Diceva il conte Verri...

"La voce della verità comincia da lontano a farsi ascoltare, poi si moltiplicano le forze, e la opinione regina dell'universo sorride in prima, poi disputa, poi freme, poi ricorre alle arti, poi termina derisa: questo è il solito gradato passo che fa la ragione a fronte dell'opinione" (Pietro Verri)

giovedì 5 maggio 2011

L'INSOSTENIBILE PIACERE DELLA CARTA STRAPPATA


Strap! Furtive e meschine, le ombre della notte hanno colpito ancora. Via un bel lembo di manifesto elettorale e gambe levate. Certo non uno strappo da principianti, di quelli che sfregiano senza guardare in faccia. No, no! Meticoloso, preciso, sorprendentemente mirato ed efficace. Roba da veri professionisti. Cresciuti nell’impunità di 15 anni d’amministrazione leghista, abituati a mettere a tacere chi non parla la propria lingua, i misteriosi vendicatori hanno lasciato il loro inconfondibile segno. Quella frase, così netta, così diretta, dava troppo fastidio. “La tua voce in paese!”. Via. Rimossa. A Biassono esiste una sola voce: quella della prepotenza. La stessa che si arroga il diritto di occupare gli spazi d’affissione per i referendum, tappezzandoli di manifesti della Lega Nord Lega Lombarda per l’Indipendenza della Padania e la rinascita della polenta taragna bollita in acqua del Po, o più emblematicamente appartenenti alla Casa delle Libertà sfrenate e pruriginose. La medesima che, dal 1996 ad oggi, persiste cocciutamente ad imbrattare muri di scritte verdi, copre insegne, cartelli e pensiline col Sole delle Alpi, o marchia edifici pubblici quasi fossero capi di bovide bestiame.

A nulla sono servite le rimostranze che, di volta in volta, segnalavano soprusi capaci d’indignare l’Italia intera; inutili le richieste alla polizia di far coprire o rimuovere la propaganda abusiva. I manifesti restano lì. Per intervenire c’è sempre tempo. O tutt’al più, qualora mai ci si dovesse ricordare, appaiono timide striscette che bastano giusto giusto per coprire gli occhi dei candidati in fotografia.
No. Noi non ci stiamo. Siamo stanchi di rivedere lo stesso spettacolo ad ogni tornata elettorale. E se la mano della legalità indugia, allora puntiamo l’indice dello sdegno. Chi strappa i manifesti dagli spazi regolarmente concessi merita solo l’infamia pubblica. Perché non rispettare l’altro, è innanzitutto ignoranza. Non ascoltare il diverso, un palese segno di ottusità. Credere di battere l’avversario occultandolo, insultandolo, sbeffeggiandolo, la perfetta dimostrazione che a Biassono, ancor prima che in Italia, la democrazia deve fare molta, moltissima strada.

Alberto Caspani    


3 commenti:

  1. 'I diritti civili sono in sostanza i diritti degli altri'. (Pier Paolo Pasolini)
    Il resto si commenta da sè..
    Grazie del post!
    R.

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  2. L'ignoranza, purtroppo, non ha limiti. Avevo notato anch'io i cartelloni strappati prima di leggere questa mattina il blog. Segnalo che nel mio stabile qualcuno degli ignoranti ha strappato tutti i volantini elettorali di alcune delle liste presenti al voto.

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  3. Io da buon ignorante non sapevo ci fossero degli spazzi dedicati al referendum,effettivamente è una cosa sacrosanta,ma perchè non vengono punite queste cose,Lega e PDL hanno forse più voce e più smalto di un referendum costituzionale? Pensandoci bene,la mia,purtroppo,è una domanda retorica!

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