Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

mercoledì 17 marzo 2021

Amministrative 2021: lasciarsi il fango alle spalle

Fango, nient’altro che fango. Anche a Biassono è ormai costume acquisito gettare discredito, e alimentare ironia greve, contro chiunque pensi od operi diversamente da se stessi. 

Le recenti dichiarazioni alla stampa di Francesco Romeo, autocandidatosi sindaco del nostro Comune, non sono che il risultato epigonico di un modello democratico in piena crisi. 


Preferiamo perciò considerare come mera strategia della provocazione i suoi primi, e alquanto goffi, tentativi di ergersi a giudice disinformato della politica biassonese ("...e Villa Ca' de Bossi? Affidata al gruppo consiliare di minoranza per non farlo più abbaiare"); chiaro l’intento di far parlare di sé, visto che la lista “Biassono Risorge” di cui è portavoce non ha messo ancora in campo alcun progetto concreto di alternativa politica, ma sicuramente ha già irrigidito le posizioni degli elettori (tanto più, per la sua connivenza con il partito Fratelli d’Italia). 


Non è una novità. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad attacchi enfatici e post arroganti da parte di Biassono Civica, non di rado diretti contro il sindaco in quanto persona, anziché come rappresentante amministrativo. Giudizi - spesso tardivi e banali - su qualsiasi argomento utile per apparire sui giornali, occupare spazi pubblici sui social network, o avere maggior visibilità nei consigli comunali. Lo ha sperimentato sulla propria pelle anche Lista per Biassono, ferocemente attaccata e denigrata per tutto il corso della campagna elettorale del 2016 e oltre, non solo per aver chiesto il rispetto delle regole che ci si era dati per un possibile cammino unito fra forze autenticamente civiche, ma addirittura rea di aver consegnato il Comune alla Lega Nord a causa di un atto d’insubordinazione rispetto ai disegni del Partito Democratico.  


Perché proprio qui sta uno dei fattori decisivi dell’attuale crisi. L’intento manipolatorio e opportunistico dei partiti di rappresentanza nazionale verso la libera iniziativa civica, che ben poco ha a che spartire con visioni ideologiche e finalità di potere anni luce lontane dalle reali esigenze dei territori. Così come le elezioni amministrative del 2016 hanno segnato la messa in crisi dell’aggregazione politica apartitica (con l’entrata in scena a Biassono di più liste civiche eterodirette dai partiti, a differenza del cammino indipendente di Lista per Biassono), i recenti tentativi di mostrare la vitalità del civismo hanno dato vita al fenomeno degli pseudo-movimenti, di cui i “Fridays for Future” o le “Sardine” sono fra le espressioni più subdole: fumogeni delle oligarchie di potere che canalizzano il malcontento pubblico in apparenti movimenti di contestazione. Per maggiori spiegazioni, chiedere allo stesso Movimento 5 Stelle, o seguire le inchieste su finanziamenti di sostegno ben poco trasparenti, apparse persino su Focus in Germania. 


Discorso differente, ma non dissimile, riguarda anche la giunta biassonese della Lega Nord, in apparenza rimasta coerente con la propria identità partitica (per quanto mutata nelle sue componenti ideologiche interne) e, in quanto forza di maggioranza in consiglio comunale, in grado di respingere qualsiasi critica o proposta non allineata alla propria volontà, grazie a mezzi “legittimi” di marginalizzazione dell’avversario (il che non significa eticamente corretti o politicamente adeguati, come dimostrano l’uso strumentale dei regolamenti e dei bandi, o l’orientamento conferito all’azione dei tecnici). 


L’irrompere della pandemia da Covid19, a partire da marzo 2020, ha in fondo accelerato un processo di crisi che la democrazia rappresentativa vive dal momento in cui tutte le forze politiche si sono adeguate allo stesso modello di sviluppo economico. 


Oggi il tema della sanità pubblica non è più una delle componenti della vita politica della comunità, ma è stato trasformato nel suo perno di orientamento e condizionamento, al punto da essere arrivati a posticipare tutte le elezioni previste per aprile/maggio 2021. Un atto di per sé estremamente grave, perché implica l’impossibilità per il cittadino di mettere in campo risposte politiche alternative a una crisi potenzialmente infinita (se il virus non scomparirà perché le varianti continueranno a “proliferare”, come pare inevitabile dalla scelta di ricorrere alla sola strategia della protezione “vaccinale”, l’emergenza sanitaria potrebbe giustificare la messa in sospensione a tempo indeterminato, o l’alterazione materiale, dell’esercizio di voto al pari dei diritti alla libera circolazione). Ancor più grave, poi, se si considera che tutti i Dpcm (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) attraverso cui è stata gestita la crisi - sino agli inizi di questo mese - sono stati giudicati “illegittimi e incostituzionali”, lesivi cioé dei diritti fondamentali del popolo italiano. Diritti che neppure gli attuali Decreti Legge per il Covid19, stando alle sentenze di più Tribunali, risultano in grado di tutelare completamente.      


Lista per Biassono, dunque, non sarà presente alle prossime elezioni amministrative non tanto per un “esaurimento” del proprio progetto, com’è stato riportato da alcuni articoli di stampa locale, bensì per l’assenza di condizioni socio-politiche adeguate a canalizzare una volontà civica indipendente. 


Siamo convinti che occorra ricostruire la capacità d’iniziativa e d’azione del cittadino dalle basi, non solo creando un tessuto materiale d’aggregazione di cui oggi continuiamo a essere privati, ma lavorando al contempo sullo sviluppo di competenze amministrative indispensabili per operare, nella dimensione pubblica, con cognizione di causa, consapevolezza critica e, appunto, capacità progettuale autonoma. Senza queste qualità - come dimostra il superficiale dibattito politico apertosi sulla stampa - il cittadino cooptato nelle liste amministrative o chiamato al voto risulta un semplice esecutore di linee direttive poco comprensibili, se non addirittura avulse dal proprio territorio. 


Una delle esigenze su cui occorre intervenire al più presto - e in funzione della quale l’eredità di Lista per Biassono può tradursi in un nuovo fenomeno d’iniziativa e aggregazione - è allora la “produzione dello spazio” comunale, volendo usare un’espressione cara al filosofo e sociologo Henri Lefebvre. 


Per svilupparsi in modo democratico, la dialettica politica ha assoluto bisogno di calarsi in una dimensione viva, non virtuale o “a distanza”. Se non si ha il coraggio o la forza di mettere in discussione atti incostituzionali (ai sindaci non è lasciata alcuna libertà di adattare i provvedimenti statali in funzione del livello di gravità dell’emergenza, se non in modo peggiorativo), ciò non significa che l’azione politica debba rassegnarsi a litigi da social network o a protagonismi da rotocalco. 


Ogni contrada di Biassono, ad esempio, può sin da ora individuare uno spazio pubblico all’aperto dove consentire il ritrovo in sicurezza dei propri residenti che, con cadenza autoregolamentata, lascino emergere necessità e proposte d’intervento amministrativo. In tal senso, i parcheggi offrono superfici già predisposte, grazie alla regolarità dei loro frazionamenti: il cortile retrostante di Villa Verri, in particolare, è conformato a ferro di cavallo quasi fosse un vero e proprio anfiteatro da riunione e, se fosse tenuto libero dalle auto in sosta, potrebbe fungere da area centrale di dibattito, ospitando eventuali portavoce di contrada, o semplici cittadini che vogliano tornare a discutere pubblicamente del proprio Comune. 


In alternativa alla didattica a distanza, il cui impatto e le cui conseguenze in Italia non sono stati ancora analizzati da adeguati studi di lungo termine, famiglie, personale docente e amministratori possono sottoscrivere un accordo di collaborazione che preveda l’istituzione di percorsi didattici all’aperto, sia negli spazi urbani che nelle aree parco, secondo il modello sperimentale dell’educazione diffusa. 


Per fronteggiare il crescere della disoccupazione e il crollo della produttività, aziende ed esercizi del territorio hanno a loro volta la facoltà di predisporre percorsi di professionalizzazione calibrati sulla domanda biassonese, non solo sviluppando capacità e competenze, ma traendo anche vantaggio dalla possibilità di fare rete per ovviare a eventuali mancanze strutturali/organiche generate dalla crisi. 


Questi sono solo semplici spunti, che dimostrano però come sia possibile iniziare a ripensare un’economia dal basso e pronta a rispondere alle esigenze dei propri cittadini, prendendo oltretutto le distanze dall’attesa salvifica di fondi calati dall’alto dello Stato e non di rado spesi in modo del tutto insoddisfacente. 


Se le enormi quantità di fondi pubblici dirottati per l’acquisto di vaccini, tamponi, test e attrezzature varie della nuova filiera biofarmacologica fossero state investite nel rafforzamento della medicina di base per interventi tempestivi, la pandemia grazie a cui sta nascendo una sempre più coercitiva società digitale sarebbe, molto probabilmente, ciò che di fatto è: un virus il cui tasso di mortalità accertato per le persone in salute oscilla fra lo 0,31 e lo 0,05%. 

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