Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

domenica 18 marzo 2012

Osservazioni sul PGT di Biassono

Consumo di suolo

Il complesso delle nuove previsioni insediative somma un totale di ben 576.638 mq di superficie fondiaria, di cui 446.010 mq relativi agli ambiti di trasformazione e 130.628 mq a quelli di riqualificazione. Pur trascurando quelli derivanti dalla riqualificazione, in quanto riguardanti generalmente ambiti territoriali già compromessi, le sole nuove superfici previste dagli ambiti di trasformazione rappresentano quasi il 10% di suolo sottratto alla naturalità, per l’esattezza il 9,16% dei  4.864.965mq del territorio biassonese.

Sommando il valore di queste nuove previsioni  all’indice rilevato attuale di consumo di suolo,  evidenziato dalla relazione al PGT e pari al 67%, arriviamo alla bellezza del 77%: da far “ invidia” perfino a Lissone, collocato ai vertici di questa stucchevole classifica regionale e nazionale di decine di volte inferiori ai nostri!

Leggiamo invece nella Relazione conoscitiva del Documento di Piano Vol. 1, che le quantità di considerate ai fini del consumo di suolo sarebbero solo 27.500 mq in quanto:

1.    l’area di espansione destinata a nuove attività economiche a ridosso della nuova SP6, che comporta da sola un consumo di circa 300.000 mq (più precisamente 307.100) viene “configurata”  di “rilevanza sovracomunale” ai sensi dell’art. 81 del PTCP della Provincia di Milano (parzialmente co- vigente per alcune parti prescrittive con il nuovo PTCP adottato dalla Provincia di Monza fino alla sua definitiva approvazione) e come tale, non considerata “al fine dell’applicazione dei criteri di determinazione del consumo di suolo dato dal PGT ai sensi dell’art. 84 comma 6 del citato PTCP ”. Oltre che nel merito, come vedremo in seguito, contestiamo sul piano della legittimità tali conteggi che portano, in virtù della classe di appartenenza del Comune di Biassono all’Indice del Consumo di Suolo (ICS) (66-100) ad ammettere e legittimare una Superficie di espansione max di 32.442 pari all’1% della Superficie Urbanizzata pari a 3.242.184 mq.

a.    Denunciamo anzitutto l’assurdità di trascurare la sostanza di un dato oggettivo ad impatto reale e non solo legale provocato da  un’espansione che consumerà nuovo suolo per ben 446.010 mq (10% del totale) per nascondere dietro norme di dubbia validità e sicuramente non di carattere vincolante ma opzionale, una precisa volontà intesa ad assecondare spinte speculative e non già i bisogni della collettività secondo le solite logiche predatorie che vivono nel territorio e considerano il territorio come una riserva di caccia privata (agli affari si intende)!

b.    Secondariamente  contestiamo sul piano della legittimità tecnico-formale il ricorso a tale esonero o scomputo dal conteggio di queste aree quantitativamente determinanti ai fini del dimensionamento dell’intero PGT in quanto, se è pur vero che l’art. 81 del PTCP di Milano introduce il concetto di “rilevanza sovracomunale” per alcuni ambiti specificamente individuati nella Tavola 1  è altrettanto vero che in quella Tavola 1 del PTCP di Milano questo ambito non appare affatto ne elencato e tantomeno individuato rendendo inefficace il rimando fatto dal PGT a questa norma derogatoria. In pratica, l’attribuzione del carattere di “rilevanza sovracomunale” rischia, tra le altre cose di apparire molto, autoreferenziale e pretenzioso essendo, a quanto pare, stato auto-attribuito in sede solo locale.

c.     Invece, è il nuovo PTCP adottato dalla Provincia di Monza e Brianza che classifica questo ambito nella Tavola 6d come “Ambito di interesse provinciale  ai sensi dll’ Art. 34 - delle NTA assegnandogli un “ valore prescrittivo e prevalente, all’esterno degli ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico, della rete verde di ricomposizione paesaggistica, dei parchi regionali e dei PLIS, gli ambiti di interesse provinciale”. Ma, al contrario delle previsioni del PGT, stabilendo che” Tali ambiti sono da ritenersi strategici dal punto di vista paesaggistico per il mantenimento di spazi inedificati fra tessuti urbanizzati limitrofi e per conservare l’identità propria di ogni nucleo urbano”.

d.    Inoltre, come se non bastasse, la LR 12/2005  all’ Art. 25 “Disposizioni transitorie per il Titolo II” stabilisce che “4. Fino all’adeguamento di cui all’articolo 26, i piani territoriali di coordinamento provinciali conservano efficacia, ma hanno carattere prescrittivo solo per i casi di prevalenza di cui all’articolo 18 della presente legge”.

e.    E sicuramente la previsione di un ambito di espansione economico-produttiva, qualora ci fosse ma non sembra questo il caso, non rientra tra le previsioni contemplate dal suddetto art. 18 e pertanto, il carattere prescrittivo e prevalente semmai sarebbe da attribuire alla previsione del nuovo PTCP adottato dalla Provincia di Monza e Brianza e non da quella di Milano.

Densità demografica e impatti sull’ambiente


2 E’ evidente allora la necessità di una verifica numerico-dimensionale più aderente al reale e di una operazione verità che, per quanto riguarda il consumo di suolo, tenga conto di tutte le sottrazioni che interverrebbero in caso di attuazione di queste sciagurate previsioni e, per la  “densità demografica”, con le necessarie verifiche  sul dimensionamento di piano e dei relativi abitanti teorici, porterebbe Biassono a rapporti non distanti se non superiori a quelli dei piani alti della classifica provinciale, parecchie volte superiore a quella regionale e addirittura 10-15 volte a quella nazionale. 


E’ bene al riguardo che tutti ci ricordiamo nel prendere le nostre decisioni della famosa Impronta ecologica: cioè l'impatto pro capite sull’ambiente  “Se il numero crescente di esseri umani è un problema grave, l'impatto che ognuno di essi ha sull'ambiente e sulle risorse, ovvero l'impronta ecologica, non è da meno. E' evidente, infatti, che il nostro Pianeta può sostenere un numero minore o maggiore di persone, a seconda se i loro consumi, e quindi il loro impatto sull'ambiente, siano minori o maggiori. Impronta ecologica è un termine con cui si indica il determinato "peso" che ognuno di noi ha sulla Terra. L'impronta ecologica è un metodo di misurazione che indica quanto territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, una regione, un paese o dall'intera umanità per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che genera.


Un po di storia e qualche dato...

Il metodo dell'impronta ecologica per misurare l'impatto pro capite sull’ambiente è stato elaborato nella prima metà degli anni '90 dall'ecologo William Rees della British Columbia University e poi approfondito, applicato e largamente diffuso a
livello internazionale da un suo allievo, Mathis Wackernagel, oggi direttore dell'Ecological Footprint Network, il centro più autorevole e riconosciuto a livello internazionale.  Il metodo dell'impronta ecologica consente di attribuire, sulla base dei dati statistici di ogni paese e delle organizzazioni internazionali, un'impronta ecologica di un certo numero di ettari globali pro capite come consumo di territorio biologicamente produttivo. Il WWF utilizza dal 2000 il metodo di calcolo dell'impronta ecologica nel suo rapporto biennale Living Planet Report, commissionando a Wackernagel e al suo team il calcolo dell'impronta ecologica di tutti i paesi del mondo. Secondo i calcoli più recenti l'impronta ecologica dell'umanità è di 2,2 ettari globali pro capite, mentre quella dell'Italia è di 4,2 ettari. L’Italia ha un’impronta ecologica (sui dati 2005) di 4.2 ettari globali pro capite con una biocapacità di 1 ettaro globale pro capite, dimostrando quindi un deficit ecologico di 3.1 ettaro globale pro capite. Nella classifica mondiale è al 29° posto, ma in coda rispetto al resto dei paesi europei. E’ di tutta evidenza che anche il nostro paese necessita di avviarsi rapidamente su una strada di sostenibilità del proprio sviluppo integrando le politiche economiche con quelle ambientali. Solo tenendo in conto la natura saremo in grado di fornire il giusto valore al nostro “benessere” e di procedere a politiche energetiche, dei trasporti, di uso del territorio capaci di rispettare il nostro straordinario Bel Paese.

Per un corretto dimensionamento


3 Non riusciamo, anche alla luce della precedente verifica che mal testimonia circa l’attendibilità dei dati tecnici forniti, ad orientarci sul conteggi relativi al dimensionamento proposto nel Documento di Piano al Vo. 2 in quanto, da verifiche effettuabili sulla scorta delle previsioni degli ambiti di trasformazione e riqualificazione, risulta che la SLP di nuova previsione totale è pari a 272.530 mq di cui 46.080 mq da riqualificazione e 221.450 da trasformazione. Di questa circa 21.000 sembrerebbe destinata alla residenza, tuttavia, questo dato sembra non tener conto dei 27.000 mq ammessi dalle nuove previsioni produttive dell’ambito sopra esaminato in ragione di 150 mq per ogni 1000 mq di SLP produttiva che essendo di 180.000 mq porterebbe appunto ad una SLP residenziale di altri 27.000 mq che sommati ai precedenti 21.000 mq portano ad un totale ben superiore a quello computato in modo elusivo cioè: 48.000 mq.  Infine, va da sé che se quanto evidenziato fosse verificato comporterebbe il rifacimento anche del Piano dei Servizi che risulterebbe dimensionato in modo errato.

4 Inoltre, vorremmo che fosse fatta una dimostrazione comparativa verificabile di quanta volumetria aggiuntiva ed eventualmente non conteggiata si determinerebbe con i nuovi indici di edificabilità attribuiti dal Piano delle Regole alle zone omogenee del tessuto edilizio esistente. Non vorremmo trovare un’altra sgradevole sorpresa. “Pensar male si fa male ma non si sbaglia quasi mai!” Riepilogando siamo un po’ preoccupati: se proiettiamo in termini di volumetrie, più facilmente intuibili negli impatti che determinano, le nuove previsioni di PGT i nuovi mc edificabili sommano ad oltre 800.000 che potrebbero superare facilmente il 1.000.000  se si considerano le volumetrie dei nuovi capannoni industriali e produttivi o commerciali con altezze doppie o triple rispetto al residenziale.
Francamente troppo!
Lista per Biassono ha votato contro il PGT presentato dalla Lega Nord.
Ora tocca a te far sentire la tua voce in Comune!

4 commenti:

  1. E come possiamo far sentire la nostra voce?
    Li sommergiamo di lettere? neanche le leggono...

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    1. ..magari perchè non sanno leggere....

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  2. Alessandro Meregalli19 marzo 2012 04:13

    Niente di nuovo sotto al sole. Questo è il naturale sbocco della politica di gestione del territorio, che gli amministratori leghisti hanno percorso in questi ultimi 20 anni. UNa politica modesta e miope che ha sempre visto nel mattone l'unica fonte di arricchimento per la comunità. Mai una visione prospettica o l'azzardo di una sfida in favore dell'ambiente. Mai un investimento invece dello sfruttamento. Lo spirito imprenditoriale è presente solo a parole e quindi niente rischio d'impresa. I soldi vanno realizzati con gli strumenti più immediati: pochi, maledetti e subito. Ma, oggi come oggi, tutti hanno capito che il territorio non è un bene da sfruttare ma una risorsa su cui investire. No, tutti no. Molti ma non tutti.

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  3. Purtroppo la miopia della nostra amministrazione comunale si evidenzia non solo con quanto espresso dal signor Alessandro qui sopra, ma anche con una 'politica' continuata ed immutata di non ascolto e non considerazione non solo delle richieste/proposte dei cittadini, ma anche di mozioni/emendamenti/suggerimenti espressi dalle opposizioni nella giunta comunale, rifiutati a priori proprio perchè accoglierle significherebbe ammettere di aver fatto qualcosa di non perfetto, ma significherebbe anche accettare idee che non provengano dal loro 'covo'. E questo è un peccato, perchè ce ne sono di proposte interessanti, che soprattutto mettono in primo piano come obiettivo il benessere dei cittadini e del paese.

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