della condivisione dell’auto fra privati e aziende: un progetto di notevole successo, che potrebbe essere applicato anche per migliorare la fruibilità del servizio ferroviario biassonese. Per i mezzi in servizio a Varese e Saronno sono infatti previste fasce d’impiego distinte e installazioni di box station di ricarica in prossimità delle abitazioni degli utilizzatori principali (senza costi aggiuntivi o di consumo): se l’intervallo fra le ore 8 e le 18 è riservato all’impiego delle auto da parte di aziende o enti pubblici, nelle restanti ore queste saranno a totale disposizione di chi è interessato a condividere i propri spostamenti con altri passeggeri, o preferisca viaggiare solo. 

Al di là delle grandi o medie città, i nuovi servizi di mobilità sostenibile puntano soprattutto a far breccia nei Comuni più piccoli, dove paradossalmente l’uso individuale dell’auto registra livelli assai più alti che nelle aree metropolitane. Uno dei primi passi consisterebbe proprio nel favorire l'installazione di colonnine di ricarica elettrica sul territorio, visto che molti gestori propongono il servizio anche gratuitamente o in abbinamento a pacchetti particolarmente vantaggiosi per le amministrazioni comunali apripista. Biassono presenta le caratteristiche ideali per sviluppare appieno i nuovi programmi di e-mobility, ma sino a quando parole come sostenibilità ed economia circolare saranno sconosciute ai nostri amministratori, la risposta sarà sempre e solo la stessa: cemento, parcheggi, maggior inquinamento e traffico. Ecco perché Lista per Biassono ha avviato un percorso di sensibilizzazione anche su questo fronte, presto presentato in consiglio comunale attraverso la collaborazione del Comitato ferroviario Besanino. 

domenica 11 giugno 2017

PALAZZO BOSSI: ECCO LA DESTINAZIONE!


Gli occhi dei musei italiani su Palazzo Bossi. Grazie all’impegno speso dall’Associazione culturale "Gaetano Osculati" in questi mesi, durante i quali è stata creata una rete di contatti utili all’avvio del progetto “Casa degli Esploratori”, per lo storico immobile biassonese si è ora aperta una grande opportunità di sviluppo. 

In accordo col Museo delle Culture Mudec di Milano, l'ultima settimana di settembre verrà ospitata nella sede meneghina di via Tortona 56 un’intera giornata di lavori dedicata al rilancio della Storia dell’esplorazione italiana, valutando la possibilità di fare di Palazzo Bossi il suo punto di riferimento nazionale. L’idea, inserita originalmente nell’ultimo programma elettorale di Lista per Biassono, è stata già sottoposta a un gruppo operativo che include importanti poli culturali italiani: oltre al Mudec, il Museo delle Culture del Mondo - Castello d’Albertis di Genova, il Museo di Storia naturale di Genova, Il Giardino dei Semplici e gli Archivi Alinari di Firenze, ma anche la Società Geografica Italiana di Roma, che proprio nel 2017 celebra i suoi primi 150 anni



Insieme ai loro rappresentati, a fine settembre s'intende ospitare a Milano anche esponenti di musei locali che conservano memorie dei grandi esploratori italiani, parte dei quali avvicinati dall’Associazione culturale “Gaetano Osculati” grazie alle sue iniziative di gemellaggio culturale. 

La giornata si aprirà con una serie d’interventi utili a inquadrare le risorse e i patrimoni legati alla Storia dell’esplorazione, oggi dispersi e poco valorizzati sul territorio nazionale, con l’obiettivo di fare rete e individuare una sede operativa centrale. In seguito, verrà presentato anche il sito di Palazzo Bossi, mettendo sul tavolo una serie di proposte utili al progetto Casa degli Esploratori. Sia il sindaco di Biassono che i rappresentanti del Museo civico “Carlo Verri” saranno invitati a partecipare ai lavori, cosicché si possa valutare insieme un cammino di collaborazione. 


Al momento, infatti, Palazzo Bossi non ha ancora una destinazione d’uso, nonostante siano stati investiti più di 3 milioni di euro per il suo recupero. 

L’associazione culturale “Gaetano Osculati”, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sul possibile impiego dell’immobile, aveva organizzato nei mesi scorsi un incontro dedicato al viaggio in Oriente dell’esploratore biassonese  con l’amico Felice De Vecchi, a seguito del quale era stata avanzata la proposta di organizzare una mostra tematica a Palazzo Bossi, in occasione della sua prossima inaugurazione. Alice Bitto, studiosa di De Vecchi e collaboratrice del Mudec, aveva presentato parte del materiale di una ricchissima esposizione che può trovare il suo naturale spazio pubblico proprio nell'immobile di via Umberto I, dopo aver già riscosso grande successo in un’iniziativa curata per il Comune di Rho. Per consolidare il progetto Casa degli Esploratori è stato anche suggerito di concorrere all’ultimo bando indetto dalla Regione Lombardia per l’assegnazione di fondi culturali (sino a 20mila euro), affinché sia possibile disporre di un budget utile all’avvio dei lavori, oltre alla possibilità di acquistare a prezzi estremamente vantaggiosi alcuni reperti sulla storia dell’esplorazione appena messi all’asta da Minerva Auctions (dal lotto 261). La collaborazione fra i musei italiani e l’Associazione culturale “Gaetano Osculati” si è consolidata in particolare dopo la missione organizzata da quest’ultima in Borneo, lo scorso agosto, quando il socio e consigliere comunale Alberto Caspani aveva consegnato una targa commemorativa al Museo di Kuching, dedicata al 150° anniversario dalla spedizione sull’isola del grande botanico Odoardo Beccari



L’iniziativa, patrocinata dalla Società Geografica Italiana, era stata presentata in diversi eventi a Milano, a partire dal Bookcity Festival in collaborazione con la società editrice Odoya alla rassegna “Compagni di viaggio” presso il Touring Club, così come nei giovedì culturali del Museo Mudec. Prossimamente, l’8 luglio, se ne parlerà al primo Festival del Libro di Lentate sul Seveso, organizzato dall’associazione Xapurì, durante il quale Caspani interverrà anche per conto dell’Associazione culturale Gaetano Osculati

Resta da vedere se l’amministrazione comunale saprà cogliere questa grande opportunità di rilancio economico per Biassono, oppure - come già accaduto in occasione della mancata partecipazione al bando utile alla valorizzazione storica di Villa Verri - sarà ancora una volta prigioniera dei propri limiti. L’attivazione nei mesi scorsi del circuito turistico di Biassono, segnalato con appositi cartelli per il paese, è stato un traguardo faticosamente conquistato dopo anni di sensibilizzazione e proposte avanzate da Lista per Biassono. Si spera che, per il rilancio di Palazzo Bossi, ne occorrano molti meno. 


lunedì 29 maggio 2017

"CINTURA VERDE" A DIFESA DELLA BRIANZA

Da sx, Claudio Colombo, Alberto Caspani, Monica Borgonovo,
Arianna Bettin, Silvia Menghello, Mattia Russo
Apriamo la settimana con parole, anzi con versi, che infondono grande speranza per il futuro della Brianza (dopo la triste pagina dell'ultimo consiglio comunale). Ieri Alessandro Sebastiano Porto, giovanissimo scrittore e poeta di Biassono, fresco vincitore del Poetry Slam per gli studenti Under20, ha coronato un weekend d'intensa mobilitazione per la difesa del nostro territorio dedicando alla Brianza Verde una splendida poesia. Una poesia che siamo orgogliosi di riprendere sul nostro blog (è riportata poco più sotto), affinché ricordi a noi tutti quanto la bellezza debba essere un valore fondamentale, ed eticamente formativo, per alimentare il nostro anelito all'ideale. 

Venerdì 26 maggio si è invece svolta in paese una conferenza stampa congiunta che, di fatto, ha sancito un'alleanza storica: liste civiche e associazioni locali si sono impegnate a formare un fronte comune contro la cementificazione degli ultimi territori verdi fra Biassono, Vedano al Lambro, Lissone e Monza, dando vita a un comitato referendario che vuole far esprimere i biassonesi in merito al Masterplan elaborato dallo Studio Archetipo per trasformare un'area di circa 300mila metri quadrati sul confine ovest del paese. Le linee adottate sono state raccolte in un apposito comunicato stampa, ripreso e sviluppato già da alcune testate locali, nonché riportato poco più sotto. Alla conferenza stampa sono gentilmente intervenuti come relatori Alberto Colombo e Giorgio Majoli per l'Osservatorio del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (sotto il quale sono raccolte oltre 20 associazioni brianzole), nonché Arianna Bettin, candidata al consiglio comunale di Monza per LabMonza (qui il suo intervento sui rischi che coinvolgo Monza, Biassono e la Brianza meridionale).

Sabato pomeriggio, invece, Lista per Biassono è stata invitata al banchetto elettorale di LabMonza, insieme a Lissone Bene Comune, per analizzare pubblicamente l'impatto dei lavori di cementificazione che, partendo da Biassono, finirebbero per coinvolgere i Comuni a noi confinanti. Un confronto molto stimolante, perché sposta le tradizionali battaglie di carattere amministrativo su un piano d'interesse più ampio, collaborativo e meglio coordinato, proprio alla luce di quanto debba essere ritenuto Bene Comune. 

Ieri, infine, il dono dell'illuminante poesia di Alessandro Sebastiano Porto, in procinto di pubblicare il suo primo libro presso l'editore Giulio Perrone e al quale Biassono dedicherà sicuramente un appuntamento di presentazione. 

Ode al Verde
di Alessandro Sebastiano Porto

Brianza, che sotto il fumo milanese,
Ancora respiri i verdi profumi

Dei campi che Cerere ti distese

E brillano sotto i celesti lumi,
Ora tremano le città figlie tue
Che il cemento, come scabbia, le prende,
Per via dell'uomo e le perversion sue
Che per denaro, l'aria stessa vende.
E se Monza, casta, non si concede,
Biassono e Vedano già si svestono
Del verde, che a lungo fama lor diede,
E del grigior asfalto si vestono.
Non ai Numi, ma agl'uomini chiedo
Di preservar il bello che hanno intorno,
'Sì che questa natura ch'io oggi vedo,
I miei figli possan vedere un giorno.


BRIANZA: FERMIAMO IL CONSUMO DI SUOLO!

Capannoni sfitti e aziende in condizioni precarie. L’area industriale di Biassono non ha bisogno di nuovi Masterplan, né di colate di cemento, ma  ma il suo rilancio economico deve passare dall’aiuto alle realtà esistenti e dalla valorizzazione degli ultimi terreni rimasti.   parchi del Grugnotorto e della Brianza Centrale. Inserendoli all’interno dei parchi del Grugnotorto e della Brianza Centrale, si realizzerebbe infatti una cintura verde in linea con le indicazioni europee sulla creazione di barriere di mitigazione ambientale, dando altresì ai cittadini e ai proprietari dei lotti interessati la possibilità di sviluppare attività redditizie di carattere ecosostenibile.

Biassono, oltre ad avere un indice di consumo di suolo insostenibile (67%), fa parte della Provincia più cementificata d’Italia. Eppure si continua a pensare e a volere nuove e inutili edificazioni.

L’attuazione del Masterplan di Biassono, presentato dallo Studio Archetipo per costruire sui terreni del Consorzio Blasionum West Promotion, è il primo passo di una più vasta operazione edificatoria che interessa anche i Comuni di Vedano al Lambro, Lissone e Monza.
Un ulteriore colpo che ci priverebbe di aree libere e verdi essenziali per gli equilibri ambientali e per la valorizzazione paesaggistica del territorio.

In questa rincorsa al cemento, trovano conferma anche i timori dei gruppi ambientalisti aderenti all’Osservatorio PTCP di Monza e Brianza che da tempo giudicano insufficienti le tutele per il territorio previste nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) soprattutto in relazione agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).

E’ proprio nelle aree classificate come AIP che ricade l’intervento del Masterplan per il quale è previsto solo l’obbligo d’una procedura d’intesa con la Provincia. Un'intesa che consentirebbe solo parziali compensazioni ambientali e qualche riduzione di volumetrie, permettendo comunque l’edificazione e il consumo di suolo.

Solo la voce dei cittadini può allora bloccare questa colata di cemento  che non porta benefici pubblici, ma finisce per arricchire i pochi e soliti noti.

SERVE UN REFERENDUM PER DIRE NO ALLA CEMENTIFICAZIONE DI BIASSONO E DELLA BRIANZA

Contro l’emergenza Masterplan, è oggi necessario che i biassonesi prendano posizione. Dopo l’approvazione della “Valutazione di procedibilità e ammissibilità della proposta di Masterplan per l’attuazione dell’ATR1”, la delibera che il 2 maggio scorso ha dato il via al disegno di cementificazione degli ultimi 300mila metri quadrati verdi al confine col Comune di Lissone (con volumetrie non inferiori al milione di metri cubi), non resta che l’indizione di un referendum consultivo: strumento previsto dall’articolo 25 (Capo VI) dello Statuto Comunale, ma pienamente efficace in presenza del relativo regolamento (che dovrà essere adottato quanto prima, essendo Biassono inadempiente alle procedure fissate nello Statuto e in base alle quali il regolamento andava approvato entro un anno dal 2004).

Lista per Biassono, appoggiata da tutte le associazioni che compongono l’Osservatorio PTCP di MB, intende costituire un comitato referendario aperto per chiedere ai cittadini di pronunciarsi contro un progetto inutile, devastante per l’ambiente e sul quale pende oltretutto un ricorso al Tar.

Secondo le disposizioni dell’articolo 25 dello Statuto Comunale, per andare al voto occorre raccogliere un quinto delle firme degli elettori biassonesi (inclusi i ragazzi fra i 16 e i 18 anni), pari a circa 2000 sottoscrittori.  

E la risposta dovrà essere un “NO” senza appelli:

1)  NO a costruire nuovi edifici industriali e commerciali su una superficie coperta massima di 90mila metri quadrati (40+50 in due fasi distinte) e 180mila di superficie lorda di pavimento (60+120);
2)    NO alla scomparsa del confine naturale di divisione fra i Comuni di Biassono, Lissone, Vedano e Macherio, saldando i nostri territori in un’unica grande periferia urbanizzata da Milano al cuore della Brianza;
3)  NO all’alterazione delle già precarie condizioni climatico-ambientali del nostro territorio (surriscaldamento delle temperature medie, riduzione dell’abbattimento delle polveri sottili, perdita dell’habitat di riproduzione e attraversamento avi-faunistico);
4)     NO allo sfregio paesaggistico degli ultimi spazi liberi e verdi.

Lista per Biassono
Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB
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LabMonza

sabato 27 maggio 2017

BIASSONO VITTIMA DI ANALFABETISMO ISTITUZIONALE

Ripetute violazioni delle regole. Parzialità politica. Incompetenza. Sono solo alcuni dei capi d'accusa che, da ieri sera, pendono sul Presidente del Consiglio comunale Mauro Rossi, così come su tutti quanti hanno avvallato o indotto la scelta di tenere - in completa solitudine - un consiglio comunale ILLEGALE. Ora toccherà al Prefetto far luce su un comportamento che, come minimo, dovrebbe prevedere la rimozione dell'attuale Presidente dal suo ruolo istituzionale.  
In ventuno anni di amministrazione leghista, pensavamo infatti di aver assistito a tutto: evidentemente ci sbagliavamo.
Quella andata in scena ieri sera, venerdì 26 maggio (lo ricorderemo come "Il venerdì della vergogna" per Biassono), è stata una vera e propria saga degli orrori in tema di mancato rispetto delle regole.
Si inizia, è storia nota, con una prima convocazione del Consiglio Comunale invalida in quanto in contrasto col disposto dell'articolo 2 del Regolamento che, peraltro, non si presta ad alcuna possibilità di dubbio interpretativo, tanto è chiaro ed evidente: "per il computo dei termini del presente Regolamento, i giorni s'intendono liberi cioè, sono da ritenersi esclusi il giorno di ricevimento delle comunicazioni e il giorno in cui si manifesta l'evento" (convocazione ufficiale lunedì 22 maggio per tenere il consiglio giovedì 25 maggio, dunque senza i tre giorni liberi previsti). 
Si prosegue con la rettifica della comunicazione e la convocazione al giorno immediatamente successivo (venerdì 26 maggio). Se la lingua italiana ha ancora un senso, rettificare significa correggere un qualcosa di errato. Se la prima convocazione, quindi, era sbagliata, come implicitamente ammesso, allora si sarebbe dovuto procedere ad una nuova convocazione e non ad un semplice rinvio al giorno successivo.
Lascia esterrefatti apprendere dalla viva voce del Presidente del Consiglio Comunale che lo slittamento della seduta è stata una "concessione" e non, invece, il ristabilimento di una situazione di diritto.
Parliamo di quel Presidente che, nell'esercizio delle sue funzioni, dovrebbe ispirarsi (articolo 6 comma 4) "a criterio d'imparzialità intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli Consiglieri".
Proprio a questo riguardo il Presidente Mauro Rossi ha dimostrato tutta la sua parzialità, impreparazione ed inadeguatezza.
Togliendo la parola ed impedendo al Capogruppo di Lista per Biassono d'intervenire in apertura di seduta ha commesso contemporaneamente le  seguenti violazioni del Regolamento del Consiglio Comunale:
Articolo 12 comma 5: "durante lo svolgimento delle adunanze, ogni Consigliere comunale può presentare rilievi sull'ordine dei lavori per sollecitare il Presidente ad assicurare l'osservanza delle leggi, dello Statuto e del presente Regolamento".
Articolo 20 comma 2: "gli appartenenti all'assemblea consiliare possono intervenire in qualsiasi momento per fatti personali, per richiami al Regolamento e all'ordine del giorno".
Articolo 20 comma 3: "la questione pregiudiziale, quella cioè di un dato argomento su cui non si debba discutere, può essere proposta da ogni Consigliere Comunale prima che abbia inizio la discussione. Le questioni pregiudiziali sono analizzate prima che abbia inizio la discussione, né questa prosegue prima che il Consiglio Comunale abbia deliberato a maggioranza sulle stesse".
Articolo 20 comma 6: "ogni Consigliere Comunale può presentare una mozione d'ordine, consistente in un richiamo verbale all'osservanza di una norma di legge, dello Statuto, o del presente Regolamento relativa alla procedura adottata per le discussioni e le votazioni. Tale richiesta può essere presentata in qualsiasi momento della seduta consiliare ed ha la precedenza sulla discussione principale".
Un mix di arroganza e di impreparazione ha impedito al consigliere Caspani di esercitare le proprie prerogative, costringendolo ad abbandonare la sala. Per converso, il Presidente del Consiglio Comunale ha dato sfoggio di assoluta parzialità, in antitesi netta con quelle che dovrebbero essere le sue funzioni: rappresentare l'intero Consiglio Comunale e difendere i diritti di ogni singolo Consigliere.
Ma i biassonesi possono stare tranquilli: ieri sera, la mozione per celebrare la festa della Lombardia è stata votata in extremis da una maggioranza rimasta sola in sala consiliare. Una festa tanto importante, a detta dei leghisti, che pure loro se n'erano scordati, cercando di far approvare una mozione in consiglio comunale utile solo per far esporre pubblicamente le bandiere del Carroccio il 29 maggio.   
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Evento davvero imperdibile. Non a caso il sindaco ha pure offerto i pasticcini al pubblico presente in sala. Peccato che, a fine consiglio, non ci fosse più nessuno. 
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giovedì 25 maggio 2017

Consiglio comunale: tutto da rifare?

Ops! Giusto una svista nella convocazione del consiglio comunale. Con la nuova comunicazione fatta pervenire questa mattina ai consiglieri, la seduta in programma oggi in Villa Verri è stata semplicemente spostata a domani sera, venerdì 26 maggio. A detta del vicesegretario Massimiliano Paleari, "si tratta di una scelta di buon senso del Presidente del Consiglio comunale Mauro Rossi, resosi conto - dopo le segnalazioni delle minoranze - che mancavano effettivamente i tre giorni liberi previsti dal regolamento per la corretta convocazione. In sostanza, un errore materiale scappato nel precedente documento d'avviso". 

Il problema, però, non è tanto disporre di un giorno in più o in meno per il consiglio comunale, ma seguire le procedure legali e rispettare le regole; e in questo caso, al grossolano errore della prima convocazione, se ne aggiunge uno ancor più grave. Non siamo di fronte a una svista, ad esempio un'errata coincidenza della data col giorno della settimana, ma di una vera e propria riformulazione della convocazione. Un atto che, formalmente, impone di rifare del tutto la convocazione, prevedendo di nuovo i tre giorni liberi che il regolamento impone. Partecipare a una seduta illegale dal punto di vista procedurale, non solo invaliderebbe gli atti amministrativi, ma sottoporrebbe l'intero consiglio a possibile censura. Confidiamo dunque che il Segretario comunale prenda una posizione in merito nel più breve tempo possibile.      

mercoledì 24 maggio 2017

Consiglio comunale: perché tanta fretta?

E' giallo sulla convocazione del consiglio comunale di domani sera, 25 maggio. Giallo come il segnale di un semaforo che non sa se scattare sul rosso o sul verde: almeno questa è la nostra impressione, dopo esserci confrontati con Mauro Rossi, presidente del Consiglio comunale di Biassono. Arrivata ai consiglieri la notifica di convocazione in Villa Verri solo nella mattinata di lunedì 22 maggio, stando art. 2 del Regolamento del Consiglio comunale la seduta del 25 non è legale (cfr. anche foto sotto). Il Presidente, sulla scorta delle osservazioni del Segretario comunale Francesco Miatello, ritiene invece la seduta valida, appellandosi al più generico art.9 del Regolamento, nonché a un passaggio dell'art. 3, in merito alle nuove forme di notifica online (cfr. sempre foto sotto). 

Buon senso vorrebbe che, onde evitare responsabilità amministrative, la convocazione fosse riformulata, ma a quanto pare l'urgenza di questo consiglio è dettata solo dall'approvazione della mozione della Lega Nord, che vuole impegnare l'amministrazione comunale a pubblicizzare la Festa della Lombardia, in calendario per il prossimo 29 maggio. O i motivi sono altri, viste le richieste d'urgenza rese note in questi giorni da Lista per Biassono in municipio e in via di comunicazione alla stampa venerdì prossimo

Certo è che, stante l'attuale situazione, nessun consigliere di minoranza si prenderà la responsabilità di violare i regolamenti comunali. Non è la prima volta che la Lega Nord convoca consigli comunali sul filo del rasoio, adducendo la ragione secondo cui gli uffici comunali non sono pronti a fornire il materiale utile alla discussione. Un motivo che, già in passato, ha pesantemente condizionato i lavori di controllo dei gruppi di minoranza. 



   

venerdì 19 maggio 2017

BILANCIO SENZA RILANCIO

Bilancio sempre più cucito e con crediti attivi pesanti come macigni. Per l'esattezza, 1 milione 187mila euro di fondi sottratti agli investimenti per Biassono. E zero fondi, o quasi, per tutti i capitoli strategici al rilancio dell'economia localeIn occasione della discussione del Conto Consuntivo 2016, la nostra lista ha provveduto a richiedere agli uffici copia aggiornata del PEG (Piano economico di gestione), in quanto non allegato alla documentazione prodotta. Peccato che, tra gli IMPEGNI VERBALI dell'Assessore al Bilancio ed i DIKTAT di quello all'Urbanistica lanciati durante la seduta consiliare precedente, alla fine hanno prevalso questi ultimi, benché i temi in esame non siano specificatamente di sua competenza.
Il PEG non è stato perciò messo a disposizione; né vale l'argomentare che, FORMALMENTE, il PEG non fosse stato ancora adottato dalla giunta (in passato, pur tra mille tatticismi ed ostracismi, era sempre stato fornito).

Prendiamo atto che, alla stregua dei Pareri Tecnici che variano ad anni alterni, così anche la messa a disposizione del PEG dipenderà, d'ora innanzi, dalla volubilità dell'Assessore con maggior peso specifico, politicamente parlando, all'interno della Giunta. 
Non male per una compagine amministrativa che, solo un mese fa e come sempre a parole, si era dichiarata in procinto di varare addirittura il Bilancio Partecipato e quello Sociale.

Ciononostante abbiamo cercato di approfondire il Conto Consuntivo col poco tempo ed i pochi mezzi messici come sempre a disposizione dall'Amministrazione. Meno si punta l'occhio su quanto fa la Lega Nord in Comune, meglio è per tutti: la strategia ormai è nota.

L'analisi, purtroppo, non ha fatto altro che mettere in evidenza, anche per il Consuntivo 2016, antichi vizi che andiamo denunciando da almeno 5 anni.
Nel dettaglio, per quanto attiene alle ENTRATE TRIBUTARIE, l'abolizione della Tasi sulla prima casa ha determinato una minore entrata pari ad euro 1.250.678 (- 68,9%).
Cionondimeno le entrate tributarie subiscono una contrazione del solo 15,89%, passando da euro 6.122.131 ad euro 5.149.039.

Nello specifico:
IMU: da euro 1.250.000 (2015) ad euro 1.660.000 (2016) (+ 410.000 = +32,8%)
TASI: da euro 1.815.000 (2015) ad euro 564.322 (2016) ( - 1.250.678 = - 68,9%)
TARI: da euro 1.2000.615 (2015) ad euro 1.221.067 (2016) (+ 20.452 = + 1,7%)
ADDIZ. COM IRPEF: da euro 1.575.000 (2015) ad euro 1.631.126 (2016) (+ 56.126= +3,56%)

I TRASFERIMENTI da Stato, Regione ed altri Enti aumentano del 7,37% (da euro 4.0008.595 ad euro 4.304.279).

Del 60,15% aumentano anche le ENTRATE EXTRATRIBUTARIE che passano da 1.609.524 del 2015 agli attuali 2.577.666.

Queste le principali voci di entrata:
Sanzioni CdS: da 345.000 a 249.821 (- 27,58%)
Concess. cimiteriali: da 118.912 a 129.936 (+ 9,27%)
Proventi refezione scolast.: da 7.000 a 17.167 (+ 145,25%)
Proventi trasp. alunni: da 48.003 a 49.205 (+ 2,50%)
Convenzione operatori telefonia mob.: da 87.000 a 113.005 (+ 29,89%)
Fitti reali di fabbricati: da 120.405 a 105.350 (- 12,50%)
Recupero spese immobili in affitto: da 60.680 a 71.293 (+ 17,49%)
Ruoli coattivi pregressi(?): da 0 a 795.000 (+100%)

In incremento anche le ENTRATE PER ALIENAZIONE e TRASFERIMENTI DI CAPITALE (+ 110,24%). 

Tra queste:
Proventi concessioni edilizie urbane primarie: da 200.535 a 510.937 (+ 154,78%)
Proventi concessioni edilizie secondarie: da 96.797 a 217.593 (+ 124,79%)
Contributo per investimenti: da 158.508 a 351.884 (+ 121,99%)
Per quanto attiene alle SPESE, quelle correnti aumentano, al netto dell'Ufficio di Piano, del 11,68% ed hanno la seguente incidenza sul Bilancio:
spese istituzionali e generali: +16,64%
ordine pubblico e sicurezza: +1,95%
tutela e valorizzazione dei beni e della attività culturali: +1,27%
politiche giovanili, sport e tempo libero: +0,91%
turismo: 0%
assetto del territorio ed edilizia abitativa: 0,71%
sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente: 7,24%
trasporti e diritto alla mobilità: 14,34% (tutto su viabilità ed infrastrutture stradali)
soccorso civile: 0,02%
diritti sociali, politiche sociali e famiglia: 37,25%
sviluppo economico e competitività: 0,05%
politiche per il lavoro e la formazione professionale: 0%
agricoltura: 0%
energia e diversificazione delle fonti energetiche: 0%
relazioni con le altre autonomie territoriali e locali: 0%

Aumentano anche le spese per investimenti: da euro 882.825,28 ad euro 1.294.170,28 (+ 46,59%). 

Tra queste:
Ristrutturazione Cà Bossi: euro 1.050.877,92
Area sgambamento cani: euro 24.971,76
Progettazione intervento Centro Storico: euro 97.910,20
Arredo urbano Villa Verri: euro 46.000

L'esercizio 2016 si chiude con un avanzo complessivo di euro 4.977.581,52.
Di questo, ben il 67% risulta così vincolato :
euro 1.024.387,58 risorse vincolate in parte corrente
euro 1.176.783,67 risorse vincolate in parte investimento
euro 1.187.365,04 risorse accantonate nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità
L'avanzo non vincolato (33%) ammonta ad euro 1.639.145,22

L'operazione di riaccertamento dei residui attivi e passivi ha messo in evidenza il mantenimento di molti con anzianità ben superiore ai 5 anni.

Molti dei residui attivi "di lunga data" vengono posti in capo ad Enti e Società per Azioni delle quali ci riesce difficile comprendere il mancato pagamento.
Parliamo di operatori della telefonia mobile e di Compagnie di assicurazione per le quali non si addiviene ad una definizione bonaria dei sospesi e per le quali, a differenza del privato cittadino, neppure sono mai state previste more e sanzioni.

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L'elenco è sterminato e, ci auguriamo, possa anch'esso finire sotto la lente d'ingrandimento del procedimento già impiantato presso la Corte dei Conti in ordine alla "lentezza" del recupero dei crediti di competenza della comunità biassonese.