Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

lunedì 14 maggio 2018

Esercizio finanziario 2017: difficoltà a riscuotere


Repetita iuvant. E' quasi inevitabile, quando si affrontano le discussioni sul Bilancio di Biassono, sentire il lamento dell'assessore competente in ordine al fatto che - per rispondere alle eccezioni e/o alle richieste dell'opposizione - si trova costretto a ripetere sempre gli stessi concetti.
La medesima sensazione, si consoli, pervade i consiglieri ogni volta che si addentrano nelle pieghe del Bilancio, trovandosi davanti le solite macroscopiche e ataviche risultanze. Questa volta, dunque, non interverremo.
Non parleremo né del sistema di imposizione tributaria imperante da decenni a Biassono, né di aliquote, tariffe ed esenzioni. Tantomeno della loro gravosità e iniquità.  
Crediamo di averlo fatto poco più di un mese fa (marzo 2018), così come lo facciamo a ogni discussione di Bilancio Preventivo; non ci pare pertanto il caso di ritornarci, anche se queste osservazioni costituiscono il presupposto su cui si fonda l'impianto stesso di ogni Bilancio. Su di esse continuiamo a mantenere tutte, nessuna esclusa ed eccettuata, le criticità manifestate.
Soffermeremo la nostra attenzione su un'altra annosa e - per noi che la denunciamo da anni - spinosa e pericolosa evidenza: la montagna eufemisticamente definita "residui attivi di dubbia esigibilità".
Partiamo dai dati certi: sappiamo, perché lo ripetono alla noia tutte le Relazioni di tutte le Giunte via via succedutesi, che "dal 2007 si è provveduto a vincolare una parte sempre più consistente dell'avanzo di amministrazione a titolo di misura compensativa della difficile esigibilità di alcune entrate".
Sappiamo anche, che dal 2017 si è previsto "l'avvio e l'attuazione di una serie di controlli e verifiche sul corretto adempimento degli obblighi fiscali per quanto concerne la fiscalità locale".  
La domanda che, a nome del biassonese medio, ci sentiamo di porre a chi ha amministrato sinora il nostro Comune può apparire semplice e banale: perché?
Perché si sono lasciati passare quasi vent'anni per "dare avvio" a tali controlli? Perché si sono lasciate cadere nel vuoto le segnalazioni e le grida d'allarme che puntualmente Lista per Biassono sollevava? Perché ci si è mossi solo ed esclusivamente dopo la censura e la diffida della Corte dei Conti?
Altro dato certo: non più tardi di due mesi orsono, la Relazione della Giunta per il triennio 2018/2020 confermava  ed enfatizzava "l'avvio di una più completa attività di controllo volta al recupero dell'evasione che interesserà le tasse locali con particolare riferimento a Imu, Tasi e Tari".
Ci si diceva anche sicuri che "l'attività di accertamento tributario porterà al recupero di una NOTEVOLE somma derivante dall'evasione". E che tale risultato "sarà la base per continuare nell'obiettivo dell'Amministrazione comunale di riduzione della pressione tributaria a carico dei cittadini biassonesi".
Bene, saremmo portati a dire!
Peccato che, allo stato, il recupero sia tutt'altro che notevole e la riduzione della pressione tributaria locale sia pressoché simbolica, quasi irrilevante.
Poi ci sono altri dati certi: i numeri del Bilancio.
Diciamo questo non perché siamo preoccupati dell'ulteriore incremento del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità che passa da 1.187.365,04 del 2016 agli attuali 2.315.307,75 (sappiamo che anno per anno l'accantonamento richiesto è gradualmente e percentualmente maggiore).
Diciamo questo perché alcuni allegati al Bilancio, e l'allegato 30 in particolare,  appaiono, nella loro crudezza, francamente imbarazzanti.
Ci riferiamo, infatti, al Prospetto concernente la composizione del Fondo di cui stiamo discutendo, dal quale estrapoliamo alcune significative e drammatiche cifre:
Ici (quote arretrate)
media riscoss. : 24,47%  
non riscosso : 75,53%
Residui: euro 46.024,69
Tari
media riscoss. : 26,81%
non riscosso : 73,19%
Residui: euro 842.688,97
Proventi imp. sportivi
media riscoss. : 0%
non riscosso: 100%
Residui: euro 40.161,80
Fitti reali da fabbr.
media riscoss. : 29,31%
non riscosso: 70,69%
Residui: euro 210.918,82
Conv. util. aree com. operatori telefonia mob.
media riscoss. : 19,99%
non riscosso: 80,01%
Residui: euro 74.815,79
Sanzioni viol. Codice d. Strada
media riscoss.: 10,23%
non riscosso: 89,77%
Residui: euro 1.093.737,27
Viol. Regol. Ord.
media riscoss.: 2,74% (evidentemente siamo il paese delle grida manzoniane)
non riscosso: 97,26%
Residui: euro 34.602,74  
Recup. sp. imm. in affitto
media riscoss.: 10,61%
non riscosso: 89,39%
Residui: euro 219.276,70
Potremmo proseguire ma, per carità di patria, ci fermiamo qui.
Complessivamente i Residui Attivi al 31.12.2017 ammontavano ad euro 8.091.108,26.
Somma che rimarrebbe pesantissima anche qualora dovessimo scorporare la Competenza 2017 (euro 4.493.756,18).
Ci attesteremmo infatti sulla considerevole cifra assoluta di euro 4.096.153,51 (erano 3.543.075,14 nel 2016).
L'evidenza dei Residui Attivi Mantenuti mette in rilievo che molti degli stessi, anche di lunga data, sono posti in capo a : Operatori della Telefonia Mobile, Compagnie di Assicurazione, Enti e Società per Azioni della cui insolvenza ci riesce impossibile capire le ragioni.
Ci pare addirittura che, a differenza dei privati cittadini, per questi soggetti inottemperanti non siano neppure previste more, penalità e/o sanzioni.
Abbiamo più volte sostenuto, e lo ribadiamo, che per Lista per Biassono l'incapacità o la mancata volontà di riscuotere quanto di spettanza del Comune costituisce uno degli indicatori principali per giudicare l'operato dell'Amministrazione comunale. Tanto più in periodi di prolungata crisi economica come l'attuale.
Questa Giunta e questo Consiglio, per quanto di rispettiva competenza, dovrebbero quanto prima essere nella condizione di distinguere nettamente le situazioni di cosiddetta "morosità incolpevole", dalle altre.
Per le prime, sperimentare anche forme innovative quali un Regolamento sul baratto amministrativo; le seconde, da perseguire.
  
Passando ad una analisi più generale, questo l'andamento delle ENTRATE TRIBUTARIE che passano da 5.149.039,79 (2016) a 5.312.014,98 (2017)
Tra queste:
IMU: 1.250.000 (2015);  1.660.872 (2016); 1.600.000 (2017)
TASI: 1.815.000 (2015); 555.326 (2016); 610.000 (2017)
TARI: 1.2000.615 (2015); 1.221.067 (2016); 1.235.000 (2017)
ADDIZ. COM IRPEF: 1.575.000 (2015); 1.615.000 (2016); 1.700.000 (2017)
I TRASFERIMENTI da Stato, Regione ed altri Enti passano da euro 4.304.279 (2016) ad euro 4.112.581 (2017) con una diminuzione del 4,45% .
Le ENTRATE EXTRATRIBUTARIE passano da 2.577.666 (2016) agli attuali 1.692.204.
Queste le principali voci di entrata:
Sanzioni CdS: 345.000 (2015); 249.821 (2016); 249.384 (2017)
Concess. cimiteriali: 118.912 (2015); 129.936 (2016); 110.956 (2017)
Proventi refezione scolast.: 7.000 (2015); 17.167 (2016); 8.166 (2017)
Proventi trasp. alunni: 48.003 (2015); 49.205 (2016); 51.589 (2017)
Convenzione operatori telefonia mob.: 87.000 (2015); 113.005 (2016); 163.627 (2017)
Fitti reali di fabbricati: 120.405 (2015); 105.350 (2016); 96.279 (2017)
Recupero spese immobili in affitto: 60.680 (2015); 71.293 (2016); 83.228 (2017)
Ruoli coattivi pregressi: 0 (2015); 795.000 (2016); 0 (2017)
Tra le ENTRATE PER ALIENAZIONE e TRASFERIMENTI DI CAPITALE:
Proventi conc. edil. urb. primarie: da 200.535 (2015); 510.935 (2016); 283.478 (2017)
" " "   secondarie: 96.797 (2015); 217.594 (2016); 134.660 (2017)
Contributo per investimenti: 158.508 (2015); 351.884 (2016); 0 (2017)

Per quanto attiene alle SPESE, quelle correnti aumentano passano da 10.336.312 (2015) a 11.573.920 (2016) agli attuali 12.601.413, ed hanno la seguente incidenza sul Bilancio:
spese istituzionali e generali: 14,63%
ordine pubblico e sicurezza: 2,35%
tutela e valorizzazione dei beni e della attività culturali: 1,19%
politiche giovanili, sport e tempo libero: 0,91%
turismo: 0%
assetto del territorio ed edilizia abitativa: 0,71%
sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente: 9,08%
trasporti e diritto alla mobilità: 6,01%
soccorso civile: 0,02%
diritti sociali, politiche sociali e famiglia: 41,64%
sviluppo economico e competitività: 0,01%
politiche per il lavoro e la formazione professionale: 0,18%
agricoltura: 0%
energia e diversificazione delle fonti energetiche: 0%
relazioni con le altre autonomie territoriali e locali: 0%

Infine le spese per investimenti: da euro 882.825,28 (2015)  ad euro 1.294.170,28 (2016) agli attuali 134.398 (euro 791.430 sono nel Fondo Pluriennale Vincolato per opere finanziate nel 2017 e in corso di effettuazione nel 2018). Tra queste:
Dotazione giochi bimbi Piazza Libertà: euro 3.316,50
Colonnine rilevamento velocità: euro 26.582,82
Rilevatore semaforo rosso: euro 38.234,31
Man. straord.  Scuola Aldo Moro: euro 433.414,52
Man. straord. Palazzetto: euro 11.772,39
Man. straord. Piazza Libertà: euro 7.600,60
Progettazione PRG cimiteriale: euro 8.967,00
Ripristino imp. videosorveglianza:: euro 19.154,00
Colombari San Giorgio: euro 18.565,80
Progettazione colombari cimitero capoluogo: euro 35.345,78
Asfaltature stradali: euro 299.992,46

L'esercizio 2017 si chiude con un avanzo complessivo di euro 3.372.659,84.
Che risulta così suddiviso :
euro 345.488,82 risorse vincolate in parte corrente
euro 261.284,93 risorse vincolate di parte investimento
euro 2.315.307,75 risorse accantonate nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità
L'avanzo non vincolato ammonta ad euro 450.578,34
Criptico, nelle Considerazioni Finali della Giunta, il passaggio su Pedemontana, che riportiamo integralmente: "Duole, purtroppo come per l'anno precedente, sottolineare la mancanza di novità sul tema della Autostrada Pedemontana, tema indipendente dal Comune di Biassono ma che comporterà forti impatti almeno sino a quando non si farà la dovuta chiarezza sul futuro dell'opera".

 


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