Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

sabato 14 luglio 2018

CONSUMO SUOLO: LA SENTENZA DEL TAR SU BIASSONO


A distanza di quasi sei anni dall'inizio della battaglia di Lista per Biassono contro la cementificazione del nostro territorio attraverso il PGT, ieri il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha emesso una sentenza storica che non solo serve a preservare il nostro Comune, ma offre anche un precedente giurisprudenziale utile per l'intera Lombardia. Ne abbiamo parlato questa mattina col presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, insieme agli avvocati Emanuela Beacco e Michele Memola. A loro il nostro ringraziamento per averci rappresentato in sede legale, ma anche a tutte le associazioni locali e i movimenti civici che nel tempo si sono uniti a questa battaglia, riconoscendo l'impegno (e anche lo sforzo economico) sostenuto da Lista per Biassono. Fra questi, il Coordinamento ambientalista del Piano Territoriale Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza, LabMonza, Lissone Bene Comune, Verdi Monza e BrianzaBiassono Civica, Salviamo il Paesaggio. 

Lista per Biassono




   Milano, 14 luglio 2018



Cemento in Brianza: il TAR dà uno stop al piano urbanistico di Biassono

Legambiente: "La sentenza pubblicata oggi è una trave negli ingranaggi del procedimento che minacciava di lastricare di cemento le ultime aree verdi tra Biassono e Desio. Ora tocca alla Provincia svolgere il proprio ruolo di tutela del territorio".

Cassate anche le previsioni urbanistiche che intaccano il corridoio ecologico del Parco della Valle del Lambro


E' stata pubblicata oggi la sentenza del TAR di Milano che accoglie alcune delle importanti eccezioni opposte da Legambiente, dai comitati e dalle liste civiche di opposizione, nei confronti del Piano urbanistico del comune brianzolo, rispetto a previsioni insediative industriali e direzionali (ambito definito TR1) che, se attuate, avrebbero cancellato gli ultimi lembi di verde che separano Biassono dalla confinante Lissone, completando la dissennata coltre di cemento che fa della provincia brianzola il territorio col più alto consumo di suolo in tutta Italia.

"La sentenza del TAR inceppa l'operazione spregiudicata con cui il Comune e l'operatore immobiliare avrebbero potuto dare il via al piano attuativo su un ambito di quelli istituiti dalla provincia di Monza come corridoi da tutelare per salvaguardare le residue connessioni con il sistema verde provinciale - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Siamo felici per l'esito della sentenza, ma siamo anche consapevoli che la vittoria davanti al giudice non basta: ora la palla passa alla politica, vigileremo affinché la Provincia svolga nel migliore dei modi il ruolo che le compete nel rapporto con il comune di Biassono, difendendo il proprio Piano Territoriale di Coordinamento che ha tra i suoi principali obiettivi proprio quello di fermare il dilagare del consumo di suolo"

La sentenza ha anche accolto i rilievi di Legambiente cassando due ambiti urbanistici a ridosso del corridoio ecologico del Parco della Valle del Lambro, ribadendo l'importanza della rete ecologica regionale come strumento di tutela dell’ambiente. “La sentenza è importante perchè afferma l’obbligo di effettuare la valutazione di incidenza non solo nei siti di rilevanza comunitaria, ma anche nei corridoi ad alta antropizzazione della rete ecologica regionale. Si tratta di un importante strumento per garantire interventi di deframmentazione sulle aree investite e di rinaturazione compensativa", commenta la legale dell'associazione, avvocato Emanuela Beacco.

L’annullamento dei due ambiti di trasformazione è importante perché la loro attuazione, anche se di dimensioni modeste, avrebbe potuto costituire un precedente per future e più gravi aggressioni urbanistiche all’area protetta fluviale della valle del Lambro.




Ufficio Stampa Legambiente
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4 commenti:

  1. Una vittoria importante. Ne mancano ancora due, un Tavolo Negoziale coordinato dalla Provincia di MB, che vede la partecipazione dei Comuni confinanti di Lissone, Vedano e Macherio e Monza serio e responsabile che dia un bel ridimensionamento al restante piano di tutto quello schifoso e inutile (sottolineo inutile) cemento che resta nel piano ed una migliore gestione del Parco Regionale della Valle del Lambro che andrebbe valorizzato e seguito meglio (vedi sfilata di montan bike che fanna a gara non si sa bene su cosa e che regolarmente schiacciano tutti gli animali che trovano, es.: ricci che vengono schiacciati senza pieta').

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  2. Mi sembra di poter dire che le cose non sono come le si vuole far apparire.
    Con la sentenza 1690 il TAR della Lombardia di Milano ha deciso sul ricorso di Lega Ambiente onlus, ( non ha preso in considerazione quelli dell'Avv. Memola perchè non ha titolo per farlo )avente ad oggetto il PGT del comune di Biassono, respingendo praticamente tutti i numerosi motivi di ricorso promossi e limitandosi all'occoglimento parziale di tre motivi i quali incidono solo in minima parte sull'impianto del PGT di Biassono il quale è stato confermato.
    In particolare è stato ritenuto parzialmente illegittimo l'ambito ATR1 nella sola porzione che coincide con la rete verde. ( 6% della sua estensione )
    La sentenza ha inoltre affermato la necessità della procedura della valutazione di incidenza per gli ambiti 6 e 7.
    Precisato questo chiedo a tutti i Cittadini interessati a capire una sola cosa, leggete la sentenza sono una trentina di pagine molto scorrevoli e chiare in modo da farVi un'idea su come sono le cose.
    Alessio Anghileri

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    1. Grazie dell’info. Ci può anche dire dove possiamo leggere quali saranno, per i biassonesi, i benefici derivanti dal Piano ? Grazie

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