Diceva il conte Verri...
"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)
sabato 28 giugno 2014
mercoledì 18 giugno 2014
LA COLONNA SONORA DI BIASSONO
"Preso
atto che la tutela dell'ambiente esterno e abitativo, dall'inquinamento
acustico, rappresenta un bene e interesse primario, meritevole di specifica
salvaguardia........."
E' questa la premessa a una recente delibera di Consiglio Comunale, mediante la quale
sono state introdotte parziali modifiche al Regolamento di Polizia Urbana.
Che
la Giunta abbia finalmente risolto, una volta per tutte, l'annosa questione se
è sorto prima l'Autodromo piuttosto che l'abitato di Biassono?
Atto
tempestivo, quindi, proprio mentre nel nostro Comune si intensificano i casi di
cittadini alle prese con le emissioni sonore del circuito monzese o di impianti
industriali locali? Amministrazione
sensibile ed attenta alle istanze dei propri concittadini?
Niente
affatto!
La
sordina che è stata imposta al territorio comunale è quella contemplata da minuziosi e sin troppo bizantini commi
aggiunti al predetto Regolamento. E'
consentita la diffusione della musica, per il solo ascolto, dalle ore 09,00 alle ore 01,00 del giorno
successivo purché esclusivamente a mezzo di strumenti musicali non amplificati. La
diffusione della musica con strumenti amplificati, nonchè i trattenimenti
danzanti, sono consentiti solo nella fascia oraria fra le ore 20,00 e le ore
01,00 del giorno successivo. Vietato
anche, negli orari non autorizzati, il "rumore e vociare dovuto
dall'assembramento di persone".
Chiunque
viola le disposizioni è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma di denaro da euro 516,00 ad euro 5.164,00.
Deroghe,
in concomitanza con particolari eventi, saranno ammesse ed autorizzate ad
insindacabile giudizio dei nostri zelanti amministratori.
Un
provvedimento, difficilmente esigibile, che pare assunto più per accontentare e
tacitare qualche vicino irritabile, piuttosto che per reale necessità.
Una
deliberà che inibirà sul nascere ogni eventuale iniziativa di aggregazione,
soprattutto giovanile.
L'ennesimo
esempio di come i nostri amministratori sanno essere forti con i deboli e
deboli con i forti.
Perché,
ovviamente, nel corso della discussione non si è mancato di rimarcare che
quello dell'Autodromo non è un rumore; “è una colonna sonora”.
LpB
sabato 14 giugno 2014
BICICLETTATA REALE SOSPESA
Dal momento che le previsioni confermano maltempo in mattinata e il tempo appare ancora instabile, la biciclettata reale è SOSPESA.
In settimana confermeremo la nuova data.
Continuate a seguirci e ci ritroveremo presto insieme!
LpB
In settimana confermeremo la nuova data.
Continuate a seguirci e ci ritroveremo presto insieme!
LpB
venerdì 6 giugno 2014
BILANCIO "INGESSATO"
Con la manovra di Bilancio dello
scorso anno, la Lega Nord portava i contribuenti di Biassono al non invidiabile
primato di essere i cittadini più tassati della Brianza.
Questo l'andamento delle Entrate
Tributarie nel nostro Comune:
5.443.006,02 (2011) - 5.858.273,66 (2012) - 6.312.488,33 (2013)
con un'aliquota indifferenziata
dell'Addizionale Irpef comunale ai massimi (0,8%), il cui introito passava dai
950.000 euro del 2012 a 1.590.000 del 2013.
E con un aumento generalizzato di
tutte le altre imposte.
Citiamo, per tutte, la Tarsu:
1.207.800,00 (2012) 1.238.195,00 (2013) 1.245.359,20 (Tares)
Colpa della crisi, si è detto.
Colpa del Patto di Stabilità, si
è rimarcato.
Colpa della stasi del mercato
immobiliare e della drastica riduzione dei relativi oneri di urbanizzazione.
Colpa dello Stato Italiano, ha
tuonato, come sempre, la Lega Nord.
Se però si ha la voglia di
scavare un po’ più a fondo nei numeri, si scopre che il Bilancio comunale non è
solo ingessato dalle rigidità del Patto di Stabilità, ma per gran parte del
proprio Avanzo è vincolato anche
dall'imperizia e dall'inefficienza dei nostri amministratori.
E' il lunghissimo elenco di
quelli che la Giunta stessa definisce RESIDUI ATTIVI DI DUBBIA ESIGIBILITA'.
Che ammontano, quasi, a un
milione di euro!
Per la precisione, 906.652,53
euro.
Che nel corso dell'ultimo anno
sono aumentati del 34,6% rispetto ai 673.181,52 del 2012.
Già al netto dei residui attivi
relativi alla Tarsu per le annualità 2005 e 2006 (eliminati "trattandosi
di annualità per le quali le procedure di riscossione coattiva risultano essere
in corso da periodi significativi di tempo con conseguente, correlativa e
progressiva diminuzione delle probabilità di riscossione effettiva degli
importi dovuti").
Residui attivi che la Lega Nord
non può dire di aver trovato in eredità, visto che governa Biassono da 18 anni,
dal lontano 1996.
Che il Sindaco Malegori non può
attribuire ad altre gestioni, visto che detiene la delega al Bilancio dallo
stesso periodo.
Sicuramente i 906.652,53 euro di
residui attivi di dubbia esigibilità potranno anche essere il frutto di
situazioni e di condizioni meritevoli di protezione sociale.
Situazioni e condizioni che i
nostri Servizi Sociali avranno ben presente, caso per caso.
Altrettanto sicuramente, però, in
quell'enorme cifra si annida molta dell'evasione contributiva che i nostri
amministratori si sono sempre ben guardati dal contrastare efficacemente.
Fa specie, soprattutto, veder annoverare
tra i debitori di "dubbia esigibilità" gestori della telefonia
mobile, compagnie assicuratrici, nonché la sempre presente Sias.
Società tutte che chiudono i
propri bilanci con attivi considerevoli e dalle quali non dovrebbe essere
particolarmente difficoltoso riscuotere il dovuto.
Ma si sa, la Lega Nord preferisce
continuare a spremere come limoni i contribuenti biassonesi, o svendere il
patrimonio pubblico piuttosto che sporcarsi le mani in una seria ed efficace
battaglia all'elusione ed all'evasione fiscale.
Ed il Bilancio di Previsione 2014
bussa già alle porte.
giovedì 5 giugno 2014
(S)VENDESI BIASSONO
"Non voglio alzare le
tasse", dichiara il sindaco alla stampa locale per giustificare
l'intenzione di mettere in vendita gli alloggi comunali di Casina Cà Nova e di
Cascina Mantova. "Non intendo alzare più le tasse", si accinge a ribadire anche questa sera, quando si discuterà del bilancio consuntivo 2013 in consiglio comunale. "Non aumenteremo le tasse", sarà la manfrina in occasione dell'imminente bilancio preventivo 2014.
Occorrerà che qualcuno lo informi
che le tasse, a Biassono, ha già provveduto lui stesso ad aumentarle, ed in
misura massima.
Nel 2006 Malegori iniziò il suo
primo mandato con queste parole: "nel corso degli ultimi anni si è
consolidato il primato di Biassono come uno dei paesi meno costosi in quanto a
tasse e imposte comunali. A Biassono abbiamo il primato della pressione
tributaria tra le più basse, un volume degli investimenti che risulta crescente
e la gestione costantemente sotto controllo, un grosso motivo di vanto e
successo da un punto di vista politico-amministrativo".
Sono passati 8 anni e la
situazione si è letteralmente capovolta.
Biassono è in pole position per
aggiudicarsi la palma di Comune più esoso della Brianza per quanto concerne la
tassazione locale.
Valga per tutte l'indifferenziata
addizionale Irpef ai massimi (8 per mille).
O le aliquote Imu abitazione
principale (4,6 per mille), ed altri immobili (9,2 per mille).
E questo nonostante il fatto che
la Lega Nord, da anni, sta dissennatamente adottando provvedimenti di
dismissione del patrimonio pubblico, col solo intento di fare cassa.
Con lo stile proprio di quelle
classi sociali in declino storico, costrette a bussare agli sportelli del Monte
di Pietà per svendere i gioielli di famiglia.
Infischiandosene del fatto che,
in ultima istanza, sono i cittadini biassonesi i veri proprietari di tutto ciò
che costituisce l'insieme di risorse riconducibili al patrimonio del Comune.
Ma si sa, quella delle
dismissioni è la strada più facile.
Troppo complicato lavorare sul
contenimento delle spese o sulla lotta all'evasione ed all'elusione fiscale.
Ad ogni buon conto, a prescindere
dall'eticità della scelta di vendere gli alloggi comunali, non c'è chi non vede
che, in tempo di crisi, mettere sul mercato degli immobili in un tempo
relativamente breve non può che deprimere il prezzo degli stessi.
Con un mercato già in discesa,
anche un numero limitato di immobili in più che venga immesso rischia infatti
di far sì che le case vengano svendute a meno del loro reale valore.
A chi giova?
Un primato, però, Malegori lo ha
già raggiunto: quello di passare alla storia come il sindaco di Biassono che ha
portato al livello massimo la pressione tributaria locale e che, al contempo,
ha provveduto a dismettere la gran parte del patrimonio pubblico.
LpB
lunedì 26 maggio 2014
L'INARRESTABILE EMORRAGIA DELLE CASSE COMUNALI
I pannelli elettorali finiscono per dire sempre più del dovuto. Osservando gli ormai logori manifesti della Lega Nord di Biassono, rimasti stranamente appesi nel bel mezzo dell'agone propagandistico per le europee, il loro slogan suona oggi ancor più straniante di ieri: "per altri cinque anni di buon governo". Se i consensi a livello nazionale stanno calando drasticamente, il Carroccio non si limita a perdere solo voti a Biassono, ma anche e soprattutto soldi pubblici.
Secondo la determinazione n.168, del 22.04.2014, l'amministrazione comunale risulta infatti tenuta a corrispondere circa 8.300 euro per via di una causa di lavoro vinta dal personale cui si era precedentemente opposta. L'ennesima di una lunga serie, che rischia oltretutto di aprire la strada a molte altre rimaste per ora in sospeso. Sarebbe forse il caso di ricordare in via Bellerio - sede della Lega Nord - quale sia stata, dunque, l'esemplarità di buona amministrazione padana.
Riassumendo:
1) spesa una barca di euro per incarichi professionali esterni all'Amministrazione, finalizzati alla redazione di un PGT molto discutibile, oltre che nel merito pianificatorio (a causa dello smodato consumo di suolo agricolo) anche nel merito della legittimità (per palesi violazioni della vigente normativa urbanistica), a tal punto che la discussione avverrà nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale. Un tribunale dove l'attendono diverse sentenze sui ricorsi presentati, primo fra tutti quello di Lista Per Biassono e di Legambiente.
2) spesa un'altra barca di euro per retribuire i dipendenti comunali (circa 12), in primis il caposettore Danilo Lavelli, utilizzando remunerazioni extra contratto a compenso della partecipazione alla redazione del PGT (paradossalmente e successivamente fatto oggetto di numerose osservazioni presentate dall' Ufficio Tecnico, guidato dallo stesso architetto Lavelli, poi accolte in sede definitiva d'approvazione). In poche parole: un tecnico viene pagato per redigere il piano con fondi extra contrattuali, quindi ri-pagato per correggere errori dello stesso piano con retribuzione ordinaria.
3) Dopo i rilievi della Corte dei Conti circa la legittimità di queste spese, l'amministrazione comunale pensa bene di recuperare le somme impropriamnte erogate a Lavelli trattenendo mensilmente, per un intero anno, una parte del suo stipendio contrattuale. Lavelli non la prende molto bene, pensando che il proprio lavoro extra vada comunque retribuito, e promuove una causa del lavoro che puntualmente vince costringendo l'amministrazione leghista a restituirgli il maltolto.
4) Gettata di conseguenza un'altra barcata di euro per spese processuali e rimborsi dovuti con interessi a Lavelli.
5) E non è finita qui: è molto plausibile, infatti, che gli altri 12 dipendenti coinvolti nell' avventura di questo scellerato PGT, seguendo l'esempio del caposettore Lavelli, presentino anaolghi ricorsi per vedersi giustamente riconosciuti i loro diritti in sede processuale.
A questo punto la barca di soldi sarà divenuta un bastimento. Chi volesse divertirsi a determinarne l'effettivo tonnellaggio non deve far altro che sommare tutti gli euro spesi fino ad oggi a quelli futuri da spendere per le prossime cause in arrivo.
Chissa cosa direbbe il segretario nazionale Salvini, se venisse a saperlo: come esempio di buona amministrazione leghista, non c'è che dire. Ecco perché sui manifesti per le europee capeggiava la scritta "BASTA EURO" : li hanno spesi tutti!!!!!!
LpB
venerdì 23 maggio 2014
TASSE ALL'ORIZZONTE!
Occhio al portafoglio! A breve si dovrà tornare a metterci mano, per lo meno con l'auspicio di pagare le tasse senza inutili acrobazie, senza doversi affidare
all'aiuto di un consulente e, soprattutto, di poterlo fare conoscendo per tempo aliquote, detrazioni, scadenze da rispettare, modalità e le regole per i
versamenti.
Peccato che le imposte locali, dopo la "lungimirante" decisione di "abolire" l'IMU, siano
diventate un complicato rompicapo.
Oggi, infatti, l'imposta unica comunale
contempla tre tributi comunali sulla casa: rimane l'IMU su seconde case e prime
di lusso; arriva la TASI che, di fatto, sostituisce la parte di Tares sui
servizi indivisibili; c'é la TARI che sostituisce la vecchia tassa rifiuti.
La TASI riguarda sia il
possessore che l'utilizzatore dell'immobile.
Quindi la pagano anche gli
inquilini che, a seconda dei Regolamenti comunali, dovranno versare tra il 10
ed il 30 per cento dell'ammontare complessivo della Tasi.
Il Regolamento varato martedì sera dalla
maggioranza prevede che, a Biassono, gli inquilini contribuiranno nella misura
massima del 30 per cento.
Il Consiglio Comunale ha invece deliberato
che:
1) l'aliquota Tasi per l'Abitazione
Principale e assimilati e relative Pertinenze "sarà determinata con
successiva apposita deliberazione, entro il termine fissato da norme statali
per l'approvazione del Bilancio di Previsione".
2) venga azzerata l'aliquota di base
(1 per mille) per tutti i fabbricati DIVERSI dalle Abitazioni Principali e
assimilati e relative Pertinenze e per le aree edificabili.
Pericolo scampato per questa
seconda tipologia di immobili?
Assolutamente no, in quanto la
Giunta si è riservata, "qualora ritenuto necessario, entro il termine di
approvazione del Bilancio di Previsione per l'anno 2014, l'assunzione di
eventuali deliberati a integrazione/rettifica/modifica di quanto stabilito con
il presente atto".
Allo stato, e salvo rinvii, il
termine ultimo per l'approvazione del Bilancio di Previsione 2014 è fissato al
31 luglio.
E sino a quella data, dopo il
salasso dello scorso anno, sarà opportuno che i biassonesi tutti stiano vigili
ed attenti.
Inutile aggiungere, infine, che
Regolamento, aliquote e altro sono approdati in Consiglio Comunale senza il
preventivo esame e parere della competente Commissione Bilancio e Tributi, ma soprattutto in virtù di una convocazione lampo che ben poco spazio ha lasciato all'analisi dei provvedimenti da parte dei gruppi di minoranze. D'altra parte, la Lega Nord ha più volte fatto intendere che l'opinione altrui è del tutto irrilevante.
Felice Meregalli
CASCINE VENDESI?
I residenti delle cascine iniziano ad avere sonni agitati. Con deliberazione approvata anche
dal gruppo consiliare CDL, la maggioranza leghista ha effettuato la
ricognizione degli immobili non strumentali all'esercizio delle funzioni
istituzionali dell'Ente suscettibili di valorizzazione e/o di dismissione nel
periodo 2014/2016.
Novità assoluta, l'inserimento
nel Piano valorizzazioni ed alienazioni immobili di 32 alloggi di edilizia
residenziale pubblica (Cascina Ca' Nova fabb. A), di 15 alloggi di edilizia
residenziale pubblica (Cascina Ca' Nova fabb. B) e di 18 alloggi di edilizia
residenziale pubblica (Cascina Mantova).
Nessun allarmismo, per carità.
Tale inserimento, a detta del
Sindaco, significa che detti immobili "diventano solamente potenzialmente
alienabili".
Fatto sta che, dopo aver ceduto
la Farmacia Comunale, dopo aver fatto cassa con la cessione dei diritti di
superficie, dopo aver alienato aree pubbliche, ora il mirino della Giunta
sembra essersi puntato sugli alloggi di proprietà comunale.
Più facile, forse, alienarli
piuttosto che tentare di recuperare i canoni arretrati o verificare la sussistenza
dei requisiti per l'assegnazione degli alloggi.
Qualcuno diceva che a pensare
male si fa peccato.
Ma quasi sempre ci si azzecca.
Felice Meregalli
sabato 17 maggio 2014
BIASSONO, MICROSOCIETA' DI CONVENIENZA
A Biassono scorre sangue blu.
Grazie agli studi di Roberta Ramella e Gianfranco Pertot, collaboratori del
Gruppo Ricerche Archeostoriche del Lambro, è stato possibile confermare non
solo il profondo legame che unisce la più illustre famiglia dell’Illuminismo
italiano al nostro paese, ma l'irresistibile magnetismo di quest'ultimo nei confronti
dell’intera nobiltà brianzola.
Prima che i famosi conti Verri facessero di
Biassono il proprio baluardo residenziale, quasi tutte le principali dinastie
del territorio hanno infatti ambito a possedere proprietà in loco, dando vita a
una comunità quanto mai originale: un sodalizio di genti aristocratiche che,
sufficientemente distanti dalle lotte di potere milanesi, ebbero sì modo di
perpetrare privilegi feudali anche in epoca moderna, senza però perdere mai il
contatto coi principali salotti del potere italiano ed europeo. Né lontani, né
vicini: semplicemente sospesi in un limbo di privilegi logisticamente unico.
Nelle parole dello stesso Pertot: “Biassono era il luogo ideale per costituire
una vera e propria microsocietà di convenienza”.
Bossi, Casati, così come Dalla
Croce o De Regibus De Ello, per arrivare ai Frotta o ai temuti Osio,
s’insediarono tutti in un prestigioso quadrilatero di ricchi palazzi che
avrebbero poi dato forma all’attuale centro storico, occupando dal Cinquencento
in poi i lotti compresi fra il lato meridionale di piazza S. Francesco, dove
tuttora sorge la parrocchiale del paese, via Verri, via Umberto I e via Roma.
E’ forse in questa peculiare complicità “immobiliare” che va riconosciuto quel
carattere orgoglioso e autoreferenziale che, in tanti, attribuiscono ancor oggi ai
biassonesi, facendone un “casus” persino fra i propri immediati vicini:
famiglie che per tutelare un opportunistico status quo economico e sociale, di
volta in volta si alleavano le une con le altre, onde ostacolare eventuali
infiltrazioni esterne o espellere sgraditi residenti. Persino quando il vicino
entrava in crisi e finiva per apparire inerme preda della speculazione, neppure
allora si osava sferrare il colpo di grazia: anziché acquisire proprietà altrui
in modo definitivo, queste venivano provvisoriamente rilevate onde concedere
liquidità agli aristocratici in affanno, concordando però un piano di rientro
che avrebbe ricondotto le stesse nelle mani dei padroni originali.
Così, almeno,
fu sino al 1695, anno in cui i Verri – già ricchi mercanti e “domini” dal
lontano Trecento - acquistarono l’ancor più prestigioso titolo di “conti”
grazie a Gio Pietro (papà di Gabriele, consigliere a Vienna dell’imperatrice
Maria Theresa e nonno degli illustri fratelli Pietro, Carlo, Alessandro e
Giovanni): benché la loro presenza a Biassono fosse attestata dal 1504, in
virtù di un’operazione di compravendita che portò nelle loro mani un complesso
agricolo dotato di 300 pertiche (e, viceversa, compensò il titolare Francesco
Ferrario con tutte le proprietà vedanesi dei Verri), sul finire del XVII secolo
accade l’impensabile: anno dopo anno, decennio dopo decennio, un’unica famiglia
inizia a erodere piano piano la ricchezza di tutte le altre (eccezion fatta per
i Dalla Croce, che si chiuderanno nel loro dorato palazzo sui terreni
dell’attuale oratorio maschile), finendo per alterare addirittura l’urbanistica
del paese: per costruire la splendida villa oggi divenuta municipio, i Verri
faranno infatti deviare la strada Monza-Carate all’altezza dell’antica osteria
di Biassono (oggi Cascina Cossa, sede del museo civico), creandosi una pomposa
prospettiva alberata che dalla Villa stessa si spingeva per i campi sino al
confine con Lissone.
I Verri sarebbero rimasti padroni indiscussi di Biassono
sino al 1902, quando la nipote di Pietro, la contessa Carolina (1820-1902),
avrebbe frazionato e dismesso tutte le proprietà di famiglia per via dei costi
ormai insostenibili. Da allora il nome dei Verri cessa di apparire negli annali
del paese, ma ogni angolo, ogni curva, ogni mura di Biassono racconta ancora
virtù e vizi di quella famiglia che, forse più di tutte le altre, contribuì a
riaccendere il lume del riscatto nelle tenebre dell’Italia ispanica. Certo non
mancano ombre nella loro storia di abili investitori e pignoli contadanari: uno
scottante documento delle monache di San Pietro Martire in Terra Santa a Vedano
(dalle quali, nel Quattrocento, avevano ottenuto un’investitura in perpetuo per
la gestione di ricche proprietà terriere in Brianza), li accusava di non
ottemperare i patti, trattenendo per sé ricchezze spettanti alle pie donne. Ma
si sa: l’ambizione non conosce remore. Oggi Villa Verri svetta di fronte a
chiunque passi per Biassono. Del Monastero non esiste più traccia alcuna.
Alberto Caspani
VIDEO DI PRESENTAZIONE (BIASSONO BLOGTV)
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