Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

giovedì 22 marzo 2012

COMMISSIONI FANTASMA

Lo scorso 29 novembre 2011, il Sindaco annunciava l’istituzione di alcune commissioni consultive; erano nel programma della Lega Nord e, forse anche per questo motivo, ha preso i voti ed è stato eletto: niente da eccepire, se non forse che Lista per Biassono stessa le stesse reclamando già da 15 anni, visto la loro precedente abolizione proprio per mano della Lega Nord. 
Alla seduta del 28 febbraio 2012 il Sindaco si scusava però per il ritardo nell’attivazione, dovuto ad un accertamento sull'eventuale gettone di presenza ai membri e prometteva il varo delle commissioni il prima possibile.
Siamo a fine marzo, altri due consigli comunali hanno tenuto banco (in data 1° marzo e 15 marzo), ma delle commissioni non c’è traccia.
Eppure se si va a leggere il regolamento Comunale a riguardo, il testo prescrive: 
……
TITOLO III – LE COMMISSIONI
CAPO II – Commissioni consultive
…..
Art. 40 - Composizione
…..

3. Di norma le commissioni consultive sono composte da due Consiglieri Comunali, uno effettivo ed uno supplente, per ogni Gruppo Consiliare. I Capigruppo, entro il termine di trenta giorni dalla decisione di costituzione della commissione, comunicano alla segreteria del Comune i nominativi dei propri rappresentanti in seno alla commissione stessa. In caso di mancata designazione si considera designato il Capogruppo.

4. Il Consiglio Comunale, in occasione della prima seduta utile, prende atto della composizione della commissione.
……

Art. 41 – Insediamento

1. Entro 30 giorni dall’atto di cui al comma 4 del precedente articolo, il Sindaco Borgomastro, con avviso scritto da comunicare ai commissari provvede alla convocazione della commissione per il suo insediamento.

Il Regolamento è chiaro e non lascia dubbi all’interpretazione: avendo i gruppi consiliari comunicato prima delle feste natalizie i nomi dei propri rappresentanti, alla prima seduta utile , avvenuta il 28 febbraio 2012 il Sindaco DOVEVA prendere atto della composizione delle commissioni ed ENTRO 30 giorni (Febbraio) convocarle.

In democrazia si usa delineare in modo preciso doveri e diritti dei cittadini e dei loro rappresentanti con leggi e regolamenti;  tutti sono tenuti a rispettare le regole generali senza prevaricare nessuno in modo appunto democratico.

Anche Biassono si è dotata nel tempo di regolamenti per il funzionamento delle istituzioni, di Villa Verri in particolare: sono consultabili da tutti sul sito del Comune (clicca qui).


Sorgono allora spontanee alcune domande: 

vuoi vedere che la Lega ha inserito nel suo programma l’istituzione delle commissioni che aveva abolito tanti anni fa solo per prendere più voti?

A cosa servono i regolamenti, se poi non sono rispettati dalla giunta?

Vuoi vedere che sono stati fatti solo per rimarcare i doveri delle opposizioni e bloccare la discussione sulle loro mozioni?

Lasciamo ai lettori/elettori giudicare questi comportamenti.

lunedì 19 marzo 2012

E SE FACESSIMO UN NUOVO PARCO?


"Non ho mai smesso di chiedermi, anche dopo la brusca interruzione del mio impegno di amministratore, che cosa di veramente importante avesse bisogno Biassono per "svoltare", cioè per offrire una qualità della vita ai suoi cittadini che veramente facesse la differenza. Che potesse conferirle un "valore aggiunto" concreto, realmente fruibile e in grado di rendere la nostra cittadina attraente e invidiabile.

Ho pensato a diversi interventi: rendere più efficiente il sistema dei trasporti, recuperare il centro storico attraverso la pedonalizzazione, realizzare parcheggi sotto Piazza Italia con l'interramento della Strada Provinciale e l'allargamento in superficie dei giardini di Villa Verri e altre ancora. Tutte cose importanti e con un discreto grado di fattibilità, ma non ancora sufficienti per il salto qualitativo che andavo cercando.

Poi, esaminando gli elaborati della nuova proposta di PGT, il progetto dell'Autostrada Pedemontana e delle sue "Opere di Compensazione" degli impatti provocati dal tracciato autostradale, e il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza, ho finalmente capito ciò di cui avremmo bisogno:
un vero parco; di dimensioni urbane, a metà tra il giardino pubblico e il Parco naturale regionale.

Un Parco Urbano di un centinaio di ettari (circa 1.000.000 di m2) che ponga un freno al consumo inesorabile di suolo naturale, sciaguratamente perpetrato anche dal PGT appena adottato in Consiglio Comunale, per non parlare del nuovo immenso nastro di asfalto che si stenderà sulla direttrice est-ovest nel quadrante nord del nostro territorio.
Un Parco recintato per una fruibilità sicura, piantumato a dovere con filari alberati lungo percorsi ciclo pedonali opportunamente ombreggiati. Con aree boscate alternate a prati soleggiati, dove ammirare la bellezza del paesaggio e l'alternarsi delle stagioni nella natura.
Con campi dedicati alle esposizioni botaniche di specie arboree di pregio e coltivazioni biologiche e floricolture da praticare in ordinati orti urbani e serre bioclimatiche.
Con un Centro Parco per le informazioni e una biblioteca degli alberi, con il noleggio di bici, carrozzelle, pattini a rotelle, giochi per i bimbi e i ragazzi. Con una Casa dell'acqua, un maneggio per l'equitazione, dove anche per gli anziani e le mamme sarà possibile trascorrere in tranquillità qualche momento di riposo magari con aree pic-nic attrezzate dove condividere nella bella stagione grigliate con gli amici e tante altre cose.

Ebbi modo a più riprese di avanzare questa proposta anche agli attuali amministratori ma sino a oggi senza esito.

Finalmente, Lista per Biassono ha voluto condividere questa proposta e ha organizzato in sala civica questo momento di presentazione e confronto nella serata di lunedì 26 marzo 2012.
Oltre all'idea istitutiva, saranno presentati i primi risultati sulla fattibilità e fornite le prime risposte a domande e obiezioni che sicuramente non mancheranno e che sapranno, animerei la discussione e il confronto. 

Ed è proprio per conoscere l'opinione dei lettori di questo blog che ha voluto anticipare qui la proposta, pubblicando anche una prima bozza del "masterplan" che risponde alle prime domande:
Dove farlo? Quanto grande? Con quali risorse? Perché tempo ? Come attrezzarlo? Come raggiungerlo? ecc...
Dunque, il sasso è lanciato; a voi l'assoluta libertà di commento e la mia gratitudine personale per ogni vostra considerazione di merito".

Arch. Giorgio Beretta

domenica 18 marzo 2012

Osservazioni sul PGT di Biassono

Consumo di suolo

Il complesso delle nuove previsioni insediative somma un totale di ben 576.638 mq di superficie fondiaria, di cui 446.010 mq relativi agli ambiti di trasformazione e 130.628 mq a quelli di riqualificazione. Pur trascurando quelli derivanti dalla riqualificazione, in quanto riguardanti generalmente ambiti territoriali già compromessi, le sole nuove superfici previste dagli ambiti di trasformazione rappresentano quasi il 10% di suolo sottratto alla naturalità, per l’esattezza il 9,16% dei  4.864.965mq del territorio biassonese.

Sommando il valore di queste nuove previsioni  all’indice rilevato attuale di consumo di suolo,  evidenziato dalla relazione al PGT e pari al 67%, arriviamo alla bellezza del 77%: da far “ invidia” perfino a Lissone, collocato ai vertici di questa stucchevole classifica regionale e nazionale di decine di volte inferiori ai nostri!

Leggiamo invece nella Relazione conoscitiva del Documento di Piano Vol. 1, che le quantità di considerate ai fini del consumo di suolo sarebbero solo 27.500 mq in quanto:

1.    l’area di espansione destinata a nuove attività economiche a ridosso della nuova SP6, che comporta da sola un consumo di circa 300.000 mq (più precisamente 307.100) viene “configurata”  di “rilevanza sovracomunale” ai sensi dell’art. 81 del PTCP della Provincia di Milano (parzialmente co- vigente per alcune parti prescrittive con il nuovo PTCP adottato dalla Provincia di Monza fino alla sua definitiva approvazione) e come tale, non considerata “al fine dell’applicazione dei criteri di determinazione del consumo di suolo dato dal PGT ai sensi dell’art. 84 comma 6 del citato PTCP ”. Oltre che nel merito, come vedremo in seguito, contestiamo sul piano della legittimità tali conteggi che portano, in virtù della classe di appartenenza del Comune di Biassono all’Indice del Consumo di Suolo (ICS) (66-100) ad ammettere e legittimare una Superficie di espansione max di 32.442 pari all’1% della Superficie Urbanizzata pari a 3.242.184 mq.

a.    Denunciamo anzitutto l’assurdità di trascurare la sostanza di un dato oggettivo ad impatto reale e non solo legale provocato da  un’espansione che consumerà nuovo suolo per ben 446.010 mq (10% del totale) per nascondere dietro norme di dubbia validità e sicuramente non di carattere vincolante ma opzionale, una precisa volontà intesa ad assecondare spinte speculative e non già i bisogni della collettività secondo le solite logiche predatorie che vivono nel territorio e considerano il territorio come una riserva di caccia privata (agli affari si intende)!

b.    Secondariamente  contestiamo sul piano della legittimità tecnico-formale il ricorso a tale esonero o scomputo dal conteggio di queste aree quantitativamente determinanti ai fini del dimensionamento dell’intero PGT in quanto, se è pur vero che l’art. 81 del PTCP di Milano introduce il concetto di “rilevanza sovracomunale” per alcuni ambiti specificamente individuati nella Tavola 1  è altrettanto vero che in quella Tavola 1 del PTCP di Milano questo ambito non appare affatto ne elencato e tantomeno individuato rendendo inefficace il rimando fatto dal PGT a questa norma derogatoria. In pratica, l’attribuzione del carattere di “rilevanza sovracomunale” rischia, tra le altre cose di apparire molto, autoreferenziale e pretenzioso essendo, a quanto pare, stato auto-attribuito in sede solo locale.

c.     Invece, è il nuovo PTCP adottato dalla Provincia di Monza e Brianza che classifica questo ambito nella Tavola 6d come “Ambito di interesse provinciale  ai sensi dll’ Art. 34 - delle NTA assegnandogli un “ valore prescrittivo e prevalente, all’esterno degli ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico, della rete verde di ricomposizione paesaggistica, dei parchi regionali e dei PLIS, gli ambiti di interesse provinciale”. Ma, al contrario delle previsioni del PGT, stabilendo che” Tali ambiti sono da ritenersi strategici dal punto di vista paesaggistico per il mantenimento di spazi inedificati fra tessuti urbanizzati limitrofi e per conservare l’identità propria di ogni nucleo urbano”.

d.    Inoltre, come se non bastasse, la LR 12/2005  all’ Art. 25 “Disposizioni transitorie per il Titolo II” stabilisce che “4. Fino all’adeguamento di cui all’articolo 26, i piani territoriali di coordinamento provinciali conservano efficacia, ma hanno carattere prescrittivo solo per i casi di prevalenza di cui all’articolo 18 della presente legge”.

e.    E sicuramente la previsione di un ambito di espansione economico-produttiva, qualora ci fosse ma non sembra questo il caso, non rientra tra le previsioni contemplate dal suddetto art. 18 e pertanto, il carattere prescrittivo e prevalente semmai sarebbe da attribuire alla previsione del nuovo PTCP adottato dalla Provincia di Monza e Brianza e non da quella di Milano.

Densità demografica e impatti sull’ambiente


2 E’ evidente allora la necessità di una verifica numerico-dimensionale più aderente al reale e di una operazione verità che, per quanto riguarda il consumo di suolo, tenga conto di tutte le sottrazioni che interverrebbero in caso di attuazione di queste sciagurate previsioni e, per la  “densità demografica”, con le necessarie verifiche  sul dimensionamento di piano e dei relativi abitanti teorici, porterebbe Biassono a rapporti non distanti se non superiori a quelli dei piani alti della classifica provinciale, parecchie volte superiore a quella regionale e addirittura 10-15 volte a quella nazionale. 


E’ bene al riguardo che tutti ci ricordiamo nel prendere le nostre decisioni della famosa Impronta ecologica: cioè l'impatto pro capite sull’ambiente  “Se il numero crescente di esseri umani è un problema grave, l'impatto che ognuno di essi ha sull'ambiente e sulle risorse, ovvero l'impronta ecologica, non è da meno. E' evidente, infatti, che il nostro Pianeta può sostenere un numero minore o maggiore di persone, a seconda se i loro consumi, e quindi il loro impatto sull'ambiente, siano minori o maggiori. Impronta ecologica è un termine con cui si indica il determinato "peso" che ognuno di noi ha sulla Terra. L'impronta ecologica è un metodo di misurazione che indica quanto territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, una regione, un paese o dall'intera umanità per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che genera.


Un po di storia e qualche dato...

Il metodo dell'impronta ecologica per misurare l'impatto pro capite sull’ambiente è stato elaborato nella prima metà degli anni '90 dall'ecologo William Rees della British Columbia University e poi approfondito, applicato e largamente diffuso a
livello internazionale da un suo allievo, Mathis Wackernagel, oggi direttore dell'Ecological Footprint Network, il centro più autorevole e riconosciuto a livello internazionale.  Il metodo dell'impronta ecologica consente di attribuire, sulla base dei dati statistici di ogni paese e delle organizzazioni internazionali, un'impronta ecologica di un certo numero di ettari globali pro capite come consumo di territorio biologicamente produttivo. Il WWF utilizza dal 2000 il metodo di calcolo dell'impronta ecologica nel suo rapporto biennale Living Planet Report, commissionando a Wackernagel e al suo team il calcolo dell'impronta ecologica di tutti i paesi del mondo. Secondo i calcoli più recenti l'impronta ecologica dell'umanità è di 2,2 ettari globali pro capite, mentre quella dell'Italia è di 4,2 ettari. L’Italia ha un’impronta ecologica (sui dati 2005) di 4.2 ettari globali pro capite con una biocapacità di 1 ettaro globale pro capite, dimostrando quindi un deficit ecologico di 3.1 ettaro globale pro capite. Nella classifica mondiale è al 29° posto, ma in coda rispetto al resto dei paesi europei. E’ di tutta evidenza che anche il nostro paese necessita di avviarsi rapidamente su una strada di sostenibilità del proprio sviluppo integrando le politiche economiche con quelle ambientali. Solo tenendo in conto la natura saremo in grado di fornire il giusto valore al nostro “benessere” e di procedere a politiche energetiche, dei trasporti, di uso del territorio capaci di rispettare il nostro straordinario Bel Paese.

Per un corretto dimensionamento


3 Non riusciamo, anche alla luce della precedente verifica che mal testimonia circa l’attendibilità dei dati tecnici forniti, ad orientarci sul conteggi relativi al dimensionamento proposto nel Documento di Piano al Vo. 2 in quanto, da verifiche effettuabili sulla scorta delle previsioni degli ambiti di trasformazione e riqualificazione, risulta che la SLP di nuova previsione totale è pari a 272.530 mq di cui 46.080 mq da riqualificazione e 221.450 da trasformazione. Di questa circa 21.000 sembrerebbe destinata alla residenza, tuttavia, questo dato sembra non tener conto dei 27.000 mq ammessi dalle nuove previsioni produttive dell’ambito sopra esaminato in ragione di 150 mq per ogni 1000 mq di SLP produttiva che essendo di 180.000 mq porterebbe appunto ad una SLP residenziale di altri 27.000 mq che sommati ai precedenti 21.000 mq portano ad un totale ben superiore a quello computato in modo elusivo cioè: 48.000 mq.  Infine, va da sé che se quanto evidenziato fosse verificato comporterebbe il rifacimento anche del Piano dei Servizi che risulterebbe dimensionato in modo errato.

4 Inoltre, vorremmo che fosse fatta una dimostrazione comparativa verificabile di quanta volumetria aggiuntiva ed eventualmente non conteggiata si determinerebbe con i nuovi indici di edificabilità attribuiti dal Piano delle Regole alle zone omogenee del tessuto edilizio esistente. Non vorremmo trovare un’altra sgradevole sorpresa. “Pensar male si fa male ma non si sbaglia quasi mai!” Riepilogando siamo un po’ preoccupati: se proiettiamo in termini di volumetrie, più facilmente intuibili negli impatti che determinano, le nuove previsioni di PGT i nuovi mc edificabili sommano ad oltre 800.000 che potrebbero superare facilmente il 1.000.000  se si considerano le volumetrie dei nuovi capannoni industriali e produttivi o commerciali con altezze doppie o triple rispetto al residenziale.
Francamente troppo!
Lista per Biassono ha votato contro il PGT presentato dalla Lega Nord.
Ora tocca a te far sentire la tua voce in Comune!

venerdì 9 marzo 2012

A Biassono i disabili possono anche andare al cimitero

Con questa frase (che qualche malizioso potrebbe trovare di significato vagamente sibillino), nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale del 1° marzo l’assessore Meregalli ha concluso il lungo intervento auto-incensorio in merito alle opere pubbliche realizzate in paese dalla Lega Nord nel corso degli ultimi anni.

I disabili, secondo il bizzarro pensiero dell’assessore allo sviluppo del territorio e alla viabilità, avrebbero a Biassono il grande vantaggio di poter raggiungere il cimitero cittadino in tutta comodità, lungo un marciapiede adatto al transito di sedie a rotelle.
E questo fatto, a parer suo, dimostrerebbe la sensibilità posta dalla nostra amministrazione nei confronti delle persone con difficoltà motorie.

Ora, può essere che nella bella stagione qualche anziano disabile desideri farsi accompagnare da un parente/badante fino al lontano camposanto, ma perché mai a una persona in carrozzina che si muove in autonomia (esistono davvero, anche se nessuno sembra accorgersene) potrebbe venire in mente di recarsi fin laggiù spingendo forsennatamente per qualche chilometro la sua sedia a ruote? 

Una volta raggiunta la meta, probabilmente ci resterebbe per sempre sfiancato dalla fatica.

Ironia a parte, varcata la soglia del cimitero e raggiunta la chiesa, l’accesso a parecchie delle tombe resta infatti precluso alle carrozzine, perché sul ghiaietto le ruote affondano e le vibrazioni prodotte possono provocare ulteriori gravi problemi ai portatori di talune patologie.

Il superamento delle distanze di una certa estensione rappresenta uno dei maggiori problemi da affrontare per tutti coloro che hanno ridotte capacità motorie o sensoriali più o meno gravi. In molte cittadine hanno pensato di attrezzare i percorsi più lunghi con elementi di arredo urbano che tengano conto di tutti i tipi di limitazione, che permettano di appoggiarsi o sedersi in modo da diminuire il disagio delle persone con problemi di affaticamento o semplicemente anziane.

Sinceramente credo, però, che quello di raggiungere il cimitero a “ruote” sia l’ultimo dei problemi che si trovi quotidianamente ad affrontare un disabile biassonese.
Chiunque abbia una mobilità gravemente ridotta non fatica molto a rendersi conto della totale mancanza nel nostro territorio di un piano progettuale che favorisca l’accessibilità e la fruibilità delle strutture presenti in piena autonomia.


Nella realtà nostrana raggiungere il centro paese e i suoi servizi con una sedia a rotelle senza un accompagnatore rappresenta un labirintico percorso a ostacoli che crea forte disagio, scoraggia e porta quasi sempre alla rinuncia.

Alcuni tratti dei marciapiedi recentemente ultimati indurrebbero a pensare di potersi spingere autonomamente fino in centro, peccato che in diversi punti i saliscendi assomiglino più a delle rampe di lancio per la loro pendenza, tanto da mettere a dura prova non solo i muscoli del disabile, ma anche quelli del suo indispensabile accompagnatore. I tombini posti proprio sulle rampe, poi, completano l’opera di slittamento all’indietro con pericolo di ribaltamento.

Se non si imbocca il lato giusto della strada, si rischia di rimanere a un certo punto senza possibilità di risalita sul marciapiede, si è costretti ad attraversare la strada in assenza di strisce, esponendosi così a ulteriori rischi. Spesso i marciapiedi si riducono improvvisamente nelle loro dimensioni impedendo il passaggio di una sedia a rotelle, con un dislivello insuperabile per scendere sulla strada. A quel punto le soluzioni possono essere: spingere le ruote in retromarcia e tentare un’altra strada, cercando di non ribaltarsi per non aggravare la propria situazione già sufficientemente precaria; chiedere aiuto a un passante generoso per compiere la rischiosa manovra, o attendere con fede il miracolo della serie “alzati e cammina”.

Per recarsi all’ufficio postale occorre poi predisporre un piano alla Indiana Jones: se si proviene da via Trento e Trieste sul lato destro, davanti alle strisce pedonali disegnate proprio in prossimità delle poste ci si trova un alto gradino da superare per poter attraversare. Che fare? Si procede fino alla Piazza Italia e si torna indietro lungo la strada (sperando di non essere investiti da un’auto).
Se si decide di procedere sul lato sinistro del viale, il passaggio è reso pericoloso da pali, strettoie e dalle immancabili biciclette parcheggiate sul marciapiede.

Il centro storico, poi, con la dimensione dei suoi marciapiedi è off limits a coloro che sono costretti in carrozzina.
Percorrendo il comodo marciapiede lungo via Cesana e Villa, a parte il giornale e qualche farmaco, non si può accedere ad alcun esercizio commerciale per via dei gradini di accesso ai negozi. Si può forse prendere un caffè in Piazza Italia, ma solo ai tavolini all’aperto nella bella stagione.



Meglio forse usare l’automobile. Visto che la posta costringe a compiere uno slalom gigante, si va alla Banca Popolare. Lì c’è un parcheggio per disabili, sempre che non sia occupato dai soliti furbi, si scende dall’auto e proprio davanti c’è un geniale marciapiede con gradino. Occorre fare il giro largo in mezzo alla stretta strada per raggiungere la rampa, sperando che non piova. Solo bancomat, però, anche la banca ha il gradino. E gli esempi da riportare in proposito sono innumerevoli e si ripropongono in ogni angolo del paese.

Ciliegina sulla torta il parcheggio per disabili di Piazza Italia rimasto inutilizzabile per oltre un mese durante l’estate scorsa. L’Amministrazione comunale ha infatti pensato bene di porvi un cartello di divieto di sosta per permettere l’accesso a una giostrina per bambini. Che sensibilità!

In Italia, si sa, l’azione progettuale che riguarda gli spazi urbani è generalmente inadeguata a rispettare le reali esigenze dei cittadini disabili. Credo sia ora auspicabile che a Biassono si formi un gruppo specifico di lavoro per lo studio e l’elaborazione di un piano che attui in maniera omogenea e organica il reale abbattimento delle barriere architettoniche e che renda veramente agevole e sicura la circolazione di tutti, senza limitarsi alla mera e semplice applicazione della normativa vigente.

                                           Vittoria Sangiorgio

lunedì 5 marzo 2012

SAN GIORGIO ALZA LA VOCE



Arturo Pozzoli

Ho letto il volantino che avete lasciato in giro per san Giorgio.
Io vivo li da neppure due anni, quindi mi riferirò solo a questa frazione
SERVIREBBERO:

1) mezzi pubblici (pullman, car sharing o treno) che colleghino San Giorgio a Biassono, a Villasanta e a Monza (oppure un pulman che porti i SANGIORGINI a prendere altri mezzi pubblici.
2) regolamentazione dell'ingresso auto dalla porta del parco di San Giorgio (tutti entrano, parcheggiano, fanno fare il giro al cane  e senza raccogliere le feci, passano ad alta velocità per andare in Viale cavriga..) Non si può mettere delle guardie almeno zoofile??  
3) cestini per i rifiuti e distribuzione sacchetti per feci cane (quelle due/ tre aiuole sono un cimitero di cacca...)
4) un pullman almeno verso la stazione (l'ho già detto??...è che serve... :)
5) la chiusura del piccolo centro di San Giorgio e farla tornare una piazzetta vivibile (è deliziosa, ma ci passano le auto!)..però so che è utopia... (anche se aperta l'altra strada si può fare...)
6) piste ciclabili per villasanta e per biassono (intere)
7) demolire quell'orrendo condominio giallo in centro a San Giorgio e ricostruire una casa a minor impatto...ok ok...ora esagero!
Per ora non mi viene in mente altro.
Però ci tengo a precisare che il quartiere è bellissimo, la gente pure, siamo stati accolti con un affetto dimenticato... ma non ci si sente di Biassono....
Non se vi sarò utile...
Grazie per la lettura!

Anna Carlotta Biffi

mercoledì 29 febbraio 2012

PROPOSTE ........... E PRETESTI



Il primo anno della "nuova" amministrazione leghista sta volgendo al termine ed è tempo di bilanci.

Lascio ad altri il compito di un vero e proprio Rapporto agli Elettori; da cittadino che cerca di frequentare il più assiduamente possibile le sedute del Consiglio Comunale, mi limito a riportare le seguenti impressioni:

il ritornello che spesso e volentieri sento recitare dal Capogruppo della Lega Nord è: "le opposizioni dovrebbero fare proposte e non proteste".

Premesso che non ci vedo niente di male se l'opposizione eleva le più vibrate proteste a fronte di provvedimenti quantomeno discutibili (Farmacia Comunale, permute "a costo zero" per i cittadini, marchiatura del territorio .....), quello cui ho assistito negli ultimi Consigli Comunali è stata la ricerca di ogni possibile pretesto per bocciare le PROPOSTE di Lista per Biassono.

In breve:
- istituzione di un fondo anti crisi economica a favore delle famiglie: "non serve; è assistenzialismo; a Biassono non ci sono aziende in crisi nè lavoratori licenziati e/o cassaintegrati; la crisi è un'opportunità!

- istituzione di una Casa dell'Acqua a Biassono: a parole tutti favorevoli; poi, alla fine, emergono i distinguo: "è inutile; ci sarebbero i soliti vandali; magari qualcuno ne potrebbe fare un uso sconveniente; è un costo che non ci possiamo permettere".

- possibilità di un incontro pubblico col Presidente di Pedemontana: non serve; il progetto è blindato ed immodificabile; a Biassono non ci sono state proteste, ergo, tutto va bene così.

Se tanto mi da tanto, mi rallegro del fatto che l'Amministrazione ieri abbia varato (dopo 16 anni) il Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Trattandosi di un progetto su cui Lista per Biassono stava discutendo con le realtà interessate (Scuola e genitori) e sui cui aveva appunto elaborato un regolamento da sottoporre in Villa Verri, non oso immaginare quale pretesto avrebbero escogitato nel caso in cui la proposta fosse arrivata sui banchi del Consiglio Comunale per iniziativa della lista stessa. L'inusuale "tempestività" della Lega Nord, in questo caso, ha davvero del lodevole. 

Felice Meregalli

domenica 12 febbraio 2012

ITINERARI ARTISTICI A BIASSONO


Mano ai pennelli! A 20 anni dalla fondazione del Gruppo Pittori Biassonesi, il nostro Comune non possiede ancora memoria pubblica tangibile di una delle sue realtà associative più dinamiche e originali. Le numerose mostre temporanee, organizzate per lo più in sala civica o all’interno di feste popolari, hanno sì aiutato a conoscere i talenti della scena locale, senza tuttavia lasciare traccia viva sul territorio.

Partendo da questa riflessione, Biassono in Progress ha lanciato un’idea accolta nei giorni scorsi dal Gruppo Pittori Biassonesi e che, nelle prossime settimane, cercherà di coinvolgere l’intera cittadinanza: individuare antiche edicole o spazi figurativi presenti in paese (nei cortili, nelle vie, sulle pareti domestiche, o su aree murate…), affinché siano recuperati attraverso le nuove opere degli artisti locali. Scene di storia biassonese. Ritratti di antichi personaggi che hanno vissuto fra i nostri confini. Rappresentazioni di antichi mestieri e tradizioni perdute. Ogni pittore potrà attingere ad un vasto immaginario che punti a rafforzare il senso d’identità storica della nostra comunità, impreziosendo gli spazi pubblici e privati con narrazioni leggibili e fruibili da qualsiasi visitatore del paese. 

Oltre alla preservazione del patrimonio culturale, le edicole del Gruppo Pittori Biassonesi formeranno nel tempo dei percorsi artistici di valore turistico, grazie ai quali agevolare l’afflusso di visitatori sul territorio e creare opportunità di nuovi contatti anche per il sofferente settore dei commercianti al dettaglio. Un’iniziativa che non punta solo a ridare vigore e riqualificare il centro storico tradizionale, ma a veicolare i flussi pedonali verso le altre aree d’insediamento, in una strategia di riacquisizione degli spazi urbani e, conseguentemente, di consolidamento della sicurezza pubblica.
 
Il fine è certo ambizioso, ma non impossibile, qualora l’iniziativa riesca ad essere supportata in modo corale.

Il primo passo riguarda la mappatura del territorio: chiunque sia a conoscenza di spazi idonei per ospitare un’opera artistica, dovrà segnalarli indicando le misure utili (ubicazione, altezza, larghezza, eventuale profondità). In tal senso, gli studi già effettuati dal Gruppo ricerche archeostoriche del Lambro e dal Fotoclub S. Andrea potranno fornire una prima carta d’orientamento.


Raccolti i dati, i pittori aderenti al progetto sceglieranno gli spazi più congeniali alle loro creazioni e inizieranno a lavorare sulle singole opere, le cui bozze verranno comunque presentate alla cittadinanza attraverso un’apposita mostra.

All’amministrazione comunale, o agli eventuali privati che vorranno sposare l’iniziativa, verrà chiesto di supportare l’iniziativa, predisponendo materialmente i siti individuati all’accoglienza delle opere in produzione (creazione di una base per l’inserimento delle raffigurazioni, apposizione di pannelli per la preservazione delle opere, inserimento di eventuali targhe segnaletiche, possibile installazione dell’impianto d’illuminazione…).

Una volta completata la fase di mappatura ed allestimento, le opere verranno posizionate per il Paese e pubblicamente promosse attraverso l’inaugurazione di un percorso guidato, che potrà oltretutto crescere e ramificarsi nel tempo (progetto museo all’aperto).

Se il Comune si farà carico del coordinamento dell’iniziativa (a tal fine, Lista per Biassono è pronta a proporla all’ordine del giorno in consiglio comunale), i cittadini potranno far riferimento a Villa Verri come referente per la raccolta dati. In attesa dell’eventuale espletamento delle fasi amministrative, la piattaforma di Biassono in Progress fungerà da recettore delle proposte cittadine. Parallelamente, verrà chiesto d’installare in Villa Verri una cassetta offerte per costituire una base del fondo utile a finanziare l’iniziativa.
L’obiettivo è di riuscire a giungere all’inaugurazione del percorso artistico di Biassono entro la primavera del 2013.

Alberto Caspani 

PEDEMONTANA IN ARRIVO!



venerdì 10 febbraio 2012

COME ADRO…......PRIMA DI ADRO

Ancora di recente è rimbalzato agli onori delle cronache il comune bresciano di Adro.
Ci chiediamo come possa, il suo Sindaco, insultare deliberatamente il Capo dello Stato reo di aver conferito l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica all'imprenditore che, di tasca propria, ha pagato la mensa scolastica delle famiglie inadempienti.

Ci domandiamo anche se sia giusto che un primo cittadino continui a sperperare migliaia di euro di denaro pubblico per risarcire i ricorrenti di cause (vinte) intentate sulla base del principio di uguaglianza garantito dalla Costituzione che, quell'amministrazione invece puntualmente disconosce.

Il Sindaco in questione, infatti, si era già distinto per aver proposto, nel tempo: una “taglia” sui clandestini; il rifiuto del bonus bebè agli extracomunitari; la negazione, come detto, della mensa ai bambini le cui famiglie non fossero in regola coi pagamenti, nonché, e soprattutto, l'inaugurazione di una scuola pubblica dove era presente ovunque il “sole delle alpi”, ossia il simbolo che, secondo l'articolo 3 del proprio Statuto, identifica in modo inequivocabile la Lega Nord.

Già in passato altri avevano fatto proprio un antico simbolo (il fascio littorio), facendogli così perdere il significato originario e trasformandolo nel simbolo di un movimento politico.
E, al pari del fascismo, anche la Lega Nord, come non aveva osato fare nessun altro partito, ha marchiato col suo simbolo un edificio statale, proprietà di tutti i cittadini.

Si tratta di un'annessione violenta del “pubblico”, indicativa di un pensiero totalitario ed intollerante, oltre che culturalmente rozzo.

Pur senza aver raggiunto gli eccessi di Adro, anche Biassono, nel suo piccolo, può vantare da quindici anni a questa parte, la “marchiatura” del territorio e di tutte le nuove opere pubbliche (dalla segnaletica stradale, toponomastica compresa, alla piazzetta di San Giorgio, dalla RSA Anni Verdi ai Giardini cosiddetti Padani, da Villa Monguzzi al Palazzo Municipale).

E siccome non è possibile che i vari “marchi” o monoliti siano passati inosservati dalla gente, ne dovremmo dedurre che, come cittadini, siamo ormai assuefatti a questo genere di atti di inciviltà e protervia da non farci neanche più caso.

Lista per Biassono crede invece che nella nostra comunità viva e sia presente la volontà di costruire relazioni sociali corrette e solidali che contrastino ogni deriva populista e disgregatrice.

E, di fronte a chi preferisce girare la testa dall'altra parte, chiederà la rimozione di quei simboli tracciati con intenti secessionisti ed in evidente spregio al principio costituzionale della Repubblica Italiana una ed indivisibile. 
Felice Meregalli

lunedì 6 febbraio 2012

LA CROCE DI S.ANDREA

Il Kirghizistan all’improvviso. Varcata la porta della palestra di S. Andrea, domenica scorsa ho avuto il privilegio di respirare quell’inconfondibile aria sfatta, ma dannatamente sexy, dell’Unione Sovietica ormai sull’orlo dell’abisso. Pochi secondi, è vero, ma sufficienti per catapultarmi ancora una volta nella periferia dell’impero.

Pareti ingiallite che si sbriciolavano con un semplice colpo d’occhio. Muri forati su cui ancora si distinguevano i segni di scale mobili rimosse. Crepe da brivido sopra la testa, dentro le quali pareva quasi di distinguere le orbite dello Sputnik. E ancora strisce di tartan rappezzate, panchine dalle infide incrinature, docce divorate dall’umidità. Mio dio, che brividi! Mancava solo un busto di Frunze impolverato e una stella rossa sotto i piedi.

Peccato che la palestra delle scuole elementari non si trovasse in qualche sperduto villaggio del Pamir, ma nel cuore della Brianza ricca e operosa. E di nuovo un lampo, ma questa volta di rabbia. Anzi, d’indignazione. Veder ridotto in quel modo uno degli spazi cui ho legato alcuni dei più bei ricordi di atleta biassonese, mi ha ferito peggio ancora di un proclama di Gorbaciov.

Checché sostenga la giunga leghista, ovvero che il destino della scuola di S. Andrea sia segnato (vedi ultimo documento a fondo pagina, clicca qui), nulla giustifica il vergognoso stato d’abbandono odierno. Almeno sino a quando gli alunni non avranno la garanzia di allenarsi in un altro spazio attrezzato, quella palestra va ristrutturata, messa in sicurezza e tenuta in modo dignitoso. Oggi, invece, è solo un’offesa allo sport e alla memoria. All’immagine di una scuola che un tempo era l’avanguardia dell’architettura in paese e uno spasso per chi ci andava a giocare.

Dopo aver assistito al saccheggio delle vecchie attrezzature sportive nei locali di deposito, dopo aver accettato con l’amaro in bocca la rimozione di tutte le attrezzature utili ad allenarsi (scale, funi, pertiche, quadro svedese, tutti oggetti di pericolosissimo impatto per le maestre del 2012), dopo aver udito dell’inusitata idea di dover pagar l’affitto per le ore concesse dal Comune alle attività organizzate nelle proprie strutture, l’Aics Atletica Biassono continua ad allenarsi stoicamente in una palestra da ghetto (incrociando però le dita, affinché non tornino quelle stesse piogge che in autunno l’hanno costretta a lungo all’aperto). Così fa l’associazione del basket Biassono, così insistono gli affezionati della pallavolo. Così, soprattutto, è richiesto agli alunni iscritti al plesso di S. Andrea.

Eppure è una lotta contro il tempo. Bisogna solo sperare che la guaina dei tubi del gas non si stacchi del tutto, o che qualche bimbo imprudente non si metta a giocare con i fili scoperti della corrente. Se la giunta ha deciso di condannare S. Andrea anzitempo, ben venga: forse qualcuno sarà felice di veder abbattuta una scuola a pochi passi dal Parco di Monza, ideale per sfruttare l’abbondante irrorazione del sole e il cui recupero mai costerà quanto una faraonica operazione di compra-svendita comunale; ma sicurezza e dignità sono due requisiti che non possono mancare mai nella gestione delle risorse di Biassono. A meno che non si sia deciso di trasformarsi nel nostalgico reperto di un mondo già da tempo condannato.
Alberto Caspani