Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

mercoledì 23 marzo 2011

COMUNICATO STAMPA: RISULTATI INIZIATIVA NELLE CORTI

Ottima rispondenza da parte dei cittadini all’iniziativa del Comitato elettorale Lista per Biassono 2011 nelle Corti di Biassono.
Nelle scorse settimane è stato distribuito un questionario a 300 famiglie residenti in 11 delle principali Corti del centro storico di Biassono, come la  Curt  del Castell, la Curt da Mila, la Curt di Umat etc. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di raccogliere dalle vive voci dei cittadini osservazioni, segnalazioni di problemi e proposte in merito a quello che resta uno dei tessuti urbani più caratteristici e fondamentali del centro storico cittadino.
Il ritiro dei questionari è stato fatto porta a porta, fermandosi a parlare con i cittadini  ed è stato completato domenica 13 marzo. Molto buona la risposta dei cittadini, con oltre cento famiglie che hanno compilato il questionario ed hanno espresso moltissime idee e commenti ai rappresentanti del Comitato Lista per Biassono 2011 anche al di là delle specifiche domande del questionario e che sono stati occasione per “toccare con mano” la situazione delle diverse corti ed anche le loro specificità in rapporto ad una serie di problemi comuni. Dai primi dati si è rilevato che il 50 % circa è residente da oltre 10 anni con molti insediamenti familiari “storici” ancora presenti (il 20% ci vive dalla nascita) mentre il 50 % ci vive da meno di dieci anni (il 10% vi si è trasferito da meno di un anno). Oltre il 70% ritiene che a situazione delle Corti negli ultimi anni sia cambiata in peggio ed auspicano una maggiore attenzione dell’amministrazione. La Corte è comunque da molti apprezzata come modalità abitativa e si valuta positivamente in diversi casi la socialità e la conoscenza con i vicini soprattutto dove si è mantenuto il tessuto familiare originario.  Numerose sono le proposte ed i problemi su cui si auspicherebbe anche un maggiore coordinamento e sostegno dell’amministrazione:  tra questi pavimentazione, parcheggi, illuminazione, accessi e pericolosità delle immissioni, iniziative culturali, facilitazioni edilizie, verde,  regolamentazione il tutto naturalmente con un mix diverso e diverse accentuazioni  tra le corti e spesso con proposte di dettaglio molto interessanti.
 Idee e spunti sono allo studio del Comitato e verranno presentati nelle prossime settimane e tenuti in considerazione nel proprio programma per le prossime elezioni amministrative.  Data l’ottima rispondenza dei cittadini all’iniziativi il Comitato elettorale Lista per Biassono 2011 prevede di effettuare ad aprile un’altra iniziativa di questo tipo questa volta rivolta ai nuovi insediamenti.

Biassono, 19 marzo 2011
COMITATO ELETTORALE LISTA PER BIASSONO 2011     

domenica 20 marzo 2011

DISTRIBUIRE BIOCARBURANTI NEL PARCO?

Strano: in questo periodo vanno di moda i vampiri e invece dalle nostre parti si sono presentati gli zombi.


IL FATTO

Lo sapete già: vogliono costruire nel Parco, davanti alla piscina, un distributore di biocarburanti. Se ne era cominciato a parlare qualche mese fa, ma ne era bastato solo l’annuncio che già la vicenda pareva seppellita sotto un cumulo di no.
Invece improvvisamente settimana scorsa è uscita questa agenzia: «Il Consiglio dei Ministri ha condiviso alcuni pareri favorevoli espressi in sede di conferenza di servizi convocata in relazione al progetto di realizzazione di un nuovo impianto di distribuzione stradale di carburante ad uso pubblico a basso impatto ambientale in Monza, Strada per Santa Pieve alle Selve; l'impianto verrà pertanto realizzato».
Pensavamo di averla scampata, ma evidentemente aveva ragione Stephen King: a volte ritornano.



Ospitiamo le considerazioni in merito che ci ha inviato Juri Casati (collaboratore della rivista su Monza&Brianza "Tran Tran". 
Intervento completo: http://listaperbiassono2011.blogspot.com/p/dossier-distributore-biocarburanti-nel.html)

  • A mio parere il distributore di biocarburanti per le sole auto di servizio sul circuito può essere fatto benissimo in un’area più interna dell’Autodromo. A zero impatto visivo, di abbattimento alberi e di traffico. Un piazzola in zona box – poco più avanti o poco più indietro - non dovrebbe creare turbative.
  • È vero infatti che l’area davanti alla piscina è stata data in concessione alla SIAS. Tuttavia non bisogna pensare che tutta l’area in concessione alla SIAS debba o possa essere edificata. E in questo senso è importante precisare che il verde è valido quando ha una certa estensione continuativa e non quando, pur a parità di estensione, è sbriciolato in piccoli lotti. Quindi anche nell’area in concessione a SIAS il verde deve essere garantito “a blocchi”. Evitiamo in questo senso il pessimo esempio di Milano che per anni ha considerato “aree verdi” anche le aree intorno ai binari del tram perché in alcuni quartieri c’erano delle micro aiuole larghe mezzo metro a ridosso dei binari. E mezzo metro da un lato e mezzo metro dall’altro lato moltiplicato per la lunghezza dei binari faceva una bella dimensione - utilizzata tuttavia solo per le deiezioni canine – che poi veniva conteggiata come “area verde” in città. No. Non è così che si fa. Il verde deve essere utilizzabile e per essere utilizzabile deve essere compreso in lotti raggiungibili. Evitiamo quindi di cadere in tranelli – che sicuramente verranno tesi – del tipo: “qui radiamo al suolo 8.000 metri quadrati di alberi, ma compensiamo questa perdita piantando gerani a bordo pista per i due chilometri del rettilineo…”


  • Inoltre secondo me è sensato che nelle aree della concessione SIAS che confinano con il resto del Parco sia presente una fascia di rispetto inedificabile. Se proprio bisogna edificare – e lo si è fatto già molto – che almeno ciò avvenga non a ridosso delle aree della comunità.
  • Non ha senso offrire alla clientela esterna il pur rispettabile biocarburante. La collocazione dell’impianto non ne garantirebbe lo sfruttamento in tutti i weekend o in orario serale se non a scapito della sicurezza né garantirebbe un afflusso continuo di clienti vista la posizione estranea ai centri abitati e ai flussi di traffico.
  • Dal momento che il Parco è un bene da preservare il più possibile non ha senso deturpare il paesaggio per risparmiare sui costi di gestione di un impianto che deve servire ai mezzi del circuito.


  • È necessario tuttavia preparare anche qualche proposta costruttiva per venire incontro alle esigenze della SIAS di diversificare gli introiti – sempre che questo sia il loro obiettivo – e di rivedere l'assetto dell'Area di Santa Maria delle Selve. La proposta deve portare un valore aggiunto e che impatti poco, soprattutto in termini di volumi e di impatto automobilistico serale.
  • Effettivamente alcuni ragionamenti potrebbero essere fatti sull’area della piscina e del camping che si trovano a bordo pista e che secondo me sono il vero centro di interesse della SIAS. A questo punto tanto vale fare un ragionamento complessivo sull’area in concessione a SIAS perché per esempio l’abbattimento parziale della pista parabolica - magari conservandone una parte come memoria storica – potrebbe restituire ettari interi di verde compatto alla comunità.



martedì 15 marzo 2011

Sempre più code per fare l’esame del sangue

Meno giorni per l'esame, più code         Biassono, febbraio 2011

Non solo Biassono non è un paese per bambini - come ben evidenziato in un precedente post - ma anche per anziani, considerate le enormi difficoltà che questi incontrano nelle attività quotidiane. 

Fare un esame del sangue, ad esempio, costringe spesso a restare in coda con altre 30 persone per troppo tempo. La foto sopra mostra appunto la coda di un venerdì mattina  – anzi, solo una parte di essa – negli uffici deputati di via Mazzini 37.
I problemi relativi a questo servizio sono diversi: in primis, la sala d’aspetto è buia e si compone di un ingresso e di un corridoio con sole 9 scomode sedie, non risultando dunque attrezzata per ospitare un numero elevato di persone. Fra di esse,  oltretutto, si contano sicuramente anziani, ma anche donne incinte, che faticano ad aspettare in piedi e avrebbero bisogno di sedere. Inoltre i giorni in cui è possibile effettuare questo tipo di analisi sono stati ridotti da cinque a tre alla settimana (ovvero lunedì, mercoledì e venerdì), causando quindi un sovraffollamento negli orari in cui il laboratorio è aperto. Infine penso sia importante notare che il centro analisi di via Mazzini,  gestito dalla Synlab Italia,  risulta situato in una zona di Biassono troppo decentrata, mentre sarebbe più facilmente raggiungibile se collocato in spazi quali la foresteria di Villa Monguzzi o negli uffici lasciati dalle associazioni in via Verri 12, attigui al Comune. 
È infatti evidente che il servizio di analisi mediche è di rilevante importanza per la maggioranza dei cittadini di Biassono;  soprattutto per le persone più anziane che non godono di facile mobilità. 
Il Comune di Biassono, con i suoi circa 12.000 abitanti, non garantisce un adeguato servizio sanitario di prima necessità ed offre meno in materia di servizi socio-sanitari di Comuni anche più piccoli, come i vicini Macherio e Sovico.

Se Biassono non è un paese per bambini, ci spiace constatare che non lo è neanche per gli anziani! E' davvero tempo di cambiare!

Fabrizio Baccenetti

martedì 8 marzo 2011

VIVA L'8 MARZO


“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando, di fatto, la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppi della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art.3, Costituzione Italiana)

Per non dimenticare le discriminazioni, la mercificazione del corpo e le violenze che le donne hanno subito e continuano a subire.
Quelli dell’ 8 marzo non devono essere solo auguri, ma un’ulteriore testimonianza di solidarietà verso le donne, le ragazze e le bambine vittime dell’ingiustizia; perché il desiderio di uguaglianza ed emancipazione diventi realmente un diritto inalienabile per tutte!

Antonella

lunedì 28 febbraio 2011

UN BAR PER NON PERDERE IL TRENO

La stazione ferroviaria è di nuovo al capolinea. Mura scrostate, una sala d’aspetto che qualcuno deve aver scambiato per le vicine toilette sempre chiuse, grondaie dai cigolii inquietanti. Solo per fare tre rapidi esempi di un degrado ben più ampio, ormai evidente a tutti. Eppure i flussi di pendolari che ogni giorno vi fanno capolino continuano a crescere. In assenza di una razionalizzazione del traffico su gomma, la ferrovia resta infatti il mezzo migliore e più rapido (persino di fronte ai ripetuti ritardi delle corse) per raggiungere Milano o il cuore della Brianza. Ecco perché andare avanti con una politica d’interventi a tampone non può giovare a nessuno: né all’amministrazione comunale, che investe soldi in restauri destinati a sbiadire nel giro di poche stagioni, né tanto meno agli affezionati della linea, incapaci di tutelare lo stabile dal suo sostanziale isolamento. 
La posizione defilata della stazione, anche in presenza di una o più videocamere di telesorveglianza, offre comunque un comodo rifugio per vagabondi o teppisti, mentre l’umidità rilasciata dal vicino parco non agevola affatto la preservazione di una struttura abbandonata a se stessa.
La risposta definitiva al suo rilancio non è poi tanto dissimile da quanto già fatto su altre realtà del territorio: considerata la graziosità dell’edificio storico, andrebbe recuperato esteriormente preservandone lo stile originario, ma riadattato al suo interno per ospitare un pub o bar che intensifichi il suo utilizzo al di là delle fasce orarie di pendolarismo. Senza nulla togliere all’associazione che oggi occupa una sezione dello stabile (facilmente rilocabile in una sede più vicina alla vita del paese), i due spazi disponibili andrebbero destinati ad un’attività di ristorazione/ricreazione utile sia per il risveglio dei pendolari della prima ora, sia per i tifosi sempre in cerca di uno schermo per seguire la squadra del cuore o per un aperitivo conviviale. 

D’altra parte i numerosi parcheggi a ridosso della ferrovia agevolerebbero la sosta presso la stazione, mentre la vietta defilata ove l’edificio sorge sembra invitare già di per sé a trattenersi in compagnia presso uno spazio comodamente protetto. Con un aspetto decisamente più gradevole, forse le Ferrovie dello Stato tornebbero a concedere almeno un distributore automatico di biglietti ed un servizio d’aggiornamento all’altezza dei tempi. Da parte loro, persino i cittadini si sentirebbero più stimolati verso eventuali iniziative di recupero e riarredo, sapendo di poter disporre di un nuovo e suggestivo  spazio d’aggregazione (Alberto Caspani).



domenica 27 febbraio 2011

REVISIONISMO STORICO A BIASSONO


Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito, in Italia, ad un uso politico della storia che ha poco a che fare con la ricerca storiografica; ad un vero e proprio ribaltamento di giudizi di valore.
Esempio della distorta e parziale ricostruzione della nostra storia nazionale lo si è avuto martedì 15 febbraio nel corso della conferenza, patrocinata dall'Amministazione Comunale, sulle vicende del confine orientale tenuta dal Prof. Marco Pirina.
Parlare della tragedia delle foibe è utile se la storia viene raccontata tutta, cioè se si evidenzia il contesto storico dal quale è originata.
Questo non per giustificare niente, ma perchè solo così si può aiutare a conoscere e capire.
Senza quelle premesse e discutere solo delle foibe significa distorcere la storia che così non insegna nulla se lasciamo credere che il male è stato soltanto nella parte avversa.
Se vogliamo invece operare realmente per impedire il ripetersi di quelle tragedie, dobbiamo anche saper riconoscere i nostri torti, cosa di cui il relatore si è ben guardato dal fare.



A partire dalla feroce opera di snazionalizzazione nei confronti del mezzo milione di slavi incorporati nel Regno d'Italia svolta per vent'anni dal fascismo con la proibizione  di parlare la loro lingua, di avere loro giornali o libri, con la chiusura delle loro scuole, con lo scioglimento od il bruciare le sedi delle loro organizzazioni.
Poi, il 5 aprile 1941, l'improvvisa aggressione alla Jugoslavia, il suo smembramento con l'annessione di diverse zone (Lubiana diventa provincia italiana) e la feroce guerra per reprimere l'insurrezione partigiana.
La deportazione di decine di migliaia di civili in lager gestiti da italiani.
Solo in quello di Arbe circa 4.000 di essi morirono di stenti.
E' così che si è allargata quella spirale di odio e di violenza il cui inizio si può fare risalire al discorso che Mussolini tenne nel 1920 a Pola: “di fronte ad una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari e 50.000 italiani”.
Parlare delle foibe isolatamente dalla storia precedente e successiva, costituisce per una certa destra la risposta, come contraltare, all'Olocausto, alle stragi nazifasciste, alle deportazioni.
Tentativo di equiparazione che non può annullare la fondamentale differenza tra chi ha dato inizio alla violenza e praticato la negazione dei più elementari diritti, ha iniziato quella guerra attaccando, invadendo e massacrando altri popoli e le pur orribili  violenze e vendette nazionalistiche che questi, alla fine, hanno scatenato, né tantomeno annullare la differenza con il disegno sistematico di sterminio progettato e praticato dal nazismo. 




MIGRANTI


Molti, troppi provvedimenti ed atteggiamenti assunti dalle nostre istituzioni regionali e comunali sono tesi a reprimere, scacciare l'immigrato anche in quanto povero, contribuendo ad alimentare la paura tra la gente.
E' necessario uscire dall'apatia o dal disinteresse rispetto alle politiche sbagliate e pericolose che hanno scelto il terreno della paura per sollecitare il consenso dei cittadini.
Noi non vogliamo essere né indifferenti, né indolenti né buonisti; al contrario intendiamo riempire con iniziative il vuoto culturale, politico e sociale che è origine della percezione di insicurezza vissuta dai cittadini.
La globalizzazione e la costruzione dell'Europa sono fatti inarrestabili, eventi di cambiamento profondo che trasformano le nostre comunità locali.
Abbiamo bisogno di politiche che accompagnino questi processi non con la logica dell'emergenza, che rende miopi e paurosi.
Al contrario, dobbiamo saperne analizzare le opportunità e le difficoltà, economiche e sociali.



I problemi di sicurezza sociale a volte indicano il disorientamento di una società in trasformazione che va compreso, evitando di cercare nella presenza del migrante la sua causa e togliendogli per questo “il diritto ad avere diritti” che sono propri di tutti gli uomini.
Essi riguardano il diritto alla salute, alla scuola, al soggiornare nel nostro territorio.
Persone che lavorano, hanno una casa, ma che risultano irregolarmente presenti sul territorio solo perchè, in molti casi, la Questura non ha ancora provveduto al rinnovo del permesso di soggiorno, non possono essere estromessi dall'assistenza sanitaria di base.
Diversi Comuni della Brianza, tra cui Biassono, hanno adottato un'identica ordinanza con la quale si stabilisce il requisito del domicilio e di una definita soglia di reddito  per la concessione della residenza. Si introduce così il principio che per essere residenti occorre disporre di un reddito minimo: i poveri non li vogliamo!



Il diritto delle bambine e dei bambini all'educazione ed all'istruzione rischia di non essere garantito in quei Comuni che negano l'iscrizione alle scuole dell'infanzia di bambini in assenza di permesso di soggiorno dei genitori.
La Convenzione sui diritti dell'infanzia non ammette deroghe: occorre garantire a tutti i bambini a qualunque titolo presenti sul nostro territorio, salute, scuola, uguaglianza e protezione.
Il nostro approccio deve essere diverso:
-     promozione di interventi di inclusione sociale e di educazione alla legalità (non solo per migranti)
-     ampliamento delle opportunità di stabilizzazione dei progetti di vita autonoma dei migranti con politiche attente alla casa ed alla formazione
-     tutela della salute e della maternità
-     sostegno ai servizi di accoglienza, assistenza e vicinato, che sono fonte di sicurezza         

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE NEL CONTESTO DELLA CRISI

La necessità, anche per le istituzioni locali, della predisposizione di strumenti atti a contrastare gli effetti più drammatici della crisi - attraverso appositi Fondi per aiutare le persone e le famiglie - ha trovato parziali e disomogenee risposte sia a livello comunale che provinciale.
Siamo assai distanti da quanto sarebbe necessario; si registra una certa attenzione che, però, si evidenzia come minore rispetto ad altri interventi come quello della Caritas.
Ovviamente tale limitatezza va commisurata ad un quadro delle finanze comunali sempre più difficile poiché si sono sommati i tagli decisi dal Governo alle conseguenze della crisi dell'edilizia ed alle conseguenti minori entrate per gli oneri di urbanizzazione, nonché al rispetto del patto di stabilità interno.
Si sono determinate, perciò, le condizioni per scelte politiche assai ampie di aumenti tariffari che hanno investito le imposte di raccolta dei rifiuti, le rette degli asili nido, i costi del trasporto e delle mense scolastiche.
Per Biassono, nel 2010, Addizionale Irpef Comunale al 0,35%; nessuna soglia di esenzione; nessun Fondo Crisi; Tarsu +18%; Trasporto scolastico + 2 euro al mese.



In prospettiva anche l'attività dei Piani di Zona appare destinata ad accrescere le proprie difficoltà derivanti dai trasferimenti di risorse sempre più decrescenti.
L'esperienza quotidiana conferma i dati sulla crescita del disagio sociale e della povertà.
Le esperienze dei “Fondi”, per quanto limitate e differenziate, hanno definito una capacità di intervento concreta che non va dispersa, semmai rafforzata.
I provvedimenti attuati dai Comuni con i Fondi Crisi possono essere distinti in alcune tipologie generali:
-     interventi a sostegno delle famiglie e delle persone in difficoltà
-     interventi a sostegno dell'occupazione, ovvero a sostegno di coloro che hanno perso il lavoro
-     agevolazioni su servizi pubblici a domanda individuale nel settore educativo 
I benefici vanno dall'esenzione tariffaria in caso di risoluzione del rapporto di lavoro subordinato senza indennità, alla riduzione nei casi di cassa integrazione ordinaria, straordinaria od in deroga, o riduzione della prestazione lavorativa.
L'intervento dei Comuni a sostegno delle spese ordinarie incidenti sui bilanci famigliari include le agevolazioni sulle tariffe e tasse di igiene ambientale a favore dei contribuenti colpiti da crisi occupazionali.



Si possono anche prevedere accordi tra amministrazioni locali ed istituti bancari per progetti di microcredito ai singoli. Il finanziamento potrebbe riguardare persone o famiglie in difficoltà che hanno particolari emergenze abitative od occupazionali e venire erogato previa valutazione sia da parte del servizio sociale comunale della reale esistenza della situazione di difficoltà socio-economica, che da parte della banca del merito creditizio del richiedente.
Dato che gli esiti dell'attuale crisi economica evolvono con ritmi incalzanti, si propone di considerare non solo le documentazioni di reddito e patrimonio rilevabili dalla documentazione fiscale (solitamente riferite al quadro dell'anno precedente), ma anche dalle modifiche di stato lavorativo e reddituale (es. licenziamento o cassa integrazione) naturalmente acclarate tramite idonea documentazione.
Questi provvedimenti devono essere accompagnati:
-     dalla lotta agli sprechi della politica ed alle inefficienze, partendo innanzitutto dalla moltiplicazione incontrollata dei consigli di amministrazione delle multiutility
-     da un'attenta verifica sulle consulenze (gli incarichi esterni, laddove sono presenti risorse e competenze all'interno dell'Amministrazione, devono essere ridotti nella misura massima)
-     dalla necessità di rendere più trasparenti i bilanci comunali, attraverso la stesura del bilancio sociale
-     dalla crescita del numero di persone che le tasse le pagano regolarmente e spontaneamente, rendendo più efficace la lotta all'evasione
-     dal contrasto, sensibilizzazione e promozione di iniziative contro la penetrazione della criminalità organizzata anche in zone non tradizionalmente mafiose.
Segnaliamo infine che il ricorso all'esternalizzazione dei servizi spesso non rappresenta un risparmio, ma associa servizi di qualità dubbia a costi crescenti nel tempo.
    

giovedì 24 febbraio 2011

Non è un paese per bambini!


Biassono non è un paese per bambini! E di conseguenza per le famiglie con bambini. E’ la triste realtà con cui noi famiglie ci dobbiamo confrontare ogni giorno. In previsione della nascita di mia figlia io avevo cominciato ad informarmi sulle possibilità che i servizi sociali della cittadina mi mettevano a disposizione: un deserto sconsolante, da ogni punto di vista. Non solo si sente ben poca accoglienza e partecipazione da parte dell’Assessorato alle Politiche Sociali alle problematiche istanziate dalle famiglie con bambini, ma anche a guardarsi intorno c’è ben poco che è stato pensato e fatto.
Nell’età prescolare, manca la possibilità di poter scegliere fra un servizio pubblico e uno privato (infatti di pubblico non esiste niente), e le famiglie che non hanno alternative (vedi presenza di nonni giovano scattanti e disponibili) devono lasciare il loro bambino ad uno dei 4 asili nido privati, a prezzi proibitivi, in strutture che comunque, non essendo né comunali né statali, non hanno alcun tipo di controllo.
La situazione non cambia se si parla della scuola materna. Per 12.000 abitanti (tanti ne ha ormai il comune di Biassono) è presente un’unica struttura, e anch’essa non pubblica, ma privata. Anzi, cattolica. Alla faccia della libertà delle singole famiglie di poter scegliere che tipo di educazione dare ai propri figli.
E come non citare la drammatica situazione in cui versano le strutture chiamiamole ricreative? Nelle giornate di primavera, un bambino dopo la scuola dove può andare? Da nessuna parte, perché i giardini pubblici scarseggiano, e ancor più scarseggiano le strutture per farli giocare. Risale a quest’inverno infatti l’eliminazione di quasi tutte le strutture per i
 bambini da uno dei tre piccolissimi parchetti, quello su via Alberto da Giussano. Inoltre in questi parchetti fatiscenti manca quasi totalmente la possibilità di andarci l’estate,visto che non sono presenti pressoché alberi.
Dulcis in fundo la situazione dei marciapiedi in tutto il paese: anche volendo andare a fare una passeggiata per le strade del paese, è quasi impossibile portare con sé una carrozzina o un passeggino: in molte zone i marciapiedi sono inesistenti, in altre, soprattutto al centro, sono talmente strette che non entrano le ruote della carrozzina. Non tutte e 4 almeno.
Non è un paese per bambini? Non è un paese per cittadini….

Damiana Pessina

domenica 20 febbraio 2011

Trasporto pubblico lombardo e aumento tariffe


Vecchi biglietti della Monza-Molteno-Oggiono
(immagine tratta da http://www.mmo-immagini.com/)

La Giunta regionale lombarda retta da Formigoni ha scelto di tagliare di oltre il 7% i trasferimenti  sul trasporto pubblico locale, per un ammontare di circa 58 milioni di euro.
L'assessore provinciale ai trasporti Francesco Giordano, in un incontro con le organizzazioni sindacali di categoria, ha ricordato le indicazioni regionali:

-    efficientamento, ovvero riduzione del costo chilometrico e/o delle percorrenze
-    aumento delle tariffe del 10% dal 1 febbraio 2011 correlato all'introduzione dei nuovi titoli di viaggio
-    aumento delle tariffe di ulteriore 10% dal 1 maggio 2011 legato alla verifica  di parametri qualitativi nei servizi

In relazione a scelte politiche della Provincia di Milano di evitare aumenti tariffari prima delle prossime elezioni amministrative nel Comune di Milano, gli incrementi tariffari, per le aziende operanti nella Provincia di Monza e Brianza e nella Provincia di Milano, possono essere posticipati al 1 agosto 2011, con gli oneri di tale scelta in carico provvisorio all'ATM.

Rimane la volontà della Provincia di Monza e Brianza di verificare con le aziende un piano di riduzione delle percorrenze di circa il 5% soprattutto nelle fasce serali, domenicali e del sabato pomeriggio, particolarmente utilizzate da fasce deboli della popolazione.

Tutto questo mentre il livello di servizio rimane lontano da quello delle grandi aree metropolitane europee e l’inquinamento a causa del congestionamento del traffico aumenta come dimostrano i dati sulle polveri sottili di questo inizio 2011!