Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

sabato 28 novembre 2015

ASSESTAMENTO DI BILANCIO AL FOTOFINISH

Giunta leghista al fotofinish. Lunedì 30 novembre, ultimo giorno utile per approvare l'assestamento generale di bilancio, è stato convocato il consiglio comunale con i soliti tempi da centometristi olimpionici. Ai gruppi di minoranza, infatti, non vengono mai concessi più di tre giorni per valutare documenti su cui la giunta si confronta invece per mesi, palesando difficoltà sempre maggiori nel far tornare i conti di Biassono. 

Come si ricorderà, nel 2014 l'Amministrazione Comunale era stata costretta, per la prima volta, ad operare una drastica manovra di blocco della spesa negli ultimi due mesi dell'anno. Vennero infatti congelate tutte le spese correnti non obbligatorie per legge, per un importo complessivo pari ad euro 244.746,79, ma, anche per questa stagione, nubi oscure si profilano sul palazzo municipale.

Basta dare una scorsa all'albo pretorio. Sono state pubblicate alcune determinazioni di diversi Capi Settore che preannunciano la riduzione dei rispettivi impegni di spesa “ai fini del rispetto del patto di stabilità interno”.

Nello specifico, si tratta della Deliberazione n. 426 del 09.11.2015 del Settore Patrimonio, Sport, Istruzione; di quella n. 427, in stessa data, del Settore Servizi Sociali; di quella n. 431 del 12.11.2015 del Settore Organizzazione Servizi Generali e di quella n. 432 del Settore Gestione del Territorio.

Tutte indistintamente fanno diretto riferimento alla delibera di giunta n. 150 del 29.10.2015, mediante la quale sono stati forniti gli specifici indirizzi amministrativi, nonché l'elencazione delle possibili economie di spesa.

Delibera di giunta che è un po' come l'araba fenice: "che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa" (lo stesso albo pretorio on line salta inopinatamente dalla delibera n.149 a quella n. 151 e seguenti).

In attesa, quindi, di poterne prendere visione in uno con l'allegata relazione del revisore dei conti, ci limitiamo a segnalare, di seguito, alcune delle economie di spesa effettuate, riservandoci di tornare più approfonditamente sull'argomento non appena in possesso della sopraddetta documentazione.

Refezione scolastica: - euro 600

Biblioteca: acquisto libri (saggistica): -  euro 1.500

Biblioteca: acquisto libri (ragazzi): - euro 2.000

Servizi pulizia immobili comunali: - euro 5.000

Appalto servizi affissioni: - euro 6.050 (azzerato)

Spese per Studi, Progettazioni Preliminari, Collaudi: - euro 3.800

Contributo ordinario Protezione Civile: - euro 1.750

Manutenzione ordinaria parchi, giardini, aree esterne: - euro 2.767,13

Assistenza portatori handicap: inserimento in strutture scolastiche: - euro 3.600

Assistenza portatori handicap: trasporto in luoghi di cura e riabilitazione: - euro 900

Contributo sostegno scuole materne: - euro 120.000

Nel contempo, prosegue l'operazione di alienazione di alloggi di proprietà comunale già concessi in locazione in regime di edilizia residenziale pubblica.

E' di questi giorni la messa all'asta pubblica di uno dei 15 alloggi di Cascina Cà Nova (fabbricato B).

Segnali non proprio incoraggianti in una situazione di perdurante crisi economica che ha generato, e continua a generare, nuovi bisogni e nuove fragilità a Biassono.




martedì 24 novembre 2015

POLIZIA LOCALE: QUALCOSA NON VA. ANCORA.

Mentre il Cittadino celebra il primo anniversario dello scoop sulla Polizia Locale chiedendosi il perché dell'assordante silenzio che è calato sull'intera vicenda, ci permettiamo evidenziare alcune ultime decisioni che sollevano altrettanti ed analoghi interrogativi.

Il 24 aprile 2014, per cercare di far fronte ad una situazione che evidentemente stava diventando oltremodo imbarazzante, la Giunta con propria delibera n.40, approvava il “Regolamento ed istituzione del Corpo di Polizia Locale del Comune di Biassono”.

Un minuzioso complesso normativo di ben 46 articoli, integrato da un “Codice deontologico di comportamento per il personale di Polizia Locale” e da “Norme concernenti l'armamento degli appartenenti alla Polizia Locale”.

Un passo fondamentale, disse allora la Giunta, per ristabilire ordine, serietà e disciplina.

Mai previsione fu meno azzeccata!

A distanza di poco più di un anno, infatti, la stessa Giunta, con propria delibera n.107 del 20 luglio 2015 ha proceduto alla “Revoca in ogni sua parte della deliberazione n.40 del 24.04.2014”.

Sconosciute le argomentazioni.

Si dice solo che: a) è stato redatto un nuovo Regolamento del Corpo di Polizia Locale del Comune di Biassono “ritenuto più idoneo alla realtà dell'Ente” e che, b) con successiva deliberazione si approverà nuovo Regolamento del Corpo di Polizia Locale del Comune di Biassono. Da tempo immemore Lista per Biassono chiede trasparenza sull'intera questione Polizia Locale.

Quand'è che il Sindaco Malegori ritiene i tempi maturi per fornire chiarimenti se non ai cittadini biassonesi, quantomeno al Consiglio Comunale?

O la pensa anche lui come i consiglieri Colombo e Rossi (CDL) secondo i quali della vicenda se ne è già discusso a sufficienza?

Il secondo episodio che suscita perplessità è l'atto di revoca, avvenuta con determinazione n.435 del 12.11.2015, della “nomina di capo ufficio con specifiche responsabilità, ai sensi dell'art. 22 del regolamento comunale sull'ordinamento degli uffici e servizi per il settore di Polizia Locale del Comune di Biassono”.

Nomina che il Comandante della Polizia Locale aveva effettuato non più tardi di tre mesi prima con propria determinazione n.334 del 30.07.2015.

Dovendosi escludere, immaginiamo, diverse valutazioni e riconsiderazioni di carattere professionale, si è portati a ritenere che ci si sia resi conto del non ortodosso iter procedurale seguito.

Trattasi infatti di materia che non avrebbe dovuto essere decisa unilateralmente, ma  rientrare a pieno titolo nell'ambito della contrattazione decentrata tra Amministrazione e rappresentanze sindacali dei dipendenti.


In ogni caso, un'altra brutta figura.

giovedì 12 novembre 2015

MEDICI IN ARRIVO PER "CURARE" IL CASO ASILO NIDO?

Pensavamo di aver già visto tutto nella fin troppo lunga ed imbarazzante stagione politico - amministrativa del sindaco Piero Malegori.

Dai Vigili che ballano seminudi, alla vendita della Farmacia Comunale; dalle bandiere di partito in Municipio, alla svendita del Patrimonio pubblico; dalle tasse locali più alte e più ingiuste di tutto il circondario, alle Ordinanze che favoriscono i soliti noti.

Ci mancava, però, l'opera pubblica ultimata da tempo e non ancora utilizzata.

L'Asilo Nido di via Lega Lombarda è stato consegnato all'Amministrazione nell'ormai lontano giugno 2012 ma, ad oggi, non ha ancora potuto ospitare alcun pargolo biassonese.

Ben tre gare andate deserte ed una Giunta che ha dato e continua a dare ampia dimostrazione di non sapere come affrontare il problema.

Scriveva l'Informatore Comunale del marzo 2011 (pag.12): ....."nel recupero dell'area ex Sasatex è attualmente in costruzione un nuovissimo asilo che sarà consegnato "chiavi in mano", ed a costo zero all'Amministrazione. ........ Si tratta di un altro importante tassello nella dotazione di servizi pubblici comunali".

Forse bisognerebbe chiedere alla Lega Nord perché, in una congiuntura sfavorevole già in atto da anni, non sia stata fatta preventivamente un'accurata valutazione circa la più che probabile difficile gestione economica di tale intervento.
Lo scenario sconfortante è quello di soldi pubblici (altro che costo zero per il Comune!) buttati in un'opera destinata a non entrare mai in funzione.

Già, perché neanche la più fervida e perversa fantasia avrebbe potuto partorire un colpo ad effetto di tale maestria per ridestare una comunità biassonese ormai indifferente ed assopita, stanca e annoiata delle vicende di piccolo cabotaggio che stanno connotando l'epilogo del mandato del sindaco Malegori.

Ecco quindi la genialata: niente scuola dell'infanzia pubblica, richiesta da tempo dalle opposizioni, ma convocazione in Municipio di tutti i medici operanti sul territorio per proporre loro di trasferire gli ambulatori all'interno dell'Asilo Nido inutilizzato.
Pazienza se la struttura non è adatta, o se i servizi non sono adeguati alle esigenze di un'utenza adulta.

Che importa, poi, se buona parte dei medici sono proprietari dei locali ove attualmente esercitano la loro professione?

L'essenziale è togliere finalmente l'Amministrazione dall'imbarazzo e, possibilmente, incamerare un canone d'affitto.


Pensavamo di aver già visto tutto ma, evidentemente, ci sbagliavamo.

martedì 10 novembre 2015

LA GIUNTA BIASSONESE E' RICICLABILE?

Legambiente ha reso nota la classifica dei Comuni Ricicloni 2015 e Biassono dovrebbe forse iniziare a porsi qualche domanda in più sul tema. 

La graduatoria comprende tutti i Comuni che risultano avere una percentuale di raccolta differenziata uguale o superiore al 65%, ma è stata stilata considerando anche l'indice di buona gestione che, oltre alla percentuale di raccolta differenziata, tiene pure conto di altri parametri quali: il recupero di materia, la riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti pro capite, la sicurezza dello smaltimento, l'efficacia del servizio.

Questo, per quanto attiene alla classifica della provincia di Monza e Brianza, l'andamento del Comune di Biassono nell'ultimo triennio:

anno posizione % R.D. indice buona gestione

2013 10° 68,68% 53,21

2014 70,16% 60,98

2015 17° 69,53% 51,48


Sono cifre e numeri che inducono a ritenere che, a Biassono, ci sia ancora molto da fare e che ci possano ancora essere sensibili margini di miglioramento (il Comune brianzolo da sempre capofila è Bellusco che, nel 2015, ha ottenuto una percentuale di raccolta differenziata dell'81,05% e un indice di buona gestione di 69,79).

Lista per Biassono da sempre sostiene in Consiglio Comunale che l'unico criterio da adottare sia quello previsto dal principio “chi più inquina più paga”.

Chi produce meno rifiuti deve essere premiato ed è per questo che si deve arrivare ad adottare un sistema di tariffazione esclusivamente puntuale.

Con un tributo calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati residui (determinabile secondo peso, volume o numero di prelievi dei sacchi) permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno, sganciandolo dalla quota relativa ai cosiddetti servizi indivisibili.

Principi che, a parole, sembrano condivisi anche dall'Assessore alla partita.
Nei fatti, però, la tariffa puntuale ancora non si vede.

E la raccolta differenziata regredisce.

martedì 3 novembre 2015

I "PRIMATI" DEL SINDACO MALEGORI

Un primate cittadino
Il sindaco leghista Piero Malegori, sempre più affannosamente, sta portando a termine il suo secondo mandato amministrativo.

Mandato contraddistinto da primati ben poco invidiabili.

Passerà infatti alla storia di Biassono per essere stato il Sindaco:




-     che più di altri ha svenduto il patrimonio pubblico

-      che ha introdotto la tassazione locale più elevata

-    le cui imposte, per nulla progressive, sono le più ingiuste in quanto destinate ad incidere più pesantemente sui redditi dei cittadini meno abbienti

-   che ha rasentato il ridicolo su vicende che hanno direttamente coinvolto la sua amministrazione e la credibilità stessa delle istituzioni biassonesi


Oltre a questi indiscutibili titoli di demerito, Malegori si può ora anche fregiare della denuncia per comportamento antisindacale promossa non da una, ma da TUTTE le organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti comunali.
Sono anni, ormai, che l'Amministrazione adotta comportamenti lesivi di corrette relazioni sindacali preferendo al confronto ed alla concertazione la strada degli atti unilaterali e dei comportamenti discriminatori tra lavoratori e lavoratori.

E proprio domani, il Giudice del Lavoro discuterà il ricorso avverso la nomina di ulteriori capiufficio aggiuntivi, le cui indennità di posizione si vorrebbero fare pagare attingendo dal fondo di produttività dei dipendenti tutti.

Parlare di dipendenti pubblici all'indomani del “caso Sanremo” può apparire provocatorio.
Lista per Biassono ritiene però che la vera sfida sia proprio quella di tenere insieme la valorizzazione delle professionalità dei dipendenti del pubblico impiego ( il cui Contratto, peraltro, è bloccato da sei anni) ed il diritto dei cittadini ad un'amministrazione pubblica sostenibile negli assetti, trasparente nell'uso delle risorse ed efficace nel dare risposte alla collettività.

Obiettivi questi, che non si raggiungono di certo con la politica delle “mani libere”,  della “più ampia discrezionalità” o del “muro contro muro” che la giunta Malegori ha sin qui perseguito.

Fanno specie questi atteggiamenti soprattutto quando ad essi fanno da contraltare altri comportamenti di assoluta condiscendenza verso le istanze di altri soggetti.
Ci riferiamo, ad esempio, alle condizioni di miglior favore concesse dall'Amministrazione a chi si dovesse eventualmente macchiare di abusi edilizi sul territorio comunale od alle agevolazioni previste per i gestori di telefonia mobile.

E' la solita politica della Lega Nord: forte con i deboli e debole con i forti.

In conclusione, come al solito, la chiosa del sindaco Malegori: “in questo momento non mi sento di rilasciare alcun commento in merito”.

Nessuna novità.

Sono anni, infatti, che i biassonesi attendono da Malegori risposte in merito.
Risposte che non sono mai arrivate.

Ce le fornirà tutte in una sola volta un minuto prima di essere sfrattato da Villa Verri?


martedì 20 ottobre 2015

NUOVO NOME PER VIA LOCATELLI

Quiz: cosa si nasconde fra le fitte fronde degli alberi? (soluzione a fine pagina)

Da tempo via Locatelli presenta la curiosa singolarità di essere abbandonata al buio più fitto, al punto che i cittadini stanno pensando di cambiarle il nome in "Via Dimenticata". 

Chissà se l’assessore ai Lavori pubblici, che proprio in quella via abita, ha segnalato al sindaco come i tanto sbandierati richiami alla sicurezza della giunta leghista finiscano per perdersi lì nelle tenebre. 

Con tutte le ordinanze emesse ad hoc dal nostro sindaco Piero Malegori, qui ne farebbe al caso una sul gioco “nascondino ”, dal momento che - non avendo altre valide alternative - alcuni gruppi di ragazzi hanno lanciato l'idea di organizzare una super sfida a darsi alla macchia, invitando frotte di adolescenti dai paesi vicini.

Quando poi la luce tornerà in Via Dimenticata, e si spera presto, suggeriamo al primo cittadino di fare un giro completo per le strade della nostra cittadina, controllando quanti lampioni stradali funzionino davvero e quanti sono invece coperti da folti alberi, o addirittura del tutto disattivi. Via Umberto I docet da secoli.  

Spendiamo infatti soldi per illuminare le nostre vie, salvo poi dimenticarci - come al solito - di controllare se tali fondi siano ben investiti o semplicemente gettati in pasto agli spiriti della notte. 

Sappiamo però che la solerzia del sindaco è sempre pronta a intervenire rimuovendo il problema alla radice: magari la luce non tornerà nei pali disattivi, ma per quelli fagocitati da foglie e rami un bel taglio di tronco non lo si nega mai.

Ah già, soluzione al quiz: l’incuria dell’amministrazione.
  






sabato 10 ottobre 2015

Incontro e gemellaggio: La Via dei Conti Verri

A Ottobre, doppio appuntamento storico, grazie anche alla collaborazione con Associazione culturale "Gaetano Osculati". Vi aspettiamo numerosi!




martedì 29 settembre 2015

BIASSONO, IL PAESE DELLE INDAGINI IN CORSO

Dopo esser riusciti per una decina di giorni a tenerle racchiuse nelle ovattate stanze di Villa Verri, sono ora trapelate notizie riguardanti accertamenti effettuati dagli uomini della Guardia di Finanza all'interno degli uffici comunali.

E, come sempre, il Sindaco Piero Malegori ha teso a minimizzare: “non sono venuti per problemi del Comune”... “sono verifiche che vengono eseguite di consueto e non soltanto a Biassono”.

Sarà, ma intanto si apprende che ci sarebbero indagini in corso e che il Sindaco “rimanda commenti e dettagli sulla vicenda” al termine delle stesse.

Quante volte, in questi anni, abbiamo sentito Malegori ripetere questo solito, logoro, ritornello?

Vale forse la pena riepilogare gli episodi che, nel corso dei mandati dell'attuale sindaco, hanno visto il palazzo municipale sotto l'occhio dei riflettori per vicende mai chiarite e quasi sempre poco edificanti:

1)     viene rinvenuta una “cimice” collocata all'interno dell'auto di servizio della Polizia  Locale.

Malegori che fa? Sospende il giudizio e gli eventuali provvedimenti, riservandosi di chiarire la vicenda al termine delle indagini. Sono passati anni e l'unico barlume è stata una farfugliata battuta in uno degli ultimi consigli comunali, strappata dopo più sollecitazioni di LpB, secondo cui il caso sarebbe stato archiviato. Perché? Come mai? Chi ha fatto cosa? E l'archiviazione è davvero tale? Silenzio tombale. I biassonesi stanno ancora aspettando!

2)    “scandalo vigili”

I fatti sono più recenti e noti; l'amministrazione, costretta dal clamore mediatico che ha assunto la vicenda, emette un roboante comunicato dal titolo “Nessuna negligenza ma decisa fermezza nella gestione della Polizia Locale”.

In detto comunicato si riconosce, citiamo testualmente, che “Biassono vuole capire approfonditamente chi e perché abbia screditato la propria divisa e l'integrità morale e professionale, prestando il fianco a ricatti e “fango” che umiliano il nostro Comune”.
E più avanti: “i biassonesi non meritano tutto questo, ne siamo convinti ed agiremo con fermezza, come sempre abbiamo fatto (sic), per scoprire la verità e restituire il giusto valore e dimensione a chi opera per il bene della cittadinanza "......." - in questo difficile momento (eravamo al 5 dicembre 2014, ndr) l'amministrazione lascerà svolgere le ulteriori indagini ed approfondimenti alle competenti autorità, con piena fiducia e con la certezza che vengano a galla le verità ed i veleni”.

E' imbarazzante e inquietante che una giunta ammetta che, all'interno della propria struttura amministrativa, possano girare “ricatti”, “fango” e “veleni”.   

Anche in questo caso, sarebbe forse giunto il momento per i biassonesi di apprendere un briciolo di verità e di chiarezza da parte di chi li amministra.

3)  viene sospeso il servizio di pattugliamento notturno per il tramite della locale Protezione Civile.

Interrogato al riguardo, il sindaco sostiene che ne avrebbe decretato la sospensione “a fronte di un problema che potrebbe coinvolgere personalmente i volontari”.
E ovviamente che, “sono tutt'ora in corso tutte le verifiche del caso”.

Linguaggio ermetico e decisamente criptico; l'essenziale è, come sempre, che i cittadini capiscano il meno possibile.

Noi che, per inclinazione, siamo portati a pensare sempre per il peggio quando c'è di mezzo Malegori, azzardiamo che probabilmente questa Amministrazione possa aver adibito, per anni, i volontari della Protezione Civile a compiti e mansioni non propriamente rientranti nelle loro funzioni istitutive. 

Chiarezza, anche su questa vicenda, ancora non c'è stata.

4)   è di oggi, dicevamo, la notizia delle verifiche in Comune da parte della Guardia di Finanza.

Anche in questo caso, bocche cucite e l'ennesimo rinvio di una spiegazione e di un chiarimento al termine delle indagini in corso.

Lista per Biassono ritiene che il municipio, la casa comune di tutti i biassonesi, debba avere pareti di cristallo.

E che i nostri concittadini abbiano tutto il diritto di essere portati a conoscenza delle cause e della ragioni per le quali, ormai periodicamente, il comune di Biassono viene portato agli onori delle cronache per vicende non propriamente edificanti.
Malegori, il cui doppio mandato scade tra pochi mesi, la deve smettere di nascondere la polvere sotto il tappeto.

Che impronti, almeno l'ultimo scorcio della sua discutibile amministrazione, a regole di partecipazione e, soprattutto, di trasparenza. Che dovrebbe essere la norma in ogni Comune che si rispetti.



martedì 22 settembre 2015

VERGOGNA RENZI, O VERGOGNA LEGA?

La Lega Nord, con tanto di manifesti strombazzanti per il paese, attacca il governo Renzi sulle tasse; prima di puntare il dito, sarebbe forse meglio guardasse alla trave nel proprio occhio.  

E' ormai evidente come il federalismo fiscale abbia fallito clamorosamente: da un lato un aumento della fiscalità generale e, dall'altro, un super incremento della fiscalità locale.
I tagli nei trasferimenti dallo Stato sono stati compensati infatti agendo sulla leva delle tasse locali.

Il Comune di Biassono, ormai da anni, ha adottato un regime di aliquote fiscali tra i più elevati, che è stato puntualmente riconfermato anche per l'anno in corso.

Ciò non impedisce al sindaco Piero Malegori di dichiarare soddisfatto: "siamo riusciti a far quadrare il Bilancio SENZA DOVER TOCCARE LE TASSE".

Occorrerebbe ci spiegasse com'è possibile agire ulteriormente sulla leva fiscale quando le tasse locali, a Biassono, sono già ai livelli massimi.

E sarebbe pure opportuno che i cittadini gli chiedano conto della promessa di diminuire dello 0,1% l'aliquota dell'addizionale comunale irpef, da lui stesso avanzata a inizio anno.
Impegno, ovviamente, disatteso; tutte le tasse rimangono invariate: Tari, Imu, Tasi, addizionale irpef non caleranno.

Né sono state prese in considerazione le proposte di Lista per Biassono volte ad introdurre criteri di maggiore equità.

Evidentemente, per i ragionieri che ci governano gli effetti sociali ed economici della perdurante crisi non costituiscono una priorità e debbono pertanto rimanere sullo sfondo.
Ma le tasse biassonesi non sono solamente tra le più elevate; sono anche ingiuste.

Capita sempre più spesso di sentire assessori che si vantano di aver introdotto, a Biassono, una tassazione uguale per tutti. In ossequio, probabilmente, alla proposta di Matteo Salvini di un'aliquota fiscale unica: "una tassa uguale per tutti, per ricchi e poveri".
Proposta"rivoluzionaria", l'ha definita Salvini.

Sarebbe più corretto definirla proposta di "restaurazione", in quanto ci farebbe tornare indietro di 167 anni, ripristinando di fatto l'impostazione fiscale dello Statuto Albertino, che i nostri Costituenti avevano decisamente superato.
"I cittadini contribuiscono indistintamente, nella proporzione dei loro averi, ai carichi dello Stato" (art. 25 Statuto Albertino del 4 marzo 1848).
Quasi 100 anni più tardi, nel 1947, l'Assemblea Costituente elaborò il testo dell'art. 53 della Costituzione Repubblicana, sancendo il passaggio dall'imposizione proporzionale a quella progressiva: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".

Ecco le motivazioni che furono addotte a sostegno della progressività: "Non si può negare che una Costituzione la quale, come la nostra, si informa a principi di democrazia e di solidarietà sociale, debba dare la preferenza al principio della progressività. Ho sempre pensato che chi ha dieci mila lire di reddito e ne paga mille allo Stato, con l'aliquota del 10 per cento, si troverà con 9 mila lire da impiegare per i suoi bisogni privati; mentre chi ne ha centomila, dopo aver pagato l'imposta del 10 per cento in base alla stessa aliquota, si troverà con una  disponibilità di 90 mila lire. E' ovvio che per pagare l'imposta il primo contribuente sopporta un sacrificio di gran lunga maggiore del secondo, e che sarebbe equo alleggerire l'aggravio del primo e rendere un pò meno leggero quello del secondo" (Salvatore Scoca, costituente democristiano).

Come detto, l'imposizione, da parte della Lega Nord, del criterio proporzionale e non progressivo, ha reso la tassazione locale biassonese oltre che tra le più elevate tra i comuni della Brianza anche, e soprattutto, tra le più ingiuste.

Facciamo solo due esempi:

ADDIZIONALE COMUNALE ALL'IRPEF: aliquota unica dello 0,8 per cento (il massimo consentito). Senza aliquote differenziate per scaglioni di reddito e con l'unica esenzione dei redditi fino a 7.500 euro.

TASI: aliquota unica dello 2,5 per mille. Senza esenzioni e senza detrazioni. Col deprecabile risultato di penalizzare, rispetto alla vecchia IMU, le rendite catastali fino a 600 euro. E di favorire, invece, le rendite oltre tale cifra. E più la rendita catastale è elevata, maggiore è il risparmio.

Non ci sarebbe bisogno di scomodare Don Milani, ma gli studenti della scuola di Barbiana sapevano bene che "non c'è nulla di più ingiusto quanto far parti uguali fra i disuguali".
Magari sarebbe il caso di far ritornare sui banchi di scuola anche i nostri amministratori.
E ciò a prescindere dalla credibilità di chi avanza siffatte "proposte di riforma".


Nonostante la Lega Nord abbia governato per decenni, sia a livello nazionale che regionale e comunale, l'unica cosa che ha saputo realizzare è infatti un aumento delle imposte pagate dai cittadini.