Diceva il conte Verri...
"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)
giovedì 22 ottobre 2015
martedì 20 ottobre 2015
NUOVO NOME PER VIA LOCATELLI
Da tempo via
Locatelli presenta la curiosa singolarità di essere abbandonata al buio
più fitto, al punto che i cittadini stanno pensando di cambiarle il nome in "Via
Dimenticata".
Chissà se
l’assessore ai Lavori pubblici, che proprio in quella via abita, ha segnalato al sindaco come i tanto sbandierati richiami alla sicurezza della giunta leghista finiscano per perdersi lì nelle tenebre.
Con tutte
le ordinanze emesse ad hoc dal nostro sindaco Piero Malegori, qui ne farebbe al caso una sul gioco “nascondino ”,
dal momento che - non avendo altre valide alternative - alcuni gruppi di ragazzi
hanno lanciato l'idea di organizzare una super sfida a darsi alla macchia, invitando frotte di adolescenti dai paesi vicini.
Quando poi
la luce tornerà in Via Dimenticata, e si spera presto, suggeriamo al primo cittadino di fare un giro completo per le strade della nostra cittadina, controllando quanti lampioni
stradali funzionino davvero e quanti sono invece coperti da folti alberi, o addirittura del tutto disattivi. Via Umberto I docet da secoli.
Spendiamo infatti soldi per illuminare le nostre vie, salvo poi dimenticarci - come al
solito - di controllare se tali fondi siano ben investiti o semplicemente gettati in pasto agli spiriti della notte.
Sappiamo però che la solerzia del sindaco è sempre pronta a intervenire rimuovendo il problema alla radice: magari la luce non tornerà nei pali disattivi, ma per quelli fagocitati da foglie e rami un bel taglio di tronco non lo si nega mai.
Ah già, soluzione al quiz:
l’incuria dell’amministrazione.
sabato 10 ottobre 2015
martedì 29 settembre 2015
BIASSONO, IL PAESE DELLE INDAGINI IN CORSO
Dopo esser riusciti per una decina di giorni a tenerle
racchiuse nelle ovattate stanze di Villa Verri, sono ora trapelate notizie
riguardanti accertamenti effettuati dagli uomini della Guardia di Finanza
all'interno degli uffici comunali.
E, come sempre, il Sindaco Piero Malegori ha teso a minimizzare:
“non sono venuti per problemi del Comune”... “sono verifiche che vengono
eseguite di consueto e non soltanto a Biassono”.
Sarà, ma intanto si apprende che ci sarebbero indagini in
corso e che il Sindaco “rimanda commenti e dettagli sulla vicenda” al termine
delle stesse.
Quante volte, in questi anni, abbiamo sentito Malegori
ripetere questo solito, logoro, ritornello?
Vale forse la pena riepilogare gli episodi che, nel corso dei
mandati dell'attuale sindaco, hanno visto il palazzo municipale sotto l'occhio
dei riflettori per vicende mai chiarite e quasi sempre poco edificanti:
1) viene rinvenuta una “cimice”
collocata all'interno dell'auto di servizio della Polizia Locale.
Malegori che fa? Sospende il giudizio e gli eventuali
provvedimenti, riservandosi di chiarire la vicenda al termine delle indagini. Sono passati anni e l'unico barlume è stata una farfugliata battuta in uno degli ultimi consigli comunali, strappata dopo più sollecitazioni di LpB, secondo cui il caso sarebbe stato archiviato. Perché? Come mai? Chi ha fatto cosa? E l'archiviazione è davvero tale? Silenzio tombale. I biassonesi stanno ancora aspettando!
2) “scandalo vigili”
I fatti sono più recenti e noti; l'amministrazione, costretta dal
clamore mediatico che ha assunto la vicenda, emette un roboante comunicato dal
titolo “Nessuna negligenza ma decisa fermezza nella gestione della Polizia
Locale”.
In detto comunicato si riconosce, citiamo testualmente, che “Biassono vuole capire approfonditamente chi e perché abbia screditato la
propria divisa e l'integrità morale e professionale, prestando il fianco a
ricatti e “fango” che umiliano il nostro Comune”.
E più avanti: “i biassonesi non meritano tutto questo, ne
siamo convinti ed agiremo con fermezza, come sempre abbiamo fatto (sic), per
scoprire la verità e restituire il giusto valore e dimensione a chi opera per
il bene della cittadinanza "......." - in questo difficile momento (eravamo al 5
dicembre 2014, ndr) l'amministrazione lascerà svolgere le ulteriori indagini ed
approfondimenti alle competenti autorità, con piena fiducia e con la certezza
che vengano a galla le verità ed i veleni”.
E' imbarazzante e inquietante che una giunta ammetta che, all'interno della propria struttura amministrativa, possano
girare “ricatti”, “fango” e “veleni”.
Anche in questo caso, sarebbe forse giunto il momento per i
biassonesi di apprendere un briciolo di verità e di chiarezza da parte di chi
li amministra.
3) viene sospeso il servizio di
pattugliamento notturno per il tramite della locale Protezione Civile.
Interrogato al riguardo, il sindaco sostiene che ne avrebbe
decretato la sospensione “a fronte di un problema che potrebbe coinvolgere
personalmente i volontari”.
E ovviamente che, “sono tutt'ora in corso tutte le verifiche
del caso”.
Linguaggio ermetico e decisamente criptico; l'essenziale è,
come sempre, che i cittadini capiscano il meno possibile.
Noi che, per inclinazione, siamo portati a pensare sempre per
il peggio quando c'è di mezzo Malegori, azzardiamo che probabilmente questa
Amministrazione possa aver adibito, per anni, i volontari della Protezione
Civile a compiti e mansioni non propriamente rientranti nelle loro funzioni
istitutive.
Chiarezza, anche su questa vicenda, ancora non c'è stata.
4) è di oggi, dicevamo, la notizia
delle verifiche in Comune da parte della Guardia di Finanza.
Anche in questo caso, bocche cucite e l'ennesimo rinvio di una
spiegazione e di un chiarimento al termine delle indagini in corso.
Lista per Biassono ritiene che il municipio, la casa comune di
tutti i biassonesi, debba avere pareti di cristallo.
E che i nostri concittadini abbiano tutto il diritto di essere
portati a conoscenza delle cause e della ragioni per le quali, ormai
periodicamente, il comune di Biassono viene portato agli onori delle cronache
per vicende non propriamente edificanti.
Malegori, il cui doppio mandato scade tra pochi mesi, la deve
smettere di nascondere la polvere sotto il tappeto.
Che impronti, almeno l'ultimo scorcio della sua discutibile
amministrazione, a regole di partecipazione e, soprattutto, di trasparenza. Che dovrebbe essere la norma in ogni Comune che si rispetti.
martedì 22 settembre 2015
VERGOGNA RENZI, O VERGOGNA LEGA?
La Lega Nord, con tanto di manifesti strombazzanti per il paese, attacca il governo Renzi sulle tasse; prima di puntare il dito, sarebbe forse meglio guardasse alla trave nel proprio occhio.
E' ormai evidente come il
federalismo fiscale abbia fallito clamorosamente: da un lato un aumento della
fiscalità generale e, dall'altro, un super incremento della fiscalità locale.
I tagli nei trasferimenti
dallo Stato sono stati compensati infatti agendo sulla leva delle tasse locali.
Il Comune di Biassono,
ormai da anni, ha adottato un regime di aliquote fiscali tra i più elevati, che
è stato puntualmente riconfermato anche per l'anno in corso.
Ciò non impedisce al
sindaco Piero Malegori di dichiarare soddisfatto: "siamo riusciti a far quadrare
il Bilancio SENZA DOVER TOCCARE LE TASSE".
Occorrerebbe ci spiegasse
com'è possibile agire ulteriormente sulla leva fiscale quando le tasse locali,
a Biassono, sono già ai livelli massimi.
E sarebbe pure opportuno
che i cittadini gli chiedano conto della promessa di diminuire dello 0,1%
l'aliquota dell'addizionale comunale irpef, da lui stesso avanzata a inizio
anno.
Impegno, ovviamente,
disatteso; tutte le tasse rimangono invariate: Tari, Imu, Tasi, addizionale
irpef non caleranno.
Né sono state prese in
considerazione le proposte di Lista per Biassono volte ad introdurre criteri di
maggiore equità.
Evidentemente, per i
ragionieri che ci governano gli effetti sociali ed economici della perdurante
crisi non costituiscono una priorità e debbono pertanto rimanere sullo sfondo.
Ma le tasse biassonesi non
sono solamente tra le più elevate; sono anche ingiuste.
Capita sempre più spesso
di sentire assessori che si vantano di aver introdotto, a Biassono, una tassazione
uguale per tutti. In ossequio,
probabilmente, alla proposta di Matteo Salvini di un'aliquota fiscale unica:
"una tassa uguale per tutti, per ricchi e poveri".
Proposta"rivoluzionaria",
l'ha definita Salvini.
Sarebbe più corretto
definirla proposta di "restaurazione", in quanto ci farebbe tornare
indietro di 167 anni, ripristinando di fatto l'impostazione fiscale dello
Statuto Albertino, che i nostri Costituenti avevano decisamente superato.
"I cittadini
contribuiscono indistintamente, nella proporzione
dei loro averi, ai carichi dello Stato" (art. 25 Statuto Albertino del 4
marzo 1848).
Quasi 100 anni più tardi,
nel 1947, l'Assemblea Costituente elaborò il testo dell'art. 53 della
Costituzione Repubblicana, sancendo il passaggio dall'imposizione proporzionale
a quella progressiva: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche
in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato
a criteri di progressività".
Ecco le motivazioni che
furono addotte a sostegno della progressività: "Non si può negare che una
Costituzione la quale, come la nostra, si informa a principi di democrazia e di
solidarietà sociale, debba dare la preferenza al principio della progressività.
Ho sempre pensato che chi ha dieci mila lire di reddito e ne paga mille allo
Stato, con l'aliquota del 10 per cento, si troverà con 9 mila lire da impiegare
per i suoi bisogni privati; mentre chi ne ha centomila, dopo aver pagato
l'imposta del 10 per cento in base alla stessa aliquota, si troverà con
una disponibilità di 90 mila lire.
E' ovvio che per pagare l'imposta il primo contribuente sopporta un sacrificio
di gran lunga maggiore del secondo, e che sarebbe equo alleggerire l'aggravio
del primo e rendere un pò meno leggero quello del secondo" (Salvatore Scoca,
costituente democristiano).
Come detto, l'imposizione,
da parte della Lega Nord, del criterio proporzionale e non progressivo, ha reso
la tassazione locale biassonese oltre che tra le più elevate tra i comuni della
Brianza anche, e soprattutto, tra le più ingiuste.
Facciamo solo due esempi:
ADDIZIONALE COMUNALE
ALL'IRPEF: aliquota unica dello 0,8 per cento (il massimo consentito). Senza
aliquote differenziate per scaglioni di reddito e con l'unica esenzione dei
redditi fino a 7.500 euro.
TASI: aliquota unica dello
2,5 per mille. Senza esenzioni e senza detrazioni. Col deprecabile risultato di
penalizzare, rispetto alla vecchia IMU, le rendite catastali fino a 600 euro. E
di favorire, invece, le rendite oltre tale cifra. E più la rendita catastale è
elevata, maggiore è il risparmio.
Non ci sarebbe bisogno di
scomodare Don Milani, ma gli studenti della scuola di Barbiana sapevano bene
che "non c'è nulla di più ingiusto quanto far parti uguali fra i
disuguali".
Magari sarebbe il caso di
far ritornare sui banchi di scuola anche i nostri amministratori.
E ciò a prescindere dalla
credibilità di chi avanza siffatte "proposte di riforma".
Nonostante la Lega
Nord abbia governato per decenni, sia a livello nazionale che regionale e
comunale, l'unica cosa che ha saputo realizzare è infatti un aumento delle imposte
pagate dai cittadini.
martedì 15 settembre 2015
I DEFIBRILLA-ARMATINI IN CAMPO A BIASSONO
Sono ormai tre
mesi che l’assessore allo Sport annuncia la consegna dei defibrillatori alle
società sportive e alle scuole biassonesi, di ogni ordine e grado.
Abbiamo letto la
notizia della consegna a maggio in sala civica; poi abbiamo riletto la notizia
della consegna durante il GP di Formula1. E abbiamo pensato: vuoi vedere che questi defibrillatori
sono come i carri armati di Mussolini? A ogni manifestazione pubblica il nostro
assessore allo Sport, meglio noto col nome di battaglia assessore alla Grancassa,
li consegna a qualcuno, con tanto di stretta di mano e foto ricordo, per poi
portarseli via (in attesa della nuova occasione per riconsegnarli).
Indagando con i
diretti interessati abbiamo però rilevato che, al momento, le società sportive
ne sono ancora sprovviste – nonostante vengano organizzati eventi pubblici
aperti a neofiti, come il recente Game Sport; inevitabile sorgano domande maliziose pure sui tempi d’attesa delle scuole.
Un dato è ormai
palese: mai come quest’anno il fuori GP di Biassono ha assunto toni e dinamiche
ideali per la propaganda leghista, sostenuta – non dimentichiamolo - con i
soldi del bilancio comunale (“esauriti” o “miracolosamente disponibili” a
seconda degli umori e delle simpatie del sindaco), oltre al cospicuo contributo
- a denti stretti - degli esercizi pubblici aderenti all’iniziativa; dinamiche
quanto mai simili a quelle dei controversi defibrillatori, pagati in buona
parte dalle società sportive stesse, ma destinati a essere messi a disposizione
dalla giunta solo al “momento giusto”.
Visto l’andazzo e
l’avvicinarsi delle elezioni comunali, è inevitabile aspettarsi che anche le
prossime iniziative mireranno a magnificare più le gesta dei nostri brillanti
turbo-amministratori (con grancassa incorporata), anziché soddisfare le
aspettative dei cittadini. Portiamo pazienza. Il tempo sta per scadere.
Sappiamo però che
l’assessore Grancassa segue questo blog e potrebbe quindi rilasciarci informazioni
in merito, a meno che preferisca attendere la prossima cerimonia dei
defibrilla-armatini, oppure il momento della loro agognata consegna. La
prossima volta ci attendiamo in compenso le foto delle installazioni, non semplici
strette di mano.
venerdì 11 settembre 2015
IL CASTELLO FANTASMA DI BIASSONO
Presentato al pubblico come "Il Castello", in virtù dei suoi richiami architettonici alle fortezze medioevali, l'asilo nido comunale di Via Lega Lombarda è destinato a passare alla storia come "Il Castello fantasma". L'ultimo bando d'assegnazione della struttura, infatti, lascia supporre che i suoi abitanti, per lungo tempo ancora, saranno solo gli spiritelli cattivi della coscienza biassonese.
La storia di questa tormentata
opera pubblica è tristemente nota, ma ogni volta che la si ripete - come nelle migliori favole di cavalieri e regine malvagie - il fiato resta sospeso in attesa di un finale immutabile.
Sorge quale onere di
urbanizzazione in corrispettivo alla lottizzazione di edifici residenziali di
pregio nella medesima area, in tempi ormai preistorici.
La sua realizzazione viene
ultimata a giugno 2012.
Originariamente destinato, come
detto, ad Asilo Nido Comunale, vede ben presto naufragare il bando per la sua
gestione. L'idea di dotare la comunità
biassonese di un nuovo servizio pubblico viene peraltro velocemente accantonata
dalla Lega Nord.
Vane le istanze avanzate da
famiglie e gruppi di opposizione (Lista per Biassono e PD), volte a prevedere
l'istituzione di una Scuola Materna Statale.
Incredibili, si ricorderà, le
motivazioni addotte in Consiglio Comunale dal Sindaco Piero Malegori per negare tale
possibilità: "mettetevi in testa che a Biassono non è possibile"....."Io non vado contro
la Storia di Biassono"......"Fatevene una ragione; se anche ci fosse
la disponibilità dello Stato per il tramite del Provveditorato, la mia è una
decisione politica"....."Perché ad una scuola dell'infanzia pubblica
si iscriverebbero solo figli di cittadini con reddito medio/basso o figli di
immigrati".
Della serie: come trasformare un
problema sociale in un problema politico!
Avanti quindi, costi quel che
costi, con la scelta della gestione privata di un "Centro per
l'Infanzia" destinato ad accogliere due sezioni di asilo nido, una sezione
"primavera" e due sezioni di scuola materna.
Si appronta tutta la
documentazione di gara per l'affidamento della concessione del servizio per il
periodo 01.09.2015/31.08.2030.
Gara che, con determinazione del
29.01.2015, viene dichiarata DESERTA non essendo pervenuta alcuna offerta.
L'amministrazione Malegori
subisce lo smacco, ma procede imperterrita.
Anziché perseguire seriamente la
strada della Scuola Materna Statale, emette, con delibera n.84 del 25.06.2015,
"nuovi indirizzi amministrativi in merito al Centro per l'Infanzia".
E per rendere maggiormente
appetibile il nuovo bando di gara si stabilisce che:
a) gli oneri per l'arredo base
per l'intera struttura sita al piano terra e al primo piano per i servizi
oggetto della concessione, siano a carico del Comune di Biassono fino ad un
massimo di euro 40.000 (iva esclusa);
b) che gli oneri per le utenze
(ad esclusione di quelli relativi alle linee telefoniche e rete dati) derivanti
dal funzionamento della struttura, fino al 31.07.2019 per i primi tre anni di
concessione, dovranno essere a carico dell'Amministrazione Comunale;
c) che a partire dall'anno
scolastico 2016/2017 e per i successivi ulteriori due anni scolastici dovrà
essere erogato, dall'Amministrazione Comunale, un contributo di euro 10.000 per
ogni sezione di scuola dell'infanzia e "primavera" che dovesse essere
attivata all'interno di detta struttura come previsto dall'attuale convenzione
a disciplina dei rapporti tra il Comune di Biassono e le locali scuole
dell'infanzia biassonesi (Segramora e San Giorgio).
Tale nuovo bando di gara per
l'affidamento della concessione del servizio di gestione del Centro per
l'Infanzia (periodo 02.01.2016/31.07.2019) scadrà alle ore 12 del giorno 16
settembre 2015.
Dal 2012 molta acqua è passata
sotto i ponti; diversi anni scolastici sono trascorsi, ma la struttura comunale
continua a languire.
Poi, come sempre, ci sarà
qualcuno che avrà l'ardire di venirci a raccontare la barzelletta che si tratta
dell'ennesimo fiore all'occhiello di questa Amministrazione, acquisito al
patrimonio comunale a costo zero per i cittadini!
martedì 8 settembre 2015
IL GRANDE FRATELLO A BIASSONO
Con settembre riprende, per chi
può, l'attività lavorativa e riprendono anche le incombenze tributarie per i
biassonesi (prima scadenza, 30 settembre, tassa rifiuti).
Con delibera n.111 del
28.07.2015, la Giunta Comunale ha dato incarico di rimodulare in diminuzione i
canoni nella misura massima del 20%.
Forse che sia rinsavita la Lega
Nord di Biassono, dopo essersi accorta che ormai da anni i propri cittadini
pagano le tasse locali più elevate?
Manovra elettoralistica in
previsione dell'ormai prossima scadenza di mandato?
Nulla di tutto ciò!
Si tratta delle condizioni di
miglior favore sui canoni corrisposti per la concessione di aree comunali su
cui sorgono gli impianti radio base di ricezione e trasmissione dati, che la
Lega Nord gentilmente ha deciso di concedere ai gestori di telefonia mobile, in
considerazione dell'attuale situazione economica.
Un pò come le comode rateazioni
già concesse nei confronti degli abusi edilizi sul territorio comunale.
Proprio così!
Per i contribuenti biassonesi che
da ormai sei anni stanno drammaticamente facendo i conti con una crisi
economica che aggredisce i bilanci famigliari, nessuna riduzione di tasse,
nessun innalzamento della soglia di esenzione, nessuna progressività, nessuna
applicazione per scaglioni di reddito.
Invece per gli operatori di
telefonia mobile, che chiudono sempre i propri bilanci in largo attivo, sconti,
trattamenti di favore e nessuna sanzione in caso di morosità.
Ma i cittadini di Biassono stiano
sereni; gli sconti infatti verranno concessi solo ed esclusivamente:
a) qualora richiesti (!!!);
b) previa gratuita ospitalità sul
traliccio di proprietà dell'eventuale installazione del sistema di
videosorveglianza del Comune;
c) qualora fossero riscontrate
irregolarità o ritardi nei precedenti pagamenti, non si farà luogo
all'applicazione del beneficio fino a che non siano sanate tali irregolarità.
La Lega Nord, oltre a rasentare
il ridicolo, sta raschiando il fondo del barile.
Forse è arrivato il tempo di
cambiare.
lunedì 27 luglio 2015
I BILANCI DI BIASSONO DANNO I NUMERI
Sono passati soltanto due mesi
dalla nomina dell'ultimo Revisore dei Conti ma, a Biassono, c'è qualcosa che
continua a non andare.
Quella di Revisore dei Conti in
un Ente Locale è funzione tra le più delicate.
Nell'arco degli ultimi due mesi,
l'Amministrazione Malegori ha portato all'approvazione del Consiglio Comunale
sia il Bilancio Consuntivo 2014 che il Bilancio di Previsione 2015.
Entrambi in regime di esercizio
provvisorio ed entrambi sul filo della scadenza dei termini prefissati.
BILANCIO
CONSUNTIVO 2014:
il
Revisore dei Conti dura in carica tre anni a decorrere dalla data di
esecutività della delibera di nomina da parte del Consiglio Comunale
(per Biassono si tratta della delibera n.20 del 25 maggio 2015).
Tra l'altro, vi si legge
testualmente: "....il Consiglio Comunale, udita la proposta del Sindaco
Borgomastro di dichiarare la presente delibera immediatamente esecutiva al fine
di incaricare nel più breve tempo il nuovo Revisore dei
Conti"........delibera di dichiarare la presente deliberazione immediatamente
esecutiva....".
Da quel momento, giusto il
disposto dell'art. 234 Testo Unico Enti Locali, ci sono 20 giorni per
comunicare ai propri tesorieri il nominativo del soggetto cui è affidato
l'incarico.
Il quale incaricato, prima
dell'accettazione, è necessario si informi su quanto riportato nella delibera
di nomina e prenda visione di quanto disciplinato nello Statuto e nel
Regolamento di Contabilità in riferimento all'Organo di Revisione.
Nulla di tutto quanto previsto
dalla succitata normativa è stato osservato a Biassono.
Il Revisore, nominato nelle notte
del 25 maggio, già il giorno successivo consegna la propria Relazione
consentendo ad un'Amministrazione in evidente affanno di rispettare formalmente
l'ultimatum concesso dal Prefetto ed evitare il commissariamento.
Il che, come abbiamo già avuto
modo di mettere in evidenza, può significare soltanto una cosa e cioè che, in
barba a leggi e regolamenti, il Sindaco Malegori ha affidato i conti del nostro
Comune ad un professionista che non poteva ancora essere nel pieno possesso
delle sue attribuzioni.
BILANCIO DI PREVISIONE 2015:
sulla proposta di Bilancio il
Revisore è tenuto ad esprimere un motivato giudizio di congruità, coerenza ed
attendibilità contabile.
Si presume lo faccia dopo aver
preso visione dei numeri e dei documenti ufficiali e definitivi, nonché di
tutti i numerosi allegati che costituiscono il bilancio di un Comune.
Normalmente dovrebbe esserci
perfetta ed assoluta coincidenza tra le evidenze del Revisore e quelle del
documento contabile comunale.
Mai ci era capitato di imbatterci
in una Relazione del Revisore riportante cifre diverse rispetto a quelle
appostate a Bilancio.
Ma al peggio non c'è mai fine e,
ad esempio, abbiamo potuto apprendere che a Biassono le entrate sono "variabili".
TASI: euro 1.830.000 per il Revisore; 1.815.000 a Bilancio
TARI: euro 1.210.000 per il
Revisore; 1.200.615 a Bilancio
ADD. COM. IRPEF: euro 1.585.000
per il Revisore; 1.575.000 a Bilancio
IMP. PUBBLICITA': euro 74.000 per
il Revisore; 73.000 a Bilancio
IMU: euro 1.345.000 per il
Revisore; 1.250.000 a Bilancio
Differenze preoccupanti e
inspiegabili, che il Sindaco, assessore al Bilancio, non è stato in grado di
spiegare.
Forse, anziché procedere a tappe
forzate all'approvazione, ad ogni costo, del Bilancio, sarebbe stato più
opportuno sospendere la seduta del Consiglio Comunale, convocare il Revisore
dei Conti e chiedergli sulla scorta di quali numeri e quali documenti ha
formulato il proprio giudizio di congruità ed attendibilità contabile.
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