Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

lunedì 18 marzo 2019

Memoria e ignoranza della storia a Biassono


I pregiudizi della giunta leghista sono più forti del dolore per i deportati biassonesi nei campi di sterminio nazi-fascisti. Nell'ultimo consiglio comunale svoltosi in Villa Verri, in calendario giovedì 14 marzo, abbiamo addotto ogni umana ragione a sostegno della mozione con cui Lista per Biassono, insieme a Biassono Civica, intendeva dar voce all'appello dell'ANPI locale per ricordare una delle pagine più tristi e drammatiche della nostra storia. Non c'è stato nulla da fare. Siamo stati testimoni di una cecità ideologica tanto bieca, che non solo offende la memoria della nostra comunità e di tutti i deportati nei lager, ma mostra anche pericolosissimi segni di relativismo storico. Una superficialità, nell'analisi degli eventi accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, che si accompagna alla scomparsa di ogni forma di distinzione fra bene e male, fra giusto e ingiusto. Prima di poter giudicare, occorre infatti conoscere sempre le cause e il contesto che determinano gli accadimenti storici. Di fronte ai dati, ai nomi, alle storie e alle ricostruzioni messi a disposizione dall'Anpi Biassono, abbiamo ascoltato solo parole vacue. Mai un'argomentazione. Mai un ragionamento motivato. La banalità del male affonda le proprie radici proprio in questi atteggiamenti di supina accettazione dell'Opinione. Scusandoci con i biassonesi per la pessima immagine offerta dall'esito della votazione in consiglio comunale, che ha rigettato la possibilità di ricordare le vittime biassonesi del nazi-fascismo, auspichiamo che lo studio della storia torni a costruire le fondamenta di una società civile consapevole del proprio cammino. Condividiamo con piena partecipazione il comunicato stampa diffuso in questi giorni dall'Anpi Biassono e riportato qui di seguito. 

Lista per Biassono
  

"Volevamo ricordare le vittime biassonesi delle persecuzioni fasciste e naziste ponendo nel selciato davanti all'ultima abitazione da loro scelta liberamente, una pietra d’inciampo. Avremmo voluto ricordarle per ridare visibilità alle loro storie di vita. In ogni comunità, Biassono compresa, ci sono infatti storie, persone, che hanno vissuto la deportazione ed i campi di sterminio; storie e persone spesso dimenticate, o ricordate da pochi.
Il senso di una pietra d'inciampo è proprio quello di "ostacolare il passo", suscitare attenzione e curiosità, farsi una domanda sulla storia che porta incisa.
Le pietre d'inciampo sono un monumento diffuso nelle strade delle città, da inciamparci per fermarsi a pensare.
Ma proprio questo, evidentemente, risulta insopportabile per chi sta amministrando il nostro Comune.
A Biassono vivono parenti di persone che hanno sofferto e sono morte nei campi di sterminio o che sono tornati ed hanno avuto la vita segnata in maniera indelebile da quella terribile esperienza. A loro, a quelli che hanno atteso invano il ritorno dei loro cari, dobbiamo tutti chiedere scusa. Il revisionismo storico praticato dalla nostra Amministrazione vuole mettere sullo stesso piano chi si ribellò alla tirannide nella ricerca della libertà e chi, al contrario, a quei resistenti diede la caccia e la morte e quella tirannide voleva salvaguardare e perpetuare.
Certo i morti, tutti i morti, vanno compianti. Certo per chiunque perse la vita in quell'oscura tragedia che è stata la Seconda Guerra Mondiale va portato un sentimento di umana pietà.
Non si può tuttavia sottacere che in quel conflitto c'erano due parti ben distinte e contrapposte: c'era chi stava con la dittatura e chi, invece, la combatteva; c'era chi, caricato su vagoni piombati, veniva deportato nei campi di sterminio e c'era chi, invece, a quei vagoni piombati faceva da sentinella. A Mauthausen, tra gli altri, c'è un monumento dedicato "agli italiani che per la dignità
degli uomini qui soffersero e perirono”. La stessa dignità che, lo scorso giovedì, l'amministrazione comunale biassonese ha calpestato ed umiliato".





2 commenti:

  1. Con un po' di rincrescimento, conosco anche leghisti 'bravi dentro' e quasi accettabili fuori, ricordo ciò che, con la sua tipica ironia, disse Paolo Villaggio ad un dibattito televisivo rivolto a Borghezio e Salvini: 'a voi manca la personalità per essere nazisti, dovreste appaltare un po' di servizi a qualche gruppo tedesco, vi potrei suggerire qualche nome... '. Non è che c'era/c'è andato molto lontano. Una Lega fascista avrebbe detto no, alla proposta dell'Anpi e delle opposizioni, punto. Una Lega...con non (ancora?) spiccata personalità fascista come la 'nostra' si trincera e mimetizza dietro un 'ricordiamoli tutti i caduti...' Chiaramente poi piantamola lì (quest'ultima parte di pensiero leghista l'aggiungo io interpretando...). E così, ricordandoli tutti in maniera novembrina, non si ricorda nessuno e l'obiettivo è raggiunto lo stesso. Il leghista bravo dentro è quasi accettabile fuori può ancora dormire sonni tranquilli, è rappresentato da gente di buon senso in fin dei conti. e.d.

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