Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

giovedì 2 luglio 2020

Segreteria associata, opportunità per "fare rete"

Grazie al nuovo accordo di segreteria comunale associata, per Biassono si aprono importanti opportunità di rete in Brianza. L’approvazione dello schema di convenzione fra il nostro Comune, Ornago e Sulbiate, sancita in consiglio comunale lo scorso 30 giugno, ha non solo una funzione di ottimizzazione di spesa, ma crea anche le basi per una più stretta collaborazione sul piano amministrativo fra i tre sottoscrittori. Come Lista per Biassono ha rilevato in sede di voto, la condivisione dello stesso segretario comunale - la dottoressa Antonella Maria Carrera, subentrata dal 15 giugno al dottor Francesco Miatello (in pensione) - agevola infatti il dialogo e il coordinamento fra realtà territoriali con punti di forza in comune. L’articolo 12 dell’accordo, nel quale si pone l’accento sulle modalità di consultazione attraverso le figure dei sindaci, permette inoltre di muoversi più agilmente a livello operativo.  


L’importanza strategica dell’asse Biassono-Ornago era già stata messa in evidenza nel 2016, quando la nostra lista, in collaborazione con l’Associazione culturale Gaetano Osculati, il Museo civico e l'Assessorato alla Cultura, aveva realizzato un’iniziativa di gemellaggio per valorizzare l’eredità dei Conti Verri condivisa da entrambi i territori. A Ornago si trovano infatti una delle ville e la cappella di sepoltura di Pietro Verri, unitamente all’importante santuario della Beata Vergine del Lazzaretto (che conserva importanti reperti di famiglia, un tempo appartenenti a Biassono), promossi attraverso l’attività dell’Antica Bottega del Santuario e i percorsi storici tracciati sul territorio (fra cui il Cammino di S. Agostino). 



Per quanto riguarda Sulbiate, il Comune ha portato a termine in questi anni un progetto gemello rispetto a quello di Palazzo Bossi a Biassono, finanziato in parte da Fondazione Cariplo e inserito nel Distretto culturale evoluto di Monza e Brianza: il recupero di un’ex filanda, oggi conosciuta come Fabbrica del Saper Fare. Al cuore di questa iniziativa è l’idea di creare lavoro partendo da un forte radicamento locale, in modo tale che l’ex filanda operi come attivatore e rigeneratore d’impresa. Il suo obiettivo consiste cioé nel favorire la nascita di iniziative territoriali centrate su soluzioni innovative di prodotti, erogare servizi a supporto di imprese, contribuire alla crescita di giovani e artigiani, di dare vita a nuovi modelli di collaborazione e trasferimento di competenze tra diverse professionalità. La ampie finalità del progetto, sino ad ora, non hanno permesso di sfruttare appieno le potenzialità di questo polo, mentre il blocco delle attività dovute all’emergenza sanitaria ha messo in difficoltà anche la gestione di siti come Palazzo Bossi e Villa Monguzzi a Biassono. 


Problemi in realtà comuni a buona parte di quelle strutture brianzole che operano come piattaforme, dovuti al fatto di non essere riuscite ancora a sviluppare rapporti consolidati col territorio. Tenuto conto che, attraverso l’Associazione culturale Gaetano Osculati, fra le risorse locali strategiche può essere inclusa anche Villa Borromeo d’Adda ad Arcore (dov’è attivo il progetto “Casa degli Esploratori”), un coordinamento delle strategie, dei programmi e dei flussi economici di questi poli può oggi offrire proprio quel tipo di radicamento non pienamente espressosi in passato. Decisivo può allora essere il ruolo di Biassono nell’attivare un tavolo di confronto che valorizzi le rispettive sinergie, coinvolgendo Fondazione Cariplo in un percorso di crescita più articolato. In un periodo in cui ogni singola impresa e azienda mostra difficoltà a superare le sfide economiche generate dall’emergenza sanitaria, ripartire dal “fare rete” è certamente il modo migliore per abbattere i costi, creare posti di lavoro, intercettare nuovi bacini d’utenza e ridare linfa alle potenzialità della sharing economy.  

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